Fiori di Bach

I fiori di Bach sono un metodo di terapia dolce ideato dal dott. Edward Bach circa settant’anni fa in Inghilterra.
Il dott. Bach sosteneva che ci sono stati negativi dell’animo umano che ci condizionano la vita e ci impediscono di raggiungere la vera felicità. Emozioni come l’impazienza, la rabbia, il rancore, vivere nel passato, la timidezza, la gelosia, l’insicurezza, il ripetere sempre gli stessi errori, una volta riconosciute, possono essere superate in modo costruttivo attraverso un processo di autoguarigione.

Se si ristabilisce l’armonia spirituale dentro di noi, ci sarà più facile affrontare le sfide che la vita ci propone tutti i giorni. I malesseri fisici, secondo il dott.Bach, provengono tutti da una disarmonia spirito-anima.

Questa filosofia si adatta più che bene ai nostri animali, spesso affetti da frustrazioni, abbandoni,maltrattamenti, separazioni, stile di vita lontano dalla loro vera natura. Le emozioni “negative” portano a un indebolimento delle difese immunitarie e a malattie più o meno serie.

Come si fa a capire di quali Fiori di Bach ha bisogno il nostro animale?

Se il proprietario si rivolge al veterinario, bisogna innanzi tutto effettuare  un colloquio e osservare come si comporta il soggetto in questione. Bisogna anche tenere molto in considerazione in che modo si relaziona il proprietario e se è proprio lui la causa dei problemi.

Il colloquio con cliente  deve  comprendere  domande per capire in che contesto è inserito l’animale e dunque l’ambiente in cui vive , il cibo che mangia, la prevenzione a cui è sottoposto, vaccinazioni, antiparassitari e analisi di controllo, se fa  esercizio fisico o una vita sedentaria, se vive una vita di relazione con l’uomo e suoi simili o sta da solo e dunque prende corpo quello che per me è il vero concetto di cura. La nostra indagine si deve allargare ancora di più fino ad arrivare a considerare il nostro animale un essere senziente. Cosa vuol dire esseri senzienti?  Animali  dotati di un sistema nervoso e cervello sviluppati, capaci di provare emozioni, gioia ,dolore, tristezza, di soffrire cioè non solo fisicamente ma anche  psichicamente.

Questo  approccio sancito dal nostro nuovo codice  deontologico richiama il concetto contenuto nella Costituzione Europea firmata dall’Italia , in base al quale l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti”(ARTICOLO III-121 del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa).

Dunque il concetto di animale che capisce o che soffre non è solo una fissazione di qualche persona più sensibile, ma viene addirittura riconosciuto e sancito dalla costituzione della comunità europea, accettato dal governo italiano e inserito nel codice che regola i doveri dei veterinari.

Quando allora ci si presenta un soggetto in visita il suo stato psico-fisico deve obbligatoriamente essere preso in considerazione perchè la malattia psichica è altrettanto grave quanto quella fisica.

Un abbandono, la permanenza in canile, l’arrivo di un nuovo animale dentro casa , la morte di un proprietario, un trasloco, la nascita di un bambino,  spaventi da aggressioni, tensioni in famiglia con litigi a voce alta, mancanza di carezze e considerazione, continue sgridate su comportamenti sbagliati, ambiente rumoroso e stressante, segregazione in recinti o peggio legati alla catena,  sono solo alcune cause di malessere psicologico  che possono preparare il terreno all’instaurarsi di una malattia organica o sfociare in patologie del comportamento.

Perchè sulla pubblicità del cibo per cani mettono sempre animali felici?  Avete mai visto pubblicità di pet food con animali depressi a catena o dietro delle sbarre?  Perchè la felicità, il  benessere psicologico è sintomo di salute. E dunque non si può scorporare la mente dal corpo nella cura di una malattia neanche negli animali.

Lo dimostra anche il fatto che i problemi comportamentali negli animali domestici, cane gatto e cavallo, indotti dalla domesticazione e dal contatto stretto con l’uomo  in un ambiente artificiale,  sono sempre più pressanti e frequenti.

 Aggressività  e mordacità ,automutilazione,  paure e fobie nel cane, eliminazioni indesiderate nel gatto, cali di performances nel cavallo,  sono in preoccupante aumento e mettono in difficoltà molti proprietari e sono spesso causa di eutanasia, abbandono e vendita degli animali.

Dunque il concetto di cura  non rimane circoscritto a un organo da curare, ma deve necessariamente comprendere l’individuo inserito in un ambiente e i suoi sentimenti coinvolti.

 I successi terapeutici sono sicuramente maggiori se il proprietario prende coscienza di una situazione e cerca di porvi rimedio, anche la resa in soggetti ad attività agonistica è di gran lunga superiore in un animale sereno.”

Come si somministrano i Fiori di Bach?

In genere i fiori di Bach si somministrano diluiti in acqua da bere, specialmente per quanto riguarda i gatti, e la loro sensibilità all’alcool. Si mettono quattro gocce di ogni fiore (massimo 6 ) per soluzione e si somministrano nell’ordine che va da un cucchiaino di caffè per un gattino a un cucchiaio da minestra per un cane grande, almeno quattro volte al giorno o direttamente in bocca, o nel cibo.

Per vedere qualche risultato bisogna attendere qualche giorno.
Se non si hanno cambiamenti è possibile che la miscela sia sbagliata, che noi abbiamo interpretato i sentimenti dell’animale partendo dal nostro punto di vista, e non dal suo. Questo succede molto spesso a chi non conosce l’etologia e il comportamento  della specie che possiede.

Oppure se utilizzati male, possono dare dei piccoli aggravamenti, che scompaiono sospendendo la somministrazione. Non ci sono controindicazioni, si possono assumere contemporaneamente a farmaci e altre terapie.