Congresso Fiamo 2006 OMEOPATIA IN IPPIATRIA

Congresso Fiamo 2006  OMEOPATIA IN IPPIATRIA

TITOLO :
PROBLEMI COMPORTAMENTALI NEL CAVALLO E OMEOPATIA

OMEOPATIA IN IPPIATRIA (parte seconda)
ASPETTI ETOLOGICI E PRATICI DELLA REPERTORIZZAZIONE NELLA PRATICA CLINICA DELLA SPECIE EQUINA

Dr Carla De Benedictis Medico Veterinario – Dipartimento veterinario F.I.A.M.O. – Delegata per U.M.N.C.V. per I.R.M.S.O. – Via Rioli n 64- 00049 Velletri (Roma)
e-mail carladebene@gmail.com
Dr. Alessandro Battigelli – Medico Veterinario -Dipartimento Veterinario S.I.M.O. – Via Oretti 15 – 40139 Bologna e-mail battivet@fastwebnet.it

ABSTRACT : in base all’esperienza clinica si delinea l’aspetto etologico e comportamentale del cavallo in relazione ai caratteri fisio- patologici e repertoriali.
La pratica clinica omeopatica in veterinaria necessita costantemente una interpretazione e una revisione dell’uso del repertorio La traduzione in linguaggio repertoriale dei sintomi del paziente equino non può prescindere dalla conoscenza del comportamento istintivo e appreso. Analogamente alla clinica dei piccoli animali si avverte la necessità di ulteriore conoscenza e approfondimento da permettere un corretto uso del repertorio e dell’omeopatia.

INTRODUZIONE

L’applicazione dell’omeopatia in ippiatria pone non solo aspetti deontologici ed etici, ma anche importanti questioni metodologiche e pratiche. Nella pratica clinica si incontrano casi clinici che presentano svariati problemi, quali problemi di ferratura e di trasporto , cali di performances o addirittura atteggiamenti ossessivo compulsivi. Spesso l’intervento veterinario è richiesto per un a zoppia o una colica, ma ad una attenta anamnesi seguendo il protocollo omeopatico , emergono una serie di problematiche comportamentali che caratterizzano la sofferenza del paziente. L’abilità nel tradurre in linguaggio repertoriale i disagi che il cavallo manifesta, è legato ad una approfondita conoscenza dell’etologia e del comportamento di questa specie.
Solo in questo modo si può comprendere la differenza tra comportamento istintivo e appreso e le patologie psico-fisiche che ne derivano.
Davanti a una rosa di sintomi che si affacciano sul repertorio,la scelta deve essere fatta considerando oltre ai sintomi mentali e comportamentali anche i sintomi eziologici, le modalità, i sintomi generali, e i sintomi locali,coerentemente con le caratteristiche morfo- funzionali ed etologiche della specie. Il concetto di cura in veterinaria è condizionato dalle variabili dettate dal comitato di Bioetica, dalla relazione precedente e dalla pratica.

MATERIALI E METODI
Allo scopo di identificare i sintomi repertoriali utili nella applicazione della metodologia omeopatica nella pratica ippiatrica ,si prendono in considerazione i seguenti aspetti:
1. Benessere animale
2. Caratteristiche etologiche e comportamentali
3. Come si struttura una stereotipia
4. Caratteristiche – concetto di cura

Capitolo 1 Benessere animale
Think like a horse

Questa è una breve introduzione e non ha la pretesa di essere un trattato specialistico, ma auspichimo possa essere un contributo ai veterinari e agli esperti del settore, che non si sono ancora avvicinati a questa materia controversa, a prendere in considerazione il punto di vista del cavallo e ad apprezzare i benefici dell’omeopatia
Il termine etologia significa “ lo studio degli animali nel loro ambiente naturale”. Una distinzione deve essere fatta tra etologia ed etologia veterinaria perché riguarda il processo di addomesticamento.
L’addomesticamento è un processo nel quale l’uomo assume il controllo dell’allevamento, della riproduzione e della cura dell’animale, e dunque al contrario della definizione di etologia, un modo innaturale sotto il controllo umano.
Questo processo iniziato nel passato non è ancora finito. Il processo di controllo della riproduzione e della cura degli animali e dunque anche l’interazione uomo- animale diventa sempre più intenso.
Il controllo che l’uomo vuole avere sugli animali, nel secolo scorso è cresciuto enormemente. A questo proposito è rilevante l’atteggiamento di responsabilità che l’uomo ha assunto per il controllo degli animali, tanto di quelli selvatici e in via di estinzione, quanto per quelli addomesticati.
Probabilmente se mettessimo uno dei nostri cavalli altamente selezionati libero in natura, questo non sarebbe in grado di sopravvivere, primo perché l’uomo è diventato il solo selettore del materiale genetico e secondo perché la selezione naturale non agisce da tempo su di loro.
Gli animali domestici ,definiti da un famoso etologo gli “animali di plastica” e da un famoso veterinario docente universitario “Animale tecnologico” , possono sopravvivere solo in “ambienti di plastica” o “innaturali”. L’uomo ha dunque manipolato gli animali tradizionalmente domestici nel loro patrimonio genetico spingendoli ad adattarsi a un ambiente modificato che è poi diventato “ambiente naturale” per loro.
Lo sfruttamento degli animali da parte della società industriale per il perseguimento di fini materiali ha finalmente prodotto negli ultimi decenni un’attenzione sempre più grande sui pericoli derivati da una visione meccanicistica della vita. Sono sorte organizzazioni per la protezione della salute e del rispetto animale. Paradossalmente le ostilità più grosse rispetto a queste organizzazioni e anche a questa nuova scienza della Medicina Veterinaria, il comportamento animale, viene proprio da parte della scienza veterinaria e dal codice deontologico . Gli argomenti emotivi e sentimentali della gente comune non toccano i veterinari, specie quelli che si occupano di animali da allevamento, occupati a medicalizzare a numeri rilevanti di capi per far fronte a patologie sempre più difficili da eradicare e considerando l’animale una macchina produttiva, spesso sono visti come una seccatura. Questo atteggiamento non necessariamente soddisfa caratteri di economia aziendale nel rispetto della tutela animale. Cosa può interessarci se le galline sono chiuse in una gabbia in sovrannumero o la scrofa dentro una gabbia a vita o i vitelloni legati a una catena?
C’è da dire che solo da poco vi è una normativa e delle penalizzazioni per chi non osserva le regole del benessere animale, e che dunque lasciava soli quei veterinari che, pur indignandosi per le sofferenze che vedevano, non avevano appoggio dalle istituzioni.
L’atteggiamento profondamente meccanicistico dello sfruttamento animale è alla base dell’appellativo con cui vengono identificati i veterinari ovvero le “belle addormentate del benessere animale” . Attualmente in veterinaria sono alquanto lacunosi lo studio e l’applicazione del comportamento degli animali, sia per quanto riguarda i piccoli animali sia per quelli da reddito poiché considerati argomenti marginali, futili, di scarsa utilità pratica rispetto all’applicazione di terapie farmacologiche che soddisfano richieste utilitaristiche ed economiche.
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e dunque il caso vuole che per curare le patologie comportamentali del cavallo i farmaci a disposizione hanno durata breve e molti effetti collaterali, paradosso o giustizia divina proprio nella specie più medicalizzata, dove l’uso dei farmaci raggiunge livelli sconcertanti.
Se questa condizione da un lato permette all’omeopatia di misurarsi con questo tipo di realtà perché in qualche modo la integra, incontra anche molte pregiudiziali e resistenze. Fa riflettere quanto tra le patologie degli animali, procurate dall’uomo, siano privilegiate nella cura quelle affrontabili con terapie farmacologiche e chirurgiche secondo il protocollo accademico universitario, mentre lo stato di sofferenza, come le patologie comportamentali acquistano valore nel concetto di benessere animale esclusivamente per ripercussioni di tipo economico. Esempio pratico di ciò è il cannibalismo all’interno di allevamenti intensivi di suini,di polli, di galline ovaiole.
Capitolo 2 Aspetto etologico e comportamentale
Un breve cenno di etologia equina,lasciando gli approfondimenti nelle opportune sedi ci permette di iniziare a comprendere in che modo è strutturato un branco di cavalli , e da dove nascono i disagi degli animali domestici, allevati in modo innaturale.
I cavalli in natura sono animali sociali e vivono in gruppo. Non troviamo cavalli soli ad eccezione che siano malati, traumatizzati o vicini alla morte. Il branco comprende due tipi di gruppi sociali: il gruppo dell’Harem in cui lo stallone dominante è accompagnato da diverse fattrici e la loro progenie fino a tre anni di età, e il gruppo degli scapoli che consiste in maschi giovani e stalloni dai tre anni in su. Come un vero gruppo che funziona tutti lavorano per esso secondo uno schema in cui ognuno ha un suo ruolo e un suo rango sociale. Questo schema permette l’armonia sociale, sessuale, parentale, l’exogamia e strategie difensive all’interno del gruppo .
La fattrice capo ha il suo posto al centro del gruppo, ed è protetta da un cerchio di fattrici di rango inferiore, è il membro più importante , ed è colei che prende le decisioni, eletta alla sua posizione dal gruppo con consenso generale. La posizione non è tenuta con l’aggressività né mantenuta con la tirannia.
Lo stallone ha un ruolo difensivo e riproduttivo: non usa la forza per mantenere la disciplina all’interno del branco, ma solo l’autorità, e trascorre parte del suo tempo all’interno del branco per relazionarsi con gli altri membri del gruppo.
Solo in un caso usa la forza, quando giovani femmine e giovani stalloni devono lasciare il gruppo natale e vengono espulsi o per ristabilire la gerarchia dello stallone capo branco. Chi pensa che lo stallone agisca esclusivamente per competizione ha una visione molto riduttiva, lo scopo è l’outbreeding o exogamia, evitare cioè che si instaurino gruppi in consanguineità .
Quando i giovani sono costretti a lasciare il gruppo natale formano il gruppo degli scapoli e cercheranno un altro branco in cui inserirsi. I nuovi arrivi sono oggetto di grande interesse e eccitazione da parte del nuovo gruppo, e due individui dei ranghi più alti affiancheranno essi per la maggior parte del primo giorno, come delle guide, annunciando l’ingresso dei membri al resto del gruppo.

branco 2
Il branco di cavalli selvatici occupa circa il 75% del suo tempo a mangiare e a ricercare pascoli di buona qualità, mantenendo uno stato di allerta continua e la preparazione a una fuga precipitosa. Ogni individuo può condurre il gruppo verso un nuovo pascolo, al di là del suo stato sociale e età, costituendo un inconscio esempio di democrazia e individualità.
Quando un branco pascola, tutti gli elementi sono dislocati strategicamente in base al loro stato sociale, in cui i due elementi più importanti lo stallone e la fattrice capo sono nel centro, difesi dagli altri, e gli elementi con un basso stato sociale alla periferia. Nel caso di allerta le sentinelle che stanno alla periferia avvertono il gruppo, e la fattrice capo deciderà se scappare e in quale direzione, mentre lo stallone si allontanerà dal gruppo fronteggiando il nemico e dando il tempo anche ai più deboli di scappare.
È praticamente impossibile avvicinare il branco senza essere notati, perfino sottovento.
Un altro fattore, oltre l’organizzazione sociale ,influenza il comportamento dei cavalli selvatici ed è il home range, cioè il raggio d’azione nella zona di appartenenza o pascolo familiare.
Il raggio di azione è l’area che il cavallo copre alla ricerca di cibo , comprende anche le pozze di acqua, l’ombra, i frangivento (zone riparate dal vento) e i rifugi contro gli insetti e può variare da 0,9 a 48 km², impiegando circa 16 ore per pascolo, ingerendo anche 60 kg di erba e percorrendo fino ad 80 km in un giorno. Da questo breve cenno, è possibile mettere in relazione condizioni relative alla vita selvatica rispetto alla realtà dell’addomesticamento
STATO SELVATICO ADDOMESTICAMENTO
• Struttura sociale gerarchica di gruppo Carceramento Confinamento Scuderizzazione
• Un gran camminatore Uso lavoro e sportivo in momenti determinati
• Un gran mangiatore Dieta antifisiologica
• Forte interazione con l’ambiente vs Interazione di scuderia ,antifisiologica, lavoro stressante
• Istinto di fuga animale preda vs Istinto strumentalizzato dall’uomo per l’apprendimento

Capitolo 3 LE BASI DI UNA STEREOTIPIA
Il cavallo di plastica

Ogni situazione che si allontana dal sistema di home range e di concetto di gruppo, può avere ripercussioni sul comportamento e pone le basi per l’instaurarsi di una stereotipia.
Nel processo di addomesticamento il cavallo ha dovuto apprendere degli atteggiamenti e l’esperienza che esso ne fa, sia in positivo che in negativo, condizionerà per sempre il suo comportamento.
Per esempio se il cavallo fa un’esperienza di dolore associata a coercizione fisica per un intervento sanitario o di mascalcia con uso del torcinaso, quando si ripresenterà una condizione analoga , reagirà con la paura e con la fuga, e se questa non gli è consentita , con l’aggressione. La spiegazione sta nel processo di condizionamento classico di Pavlov, in cui uno stimolo che inizialmente non dava luogo a nessuna reazione, la ferratura, associato ad una situazione di dolore o di paura che il cavallo fronteggia con la contrarietà e con l’aggressività, perché è stato immobilizzato, esita in un processo di condizionamento tale per cui al ripetersi di quella situazione la reazione che ne seguirà sarà coerente con l’esperienza e con lo stimolo dato.
Stati emozionali riconducibili all’impotenza e alla paura possono ingenerarsi assai precocemente nel cavallo e due sono i momenti critici che potranno segnare l’atteggiamento psico- somatico e mettere le basi per una stereotipia: lo svezzamento e la doma.
Separare precocemente un puledro dalla madre e metterlo in totale isolamento per giorni a piangere cercando un solido riferimento del branco, è purtroppo una cosa assai diffusa. Come una doma violenta a base di maltrattamenti e punizioni, incomprensibili per il cavallo, generano stati di frustrazione e di “distress” cui spesso il cavallo non sa fronteggiare con un adattamento.
Nel cavallo allevato e scuderizzato l’acqua è a disposizione e il cibo non deve essere cercato. Una razione concentrata e fieno può essere consumata in 2 o 3 ore .
I nostri cavalli spendono solo il 15% del tempo nel mangiare e vivono anche isolati dai propri simili.
L’isolamento è uno dei motivi di frustrazione più frequente , toglie al cavallo per es. l’atteggiamento all’allogrooming cioè il pulirsi l’uno con l’altro , che è dimostrato ridurre la frequenza cardiaca e conseguente riduzione dello stress, o camminare in libertà e mangiare in continuazione. E’ stato studiato che maggiore è la distanza che in natura gli animali percorrono a piedi, maggiore è la possibilità che insorgano stereotipie in quella specie.
Esempio classico è il camminare avanti e indietro dei leoni e delle tigri dentro una gabbia di uno zoo.
I cavalli scuderizzati molto spesso vivono in box con grate di ferro che impediscono qualsiasi tipo di socializzazione e spesso vengono tirati fuori solo per essere lavorati. Ma anche mettendo il cavallo da solo al paddock durante la giornata, ha lo stesso effetto, se non può relazionarsi con i suoi simili.
Siamo sicuri che tenendo un animale confinato dentro a un box, noi soddisfiamo il concetto di welfare cioè di benessere?. Il prof. Roger Brambell definì welfare: “ un termine generale che comprende il benessere sia fisico che mentale dell’animale. Ogni tentativo di valutarlo, quindi, deve considerare l’evidenza scientifica disponibile relativa alle sensazioni degli animali, derivabile dalla loro struttura, dalle loro funzioni e dal loro comportamento.” Elencò anche le 5 libertà :

Libertà dalla sete, fame e malnutrizione
Disponibilità di un riparo appropriato e confortevole
Prevenzione, diagnosi e rapido trattamento delle lesioni e delle patologie
Libertà di attuare modelli comportamentali normali
Libertà dalla paura e dal distress

(British Farm Animal Welfare Council, 1979)

COMMENTO

Libertà dalla sete, fame e malnutrizione L’uso di complessi vitaminici e integratori cercano di supplire a una malnutrizione di tipo qualitativo
Disponibilità di un riparo appropriato e confortevole Il riparo confortevole è finalizzato al management e dunque un box che per quanto confortevo, crea isolamento
Prevenzione, diagnosi e rapido trattamento delle lesioni e delle patologie Vengono curate le patologie al fine di rendere abile l’animale per l’uso stabilito. Se non è economicamente vantaggioso si ricorre all’eutanasia o mattatoio
Libertà di attuare modelli comportamentali normali Per attuare questa libertà tutti i cavalli dovrebbero essere lasciati liberi in paddock a socializzare con i propri simili con un pascolo a disposizione
Libertà dalla paura e dal distress Dipende dalla relazione uomo-animale, quali modelli l’uomo mette in atto per lo svezzamento, doma e allenamento

Esistono diversi livelli di adattamento allo stress che possono essere più o meno rapidi e/o reversibili tenendo in considerazione gli aspetti genetici, fisiologici e comportamentali. Se lo stressore per l’organismo impatta in modo eccessivo i suoi sistemi di controllo, riduce le capacità di adattamento dell’animale provocando modificazioni a livello fisico e comportamentale.

STIMOLO —-STRESS —— ADATTAMENTO
STIMOLO —STRESS ——-NON ADATTAMENTO —— DISTRESS

I cavalli possono diventare anche molto fobici, aggressivi e pericolosi, perdendo di valore economico fino a contemplare eliminazione del soggetto con l’eutanasia o il mattatoio. Da ciò si ricava che l’equilibrio bioetico del benessere animale è fortemente condizionato dal criterio economico.
I comportamenti abnormi nei cavalli stabulati vengono chiamati vizi come se il cavallo fosse colpevole di questo, scaricando sul cavallo inoltre la responsabilità del suo comportamento.
L’approccio omeopatico è multifattoriale perché prende in considerazione tutti gli aspetti della vita
del cavallo storia remota, stato emozionale,ambiente in cui vive, alimentazione concentrata e fieno, patologie in atto, dolori sub clinici, tempo trascorso all’aria aperta, interazioni sociali . L’approccio omeopatico in ippiatria ha dunque gli strumenti per affrontare un caso complesso in quanto possiede nei suoi fondamenti una visione psico -emozionale e somatica integrata .
Possiamo ipotizzare una piramide di comportamenti e di mal adattamento che portano fino alle stereotipie.

TAVOLA N 1
BREVE DESCRIZIONE DI ALCUNE STEREOTIPIE E COMPORTAMENTI ANOMALI NEL CAVALLO

TICCHIO D’APPOGGIO
Crib biting
Il cavallo afferra con gli incisivi superiori un supporto solido e fisso, flette il collo ed emette un rumore caratteristico con la glottide.
AEROFAGIA
Wind sucking Può essere un atteggiamento in sequenza al ticchio di appoggio o si può manifestare isolatamente emettendo il caratteristico rumore senza afferrare nessuna superficie
BALLO DELL’ORSO
weaving Azione motoria coordinata e volontaria di tutto il corpo in cui il cavallo sposta il peso prima su un arto poi sull’altro facendo dondolare la testa e il collo
CAMMINARE NEL BOX
Stall-circling fence-pacing Il cavallo gira senza sosta nel box formando un cerchio e nel paddock in andata e ritorno sempre sulla solita traiettoria
LIGNOFAGIA mangiare la lettiera
Rosicchiare il legno porte staccionate
LINGUA SERPENTINA varianti: sbattimento delle labbra, movimenti protusioni della lingua,digrignamento dei denti, masticamento nel vuoto, masticamento delle redini e delle coperte Comportamento motorio ripetitivo della lingua prodotto durante il lavoro, ma sotto questo tic sono compresi tutti i movimenti ripetitivi prodotti dalla cavità orale
INCENSAMENTO
Head-shaking Movimenti imprevedibili della testa che rendono difficile montare il cavallo
MORDERSI I FIANCHI Il cavallo si morde i fianchi fino a procurarsi lesioni gravi

Capitolo 4 CARATTERI REPERTORIALI
– Concetto di cura

E’ evidente che quando un veterinario viene chiamato per una visita, non può prescindere dal considerare se il modo in cui è tenuto il cavallo soddisfa i criteri di welfare. In riferimento alle 5 libertà di R. Brambel, documento British Farm Animal Welfare Council, 1979 , spesso
tali parametri non sono perfettamente coincidenti con uno stato di realtà, talvolta anche inconsapevolmente da parte dei proprietari, che non sempre sono recettivi o adeguatamente informati su tali problematiche.
L’equilibrio tra i sintomi mentali rilevati e una patologia fisica apparentemente non in relazione con essi, es. una zoppia, ci pongono di fronte una implicazione morale, etica e deontologica: qual’è la priorità : soddisfare i presupposti contrattuali tra veterinario e cliente eventualmente con tutte le implicazioni di ordine medico legali vedi doping, o rispettare le esigenze animali secondo il criterio di equilibrio psico fisico?
Lasciamo aperta questa domanda che cosi’ formulata appare retorica,ma che nella pratica ippiatrica costringe al funambolismo, come detto sopra di tipo morale, etico e deontologico
Quando ci troviamo di fronte a un paziente equino che presenta anche un grado basso di problema comportamentale dobbiamo chiederci cosa è degno di essere curato. Il nostro approccio sara’ organicista, teso a risolvere il problema del momento e soddisfare le esigenze del cliente, o la valutazione si concentrera’ sullo stato di salute mentale e sui disagi che il cavallo vive, che a cascata comprometteranno la sua salute?
Dice il dott. T.P. Paschero nelle “Lezioni alla Luimo : “una meditata esperienza clinica conduce a formulare la conclusione in base alla quale si riconosce che ciò che deve essere curato nel malato è l’ansia mentale e la sua componente somatica, ossia l’angoscia come ricerca del senso della vita” ( o come ricerca del proprio stato archetipico ndr)
Alla luce delle considerazioni fatte sopra per repertorizzare un cavallo e per scegliere il rimedio che più si avvicina alla sue condizioni cliniche, mentali e fisiche, è necessario conoscere molto bene le caratteristiche di specie, il suo comportamento e le patologie a cui va incontro.
Ovviamente con le dovute traslazioni e interpretazioni e comparazioni con lo status animale, ci appare indicato citare ancora il dott. T.P. Paschero nelle “Lezioni alla Luimo” ipotizzando una storia “biopatografica” dell’animale:
“ La biopatografia non è altro che la trascrizione storica delle vicissitudini emotive attraverso le quali il malato ha vissuto il proprio processo di maturazione o di adattamento alla vita, sempre sotto la tensione del conflitto fra lo stimolo erotico-aggressivo che appaga la sua volontà incosciente di affermazione e di potere(legge del branco, gerarchie,riproduzione), e la interdizione ambientale familiare e culturale del mondo in cui vive,( scuderizzato e isolato),la cui immedesimazione della personalità lo seguirà come una permanente coscienza punitrice(instaurarsi della stereotipia).”
“Ciò che ha valore primordiale per l’omeopatia è tutto quanto si riferisce al gioco degli istinti come volontà primaria di vita,(archetipo di riferimento) tanto nel volere quanto nel respingere, nell’amare o nell’odiare , nell’ordine fisico o morale. La volontà di vita (vita di gruppo) è sinonimo di volontà di alimentazione ed assimilazione( pascolo assimilazione di vita) Gli appetiti e i desideri di dolce, di sale, di acidi, di grassi o di diversi alimenti, così come i sintomi del sistema digestivo e metabolico, costituiscono espressioni simboliche della volontà di vivere ovvero della volontà di crescere e di potere a livello biologico? (togliere alimentazione continua e movimento è come togliere la vita e la possibilita di evoluzione biologica secondo le leggi della natura)”

Il repertorio, proprio perché strutturato su un modello umano, deve essere usato con giudizio e cautela, deve presupporre una conoscenza dell’etologia e del comportamento della specie presa in esame, deve essere sfrondato da tutti quei sintomi che presuppongono una oggettività incerta o non attendibile, in quanto il cavallo agisce con forte e dinamica istintiva e le sue sono reazioni immediate e secondarie a uno stimolo e sono basate sulla memoria delle precedenti esperienze.

Il cavallo esprime molto evidentemente le sue emozioni.
Attraverso il suono della sua voce si capisce se l’atteggiamento è intimidatorio o affettuoso, ha la capacità di dimostrare la sofferenza di un dolore acuto. Non c’è dolore più agonizzante di quello di un cavallo in colica e chi ha fatto questa esperienza difficilmente può dimenticarla.
L’occhio del cavallo è molto espressivo e rivela le emozioni che in quel momento vive.
Le orecchie estremamente mobili sono anch’esse un indicatore importante dello stato emozionale, nell’ipervigilanza saranno sempre dritte e attente, in un ticchiatore cronico avulso dalla realtà in cui vive, portate di lato.
Anche l’atteggiamento degli arti e della coda ci indicano il suo stato emotivo.
Il linguaggio del corpo è anch’esso fondamentale per valutare lo stato psico-fisico del cavallo; un animale che ha un’andatura sostenuta, il collo arcuato, le orecchie dritte, che guarda intorno a lui sta certamente meglio di un suo simile che cammina a testa bassa, con le orecchie portate di lato, che trascina i piedi , ha un’andatura lenta ed è indifferente all’ambiente che lo circonda .
Non dobbiamo dimenticare che il cavallo possiede strutture anatomiche particolari della specie come lo zoccolo e il senso propiocettivo che ne deriva , il laringe con le tasche gutturali, per caratteristiche anatomiche e neuro fisiologiche non gli è possibile vomitare,lo scarso volume gastrico e l’estremo volume del ceco e del colon e i processi fermentativi che ivi si svolgono, il ciclo poliestrale stagionale, e la gravidanza di quasi un anno, olfatto e vista altamente specializzati, sensazioni extrasensoriali (orientamento, homing, premonizione), la sudorazione, la crescita continua dei denti e dell’unghia.
Molto caratteristico è il processo della visione del cavallo, particolarmente emblematico le caratteristiche anatomo- funzionali dell’apparato visivo, riconducibile a una sorta di occhiale sistemico della specie, con una visione monoculare laterale posteriore, bioculare frontale ,due zone cieche, con una panoramica grandangolare comparabile a un obiettivo di 28mm .
Paradossalmente la zona cieca posteriore coincide con quella in cui è seduto il cavaliere. Per un cavallo che sta per essere domato bisogna considerare la giusta diffidenza di prendere su di sé in una zona non controllabile un possibile predatore!!!!
Queste strutture anatomiche così differenti rispetto all’uomo e alle altre specie sono sede di patologie oculari, dell’intestino e degli arti , patologie gravissime mortali e invalidanti, come le coliche e la laminite, nonché di parassitosi intestinali. I cavalli sono anche soggetti a parassitosi del sangue, malattie virali e batteriche proprie della specie, non sovrapponibili a quelle umane, se non per analogia col le malattie protozoarie.

Molto utile per la scelta del rimedio è anche tenere in considerazione che il cavallo affetto da stereotipie produce una grande quantità di mediatori chimici e di ormoni, tra cui le endorfine, gli oppiacei endogeni, che gli permettono di convivere con la sua frustrazione ma che lo isolano dal contesto in cui vive. Il cavallo affetto da stereotipie si comporta come un alienato , e qualsiasi occasione è buona per mettere in atto il suo comportamento e rialzare il livello endorfinico nel sangue.
Per noi veterinari omeopati che dobbiamo basarci sull’uso del repertorio fondato sulla sperimentazione prevalentemente nell’uomo, a parte qualche eccezione come Hekla lava , Veratrum album e le patogenesi accidentali ricavabili dalla tossicologia veterinaria, diviene fondamentale imparare e applicare la metodologia classica alle reali necessità della specie, perché al di là delle esperienze personali che hanno un immenso valore, ma che rimangono singoli casi clinici, questa integrazione ci permette di ricercare coerentemente il simillimum in quel paziente di quella specie animale Quando si tratta di stereotipie, dunque patologie mentali strutturate, identificare i sintomi con i quali lavorare per quel singolo caso, può agevolarci nell’uso del repertorio.
Vengono di seguito riportati sintomi mentali riferiti a tutto ciò che nella nostra esperienza abbia determinato l’insorgenza di un problema comportamentale e di una stereotipia, prendendo sintomi di cui si può rintracciare un’oggettività sulla base dell’ipotesi dell’esperienza e della conoscenza della clinica ippiatrica.

TABELLA I Sintomi della sezione “Mind” riferibili all’ansia

ansia 2  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

MENTE – AFFACCENDATO – inutilmente

 16

2

1234

1

MENTE – AFFACCENDATO – se stesso, con

 2

3

1234

1

MENTE – PAURA – aperti, spazi; paura di

 42

4

1234

1

MENTE – ANSIA – altri, per gli – cari, i propri

 2

5

1234

1

MENTE – ANSIA – anticipazione; da

 62

6

1234

1

MENTE – ANSIA – anticipazione; da – impegno; per un

 16

7

1234

1

MENTE – ANSIA – aria aperta; all’

 14

8

1234

1

MENTE – ANSIA – aspetta qualcosa da lui; quando ci si

 2

9

1234

1

MENTE – ANSIA – casa, in

 15

10

1234

1

MENTE – ANSIA – costrizione; da

 2

11

1234

1

MENTE – ANSIA – defecazione – prima

 27

12

1234

1

MENTE – ANSIA – defecazione – durante

 22

13

1234

1

MENTE – ANSIA – dolori, per i

 14

14

1234

1

MENTE – ANSIA – dolori, per i – addome

 4

15

1234

1

MENTE – ANSIA – fitte alla colonna, da

 1

16

1234

1

MENTE – ANSIA – inattività, con

 5

17

1234

1

MENTE – ANSIA – movimento – aggr.

 17

18

1234

1

MENTE – ANSIA – rumore, a causa del

 15

19

1234

1

MENTE – ANSIA – solo; quando è

 29

20

1234

1

MENTE – ANSIA – spavento – dopo

 14

21

1234

1

MENTE – ANSIA – toccato; ansia all’essere

 4

22

1234

1

MENTE – ANSIA – viaggiando

 6

23

1234

1

MENTE – IRREQUIETEZZA – colonna, nelle affezioni della

 1

24

1234

1

MENTE – ATTACCARE gli altri, desiderio di

 4

25

1234

1

MENTE – MONOMANIA

 43

26

1234

1

MENTE – PENSIERI – persistenti

 110

27

1234

1

MENTE – CAMMINARE – tondo, cammina in

 3

In questa tabella sono elencate le cause che possono provocare nel cavallo uno stato ansioso

TABELLA N II Sintomi della sezione “Mind” DISTURBI DA

 

 

disturbi da nel cavallo  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

MENTE – DISTURBI da – abusi; a seguito di – fisici

 1

2

1234

1

MENTE – DISTURBI da – afflizione

 90

3

1234

1

MENTE – DISTURBI da – infelicità

 3

4

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale; shock

 28

5

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mortificazione

 65

6

1234

1

MENTE – DISTURBI da – nostalgia

 10

7

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

8

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale, sforzo

 66

9

1234

1

MENTE – DISTURBI da – offese

 17

10

1234

1

MENTE – DISTURBI da – onore; ferito

 19

11

1234

1

MENTE – DISTURBI da – rimproveri

 27

12

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sessuale, eccitazione

 9

13

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sgarbatezza degli altri

 20

14

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento

 77

15

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento – vecchia data, di

 1

 

In questa tabella vediamo disturbi da afflizione e infelicità ci è difficile differenziare di cosa un cavallo soffra veramente tra i due e dunque se per noi questi sintomi sono importanti da prendere, le rubriche andrebbero unificate
Questo vale anche per le rubriche disturbi da mortificazione e onore ferito.
La rubrica nostalgia, per i cavalli che lasciano ad esempio il loro paese o il posto in cui sono stati per tanto tempo può diventare una forzatura antropoformizzata, valutiamo se invece la sofferenza non sia legata alla perdita dei suoi riferimenti (compagni di scuderia e proprietario) , per cui va presa con cautela.
Dice il grande maestro Proceso S. Ortega: “ se teniamo conto del fatto che ci sono molte sensazioni somiglianti, ma che non significano la stessa cosa ed anche significando qualcosa di simile non daranno lo stesso risultato se si confonde l’una con l’altra, arriveremo a capire la necessità assoluta di cercare di definire con precisione i diversi sintomi che il paziente accusa.”

Per tutti gli altri sintomi vale la regola di una corretta repertorizzazione e interpretazione. Particolare attenzione va posta a sintomi con un unico rimedio o generiche con una grossa quantità di rimedi.

TABELLA N III Sintomi della sezione “Mind” riferibili ad atti violenti  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

In questa tabella abbiamo raggruppato le reazioni che il cavallo può avere alla visita veterinaria, alle terapie ,al dolore inferto dalle terapie. Anche qui dobbiamo essere certi del sintomo ponendo molte domande al proprietario e a chi si occupa del cavallo. L’animale reagisce sempre male alle terapie, o se gliele fa l’artiere sta buono e quando vede il veterinario si agita, si ribella e diventa violento, si impenna, rampa, calcia ,ti sbatte contro il muro?

TABELLA N IV Sintomi della sezione “Mind” riferibile alle paure

 

paure nel cavallo  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

RETTO – DIARREA – eccitazione; emotiva

 34

2

1234

1

MENTE – ADATTABILITÀ; perdita di

 1

3

1234

1

MENTE – MANGIARE – dopo mangiato – migl.; i sintomi mentali

 9

4

1234

1

MENTE – MANGIARE – mangiando – migl; i sintomi mentali

 9

5

1234

1

MENTE – GESTI, fa – tic nervosi

 15

6

1234

1

MENTE – VIOLENZA – avversione a

 11

7

1234

1

MENTE – ANSIA – fare qualcosa; costretto a

 1

8

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

9

1234

1

MENTE – MENTALI, sintomi

 31

10

1234

1

MENTE – MENTALI, sintomi – alternati con – fisici, sintomi

 28

11

1234

1

MENTE – COMPAGNIA – desiderio di

 134

12

1234

1

MENTE – TRISTEZZA – alternata con – polmonare; infiammazione

 1

13

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – triste

 20

14

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – tristezza; con

 8

15

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – tutto, a

 104

16

1234

1

MENTE – ANSIA – solo; quando è

 29

17

1234

1

MENTE – DISTURBI da – abusi; a seguito di – fisici

 1

18

1234

1

MENTE – DISTURBI da – afflizione

 90

19

1234

1

MENTE – DISTURBI da – infelicità

 3

20

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale; shock

 28

21

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mortificazione

 65

22

1234

1

MENTE – DISTURBI da – nostalgia

 10

23

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

24

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale, sforzo

 66

25

1234

1

MENTE – DISTURBI da – offese

 17

26

1234

1

MENTE – DISTURBI da – onore; ferito

 19

27

1234

1

MENTE – DISTURBI da – rimproveri

 27

28

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sessuale, eccitazione

 9

29

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sgarbatezza degli altri

 20

30

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento

 77

31

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento – vecchia data, di

 1

32

1234

1

MENTE – PAURA – colpito – avvicinano; di essere colpito da quelli che lo

 7

33

1234

1

MENTE – PAURA – colpito – camminano dietro a lui, da quelli che

 1

34

1234

1

MENTE – PAURA – divorato da animali; di essere

 3

35

1234

1

MENTE – PAURA – irrequietezza da paura

 11

36

1234

1

MENTE – PAURA – punizione; della

 4

37

1234

1

MENTE – PAURA – rimproveri; dei

 3

38

1234

1

MENTE – PAURA – sforzo – dello sforzo; paura

 10

39

1234

1

MENTE – PAURA – sobbalzi, con

 11

40

1234

1

MENTE – PAURA – spavento – precedente spavento; a causa di un

 6

41

1234

1

MENTE – PAURA – spilli (oggetti appuntiti); degli

 12

42

1234

1

MENTE – PAURA – dolore – del dolore

 14

43

1234

1

MENTE – PAURA – morte, della – tristezza; con

 3

44

1234

1

MENTE – PAURA – stretti, in luoghi

 97

45

1234

1

MENTE – PAURA – stretti, in luoghi – treni e luoghi chiusi; paura di

 14

46

1234

1

MENTE – PAURA – trasportato, paura di essere

 3

47

1234

1

MENTE – PAURA – trema dalla paura

 3

48

1234

1

MENTE – PAURA – tristezza, con

 16

49

1234

1

MENTE – PAURA – viaggiando su  un veicolo

 23

50

1234

1

MENTE – PAURA – solo, di stare

 120

51

1234

1

MENTE – PAURA – gallerie; delle

 13

52

1234

1

MENTE – PAURA – psicosi; nella – spavento; dopo uno

 3

In questa tabella le voci repertoriali “paura della punizione e dei rimproveri “ sono difficili da distinguere e andrebbero a nostro avviso unificate. Spesso i proprietari ci occultano alcuni fatti, per cui riferiscono che il cavallo è sensibile ai rimproveri, ma poi nel privato se il cavallo non si sottomette e si rifiuta di fare qualcosa, es. saltare una combinazione di ostacoli, viene punito con le percosse o con metodi empirici come sollevare e sbattere la barriera sugli stinchi mentre salta. Il ricordo del dolore, che nel cavallo come abbiamo visto è determinante, puo’ esitare in due comportamenti:
1. Il salto successivo per paura del dolore alzerà le gambe, soddisfando dunque il padrone, ma ingenerando uno stato ansioso che porterà a calo di performance e rifiuto del lavoro
E/O
2. Il rifiuto netto di saltare nonostante le percosse che rafforzeranno in modo negativo il suo comportamento, tanto da sviluppare anche atteggiamenti aggressivi alla vista di un salto.

TABELLA N V Sintomi della sezione “Mind” riferibile ai gesti  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Qui sono modalizzati i gesti che un cavallo può compiere durante una stereotipia

TABELLA N VI Sintomi della sezione “Bocca” riferibili ai movimenti della lingua QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Questa tabella prende in considerazione la modalizzazione delle patologie riferibili ai movimenti della lingua .

TABELLA N VII Sintomi della sezione “Testa ”  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

In questa tabella ci sono le modalizzazioni di tutti i movimenti della testa nel corso di head shaking o di ballo dell’orso

TABELLA VIII Sintomi della sezione GENERALI  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Questi sintomi sono riferibili ai cavalli che mangiano il legno, a quelli che leccano i muri ma non il sale, ai problemi di trasporto, al mangiarsi la coperta invernale, all’intolleranza al sottopancia e ovviamente, in base alle considerazioni fatte sopra ai miglioramenti psicofisici che inducono il mangiare e il camminare.

DISCUSSIONE
Ogni singolo sintomo va considerato con i criteri metodologici dell’omeopatia classica.
La nostra discussione si apre sul confronto dell’esperienza e sulla valenza sintomatologia in ogni singolo caso.
Questo spunto può servire per ricavare una oggettività certa ai fini della repertorizzazione. L’osservazione attenta degli atteggiamenti assunti da un cavallo durante una stereotipia, ci permette di modalizzare i movimenti, i gesti ,la sequenza con cui si svolge e ci servono come conferma di un rimedio rispetto ad un altro.
Si possono unificare rubriche simili che potrebbero essere male interpretate : va sempre effettuata una scrematura sul racconto del proprietario che riferisce la “sua” versione e un approfondimento del sintomo ponendo domande anche a tutti quelli che ruotano intorno alla situazione. Entrare dunque nei panni di un investigatore che a forza di indagare arriva alla costruzione del puzzle che lo porta alla verità, il simillimum.

CONCLUSIONI

Ogni specie animale ha le sue caratteristiche, che vanno conosciute e studiate come si manifestano in natura.
L’addomesticamento e l’uso per fini zootecnici e sportivi del cavallo, la selezione genetica spinta ha prodotto in questa specie delle modificazioni e insorgenze di patologie ricorrenti in certe situazioni ambientali. Il cavallo risulta tra le specie più medicalizzate e sfruttate proprio per la versatilità delle sue funzioni e a causa di ciò viene sacrificato il benessere animale e dunque la salute a favore di interessi economici e sportivi.
L’omeopatia è un valido strumento che unisce il concetto di benessere animale , utilitarismo ed interessi umani.
Il veterinario omeopata deve conoscere l’etologia e il comportamento del cavallo per non incorrere in interpretazioni errate e antropomorfizzate del repertorio nella sezione mind, deve condurre un interrogatorio anamestico preciso, valutando le informazioni che arrivano dal proprietario e dall’osservazione dell’animale nel suo ambiente.
La formazione di un veterinario deve necessariamente comprendere lo studio e la conoscenza dell’etologia e del comportamento animale. Ogni sistema di gestione degli animali deve essere valutato dal punto di vista etologico prima di affrontare le malattie e i traumatismi. Questo approccio permette la prevenzione sulla cura, una educazione del cliente a considerare l’animale un tutto in relazione con le influenze ambientali e umane.
L’oggettività del sintomo, lo studio repertoriale dei singoli rimedi, i sintomi generali e le modalità ci permettono di avvicinarci al rimedio più simile per quell’animale e ci consentono di avere uno strumento in più per la cura delle stereotipie, contestualmente a una revisione del management, dell’ambiente e a un programma di riabilitazione comportamentale.

PAROLE CHIAVE
ETOLOGIA DEL CAVALLO, COMPORTAMENTO DEL CAVALLO, OMEOPATIA NEL CAVALLO, STEREOTIPIE NEL CAVALLO, BENESSERE ANIMALE.

KEY WORDS
EQUINE ETHOLOGY, EQUINE BEHAVIOUR, HOMEOPATHY IN HORSES, STEREOTIPIES IN HORSES, WELFARE.

Bibliografia

1. Boericke W. – Materia Medica Omeopatica – Trad. del dott. Roberto Petrucci
2. Canali E.- M.Minero – Problematiche attuali di ricerca e studio sul benessere animale- Pubblicazione multimediale in Internet 2004 -www.bs.izs.it-Referenza-Benessere-Articoli-3dic2004canali.pdf
3. Canello S. – Teoria E Metodologia Omeopatica In Medicina Veterinaria – IPSA, Palermo, 1995
4. E.Gaultier,C.Falewee, V.Boureau, P.Pageat – Stereotipie nel cavallo – Veterinaria Pratica Equina,anno VIII N 2 GIUGNO 2006 Pagg 5-35
5. Hanneman S.F.C. OMOEPATIA VI Edizione – Ed Dimensione umana Srl Milano 1975
6. Houpt K. A. – Domestic animal behavior for veterinarians– Manson Publishing/the veterinary press, UK, 1998
7. Kent J.T. – Repertory of Homeopathic materia medica – Jain Publishers PVT. LTD, New Dheli, 1996 Voll 1e 2
8. McGreevy PD. – On Horse Behavior – Pubblicazione multimediale in Internet, www.Equusite.com
9. McGreevy PD. – Perché il mio cavallo fa così?- alberto perdisa editore Bologna- 2005
10. McGreevy PD, Richardson JD, Nicol CJ, Lane JG. Radiographic and endoscopic study of horses performing an oral based stereotypy – Equine Vet J. 1995 Mar;27(2):92-5.
11. Mills D.S., Nankervis K. – Comportamento equino, principi e pratica – Calderoni ed agricole Bologna, 2001
12. Mills D. S. – Introduction to horse behaviour and Psycology – Pubblicazione multimediale in Internet – www.equinebehavior.com
13. Mills D. S. – Un modello di approccio ai disturbi comportamentali del cavallo – Ippologia, Anno 12, n. 4, Dicembre 2001
14. Minero M. – Cosa fare quando il cavallo si comporta male – Art. La settimana Veterinaria-
15. Murphy R.- Homeopathic Medical Repertory -2nd Revised Edition – B. Jain Publisher ltd New Delhi – 2004
16. J.S.J. Odendaal – Etologia veterinaria e benessere animale – Il Vet. d’Italia, 7: 165-174 (1995)
17. Ortega P.S – Introduzione alla Medicina Omeopatica – Ipsa Editore, Palermo – 2001
18. Ortega P.S., Galassi R. – I sintomi mentali del repertorio omeopatico – Salus Infirmorum Padova , 2005
19. Radar 8.1.40 per Windows – Archibel S.A. Belgium
20. Smithe R.H. – The Mind of the Horse – J. A. Allen & Co, ltd, London, 1978
21. Vijnovsky B. – Tratado de materia medica homeopatica – Buenos Aires 1980 – Argentina
22. Waring G.H. – Horse Behavior – Noyes pubblications, New Jersey, Usa, 1983

PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E OMEOPATIA

sI ILLUSTRA IL LAVORO CONGRESSUALE IN PPT DELLA DOTT.SSA CARLA DE BENEDICTIS SU PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E METODOLOGIA OMEOPATICA CONGRESSO FIAMO ROMA 2006
LA BROCHURE DEL CONVEGNO
brochure 7°Congresso FIAMO

IL POWER POINT DEL CONVEGNO

 

European Traditional Medicine -International Congress- Vinci 2007 HOMEOPATHY IN PIGS

European Traditional Medicine -International Congress- Vinci 2007 HOMEOPATHY IN PIGS

THIS IS A POWER POINT
ETM De Benedictis
carla suinetto
THIS IS THE POSTER
C2007 ETM POSTER

Dott.ssa Carla De Benedictis
Medico Veterinario LFHom
Via Rioli n 64
00049 Velletri Roma
Tel 069625910
Cell 340 8527786
e-mail carladebene@gmail.com
www.lospiritodeglianimali.com

TITOLO L’Omeopatia quale contributo ad un sviluppo ecosostenibile della medicina veterinaria. Esperienze in suinicoltura.

TITLE : Homeopathy as a contribution for an eco-sustainable development in veterinary medicine.
Some experiences in pig breeding farm are discussed.

ABSTRACT Si condivide l’esperienza dell’applicazione clinica dell’omeopatia negli allevamenti tradizionali di suini. Vengono analizzati i vari aspetti per l’allevatore , per il consumatore e l’ambiente.
Ulteriori considerazioni vengono estrapolate per quanto riguarda il Benessere Animale con particolare riferimento ad aspetti etologici e comportamentali della specie suina . Si prendono in considerazione le possibili ricadute di ordine etico e sanitario rispetto alla qualità dell’addomesticamento e delle loro produzioni.

ABSTRACT An outline of the experience about the application of homeopathy in traditional pig breeding farm. the advantages for farmers, consumers and environment are considered.
Animal welfare, with particular attention to ethological and behavioural aspects of pigs, is taken under consideration. Ethical and sanitarian effects of intensive pig breeding farm in relationship with domestication and production are discussed.

ABSTRACT
The application of homeopathic method in 3136 pigs

Dr Carla De Benedictis
Veterinary surgeon
Licenced Associate of the Faculty of Homeopathy LFHom

Via Rioli n 64
00049
Velletri (Rome) Italy
Tel 06 9625910
Cell 3408527786
E mail carladebenedictis@interfree.it

ABSTRACT An outline of the experience about the application of homeopathy in traditional pig breeding farm. the advantages for farmers, consumers and environment are considered.
Animal welfare, with particular attention to ethological and behavioural aspects of pigs, is taken under consideration. Ethical and sanitarian effects of intensive pig breeding farm in relationship with domestication and production are discussed.

INTRODUCTION
One of the most serious problems in modern pig farming are diseases affecting the respiratory system. The fattening and finishing stages, in mild climates such as ours, reach their peak in winter time.
Prenatal and Neonatal losses are one of the most serious problems in pig reproduction. The ethiology of reproductive disorders in sows are viral and bacterial infections of reproductive tract which take place during mating and pregnancy. Mummified fetus, stillbirth, neonatal mortality is the cause of great economic loss and animal discomfort.
Different situation is found in the domestic breeding, very common in rural area of Italy, in which pathologies affecting pigs are due to a mismanagement or lack of vaccinating program.
In all situations I can demonstrate that the application of Homeopathic method is possible with an enormous benefit for the consumer and for animal welfare. A very good knowledge of pig behaviour allows a correct use of classical homeopathic method.

MATERIALS AND METHODS
It has been carried out a survey of 3136 pigs of traditional and domestic breeding farm.
3000 pigs,of an intensive pig meat breeding farm located in the Lazio region have been treated for respiratory disorders with classic homeopathy integrated with conventional therapies in half dosage.
100 sows with reproductive pathologies have been treated with homeopathy and nosodes corresponding to the bacterial findings in the enviroment, but also homotoxicolgy and traditional therapies have been used.
36 cases of domestic pigs, breed for family use, and for this reason, treated only with classic homeopathy.

RESULTS

In the barns treated also homeopathically the consumption of powdered antibiotic in the feed, after the administration of homeopathics decrease dramatically.
For the treatment of sows affected of reproduction pathologies the consumption of antibiotics decreased as the neonatal mortalilty and infertility.
In the single cases of domestic pigs, all pathologies have been resolved with homeopathic treatments.

CONCLUSION
Homeopathy can be used successfully also in traditional intensive farming, in these circumstances we cannot dismiss the use of feeds which include drugs during the critical stages but homeopathy is a valid support because it synergizes and limits the use of antibiotics.
The use of homeopathy limits environmental pollution, decreasing the residual antibiotic in the excretion. According to new directives from the EU samples testing the permanence of residual antibiotic molecules and parasiticidal agents in the meat have begun. The health risk to humans due to contaminated food must be checked in the stable from the animal’s birth in according with H.A.C.C.P. Moreover saving on drugs is an advantage to the breeder. Animal welfare, ethological , behavioural aspects and ethical reflections must be considered.

REFERENCES
Kent J.T. – Repertory of Homeopathic materia medica – Jain Publishers PVT. LTD, New Dheli, 1996 Voll 1e 2
Mac Leod G. PIGS- The Homoeopathic approach to the treatment and prevention of diseases – C.W. Daniel Company LTD, London, 1994
Nigrelli, Gatti, Guizzardi – Le malattie del suino – Ed. Informatore Agrario, Bologna, 1989
Syllabus :10Th International Symposium on Pig Reproduction and Artificial Insemination Rome 5-7 May 2003
Proceedings :4th International Symposium on Emerging and Re-emerging Pig Diseases – Roma Palazzo dei Congressi 29 Giugno / 2 Luglio 2003- P. Martelli ,S. Cavirani, A. Lavazza EDITORS

Omeopatia applicata a un allevamento di suini da ingrasso

Omeopatia applicata a un allevamento di suini da ingrasso

Dr.ssa Carla De Benedictis
Medico Veterinario
Velletri (Roma)
info@lospiritodeglianimali.com

V CONGRESSO NAZIONALE FIAMO 2004 Roma 10-11-12 ottobre

OMEOPATIA UNICISTA COME METODO DI PREVENZIONE E TERAPIA IN UN ALLEVAMENTO DI SUINI DA INGRASSO: RISULTATI PRATICI E CONSIDERAZIONI ETICHE

THE USE OF HOMEOPATHY IN AN INTESIVE PIG MEAT BREEDING: PRACTICAL RESULTS AND ETHICAL CONSIDERATIONS

Riassunto – Viene riportato il risultato di un ciclo di terapie omeopatiche uniciste effettuate in un allevamento intensivo di suini da carne il cui scopo è stato di arginare il diffondersi di patologie respiramtorie e stabilizzare la situazione di morbilità entro limiti tali da non dover richiedere l’intervento massivo di antibiotici, contestualmente a un miglioramento delle condizioni ambientali e di vita.

Summary – It has described the results of a homeopathic therapy carried out in an intensive pig meat breeding with the purpose of limit the outspread of respiratory infectious diseases and the use of antibiotic therapy, at the same time to put under control environmental and animal welfare.

Introduzione – Le Patologie respiratorie del Suino
Le patologie respiratorie sono uno dei problemi più grossi nella moderna produzione suinicola.
Nei climi temperati come il nostro durante le fasi di ingrasso e finissaggio raggiungono la massima incidenza durante l’inverno.
Un fattore chiave è dato dalla scadente qualità dell’aria, dovuta a un inadeguato ricambio della stessa.
Tale qualità è determinata dai livelli dei contaminanti da essa trasportati e che possono essere rappresentati da polveri, ammoniaca, CO2, batteri, funghi ed endotossine.
Un alto livello di CO2 indica scarsa ventilazione nell’unità produttiva con conseguente aumento della concentrazione di polveri ed ammoniaca nello spazio comune.

Eziologia
L’agente eziologico più frequentemente chiamato in causa è Mycoplasma hyopneumonie, che colpisce l’apparato respiratorio, con decorso lento e privo di mortalità se non si inseriscono batteri di irruzione secondaria.
Il micoplasma può associarsi a PRRSV (Porcine Reproductive and Respiratory Syndrome Virus), al virus dell’Influenza Suina ceppo H3N2, al Morbo di Aujeszky, all’Actinobacillus pleuropneumoniae, allo Streptococcus suis, alla Pasteurella multocida ed alla Bordetella brochiseptica formando il Complesso della Malattia Respiratoria del Suino (PRDC).
Può associarsi anche con agenti patogeni nuovi e emergenti come Circovirus, Coronavirus respiratorio del suino, virus della Gastroenterite Trasmissibile (TGE).
Il micoplasma che causa la polmonite enzootica è di dimensioni ridotte, cresce molto lentamente nell’ospite e si attacca alla mucosa tracheo-bronchiale.

Patogenesi
Il Mycoplasma hyopneumoniae è molto lento nella sua colonizzazione, nel formare anticorpi serici e nell’indurre lesioni macroscopiche visibili; dato che è un agente patogeno mucosale sfugge al sistema immunitario.

Sintomatologia
La malattia presenta decorso lento con tosse secca, deperimento, pelo ispido, tendenza del soggetto ad isolarsi dal gruppo, febbre e peggioramento dell’indice di conversione alimentare. Se complicata con germi di irruzione secondaria, la sintomatologia diventa più imponente, con difficoltà respiratoria e mortalità fino al 5-7 %.

Lesioni anatomo-patologiche
Le lesioni in genere sono localizzate ai lobi polmonari apicali, con aree carnificate che vanno da un colore rosso-violaceo al rosa-grigiastro. Se complicato da Corinebacterium pyogenes, al taglio esce un essudato sieroso o mucopurulento. Si riscontrano anche pericarditi secche.

Obiettivi
Da tempo noi veterinari, cerchiamo di dimostrare che, là dove non è possibile abolire i trattamenti con molecole di sintesi inquinanti e pericolose per la salute umana, vuoi per scetticismo dell’allevatore, vuoi per effettivo rischio di perdite economiche ingenti, vuoi per l’impossibilità di ottimizzare le strutture d’allevamento, ecc., sia almeno possibile una drastica riduzione di tali molecole, per lo più antibiotici.
Abbiamo anche notato empiricamente che l’uso dei rimedi omeopatici sui singoli animali rende più efficace la terapia antibiotica, quando questa si renda necessaria. Il passo successivo e logico, è stato quello di osservare che aumentando l’efficacia delle molecole di sintesi in animali trattati omeopaticamente, era possibile forse diminuire le dosi dei farmaci.
Da qui l’idea di verificare anche sui grandi numeri tali possibilità.
Ci rendiamo perfettamente conto che tale tipo di approccio omeopatico non si può definire ortodosso, ma è pur vero che nemmeno i metodi di allevamento a cui ci si riferisce si possono considerare corretti.
Sappiamo molto bene che cosa significa “trattamento omeopatico corretto”, ma sappiamo altrettanto bene che il benessere animale in un allevamento intensivo con grandi numeri di animali presenti e le esigenze del costo/beneficio, necessitano il più delle volte di compromessi di valenza economica ed etica, che voler rifiutare a priori rappresenta solo un segno di poca avvedutezza.
Le contingenze di allevamento e di rapporto con la proprietà, inoltre, hanno impedito una corretta impostazione dei gruppi di prova e di controllo, ciò nonostante crediamo che il nostro contributo abbia valore in quanto segnalazione per successive prove e più corrette dimostrazioni, che non potranno prescindere da stanziamento di fondi per la garanzia dell’allevatore in caso di eventuali perdite economiche e del gruppo di studio omeopatico in caso di risultati negativi.
E’ comunque gratificante ottenere i vantaggi concessi dalle contingenze, ripetiamo, di non semplice risoluzione e rischiose per la propria immagine professionale.
slide-uno
Materiali e metodi
Tipologia aziendale
Si tratta di un allevamento intensivo di suini da carne, situato nel Lazio costituito da 16 capannoni che ospitano circa 1000 suini ciascuno divisi in box che contengono circa 42 suini l’uno per un totale di 15.000 suini presenti.
Gli animali, di provenienza nazionale, arrivano in allevamento al peso di circa 60 kg e ne escono dopo 6 mesi intorno ai 160 kg per la macellazione.
Spesso succede che, per esigenze di mercato e di costi, i suini arrivino in partite successive e da allevamenti diversi, provocando all’interno del capannone una promiscuità tra animali già stanziali e nuovi arrivi.
Una volta formati i gruppi si formano subito le gerarchie tra dominanti e sottomessi e non è più possibile introdurre nuovi elementi nel rispettivo box in quanto non verrebbero accettati.
Nei mesi precedenti alla fase di ingrasso, i maschi sono castrati e ad ambo i sessi vengono estratti i denti canini per evitare danni al capezzolo durante l’allattamento e mutilazioni tra di loro durante l’ingrasso.
Subiscono diversi interventi vaccinali e cicli di terapia antibiotica per prevenire le diarree neonatali e le infezioni conseguenti alla castrazione.
L’alimentazione è a base di sfarinati di cereali mischiati a siero di latte, sottoprodotto dei caseifici, il che rende, secondo l’opinione più diffusa, non necessari gli abbeveratoi.
I ricoveri sono di mattonato, che rende l’ambiente particolarmente umido anche per la presenza delle deiezioni, per i lavaggi quotidiani con acqua, per la presenza del cibo liquido e per le caratteristiche della zona geografica.
La ventilazione è solo naturale, dalle finestre in quanto la ASL per contenere diffusione degli odori sgraditi nell’area circostante ha pensato bene di chiudere e sigillare gli aspiratori (!).
Sarà utile ricordare che il suino non suda attraverso la pelle e sebbene cerchi di evaporare con la polipnea, ciò non è sempre sufficiente per una ottimale termoregolazione nelle strutture intensive di tale tipologia.
Sempre per la termoregolazione, sarebbe molto utile al suino potersi rotolare nel fango, in quanto l’evaporazione risulterebbe più efficace di quella ottenuta solo con acqua.

La prova
I capannoni trattati sono stati tre per un totale di circa 2800 suini, arrivati a novembre 2001 da Modena ad un peso tra i 56.5 e 59 kg e macellati a maggio 2002. Tre capannoni adiacenti sono stati presi come controllo ed ospitavano animali in pari numero e analoghe situazioni.
Una partita del gruppo di prova, in particolare, presentava una patologia respiratoria diffusa ed i suinetti erano magri e debilitati.
Decidendo di trattare l’effettivo con il rimedio omeopatico corrispondente alla sindrome, sono state attentamente osservate le manifestazioni patologiche e le rispettive modalità per la diagnosi omeopatica. Non è stato facile trovare dei sintomi mentali in quell’occasione, comunque è stata ottenuta una discreta scelta:
 Tosse secca insistente che peggiora col movimento
 Immobilità assoluta, restano sdraiati
 Lesioni agli arti e si coricano sull’arto malato
 Non vogliono esser toccati
 Messi in un box a parte con alimentazione asciutta migliorano

Con questa sindrome, Bryonia si imponeva come prima scelta e viene prescritta alla 1000CH sciolta prima in acqua e aggiunta nel vascone della broda e fatte girare per circa mezz’ora, unica somministrazione, insieme a tilosina in polvere (macrolide efficace contro il micoplasma) A METÀ DELLA DOSE consigliata (il trattamento convenzionale consiste in una miscela di ossitetraciclina, spiramicina e tiamulina in polvere sciolta nel vascone della broda con mangime e siero di latte per tre giorni consecutivi).
Secondo trattamento dopo una settimana: Bryonia 1000CH insieme ad Antimonium crudum, perchè in un capannone in particolare gli animali facevano fatica ad adattarsi, il siero di latte è molto acido e stanno passando a una alimentazione molto spinta che può creare indigestioni, sempre con antibiotico a metà dose.
Terzo trattamento dopo una settimana: è Sulphur 1000CH per sostenere l’aumento esponenziale delle masse muscolari dei suinetti in questa fase di accrescimento.
Quarto trattamento dopo una settimana: Bryonia XMK
Quinto trattamento dopo una settimana: Bryonia XMK
Sesto trattamento dopo una settimana: Sulphur 1000CH

Risultati e discussione
Nei tre capannoni trattati anche omeopaticamente il numero dei soggetti affetti da tosse è diminuito nell’arco una settimana subito dopo la prima somministrazione di Bryonia.
Il consumo degli antibiotici in polvere nel mangime è stato solo di tre sacchi da 1 kg di tilosina.
Per i tre capannoni sono stati impiegati 9 flaconi di tilosina iniettabile e 12 di penicillina per i casi singoli più gravi.
L’incremento ponderale non è stato rilevante, ma è migliorato lo stato generale, dato che nel capannone più malandato, i morti sono stati solo 2 e quelli inviati al macello per lesioni agli arti solo 11.
L’aggressività non si è ridotta, di contro vi era una certa eccitazione, forse dovuta al buono stato di salute.
Nei capannoni di controllo le medicazioni hanno seguito l’iter tradizionale con mangime medicato a base di ossitetraciclina, tiamulina e spiramicina per tre giorni consecutivi. Il consumo è stato di 50 kg per principio attivo. Le terapie individuali sono state effettuate consumando 72 flaconi tra penicillina e tiamulina.
La mortalità è stata di 15 soggetti e l’invio al macello per lesioni agli arti sono stati 20.
In sintesi, considerando l’andamento e la risposta di questi tre capannoni alla terapia, si possono riassumere i risultati nella seguente tabella che, per quanto abbiamo premesso, non può avere rigore scientifico, ma solo indicativo:

Gruppo di prova Gruppo di controllo Vantaggio %
Antibiotico polvere 3 Kg 150 Kg – 98
Antibiotico flaconi 21 72 – 70,83
Mortalità 2 15 – 86,6
Riforme per arti 11 20 – 45

E’ chiaro che migliorando le condizioni ambientali queste percentuali possono migliorare ulteriormente, ma spesso, e questo è il nostro caso, non è possibile effettuare migliorie per la poco lungimirante politica della nostra zootecnia locale, che tende più a far chiudere e ad eliminare completamente realtà produttive piuttosto che sostenerle e incrementarle.
I reperti anatomo-patologici rilevabili alla catena di macellazione hanno confermato la tendenza espressa dai valori della mortalità e delle lesioni agli arti: negli animali di prova le lesioni erano localizzate e senza interessamento linfonodale; il fegato, di solito steatosico in animali da ingrasso, era privo di lesioni apprezzabili; pericarditi secche e polmoniti apicali erano sporadiche e circoscritte.
Nei suini dei capannoni di controllo le lesioni erano più estese, organizzate e frequenti per soggetto esaminato.
m4ud3im31a
Conclusioni
E’ possibile utilizzare con successo l’omeopatia unicista anche in allevamenti intensivi tradizionali ed anche parzialmente nello stesso allevamento.
Non si può prescindere, in queste realtà, dall’uso di mangimi medicati in fasi critiche, e l’omeopatia è un valido sostegno, perché sinergizza e limita l’uso di antibiotici.
Considerando la notevole incidenza e interazione delle malattie respiratorie che colpiscono il suino, che vaccinazioni a tappeto e terapie antibiotiche non hanno avuto il potere di arginare, l’omeopatia unicista è uno strumento in più per indurre resistenza alle malattie.
L’uso dell’omeopatia unicista rispetto ai complessi rende possibile intervenire in fasi acute e critiche adeguando le potenze e i dosaggi alla patologia, pregio inestimabile che i complessi non hanno ingabbiati nelle loro formule fisse.
Il costo ridotto dell’omeopatia unicista rispetto ai complessi, permette di introdurre cambiamenti in allevamento senza troppe resistenze da parte degli allevatori.
Gli animali trattati omeopaticamente non subiscono terapie individuali ripetute ed oltremodo stressanti.
Si sa, ma è bene ripeterlo, che l’uso dell’omeopatia limita l’inquinamento ambientale diminuendo il tasso di antibiotico residuo nelle deiezioni. Questo porta alla sopravvivenza dei fanghi attivi nei depuratori e dunque una qualità delle acque di scarico che risultano meno inquinanti.
In base alle nuove normative CEE sono iniziati controlli a campione per evidenziare la persistenza di residui di molecole di antibiotici ed antiparassitari nelle carni. Con l’uso dell’omeopatia si riduce il rischio alimentare, ricordandoci il motto from stable to table, “dal forcone alla forchetta”.
Il rischio alimentare per l’Uomo deve essere controllato in stalla fin alla nascita degli animali (Hazard Analysys Critical Control Point – H.A.C.C.P. – D.L. 155/97) e l’omeopatia è una grande risorsa per tale scopo.
Ancora, da considerare il risparmio economico sui farmaci: è un vantaggio per l’allevatore e consente al Veterinario di gestire in prima persona le terapie.
Il calo del consumo di antibiotici viene avvertito dai fornitori, che dimostrano una certa apprensione, e questo è un aspetto che non va trascurato e che può essere di grosso ostacolo all’espandersi dell’omeopatia unicista.
Infine, meno lavoro per il personale che effettua le terapie quotidiane con grande spreco di energia e di tempo sottratto ad altri lavori.

Considerazioni di tipo etico
Mi sono chiesta più volte se la mia impostazione di veterinario omeopata e agopuntore fosse in contraddizione con il concetto di allevamenti intensivi. Probabilmente si, ma ciò che io posso fare è rendere la breve permanenza nel mondo dei rispettivi animali il meno disagevole possibile. Le condizioni in cui vivono sono difficili e frustranti, completamente al di fuori della loro natura e la malattia è sicuramente un disagio che li rende più vulnerabili dal punto di vista sociale e dunque più sottomessi e più frustrati.
Un ultimo punto: il nostro pianeta sta andando incontro a desertificazione anche a causa degli allevamenti intensivi e l’80% circa dei cereali prodotti nel mondo serve ad alimentare animali da allevamento.
Penso che ognuno di noi potrebbe contribuire prendendo coscienza di ciò e promuovendo un’evoluzione dell’allevamento intensivo che punti più sul benessere animale e sulla qualità, piuttosto che sulla quantità, anche se questo può voler dire mangiare meno carne, che è comunque ciò che si faceva una volta, in cui ci pare l’Uomo fosse più sano e gli animali pure.

Bibliografia
Bertacchini F., Campani I. – Manuale dell’allevamento suino – Ed agricole, Bologna, 2001
Canello S. – Teoria e metodologia omeopatica in Medicina Veterinaria – IPSA, Palermo, 1995
Del Francia F. – Omeopatia per la cura degli animali – RED, Como, 1990
Kent J.T. – Lezioni di materia medica omeopatica – IPSA, Palermo, 1998
Kent J.T. – Repertory of Homeopathic materia medica – Jain Publishers PVT. LTD, New Dheli, 1996
Mac Leod G. – The Homoeopathic approach to the treatment and prevention of diseases – C.W. Daniel Company LTD, London, 1994

Nigrelli, Gatti, Guizzardi – Le malattie del suino – Ed. Informatore Agrario, Bologna, 1989
Ortega P.S. – Introduzione alla medicina omeopatica – IPSA. Palermo, 2001
Rifkin J. – Ecocidio – Mondatori, Milano, 2001
Schering-Plough Animal Health – Il Complesso della Malattia Respiratoria del Suino – CD Room divulgativo, Prima Edizione.

PER QUALSIASI NECESSITA’ CHIAMARE CELL.: 340 8527786

Applicazione dell’omeopatia a un allevamento di scrofe per mortalità neonatale

2004 BROCHURE FIAMO

2004 congresso fiamo

Titolo: un caso aziendale di mortalità neonatale suina. Dal superamento della crisi all’eugenetica. Applicazioni pratiche di omeopatia unicista in un allevamento tradizionale di scrofe.

Riassunto: si tratta di un lavoro svolto in un allevamento tradizionale di scrofe che per due anni ha avuto ingenti perdite economiche dovute alla elevatissima mortalità neonatale. E’ stata utilizzata l’omeopatia come supporto nella fase critica come prevenzione in una fase successiva.
Stabilizzata la situazione si è applicato su un gruppo di scrofe l’eugenetica per osservare il consolidamento dell’immunità: risultati e benefici ottenuti

Introduzione: La mortalità neonatale suina è uno dei problemi più grossi che affliggono gli allevamenti intensivi di scrofe. E’ dovuta principalmente a due cause fondamentali
1. a schiacciamento e ipotermia per mancata assistenza al parto
2. ad agenti patogeni virali e batterici contratti durante l’accoppiamento e la gestazione.
Dal punto di vista economico il danno è notevole in quanto la resa economica per l’allevatore inizia quando la nidiata supera i 10 elementi svezzati con la minor spesa possibile.

Obiettivi
1. interrompere la mortalità neonatale
2. stabilire interventi correttivi
3. sperimentare attraverso l’eugenetica il consolidamento dell’immunità

Come uso fare da tempo nell’applicazione dell’omeopatia negli allevamenti per poter far conoscere,accettare e consolidare un metodo terapeutico diverso e nuovo, non escludo mai l’utilizzo di antibiotici, ma enfatizzo il miglioramento delle condizioni ambientali, l’alimentazione corretta, il benessere animale. Poi propongo anche l’uso dell’omeopatia che viene sempre accettata bene perché inserita in un contesto di miglioramento globale.
Non mi e’ possibile prescindere dall’uso di antibiotici quando le situazioni sono critiche, anche se questi spesso e volentieri non hanno l’effetto sperato, e questo dato gioca sempre a mio favore perché è qui che inserisco con successo il farmaco omeopatico.
Quando saranno a disposizione fondi per la sperimentazione si potrà applicare correttamente il metodo omeopatico puro, ma che a mio avviso non avrà mai una totale applicazione nelle aziende zootecniche, pensiamo solo all’uso delle vaccinazioni obbligatorie e alla movimentazione degli animali.
Lo scopo di questo lavoro dunque è quello di dimostrare che l’omeopatia in veterinaria si può usare con successo anche in fasi molto critiche e con risultati veloci e duraturi, che il farmaco omeopatico sinergizza con la terapia antibiotica che può essere drasticamente ridotta con abbassamento di costi, di interventi sull’animale e con aumento delle resistenze alle malattie promuovendo così il benessere animale

Materiali e metodi
Si tratta di un piccolo allevamento di circa 50 scrofe situato a Velletri in provincia di Roma nato nel 1984 e che ha dato al proprietario sempre una buona resa economica vendendo il prodotto ai privati e non essendo vincolato ai prezzi di mercato. Le cose iniziano ad andare male da circa due anni per una costante lenta e progressiva mortalità neonatale che continua in fase di svezzamento e messa a terra per i suinetti sopravvissuti.
Il risultato e’ una perdita economica stimata di circa 600 milioni delle vecchie lire, debiti con i fornitori, scoperto in banca, scontento dei clienti sul venduto che cresce male e si ammala, perdita della clientela e completa sfiducia nella capacità dei veterinari e della loro professionalità.
Agisco contemporaneamente su tre livelli
 attenta analisi delle condizioni igienico sanitarie
 identificare attraverso analisi del sangue e reperti anatomo-patologici l’agente eziologico prevalente responsabile della mortalità.
 iniziare una terapia che blocchi in qualche modo la mortalità altrimenti senza questo risultato l’allevatore non collabora .
Inizio a fare prelievi di sangue alle scrofe e li porto insieme ai maialini morti all’Istituto Zooprofilattico di Perugia nonostante le resistenze dell’allevatore che ha già proceduto in questo modo
Da un’attenta anamnesi della malattia e della sua evoluzione vengo dunque a sapere che dopo un anno di mortalità neonatale l’allevatore decise di sostituire tutto il parco scrofe comprandone delle nuove (senza sapere che le precedenti si stavano progressivamente immunizzando)
Ha così ricominciato l’anno successivo,dopo aver speso una ingente somma di denaro,
con gli stessi risultati disastrosi avuti l’anno precedente sia perché le scrofe avevano portato in allevamento malattie varie e sia perché avevano contratto lì i ceppi esistenti .
Questa tabella riassume gli errori più frequenti dei piccoli allevatori di scrofe

Errore
Intervento correttivo
Introduzione di nuovi soggetti senza essere sottoposti a quarantena

Divieto assoluto di introdurre nuovi soggetti

Piano vaccinale scorretto troppe vaccinazioni e scarsa precisione di intervento nel caso della parvovirosi
Corretto piano vaccinale

Si fa il mangime da solo questo comporta specialmente al momento del parto uno squilibrio tra fibra grezza e proteine essenziali per una corretta lattazione Uso di specifico mangime lattazione

Non lava le scrofe prima della messa in gabbia in questo modo le scrofe portano batteri in sala parto e alla nascita i suinetti attaccandosi alle mammelle ingeriscono una cospicua carica batterica alla quale non sono in grado di fare fronte
Lavaggio delle scrofe con acqua calda , clorexidina spugna e spazzola

Pulisce ma non sanifica la sala parto
Sanificazione delle gabbie parto pavimento ed elementi delle gabbie

Continuo alternarsi di scrofe in sala parto Tutto pieno-tutto vuoto mediante sincronizzazione dei parti
La derattizzazione e’ insufficiente i topi che razzolano nelle mangiatoie per cui deve fare anche il vaccino contro la leptospirosi il topo è anche portatore di malattie batteriche virali e parassiti.
Derattizzazione massiccia con esche protette.

Le scrofe in gravidanza sono alloggiate in box in cui si trovano in soprannumero e si creano tensioni sociali stress cattive condizioni al parto
Diradamento delle scrofe gravide

Il caldo eccezionale dell’anno scorso necessitava di raffreddare le bestie con acqua e come ho ricordato nel lavoro precedente il maiale non suda elevate temperature possono essere causa di sofferenza fetale.
Uso di spruzzini per raffreddare le scrofe.

Scarsa igiene nelle operazioni di taglio coda e castrazione
Uso di strumenti disinfettati per la castrazione precoce , disinfezione alla nascita del cordone ombelicale e cauterizzatore per code.

Diarree post svezzamento Controllo della temperatura in sala ,disinfezione delle gabbie svezzamento e uso di mangime specializzato per quella fase

Come intervenire omeopaticamente?
Mi trovo davanti a una situazione di grave emergenza sia economica che sanitaria che si presenta a decorso asintomatico nelle scrofe. Devo considerare l’entrata di nuovi agenti patogeni da altri allevamenti, l’ immunodepressione per le scarse condizioni igieniche, per le vaccinazioni e terapie a tappeto che hanno indebolito il sistema immunitario e la capacita’ di detossificazione del fegato.

Inizio dunque la terapia omeopatica mirando a neutralizzare gli effetti negativi delle vaccinazioni

THUYA 1000K nell’acqua da bere a tutte le scrofe
Arrivano intanto i risultati dell’Istituto Zooprofilattico che non sono significativi. Decido di andare avanti senza ripetere le prove.
Raccolgo dati sui sintomi della mortalità alla nascita è altissima a volte il 90% se va bene il 50%
I maialini muoiono dopo 2 o 3 giorni con sintomi nervosi di pedalamento febbre elevata 40° c ipotermia successiva senza diarrea
Se riescono a sopravvivere sono sottopeso,
Allo svezzamento sopraggiunge la diarrea e muoiono sui 12-13 kg
Quelli che rimangono vivi sono poco vitali, ipotermici non crescono
Intervengo con Echinacea in gocce per bocca due volte al di’ e un prodotto omotissologico iniettabile ai suinetti che iniziano a mostrare segni nervosi , più per una tranquillità psicologica dell’allevatore che sente così di poter fare qualcosa di utile. Questo è possibile perché i nati sono pochi; su grandi numeri il trattamento individuale del suinetto è impraticabile.
Il mio scopo é invece trattare le scrofe che hanno partorito e in prima battuta scelgo SULPHUR per i seguenti motivi

Funzione tiopessica dello zolfo sul fegato
Entra nel metabolismo degli amminoacidi solforati come il glutatione, usato in medicina come disintossicante
Funzione di eliminazione e accelerazione dei processi di disintossicazione dell’organismo
In un individuo intossicato le ossidazioni sono rallentate in particolare quelle del fegato
Congestione venosa digestiva epatica gastrica e intestinale
Aggrava col calore
La via di eliminazione delle tossine è la cute
Se viene disturbata o o si arresta una via di eliminazione l’organismo reagisce canalizzando le scorie verso un altro organo perché provveda ad eliminare.
Se la cute è soppressa con farmaci antiparassitari, il fegato è ingorgato, intossicato e congestionato, se l’intestino è bloccato e stitico, l’organo bersaglio delle tossine a mio avviso, in una specie pluripara è l’utero. I feti assorbono tutte le scorie materne e alla nascita non ce la fanno a sopravvivere e soccombono nel giro di poche ore all’agente eziologico più aggressivo nell’ambiente.
SULPHUR 1000K
per 3 giorni consecutivi nell’acqua da bere
Tratto anche le scrofe gravide
Viene effettuata alle scrofe al momento del parto la terapia antibiotica.
La fortuna mi assiste nel trovare l’agente eziologico più significativo e responsabile della sintomatologia nervosa: mentre giro l’allevamento vedo che un suino a terra dell’eta’ di circa 3 mesi di quelli sopravvissuti sta male e ha una tumescenza ghiandolare sotto la gola. E’ un classico sintomo di streptococco.
Successivamente alla terapia con Sulphur la situazione improvvisamente si stabilizza.
Non muore più nessun suinetto
Quelli trattati hanno remissione dei sintomi nervosi
Sono trascorse solo 3 settimane
Per me questo vuol dire che le bestie hanno reagito positivamente all’introduzione del farmaco omeopatico e al lento cambiamento della situazione igienico sanitaria.( nonostante il caldo dell’anno scorso)
Ora si può intervenire per bloccare lo streptococco in quanto grazie alla cura omeopatica le scrofe riescono a sopportare meglio lo stress antibiotico.
Per prevenzione faccio fare ai nuovi nati due trattamenti antibiotici distanziati
Non posso permettermi di avere anche un singolo caso di morte
C’e’ di nuovo un caso un maialino giallo rosso che presenta sintomi nervosi lo tratto singolarmente e si riprende diventerà il testimonial di quel nefasto periodo
Settembre 2003
L’allevatore ha ripreso a sorridere ancora non ci crede.
Ora bisogna iniziare a fare prevenzione
Come?
Devo trovare un rimedio che copra sia l’infezione uterina che i sintomi nervosi e successive sequele dei suinetti. E mi ricordo dalla materia medica di aver letto di

ECHINACEA Sintomi di avvelenamento del sangue condizioni settiche generali
Infezioni puerpuerali
setticemia puerpuerale
Diarrea tifoide
Gozzo
Tendenza alla malignità di patologie acute e subacute
Meningite cerebrospinale

Inizio la terapia
Scrofe gravide ECHINACEA 1000 K
Dosi due tappi di ognuno sciolti in due litri di acqua versati nel vascone da 10 quintali due volte a settimana.
Decido anche di usare il nosode STREPTOCOCCINUM 1000K
Su tutte le scrofe 2 tappi sciolti in acqua nel vascone dell’acqua da bere una volta sola.

Sono arrivata a questo rimedio utilizzando i sintomi che presentavano i suinetti che morivano il cui agente eziologico ricordo è lo Streptococco. La similitudine del nosode come “vaccino omeopatico” corrisponde alla sintomatologia presentata dai suinetti.
Da un documento di WILHELM LUX MEDICO VETERINARIO 1833 “Isopatia del contagio” [Tutte le malattie portano nella loro stessa sostanza il mezzo per guarirle…..
Molto spesso si può constatare che l’omeopatia si realizza a perfezione nell’Isopatia, visto che guariscono le malattie contagiose di uomini ed animali con la loro stessa sostanza infettante.”] Alcuni tra i sintomi di Streptococcinum riscontrati in questa situazione sono:
Adenopatie del collo
Artrite e poliartrite delle piccole articolazioni
Stati infettivi con leucopenia e proteinuria
Endocarditi
Movimenti coreiformi

Scrofe in gabbia parto
2 tappi sciolti in due litri di acqua e versati nella cisterna dell’acqua da bere
Sei giorni prima del parto trattamento antibiotico per via orale .
Suinetti al 2° giorno di vita trattamento preventivo alla nascita da ripetere al 7°
Svezzamento a 20 giorni con mangime medicato contro coliformi
Lo streptococco e’ resistentissimo nell’ambiente e l’equilibrio immunitario delle scrofe e’ ancora precario
La terapia continua così tutto ottobre e novembre
A dicembre l’allevatore smette di trattare con antibiotico le scrofe prima e dopo il parto
In quattro mesi con sinergismo di allopatia e omeopatia e corretta gestione ambientale la mortalità neonatale è scesa drasticamente e streptococchi e coliformi sotto controllo.
Gli strascichi della malattia e dei trattamenti ora si fanno sentire sui suinetti svezzati e sui magroncelli che ai primi di novembre sono affetti da una patologia respiratoria con tosse secca e scarso incremento ponderale. Faccio aprire una via di ventilazione sul soffitto del capannone e tratto con BRYONIA 200 CH soggetti dai venti giorni di età in su, verri compresi.
A gennaio 2004
Si interrompono tutte le terapie preventive e rimangono quelle routinarie

La prova eugenetica
Decido di sperimentare su quelle stesse scrofe che davano prodotti morti o ipovitali l’eugenetica.
Si è visto dalla sperimentazione di diversi autori che l’uso di rimedi così detti di fondo, somministrati a intervalli regolari durante la gravidanza possono influenzare la formazione dei foglietti embrionali .Gli esperimenti sono stati effettuati sia sulle donne che su animali con risultati positivi e omogenei. L’eugenetica influenza
 le fasi del parto che ha caratteristiche di essere naturale e veloce
 la fase del secondamento riducendo le ritenzioni placentari
 la fase di involuzione uterina che è più rapida
 la fase dei ritorni in calore regolando la funzionalità ovarica
 il numero e la vitalità dei nati
 la resistenza dei nati dall’eugenetica alle malattie

HANNEMAN nel paragrafo 284 dell’Organon sesta edizione ci dice :
“L’azione benefica dei rimedi sul lattante , mediante il latte della madre o di una nutrice,( allattamento sostitutivo), è veramente meravigliosa. Tutte le affezioni del lattante cedono al rimedio omeopatico, se quest’ultimo è stato selezionato accuratamente, e preso in dosi assai moderate, da colei che allatta il bambino.
Se il rimedio viene somministrato in tal modo, queste affezioni vengono eliminate molto più facilmente e sicuramente, in queste creature innocenti, di quanto non sia possibile più tardi.
….. in ogni caso è indispensabile una cura antipsorica moderata della madre, nel corso della gravidanza…specialmente mediante SULPHUR, …se si vuole distruggere nella madre stessa e nel feto la psora – fonte della maggior parte delle malattie croniche – quasi sempre trasmessa per via ereditaria. I discendenti ne saranno così salvaguardati. Questo è così vero che i bambini, grazie a questo trattamento prenatale, nascono solitamente più sani e robusti, lasciando tutti stupiti; un’ulteriore conferma, questa, della grande verità della mia teoria sulla psora.”

Predispongo un gruppo di 6 scrofe e un gruppo di controllo. Permetto solo la vaccinazione obbligatoria contro la malattia di Aujeszky . Una muore subito per stress da raggruppamento inizio il protocollo eugenetico con 5 scrofe
Data di discesa dalle gabbie 27 gennaio 20004
Calore 3 febbraio 2004 coperte regolarmente dal verro C. Durata della gravidanza 115 giorni (3 mesi 3 settimane 3 giorni)

Primo mese THUJA 1000K dose unica

Secondo mese SULPHUR XMK dose unica

Terzo mese CALCAREA CARBONICA 1000K dose unica

10 giorni prima del parto SEPIA 200K dose unica

THUJA
La scelgo per neutralizzare l’effetto sicotico delle vaccinazioni e per l’effetto che questo rimedio ha nelle forme catarrali e infiammatorie dell’apparato genitale femminile che se permangono dopo il parto provocano infertilità e ritorni in calore.

SULPHUR
Lo abbiamo visto in precedenza

CALCAREA CARBONICA
L’importanza ossea del calcio gli conferisce l’importanza che ha in tutti i processi di crescita, di riparazioni dell’osso, nelle malattie ossee, demineralizzanti, e l’importanza nel tono muscolare, cardiaco e circolatorio e nelle malattie genitali della donna in quanto l’utero è il muscolo che contiene più calcio.
Le cellule nervose per funzionare correttamente hanno bisogno di calcio,in quanto lo ione è necessario al mantenimento dell’eccitabilità del parasimpatico, del vago
nella diuresi e nel metabolismo dell’acqua in quanto antagonista e regolatore dello ione sodio,
nella digestione del latte intervenendo nella coagulazione del latte trasformando la caseina .interviene nella coagulazione del sangue.
Tiroide ovaie e paratiroide hanno bisogno di un buon equilibrio calcico per funzionare regolarmente
Una turba del metabolismo del calcio provoca un rallentamento generale della circolazione linfatica che avrà come conseguenza di gravi modifiche nel funzionamento e nella nutrizione delle mucose e della pelle
Calcarea carbonica agisce su tutte le mucose e in particolare sulla mucosa uterina , via di eliminazione delle tossine.

SEPIA
L’idea di somministrare Sepia 10 giorni prima del parto è partita da frequenti casi di abbattimento pre e post partum e addirittura allo svezzamento. Le scrofe si presentano apatiche, anoressiche, depresse, in assenza di sintomi fisici. Alcune scese dalle gabbie hanno difficoltà ad accoppiarsi, non mostrano interesse per il verro e ci sono diversi ritorni in calore.
La parola chiave di Sepia è ATONIA.
L’intossicazione dell’organismo è lenta , profonda, insidiosa e progressiva.
Tendenza all’aborto per atonia
Anche lo stato psichico delle scrofe in gabbia parto riassume il comportamento Sepia prima nella fase stenica si ha eccitamento e irritabilità. Il giorno prima e qualche giorno dopo il parto astenia e depressione
La costrizione delle gabbie i frequenti parti,l’ allattamento e la riunificazione in gruppi diversi dal precedente sono situazioni stressanti che incidono sulla psiche della scrofa, definita stress da parto, che a mio avviso è invece stress da sfruttamento.
Quella che viene selezionata come attitudine materna io la definirei invece la capacità di adattamento a situazioni costrittive; nelle mie osservazioni ci sono soggetti che poco si adattano e sviluppano patologie di vario tipo.
Il gruppo di controllo continua regolarmente ad assumere le terapie classiche.
Data prevista del parto fine maggio e inizi giugno Una ritorna in calore e partoririrà il 9 di Luglio
I parti sono anticipati di qualche giorno

PROVA CONTROLLO
VIVI MORTI VIVI MORTI
11 3 11 2
2 – 12 2
15 3 10 2
12 – 9 2
16 6 12 2
TOTALE

56 TOTALE
12 TOTALE
54 TOTALE
10
In ambedue i gruppi il risultato è di 44 maialini vivi, in media 8,8 maialini per scrofa
Risultati
MORTALITA’ NEONATALE

L’approccio nei riguardi di un allevamento sia esso intensivo o biologico non deve mai prescindere dall’attenta valutazione delle condizioni ambientali, climatiche, igienico-sanitarie, alimentari, vaccinali, di specie e di razza, di produzioni richieste.

Il veterinario aziendale che a mio avviso vuole fare omeopatia con successo, deve essere informato anche di tutte le innovazioni in campo tecnologico e terapeutico per poter dialogare alla pari con i colleghi allopati

La mortalità neonatale è scesa nel giro di 15 giorni dall’85% al 5%
Le scrofe hanno successivamente partorito senza presentare problemi
Non è stato rilevato fino ad oggi nessun caso di mastite post partum
Agalassia ed endometriti nell’ordine del 2% delle scrofe partorite
Stress pre e post partum si è verificato nell’ordine del 10% e i casi trattati omeopaticamente sono guariti più velocemente

Il consumo di antibiotici è sceso drasticamente del 75% in 6 mesi

Sono stati eliminati 3 vaccini
E’ stato possibile effettuare una rimonta con le scrofette nate in azienda, attualmente tutte gravide
Il peso dei suinetti allo svezzamento è notevolmente superiore ai primi 6 mesi del 2003
E’ stato possibile attraverso una gestione scritta rilevare i ritorni in calore
I topi sono scomparsi

COSTI

EUGENETICA
DATI POSITIVI
I suinetti nati nel gruppo di prova non sono stati mai trattati con antibiotico e pur trovandosi in ambiente promiscuo hanno rivelato una resistenza alle malattie. Alcuni hanno avuto la diarrea che è dipesa però da un cambio di alimentazione delle madri e da una marcata umidità ambientale dovuta alle forti piogge.
Nessun consumo di antibiotici iniettabili
Buona crescita e incremento ponderale
Conferma di una immunità acquisita nel tempo
Minor manodopera

DATI NEGATIVI
La prova eugenetica non ha dato risultati buoni per quanto riguarda il numero dei nati che per un allevamento suino è la cosa più importante. Penso che l’errore sia nella scelta dei rimedi troppo “psorizzanti” e va rivisto il protocollo.
L’errore forse è proprio istituire un protocollo fisso , senza aver valutato con attenzione la situazione aziendale. In linea di massima si può dire che l’eugenetica è possibile dopo aver valutato il livello energetico dei soggetti, la specie trattata, unipara o multipara, le condizioni ambientali, all’aperto o intensivo, la durata della gravidanza,i numeri di parti l’anno e i trattamenti vaccinali e antiparassitari subiti. Le malattie intercorse o possibili e fare una valutazione miasmatica del miasma predisponente.
Che in questo caso è psorico sifilitico 1-3

CONCLUSIONI
Non si puo’ passare drasticamente da animali fortemente trattati e vaccinati al metodo omeopatico puro senza rischiare di avere perdite significative in allevamento.

Per conquistare la fiducia nell’allevatore dobbiamo mostrarci all’avanguardia sulla medicina allopatica, sui prezzi di mercato e sulle nuove tecnologie. Isolarsi in un mondo a parte non ci permette né di confrontarci né di farci conoscere.
Scendendo a compromessi l’uso dell’omeopatia unicista negli animali da reddito è possibile, praticabile e vincente.
Sono le situazioni di emergenza che per quanto drammatiche, ci danno l’opportunità di usare e sperimentare con successo l’omeopatia.
Io auspico che questo lavoro, per quanto imperfetto, apra lo spazio per raccogliere quanta più casistica possibile in modo da fornire al veterinario omeopata di animali da reddito , dati ai quali attingere e sperimentare,senza compromettere la sua immagine professionale e i benessere animale.

Bibliografia
Hanneman S.F.C. OMOEPATIA VI Edizione Ed Dimensione umana Srl Milano 1975
Bertacchini F., Campani I. – Manuale dell’allevamento suino – Ed agricole, Bologna, 2001
Boericke W. – Materia medica omeopatica – Trad. del dott. Roberto Petrucci
Canello S. – Teoria e metodologia omeopatica in Medicina Veterinaria – IPSA, Palermo, 1995
Del Francia F. – Omeopatia per la cura degli animali – RED, Como, 1990
Hodiamont G. – Trattato di farmacologia omeopatica I “Omeopatia e fisiologia”
Julien O.A. – “La materia medica dei nosodi “ Ipsa editore 1997
Kent J.T. – Repertory of Homeopathic materia medica – Jain Publishers PVT. LTD, New Dheli, 1996 Voll 1e 2
Mac Leod G. – PIGS :The Homoeopathic approach to the treatment and prevention of diseases – C.W. Daniel Company LTD, London, 1994
Nash E.B. – Fondamenti di Terapia Omeopatica – Ed. Salus Infirmorum 2000
Nigrelli, Gatti, Guizzardi – Le malattie del suino – Ed. Informatore Agrario, Bologna, 1989
Syllabus :10Th International Symposium on Pig Reproduction and Artificial Insemination Rome 5-7 May 2003
Proceedings :4th International Symposium on Emerging and Re-emerging Pig Diseases – Roma Palazzo dei Congressi 29 Giugno / 2 Luglio 2003- P. Martelli ,S. Cavirani, A. Lavazza EDITORS