Cavalli al pascolo

Cavalli al pascolo

Cavalli al pascolo: vantaggi, problematiche e sostenibilità Il pascolo per il cavallo è una soluzione salutare che consente stare all’ aria aperta, di fare esercizio, di migliorare il benessere e che può diminuire notevolmente la spesa  per l’alimentazione. Per fornire  al cavallo un ambiente meno restrittivo e innaturale del box e per ridurre le spese, ora si usa molto dividere i terreni in tanti piccoli appezzamenti chiamati   paddock ,forniti di capannine ,  acqua e divisi tra di loro da recinzione elettrificata . Quelli che erano prati o pascoli, senza un’ opportuna gestione, diventano in breve tempo terreni desertificati e pieni di piante infestanti. Spesso si tengono più cavalli di quanto un terreno ne consenta, creando il fenomeno del sovrapascolamento, il calpestìo continuo compatta il terreno, lo rende impermeabile all’acqua per cui diventa fangoso d’inverno e polveroso d’estate, con sviluppo di patologie correlate.

Cavalli al pascolo ai pratoni del Vivaro

Cavalli al pascolo ai pratoni del Vivaro

Il motivo per cui i pascoli su cui soggiornano i cavalli sono soggetti a impoverimento sono molteplici.  Il cavallo ha la fama di essere un pessimo pascolatore . La conformazione del suo piede con un unico dito e la presenza di incisivi sia superiori che inferiori , danneggiano il colletto della pianta  e  l’apparato radicale perché calpestano e strappano a raso terra , il modo di pascolare a “spot” , un po’ qua e un po’ là,  non consente di sfruttare al massimo le superfici. Considerando poi  che   il cavallo non mangia più intorno alla zona dove ha sporcato,  anche  se le feci  vengono  rimosse, riduce ulteriormente sia la ricrescita delle essenze erbacee sia la zona di pascolo, a favore di piante meno appetibili e infestanti.     Quando non c’è più niente da mangiare, vengono attaccati gli alberi e le staccionate, a meno che non si fornisca fieno. Il pascolo, se ben gestito, non solo permette un notevole risparmio sull’alimentazione, ma soddisfa i bisogni etologici e comportamentali del cavallo, con notevole incremento della sua capacità produttiva in termini di qualità del lavoro. L’errore che si commette di frequente, è tenere più animali di quanti una superficie possa sopportare.  In breve si procura un inquinamento ambientale perché il carico di azoto derivante dalle deiezioni  viene assorbito dal terreno e più in profondità dalle falde acquifere.  In questo modo si selezionano  alcune specie erbacee non commestibili più resistenti, rispetto ad altre edibili danneggiate dal sovrapascolamento , con  perdita di fertilità del terreno.  Sulla superficie e in profondità della terra, anche se noi non li vediamo, esistono una miriadi di animaletti che contribuiscono alla  sua sopravvivenza, e di questi insetti si nutrono gli uccelli e i  piccoli mammiferi terricoli di cui si nutrono i predatori più grandi, in poche parole, se si disertifica la terra, si uccide la  biodiversità* . *La coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni. In questi ultimi anni molta attenzione è riposta sui temi della socialità del cavallo per incrementarne il benessere psico-fisico,  sempre più strutture si organizzano per tenere i cavalli in gruppi, con gestione naturale, paddock paradise e metodo barefoot ( scalzo). Poca attenzione invece è data ai benefici  dell’alimentazione fresca pascolata  che fornisce energia, mantiene l’intestino in continuo movimento prevenendo le coliche, fornisce un equilibrato apporto di carboidrati e proteine, mantiene l’animale occupato per molte ore evitando l’insorgenza di problemi comportamentali dovuti alla noia, diminuisce l’integrazione con mangimi e pellettati. Inoltre col pascolamento il cavallo evita di ingerire sabbia, terra  e inalare polvere  situazione che accade quando viene lasciato il foraggio per terra. L’impatto ambientale dovuto all’inquinamento dei terreni  è  aumentato  per l’uso improprio  di antiparassitari, i  vermifughi,  somministrati erroneamente in modo preventivo ,che vengono escreti con le feci in forma ancora attiva. Questi prodotti ,tutti a base di Avermectine, sono estremamente tossici per l’ambiente in quanto si legano al terreno e uccidono la microfauna responsabile della fertilità della terra. Attraverso l’apparato radicale i farmaci passano nelle piante e negli ortaggi  , (chi pensa di concimare l’orto con lo stabbio di cavallo deve assicurarsi che non abbiano assunto medicine), e hanno una persistenza lunghissima nell’ambiente, si parla di molti anni.  Una delle vittime eccellenti  di questi farmaci è il lombrico, ma  è nociva anche per molti insetti e pesci di acque dolci che sono soggetti a mutazioni genetiche. Si evince che  una gestione tradizionale e intensiva dei cavalli al pascolo può essere causa di inquinamento e forte riduzione di biodiversità. Cosa si può fare allora? L’evoluzione verso una gestione che tenga in equilibrio uomo-animale-ambiente  è insita nel concetto di agroecologia. La gestione agroecologica è un vero e proprio sistema di produzione dove il controllo umano è di fondamentale importanza.  Spesso si ha la percezione erronea che il ritorno alla natura sia lasciare l’ambiente a sé stesso e gli animali liberi di fare quello che vogliono. Questo è il modo migliore per rovinare un ambiente, perché dove c’è interazione uomo-animale, anche se si possiede un cavallo solo, quell’ambiente sarà molto delicato da gestire, per evitare danni irreversibili alle piante, al sottobosco, al cotico erboso, alla fauna terricola e selvatica e inquinamento delle falde acquifere. La pratica agroecologica è molto sofisticata e più impegnativa dal punto di vista organizzativo rispetto a quella tradizionale intensiva, perché richiede studio, approfondimento , grande capacità di osservazione e collaborazione tra le varie figure professionali. Per non rovinare un pascolo bisogna prevedere delle rotazioni e turnazioni.  Le rotazioni prevedono un utilizzo del pascolo alternato con altre specie, esempio pecore o bovini, oppure a colture erbacee. La turnazione è il tempo di sosta in un pascolo di un certo numero di animali. Nella turnazione dei pascoli si deve tener conto del tempo di permanenza in base al carico animale, alla qualità delle specie erbacee presenti e  alla stagione . Il cavallo non può pascolare tutto il giorno come i ruminanti, specialmente in primavera, a causa del suo sistema digestivo che non sopporta grandi fermentazioni, che sono causa di  laminite. La  turnazione ha anche il vantaggio sia di permettere la ricrescita delle essenze erbacee e del controllo delle piante infestanti ma anche  di mantenere bassa la carica parassitaria, in quanto se le uova schiudono, non trovano l’ospite sensibile.  Si può ridurre l’uso di antiparassitari  effettuando un  monitoraggio dei parassiti  e intervenire con antiparassitari mirati che hanno un minor impatto ambientale  evitando le molecole  a largo spettro, come le Avermectine. L’uso dell’omeopatia  come metodo di cura delle comuni malattie e delle parassitosi, è parte integrante  del modello agro-ecologico. I rimedi omeopatici  sono sostanze che non lasciano residui nell’ambiente e negli animali, hanno un costo basso  e possono essere somministrate nell’acqua da bere o singolarmente, senza stressare l’animale. Per attuare un sistema agro-ecologico c’è bisogno di molte figure professionali che interagiscono, come il veterinario esperto in agro-ecologia, l’agronomo, l’allevatore e il personale addetto. Se si parla di piccole realtà con pochi cavalli, un veterinario esperto in materia  può dare avvio al sistema e monitorarlo. Non dimentichiamoci che, sebbene il cavallo venga usato come animale sportivo, il modo in cui viene gestito nei grandi e piccoli circoli ippici, rientra a pieno titolo nel modello di allevamento intensivo al pari di quello bovino, suino e avicolo, perché rispecchia il concetto di un numero elevato di animali in piccoli spazi, con ricadute sul benessere e sull’ambiente.  Anche la persona, adulto o bambino che impara, viene molto condizionata dal sistema intensivo di gestione del cavallo, spesso basato solo sul concetto di uso senza preoccuparsi delle ricadute etiche, di benessere ed ambientali. L’agroecologia, è un modello sperimentato con successo su specie da reddito e applicabile  nel cavallo con opportuni adeguamenti  e accorgimenti.     Dr. Carla De Benedictis Medico Veterinario Diplomato in Omeopatia e Agopuntura Rocca di Papa (Roma)   Bibliografia:

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  3. De Benedictis C. “Problemi comportamentali nel cavallo”  Atti  congresso di Omeopatia Veterinaria  Verona  2007
  4. De Benedictis C.,   Inquinamento da farmaci “ Il Granulo- anno VI  n 15  Primavera 2011
  5. De Benedictis C.,  Emergenza farmacoresistenza “ Il Granulo- anno VI  n 16  Estate 2011
  6. De Benedictis C.,  “ Animal machine” ,  Le tecnopatie nel  cavallo  :Atti del convegno  S.I.O.V.  Società Italiana di Omeopatia Veterinaria “  Bologna 29-30 Ottobre 2011
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  10. Holzer, S., La permacoltura, Macro Edizioni, 2010
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  13. Liebig,M., et all.,  Environmental Risk Assessment of Ivermectin: A Case Study, http://onlinelibrary.wiley.com
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<a rel=”license” href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/”><img alt=”Licenza Creative Commons” style=”border-width:0″ src=”https://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/4.0/88×31.png” /></a><br /><span xmlns:dct=”http://purl.org/dc/terms/” property=”dct:title”>Cavalli al pascolo: vantaggi, problematiche e sostenibilità</span> di<a xmlns:cc=”http://creativecommons.org/ns#” href=” http://omeopatia-veterinaria.com/news/cavalli-al-pas…-sostenibilita/” property=”cc:attributionName” rel=”cc:attributionURL”>Carla De Benedictis</a> è distribuito con Licenza <a rel=”license” href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/”>Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale</a>.<br />Based on a work at <a xmlns:dct=”http://purl.org/dc/terms/” href=”http://omeopatia-veterinaria.com” rel=”dct:source”>http://omeopatia-veterinaria.com</a>.

patologie gastroenteriche nel cavallo e omeopatia

patologie gastroenteriche nel cavallo e omeopatia

SEMINARIO     I.R.M.S.O.  Istituto Ricerca Medico  Scientifica Omeopatica

OMEOPATIA    VETERINARIA    ROMA 10 – 11 MARZO 2007

Aula Facoltà Valdese      Via Pietro Cossa, 4

AUTORE

Carla De Benedictis    carladebene@gmail.com

Medico Veterinario – Omeopata   Velletri (ROMA)

 

 

emicrania  028Curriculum

Carla De Benedictis, laureata in Medicina Veterinaria presso l’Università di Parma, nel 1988.

Diplomata in Omeopatia veterinaria nel 2003 presso l’Irmso di Roma.

Libera professionista esperta in ippiatria, in allevamento suino e animali da affezione.

 

 

 

Abstract

 

PATOLOGIE GASTROENTERICHE DEL CAVALLO

 

Si descrivono le più comuni patologie gastroenteriche del cavallo e come vengono affrontate da un veterinario omeopata ippiatra. Vengono presentati alcuni casi esemplificativi mostrando cartelle cliniche, repertorizzazioni e follow up.

 

Si rimanda al power point

 

 

 

 

 

Dobbiamo differenziare un caso acuto, d’urgenza, e un caso cronico

 

La Visita Veterinaria Omeopatica per essere considerata tale secondo il  metodo unicista con riferimento alla dinamica miasmatica deve:

 

1)Fornire un quadro obbiettivo delle condizioni cliniche del paziente eventualmente supportate da tutti gli ausili diagnostici del caso. Rx analisi endoscopia  ecografia

2)Reperire un’anamnesi e repertorizzazione dei sintomi secondo il metodo omeopatico:

-fase interattiva con responsabile animale e contesto ambientale

-approccio clinico diretto

 

3)Fornire una diagnosi omeopatica di similitudine,una diagnosi differenziale,prognosi,SMVM,inquadramento miasmatico. (casi cronici)

4)Terapia,cura e sue modalità- tipo di strategie alternative – procedura  informata responsabile.

 

5)Follow up e sua interpretazione

 

6)cartelle cliniche-modello interattivo.

 

 

Arrivo sul campo per caso d’urgenza

Valutazione clinica del soggetto

Battiti cardiaci, auscultazione della motilità intestinale, esplorazione rettale, palpazione dei testicoli nello stallone, temperatura, mucose. DD colica non chirurgica colica chirurgica torsione del testicolo rottura dello stomaco ostruzione esofagea

Colica non chirugica   :

diarrea grave

diarrea del puledro

Valutazione del sensorio

Valutazione del dolore manifesto : raspare, guardarsi il fianco, coricarsi, coricarsi e rotolarsi, sudorazione (assente, profusa, sul collo, sull’addome), sguardo abbattuto, disperato, angosciato

Valutazione fisica del soggetto in buono, medio, scarso, pessimo stato di nutrizione  per diagnosi energetica

Per caso sub acuto cronico

  1. Valutazione del grado di stress  a cui è sottoposto : agonismo (corse, concorso, endurance ecc), non agonismo (ippoterapia, passeggiate)
  2. Se è possibile sapere chi è il proprietario e come  lo tratta
  3. Tranquillo-vessatore-picchiatore-anaffettivo-trascurato
  4. Sapere chi è l’uomo di scuderia e se il cavallo viene messo al paddock durante la giornata

Tenere queste informazioni per dopo

 

Diarree da dentizione

Diarree da fieno muffo

Diarree da emotività

 

Disturbi gastroenterici da verminosi

Disturbi gastroenterici da ulcere gastriche

Disturbi da malassorbimento

Disturbi da allergie alimentari

 

Coliche da costipazione

Dilatazione acuta dello stomaco

 

 

Conseguenze di disturbi gastroenterici  laminiti  calo di performance  azoturia

 

 

Diarrea da dentizione

I primi denti picozzi  il puledro li mette entro sette giorni  dalla nascita

I mediani d a 4 a 6 settimane circa a 40 giorni periodo in cui la madre va in calore.  I Premolari 2 e 3 a 15 giorni.    Spesso si dice che il puledro va in diarrea perchè il latte materno contiene ormoni. Nella mia esperienza è capitato di osservare diarree che avevano caratteristiche della dentizione.  Puledra circa due mesi diarrea verde, madre in calore, avversione ad essere toccata, non ciuccia  non si fa prendere al contrario della sorella. Con Chamomilla 30 ch  per tre giorni la diarrea è sparita.

Tenere in considerazione con i puledri.

 

TABELLA N 1

Puledri  RITENZIONE DI MECONIO

COLICA DA COSTIPAZIONE

Con depressione del sensorio

Con eccitazione e dolori

 

COLICA DA DILATAZIONE TIMPANISMO CECO COLON

 

 

 

 

SINDROME DA MALASSORBIMENTO

Uso della Cartella clinica

Follow up

 

CASO CLINICO vedere il ppt

 

Caso di Ramses

20-07-05     ha dato il rimedio al cavallo in un momento di crisi per cambio di temperatura dopo due ore stava bene

mi chiama oggi per dirmi che ha meno aria fa le feci + compatte ha una fermentazione diversa non trova + il cibo indigerito nelle feci la cacca ha un odore meno forte

ieri ci è stato uno sbalzo di temperatura non ha avuto grossi problemi

le ho detto di continuare e se lo vede un pò abbattuto di dargli il rimedio

siccome va in vacanza di comprare il lyc 12LM

 

29-07-05

gli dà il rimedio verso le 10.30  dopo che lo assume diventa + reattivo si sveglia

Ieri dopo che ha avuto somministrazione continua dopo 1/2 ora ha avuto 2 episodi di paura in box voleva la compagnia nitriva guardava è andato di corpo tante volte

3 kg di cereali non trova + feci indigerite e non fa + aria

CARATTERE  FIFONE  HA BISOGNO DI STABILITA’ HA PAURA DELLE BOTTE SI SENTE INADEGUATO FA IL BRAVO SOLDATO

VA DAGLI ALTRI CAVALLI E FA IL GROSSO POI QUESTI SI GIRANO E LUI SCAPPA

VIGLIACCO FIFONE

VA DI CORPO SOTTO STRESS NON AMA I CAMBIAMENTI

IN GARA  FA IL DIFFICILE SE TROVA IL BOX CHE NON GLI PIACE VUOLE USCIRE NON MANGIA

IN GARA SI VUOLE MOSTRARE SI CONCENTRA COMPETITIVO  PRIMA DELLA GARA   IL VAN LO DISTURBA FA LA CACCA GLI VIENE LA BAVA  CINETOSI

DEVO VALUTARE SE E’ IL RITORNO DI VECCHI SINTOMI O UNA PATOGENESI

 

il cavallo ha reagito subito bene al rimedio dopo due ore dall’assunzione del prodotto mangiava che il giorno prima stava male

 

29-08-05

vecchio sintomo che riappare tosse secca che torna in autunno inverno o quando ha sbalzi di temperatura da caldo a freddo

e scompare col caldo

gli viene durante il lavoro e in box quando piega la testa fa anche 10 colpi

sospendo il lyc

dopo bryonia ha fatto un pò di muco bianco dal naso poca tosse  le feci sono peggiorate

quando lo ha portato a Treviso per 48 ore ha fatto il matto sgroppava e impennava nel box non mangiava anche in paddock   poi si è tranquillizzato

NON AMA I CAMBIAMENTI CINETOSI

dopo bryonia le feci sono + molli

non ha + coliche il sintomo che rimane è la cacca meno compatta + lucide bagnate un pò di acqua esce con le feci

la mattina ha meno appetito è il momento + difficile della giornata

NON HA FAME LA MATTINA A MEZZOGIORNO inizia a migliorare la sera è vorace è come se la notte non avesse digerito

PAURA DEGLI ALTRI CAVALLI QUANDO INCROCIA I CAVALLI NUOVI PAURA DEGLI ANIMALI NUOVI

OGNI TANTO SI STIRA TRA ANTERIORI E POSTERIORI  fa pipì

BRYONIA 30 CH

 

21-09-05  ha accusato improvvis dolore agli arti zoppo uscendo da box

diagnosi desmite del fless delle falangi

terapia antiflogestina e passo

migliora col movimento    RHUS TOX   200K una volta sola

 

21-02-06

scappa dalla cosa che ha paura si terrorizza fuori dal suo ambiente galoppa fino a fuggire dalla cosa che gli fa paura

ha paura degli altri cavalli

nel suo ambiente non ha paura

cerca sicurezza nel box dalla padrona

due coliche da fieno marcio con gas

presenta sintomi + gravi di quella che è la patologia

ritornata l’inappetenza

ma LE FECI SI SONO REGOLARIZZATE

preferisce il fieno ai cereali

ha un’energia nervosa devi calmarlo quando ci stai sopra

ha paura del cavaliere

ANSIA DA ANTICIPAZIONE

è ritornata la gastrite con sintomi di ulcera gastrica forse bruciore

ha bisogno di essere accudito in continuazione

CALC CARB 0,6 LM  5 gocce per 3 giorni dopo  a giorni alterni per una settimana poi ogni 3 giorni per una settimana

 

28-04-06

Con calc è andato molto bene sembra proprio il suo

la novità è che lei dice che ritarda dietro

ha fatto la scintigrafia non ha avuto alcuna reazione agli anestetici e al cambio di posto

dalla quale risulta che ha

1 infiammazione dl nervo sciatico

2 infiammazione del navicolare

ha fatto un flectadol in vena ed è andato in colica

che fare?

Nux vomica 200 K

 

10-04-06    è andato bene con nux vomica

poi gli ho dato la MK per tre giorni

 

poi quest’estate ha avuto un episodio di colica leggera passando da un caldo forte e la mattina era freddo a causa di un temporale   questo sintomo non l’ho preso in considerazione

 

30-10-06

lo vedo nella nuova casa sta benissimo

sintomi principali freddoloso aggrava dal caldo al freddo

pigro nel lavoro ma + socievole

il suo costituzionale è calcarea

ma per questo cambio di temperatura gli dò dulcamara

dulc 30 ch  tre volte al giorno per una settimana lo avevo in macchina prendo tempo mentre ordina calc carb 12 LM

 

20-12-06   mi chiama e mi dice che dopo calcarea peggiora gliela faccio smettere ma lui peggiora ancora

non mangia abbacchiato triste lascia il fieno e il concentrato

feci brutte morbide a vacca  un pò di gas

qualche colpo di tosse secca

peggiora col freddo

 

 

24-02-07      gastrite   es prende i cereali alle 20 il fieno lo finisce alle 22 alle 24 fa la gastrite attacca a salivare smangiucchia la mattina dopo fa aria feci brutte morbide

Lei gli da una tisana calda

quando ha dolore allo stomaco si stira con gli anteriori

Problema per il quale vengo chiamata: ha la gara il 10 marzo e lui la sente molto addirittura sente il van che arriva e inizia a girare in tondo e fa tanta cacca e pipì secondo lei non vuole partire ma poi quando è in gara va bene a volte non gli piace il posto dove lo mette gli piace stare a casa sua

ARG NITRICUM 200 K

 

 

 

 

 

Congresso Fiamo 2006 OMEOPATIA IN IPPIATRIA

Congresso Fiamo 2006  OMEOPATIA IN IPPIATRIA

TITOLO :
PROBLEMI COMPORTAMENTALI NEL CAVALLO E OMEOPATIA

OMEOPATIA IN IPPIATRIA (parte seconda)
ASPETTI ETOLOGICI E PRATICI DELLA REPERTORIZZAZIONE NELLA PRATICA CLINICA DELLA SPECIE EQUINA

Dr Carla De Benedictis Medico Veterinario – Dipartimento veterinario F.I.A.M.O. – Delegata per U.M.N.C.V. per I.R.M.S.O. – Via Rioli n 64- 00049 Velletri (Roma)
e-mail carladebene@gmail.com
Dr. Alessandro Battigelli – Medico Veterinario -Dipartimento Veterinario S.I.M.O. – Via Oretti 15 – 40139 Bologna e-mail battivet@fastwebnet.it

ABSTRACT : in base all’esperienza clinica si delinea l’aspetto etologico e comportamentale del cavallo in relazione ai caratteri fisio- patologici e repertoriali.
La pratica clinica omeopatica in veterinaria necessita costantemente una interpretazione e una revisione dell’uso del repertorio La traduzione in linguaggio repertoriale dei sintomi del paziente equino non può prescindere dalla conoscenza del comportamento istintivo e appreso. Analogamente alla clinica dei piccoli animali si avverte la necessità di ulteriore conoscenza e approfondimento da permettere un corretto uso del repertorio e dell’omeopatia.

INTRODUZIONE

L’applicazione dell’omeopatia in ippiatria pone non solo aspetti deontologici ed etici, ma anche importanti questioni metodologiche e pratiche. Nella pratica clinica si incontrano casi clinici che presentano svariati problemi, quali problemi di ferratura e di trasporto , cali di performances o addirittura atteggiamenti ossessivo compulsivi. Spesso l’intervento veterinario è richiesto per un a zoppia o una colica, ma ad una attenta anamnesi seguendo il protocollo omeopatico , emergono una serie di problematiche comportamentali che caratterizzano la sofferenza del paziente. L’abilità nel tradurre in linguaggio repertoriale i disagi che il cavallo manifesta, è legato ad una approfondita conoscenza dell’etologia e del comportamento di questa specie.
Solo in questo modo si può comprendere la differenza tra comportamento istintivo e appreso e le patologie psico-fisiche che ne derivano.
Davanti a una rosa di sintomi che si affacciano sul repertorio,la scelta deve essere fatta considerando oltre ai sintomi mentali e comportamentali anche i sintomi eziologici, le modalità, i sintomi generali, e i sintomi locali,coerentemente con le caratteristiche morfo- funzionali ed etologiche della specie. Il concetto di cura in veterinaria è condizionato dalle variabili dettate dal comitato di Bioetica, dalla relazione precedente e dalla pratica.

MATERIALI E METODI
Allo scopo di identificare i sintomi repertoriali utili nella applicazione della metodologia omeopatica nella pratica ippiatrica ,si prendono in considerazione i seguenti aspetti:
1. Benessere animale
2. Caratteristiche etologiche e comportamentali
3. Come si struttura una stereotipia
4. Caratteristiche – concetto di cura

Capitolo 1 Benessere animale
Think like a horse

Questa è una breve introduzione e non ha la pretesa di essere un trattato specialistico, ma auspichimo possa essere un contributo ai veterinari e agli esperti del settore, che non si sono ancora avvicinati a questa materia controversa, a prendere in considerazione il punto di vista del cavallo e ad apprezzare i benefici dell’omeopatia
Il termine etologia significa “ lo studio degli animali nel loro ambiente naturale”. Una distinzione deve essere fatta tra etologia ed etologia veterinaria perché riguarda il processo di addomesticamento.
L’addomesticamento è un processo nel quale l’uomo assume il controllo dell’allevamento, della riproduzione e della cura dell’animale, e dunque al contrario della definizione di etologia, un modo innaturale sotto il controllo umano.
Questo processo iniziato nel passato non è ancora finito. Il processo di controllo della riproduzione e della cura degli animali e dunque anche l’interazione uomo- animale diventa sempre più intenso.
Il controllo che l’uomo vuole avere sugli animali, nel secolo scorso è cresciuto enormemente. A questo proposito è rilevante l’atteggiamento di responsabilità che l’uomo ha assunto per il controllo degli animali, tanto di quelli selvatici e in via di estinzione, quanto per quelli addomesticati.
Probabilmente se mettessimo uno dei nostri cavalli altamente selezionati libero in natura, questo non sarebbe in grado di sopravvivere, primo perché l’uomo è diventato il solo selettore del materiale genetico e secondo perché la selezione naturale non agisce da tempo su di loro.
Gli animali domestici ,definiti da un famoso etologo gli “animali di plastica” e da un famoso veterinario docente universitario “Animale tecnologico” , possono sopravvivere solo in “ambienti di plastica” o “innaturali”. L’uomo ha dunque manipolato gli animali tradizionalmente domestici nel loro patrimonio genetico spingendoli ad adattarsi a un ambiente modificato che è poi diventato “ambiente naturale” per loro.
Lo sfruttamento degli animali da parte della società industriale per il perseguimento di fini materiali ha finalmente prodotto negli ultimi decenni un’attenzione sempre più grande sui pericoli derivati da una visione meccanicistica della vita. Sono sorte organizzazioni per la protezione della salute e del rispetto animale. Paradossalmente le ostilità più grosse rispetto a queste organizzazioni e anche a questa nuova scienza della Medicina Veterinaria, il comportamento animale, viene proprio da parte della scienza veterinaria e dal codice deontologico . Gli argomenti emotivi e sentimentali della gente comune non toccano i veterinari, specie quelli che si occupano di animali da allevamento, occupati a medicalizzare a numeri rilevanti di capi per far fronte a patologie sempre più difficili da eradicare e considerando l’animale una macchina produttiva, spesso sono visti come una seccatura. Questo atteggiamento non necessariamente soddisfa caratteri di economia aziendale nel rispetto della tutela animale. Cosa può interessarci se le galline sono chiuse in una gabbia in sovrannumero o la scrofa dentro una gabbia a vita o i vitelloni legati a una catena?
C’è da dire che solo da poco vi è una normativa e delle penalizzazioni per chi non osserva le regole del benessere animale, e che dunque lasciava soli quei veterinari che, pur indignandosi per le sofferenze che vedevano, non avevano appoggio dalle istituzioni.
L’atteggiamento profondamente meccanicistico dello sfruttamento animale è alla base dell’appellativo con cui vengono identificati i veterinari ovvero le “belle addormentate del benessere animale” . Attualmente in veterinaria sono alquanto lacunosi lo studio e l’applicazione del comportamento degli animali, sia per quanto riguarda i piccoli animali sia per quelli da reddito poiché considerati argomenti marginali, futili, di scarsa utilità pratica rispetto all’applicazione di terapie farmacologiche che soddisfano richieste utilitaristiche ed economiche.
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e dunque il caso vuole che per curare le patologie comportamentali del cavallo i farmaci a disposizione hanno durata breve e molti effetti collaterali, paradosso o giustizia divina proprio nella specie più medicalizzata, dove l’uso dei farmaci raggiunge livelli sconcertanti.
Se questa condizione da un lato permette all’omeopatia di misurarsi con questo tipo di realtà perché in qualche modo la integra, incontra anche molte pregiudiziali e resistenze. Fa riflettere quanto tra le patologie degli animali, procurate dall’uomo, siano privilegiate nella cura quelle affrontabili con terapie farmacologiche e chirurgiche secondo il protocollo accademico universitario, mentre lo stato di sofferenza, come le patologie comportamentali acquistano valore nel concetto di benessere animale esclusivamente per ripercussioni di tipo economico. Esempio pratico di ciò è il cannibalismo all’interno di allevamenti intensivi di suini,di polli, di galline ovaiole.
Capitolo 2 Aspetto etologico e comportamentale
Un breve cenno di etologia equina,lasciando gli approfondimenti nelle opportune sedi ci permette di iniziare a comprendere in che modo è strutturato un branco di cavalli , e da dove nascono i disagi degli animali domestici, allevati in modo innaturale.
I cavalli in natura sono animali sociali e vivono in gruppo. Non troviamo cavalli soli ad eccezione che siano malati, traumatizzati o vicini alla morte. Il branco comprende due tipi di gruppi sociali: il gruppo dell’Harem in cui lo stallone dominante è accompagnato da diverse fattrici e la loro progenie fino a tre anni di età, e il gruppo degli scapoli che consiste in maschi giovani e stalloni dai tre anni in su. Come un vero gruppo che funziona tutti lavorano per esso secondo uno schema in cui ognuno ha un suo ruolo e un suo rango sociale. Questo schema permette l’armonia sociale, sessuale, parentale, l’exogamia e strategie difensive all’interno del gruppo .
La fattrice capo ha il suo posto al centro del gruppo, ed è protetta da un cerchio di fattrici di rango inferiore, è il membro più importante , ed è colei che prende le decisioni, eletta alla sua posizione dal gruppo con consenso generale. La posizione non è tenuta con l’aggressività né mantenuta con la tirannia.
Lo stallone ha un ruolo difensivo e riproduttivo: non usa la forza per mantenere la disciplina all’interno del branco, ma solo l’autorità, e trascorre parte del suo tempo all’interno del branco per relazionarsi con gli altri membri del gruppo.
Solo in un caso usa la forza, quando giovani femmine e giovani stalloni devono lasciare il gruppo natale e vengono espulsi o per ristabilire la gerarchia dello stallone capo branco. Chi pensa che lo stallone agisca esclusivamente per competizione ha una visione molto riduttiva, lo scopo è l’outbreeding o exogamia, evitare cioè che si instaurino gruppi in consanguineità .
Quando i giovani sono costretti a lasciare il gruppo natale formano il gruppo degli scapoli e cercheranno un altro branco in cui inserirsi. I nuovi arrivi sono oggetto di grande interesse e eccitazione da parte del nuovo gruppo, e due individui dei ranghi più alti affiancheranno essi per la maggior parte del primo giorno, come delle guide, annunciando l’ingresso dei membri al resto del gruppo.

branco 2
Il branco di cavalli selvatici occupa circa il 75% del suo tempo a mangiare e a ricercare pascoli di buona qualità, mantenendo uno stato di allerta continua e la preparazione a una fuga precipitosa. Ogni individuo può condurre il gruppo verso un nuovo pascolo, al di là del suo stato sociale e età, costituendo un inconscio esempio di democrazia e individualità.
Quando un branco pascola, tutti gli elementi sono dislocati strategicamente in base al loro stato sociale, in cui i due elementi più importanti lo stallone e la fattrice capo sono nel centro, difesi dagli altri, e gli elementi con un basso stato sociale alla periferia. Nel caso di allerta le sentinelle che stanno alla periferia avvertono il gruppo, e la fattrice capo deciderà se scappare e in quale direzione, mentre lo stallone si allontanerà dal gruppo fronteggiando il nemico e dando il tempo anche ai più deboli di scappare.
È praticamente impossibile avvicinare il branco senza essere notati, perfino sottovento.
Un altro fattore, oltre l’organizzazione sociale ,influenza il comportamento dei cavalli selvatici ed è il home range, cioè il raggio d’azione nella zona di appartenenza o pascolo familiare.
Il raggio di azione è l’area che il cavallo copre alla ricerca di cibo , comprende anche le pozze di acqua, l’ombra, i frangivento (zone riparate dal vento) e i rifugi contro gli insetti e può variare da 0,9 a 48 km², impiegando circa 16 ore per pascolo, ingerendo anche 60 kg di erba e percorrendo fino ad 80 km in un giorno. Da questo breve cenno, è possibile mettere in relazione condizioni relative alla vita selvatica rispetto alla realtà dell’addomesticamento
STATO SELVATICO ADDOMESTICAMENTO
• Struttura sociale gerarchica di gruppo Carceramento Confinamento Scuderizzazione
• Un gran camminatore Uso lavoro e sportivo in momenti determinati
• Un gran mangiatore Dieta antifisiologica
• Forte interazione con l’ambiente vs Interazione di scuderia ,antifisiologica, lavoro stressante
• Istinto di fuga animale preda vs Istinto strumentalizzato dall’uomo per l’apprendimento

Capitolo 3 LE BASI DI UNA STEREOTIPIA
Il cavallo di plastica

Ogni situazione che si allontana dal sistema di home range e di concetto di gruppo, può avere ripercussioni sul comportamento e pone le basi per l’instaurarsi di una stereotipia.
Nel processo di addomesticamento il cavallo ha dovuto apprendere degli atteggiamenti e l’esperienza che esso ne fa, sia in positivo che in negativo, condizionerà per sempre il suo comportamento.
Per esempio se il cavallo fa un’esperienza di dolore associata a coercizione fisica per un intervento sanitario o di mascalcia con uso del torcinaso, quando si ripresenterà una condizione analoga , reagirà con la paura e con la fuga, e se questa non gli è consentita , con l’aggressione. La spiegazione sta nel processo di condizionamento classico di Pavlov, in cui uno stimolo che inizialmente non dava luogo a nessuna reazione, la ferratura, associato ad una situazione di dolore o di paura che il cavallo fronteggia con la contrarietà e con l’aggressività, perché è stato immobilizzato, esita in un processo di condizionamento tale per cui al ripetersi di quella situazione la reazione che ne seguirà sarà coerente con l’esperienza e con lo stimolo dato.
Stati emozionali riconducibili all’impotenza e alla paura possono ingenerarsi assai precocemente nel cavallo e due sono i momenti critici che potranno segnare l’atteggiamento psico- somatico e mettere le basi per una stereotipia: lo svezzamento e la doma.
Separare precocemente un puledro dalla madre e metterlo in totale isolamento per giorni a piangere cercando un solido riferimento del branco, è purtroppo una cosa assai diffusa. Come una doma violenta a base di maltrattamenti e punizioni, incomprensibili per il cavallo, generano stati di frustrazione e di “distress” cui spesso il cavallo non sa fronteggiare con un adattamento.
Nel cavallo allevato e scuderizzato l’acqua è a disposizione e il cibo non deve essere cercato. Una razione concentrata e fieno può essere consumata in 2 o 3 ore .
I nostri cavalli spendono solo il 15% del tempo nel mangiare e vivono anche isolati dai propri simili.
L’isolamento è uno dei motivi di frustrazione più frequente , toglie al cavallo per es. l’atteggiamento all’allogrooming cioè il pulirsi l’uno con l’altro , che è dimostrato ridurre la frequenza cardiaca e conseguente riduzione dello stress, o camminare in libertà e mangiare in continuazione. E’ stato studiato che maggiore è la distanza che in natura gli animali percorrono a piedi, maggiore è la possibilità che insorgano stereotipie in quella specie.
Esempio classico è il camminare avanti e indietro dei leoni e delle tigri dentro una gabbia di uno zoo.
I cavalli scuderizzati molto spesso vivono in box con grate di ferro che impediscono qualsiasi tipo di socializzazione e spesso vengono tirati fuori solo per essere lavorati. Ma anche mettendo il cavallo da solo al paddock durante la giornata, ha lo stesso effetto, se non può relazionarsi con i suoi simili.
Siamo sicuri che tenendo un animale confinato dentro a un box, noi soddisfiamo il concetto di welfare cioè di benessere?. Il prof. Roger Brambell definì welfare: “ un termine generale che comprende il benessere sia fisico che mentale dell’animale. Ogni tentativo di valutarlo, quindi, deve considerare l’evidenza scientifica disponibile relativa alle sensazioni degli animali, derivabile dalla loro struttura, dalle loro funzioni e dal loro comportamento.” Elencò anche le 5 libertà :

Libertà dalla sete, fame e malnutrizione
Disponibilità di un riparo appropriato e confortevole
Prevenzione, diagnosi e rapido trattamento delle lesioni e delle patologie
Libertà di attuare modelli comportamentali normali
Libertà dalla paura e dal distress

(British Farm Animal Welfare Council, 1979)

COMMENTO

Libertà dalla sete, fame e malnutrizione L’uso di complessi vitaminici e integratori cercano di supplire a una malnutrizione di tipo qualitativo
Disponibilità di un riparo appropriato e confortevole Il riparo confortevole è finalizzato al management e dunque un box che per quanto confortevo, crea isolamento
Prevenzione, diagnosi e rapido trattamento delle lesioni e delle patologie Vengono curate le patologie al fine di rendere abile l’animale per l’uso stabilito. Se non è economicamente vantaggioso si ricorre all’eutanasia o mattatoio
Libertà di attuare modelli comportamentali normali Per attuare questa libertà tutti i cavalli dovrebbero essere lasciati liberi in paddock a socializzare con i propri simili con un pascolo a disposizione
Libertà dalla paura e dal distress Dipende dalla relazione uomo-animale, quali modelli l’uomo mette in atto per lo svezzamento, doma e allenamento

Esistono diversi livelli di adattamento allo stress che possono essere più o meno rapidi e/o reversibili tenendo in considerazione gli aspetti genetici, fisiologici e comportamentali. Se lo stressore per l’organismo impatta in modo eccessivo i suoi sistemi di controllo, riduce le capacità di adattamento dell’animale provocando modificazioni a livello fisico e comportamentale.

STIMOLO —-STRESS —— ADATTAMENTO
STIMOLO —STRESS ——-NON ADATTAMENTO —— DISTRESS

I cavalli possono diventare anche molto fobici, aggressivi e pericolosi, perdendo di valore economico fino a contemplare eliminazione del soggetto con l’eutanasia o il mattatoio. Da ciò si ricava che l’equilibrio bioetico del benessere animale è fortemente condizionato dal criterio economico.
I comportamenti abnormi nei cavalli stabulati vengono chiamati vizi come se il cavallo fosse colpevole di questo, scaricando sul cavallo inoltre la responsabilità del suo comportamento.
L’approccio omeopatico è multifattoriale perché prende in considerazione tutti gli aspetti della vita
del cavallo storia remota, stato emozionale,ambiente in cui vive, alimentazione concentrata e fieno, patologie in atto, dolori sub clinici, tempo trascorso all’aria aperta, interazioni sociali . L’approccio omeopatico in ippiatria ha dunque gli strumenti per affrontare un caso complesso in quanto possiede nei suoi fondamenti una visione psico -emozionale e somatica integrata .
Possiamo ipotizzare una piramide di comportamenti e di mal adattamento che portano fino alle stereotipie.

TAVOLA N 1
BREVE DESCRIZIONE DI ALCUNE STEREOTIPIE E COMPORTAMENTI ANOMALI NEL CAVALLO

TICCHIO D’APPOGGIO
Crib biting
Il cavallo afferra con gli incisivi superiori un supporto solido e fisso, flette il collo ed emette un rumore caratteristico con la glottide.
AEROFAGIA
Wind sucking Può essere un atteggiamento in sequenza al ticchio di appoggio o si può manifestare isolatamente emettendo il caratteristico rumore senza afferrare nessuna superficie
BALLO DELL’ORSO
weaving Azione motoria coordinata e volontaria di tutto il corpo in cui il cavallo sposta il peso prima su un arto poi sull’altro facendo dondolare la testa e il collo
CAMMINARE NEL BOX
Stall-circling fence-pacing Il cavallo gira senza sosta nel box formando un cerchio e nel paddock in andata e ritorno sempre sulla solita traiettoria
LIGNOFAGIA mangiare la lettiera
Rosicchiare il legno porte staccionate
LINGUA SERPENTINA varianti: sbattimento delle labbra, movimenti protusioni della lingua,digrignamento dei denti, masticamento nel vuoto, masticamento delle redini e delle coperte Comportamento motorio ripetitivo della lingua prodotto durante il lavoro, ma sotto questo tic sono compresi tutti i movimenti ripetitivi prodotti dalla cavità orale
INCENSAMENTO
Head-shaking Movimenti imprevedibili della testa che rendono difficile montare il cavallo
MORDERSI I FIANCHI Il cavallo si morde i fianchi fino a procurarsi lesioni gravi

Capitolo 4 CARATTERI REPERTORIALI
– Concetto di cura

E’ evidente che quando un veterinario viene chiamato per una visita, non può prescindere dal considerare se il modo in cui è tenuto il cavallo soddisfa i criteri di welfare. In riferimento alle 5 libertà di R. Brambel, documento British Farm Animal Welfare Council, 1979 , spesso
tali parametri non sono perfettamente coincidenti con uno stato di realtà, talvolta anche inconsapevolmente da parte dei proprietari, che non sempre sono recettivi o adeguatamente informati su tali problematiche.
L’equilibrio tra i sintomi mentali rilevati e una patologia fisica apparentemente non in relazione con essi, es. una zoppia, ci pongono di fronte una implicazione morale, etica e deontologica: qual’è la priorità : soddisfare i presupposti contrattuali tra veterinario e cliente eventualmente con tutte le implicazioni di ordine medico legali vedi doping, o rispettare le esigenze animali secondo il criterio di equilibrio psico fisico?
Lasciamo aperta questa domanda che cosi’ formulata appare retorica,ma che nella pratica ippiatrica costringe al funambolismo, come detto sopra di tipo morale, etico e deontologico
Quando ci troviamo di fronte a un paziente equino che presenta anche un grado basso di problema comportamentale dobbiamo chiederci cosa è degno di essere curato. Il nostro approccio sara’ organicista, teso a risolvere il problema del momento e soddisfare le esigenze del cliente, o la valutazione si concentrera’ sullo stato di salute mentale e sui disagi che il cavallo vive, che a cascata comprometteranno la sua salute?
Dice il dott. T.P. Paschero nelle “Lezioni alla Luimo : “una meditata esperienza clinica conduce a formulare la conclusione in base alla quale si riconosce che ciò che deve essere curato nel malato è l’ansia mentale e la sua componente somatica, ossia l’angoscia come ricerca del senso della vita” ( o come ricerca del proprio stato archetipico ndr)
Alla luce delle considerazioni fatte sopra per repertorizzare un cavallo e per scegliere il rimedio che più si avvicina alla sue condizioni cliniche, mentali e fisiche, è necessario conoscere molto bene le caratteristiche di specie, il suo comportamento e le patologie a cui va incontro.
Ovviamente con le dovute traslazioni e interpretazioni e comparazioni con lo status animale, ci appare indicato citare ancora il dott. T.P. Paschero nelle “Lezioni alla Luimo” ipotizzando una storia “biopatografica” dell’animale:
“ La biopatografia non è altro che la trascrizione storica delle vicissitudini emotive attraverso le quali il malato ha vissuto il proprio processo di maturazione o di adattamento alla vita, sempre sotto la tensione del conflitto fra lo stimolo erotico-aggressivo che appaga la sua volontà incosciente di affermazione e di potere(legge del branco, gerarchie,riproduzione), e la interdizione ambientale familiare e culturale del mondo in cui vive,( scuderizzato e isolato),la cui immedesimazione della personalità lo seguirà come una permanente coscienza punitrice(instaurarsi della stereotipia).”
“Ciò che ha valore primordiale per l’omeopatia è tutto quanto si riferisce al gioco degli istinti come volontà primaria di vita,(archetipo di riferimento) tanto nel volere quanto nel respingere, nell’amare o nell’odiare , nell’ordine fisico o morale. La volontà di vita (vita di gruppo) è sinonimo di volontà di alimentazione ed assimilazione( pascolo assimilazione di vita) Gli appetiti e i desideri di dolce, di sale, di acidi, di grassi o di diversi alimenti, così come i sintomi del sistema digestivo e metabolico, costituiscono espressioni simboliche della volontà di vivere ovvero della volontà di crescere e di potere a livello biologico? (togliere alimentazione continua e movimento è come togliere la vita e la possibilita di evoluzione biologica secondo le leggi della natura)”

Il repertorio, proprio perché strutturato su un modello umano, deve essere usato con giudizio e cautela, deve presupporre una conoscenza dell’etologia e del comportamento della specie presa in esame, deve essere sfrondato da tutti quei sintomi che presuppongono una oggettività incerta o non attendibile, in quanto il cavallo agisce con forte e dinamica istintiva e le sue sono reazioni immediate e secondarie a uno stimolo e sono basate sulla memoria delle precedenti esperienze.

Il cavallo esprime molto evidentemente le sue emozioni.
Attraverso il suono della sua voce si capisce se l’atteggiamento è intimidatorio o affettuoso, ha la capacità di dimostrare la sofferenza di un dolore acuto. Non c’è dolore più agonizzante di quello di un cavallo in colica e chi ha fatto questa esperienza difficilmente può dimenticarla.
L’occhio del cavallo è molto espressivo e rivela le emozioni che in quel momento vive.
Le orecchie estremamente mobili sono anch’esse un indicatore importante dello stato emozionale, nell’ipervigilanza saranno sempre dritte e attente, in un ticchiatore cronico avulso dalla realtà in cui vive, portate di lato.
Anche l’atteggiamento degli arti e della coda ci indicano il suo stato emotivo.
Il linguaggio del corpo è anch’esso fondamentale per valutare lo stato psico-fisico del cavallo; un animale che ha un’andatura sostenuta, il collo arcuato, le orecchie dritte, che guarda intorno a lui sta certamente meglio di un suo simile che cammina a testa bassa, con le orecchie portate di lato, che trascina i piedi , ha un’andatura lenta ed è indifferente all’ambiente che lo circonda .
Non dobbiamo dimenticare che il cavallo possiede strutture anatomiche particolari della specie come lo zoccolo e il senso propiocettivo che ne deriva , il laringe con le tasche gutturali, per caratteristiche anatomiche e neuro fisiologiche non gli è possibile vomitare,lo scarso volume gastrico e l’estremo volume del ceco e del colon e i processi fermentativi che ivi si svolgono, il ciclo poliestrale stagionale, e la gravidanza di quasi un anno, olfatto e vista altamente specializzati, sensazioni extrasensoriali (orientamento, homing, premonizione), la sudorazione, la crescita continua dei denti e dell’unghia.
Molto caratteristico è il processo della visione del cavallo, particolarmente emblematico le caratteristiche anatomo- funzionali dell’apparato visivo, riconducibile a una sorta di occhiale sistemico della specie, con una visione monoculare laterale posteriore, bioculare frontale ,due zone cieche, con una panoramica grandangolare comparabile a un obiettivo di 28mm .
Paradossalmente la zona cieca posteriore coincide con quella in cui è seduto il cavaliere. Per un cavallo che sta per essere domato bisogna considerare la giusta diffidenza di prendere su di sé in una zona non controllabile un possibile predatore!!!!
Queste strutture anatomiche così differenti rispetto all’uomo e alle altre specie sono sede di patologie oculari, dell’intestino e degli arti , patologie gravissime mortali e invalidanti, come le coliche e la laminite, nonché di parassitosi intestinali. I cavalli sono anche soggetti a parassitosi del sangue, malattie virali e batteriche proprie della specie, non sovrapponibili a quelle umane, se non per analogia col le malattie protozoarie.

Molto utile per la scelta del rimedio è anche tenere in considerazione che il cavallo affetto da stereotipie produce una grande quantità di mediatori chimici e di ormoni, tra cui le endorfine, gli oppiacei endogeni, che gli permettono di convivere con la sua frustrazione ma che lo isolano dal contesto in cui vive. Il cavallo affetto da stereotipie si comporta come un alienato , e qualsiasi occasione è buona per mettere in atto il suo comportamento e rialzare il livello endorfinico nel sangue.
Per noi veterinari omeopati che dobbiamo basarci sull’uso del repertorio fondato sulla sperimentazione prevalentemente nell’uomo, a parte qualche eccezione come Hekla lava , Veratrum album e le patogenesi accidentali ricavabili dalla tossicologia veterinaria, diviene fondamentale imparare e applicare la metodologia classica alle reali necessità della specie, perché al di là delle esperienze personali che hanno un immenso valore, ma che rimangono singoli casi clinici, questa integrazione ci permette di ricercare coerentemente il simillimum in quel paziente di quella specie animale Quando si tratta di stereotipie, dunque patologie mentali strutturate, identificare i sintomi con i quali lavorare per quel singolo caso, può agevolarci nell’uso del repertorio.
Vengono di seguito riportati sintomi mentali riferiti a tutto ciò che nella nostra esperienza abbia determinato l’insorgenza di un problema comportamentale e di una stereotipia, prendendo sintomi di cui si può rintracciare un’oggettività sulla base dell’ipotesi dell’esperienza e della conoscenza della clinica ippiatrica.

TABELLA I Sintomi della sezione “Mind” riferibili all’ansia

ansia 2  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

MENTE – AFFACCENDATO – inutilmente

 16

2

1234

1

MENTE – AFFACCENDATO – se stesso, con

 2

3

1234

1

MENTE – PAURA – aperti, spazi; paura di

 42

4

1234

1

MENTE – ANSIA – altri, per gli – cari, i propri

 2

5

1234

1

MENTE – ANSIA – anticipazione; da

 62

6

1234

1

MENTE – ANSIA – anticipazione; da – impegno; per un

 16

7

1234

1

MENTE – ANSIA – aria aperta; all’

 14

8

1234

1

MENTE – ANSIA – aspetta qualcosa da lui; quando ci si

 2

9

1234

1

MENTE – ANSIA – casa, in

 15

10

1234

1

MENTE – ANSIA – costrizione; da

 2

11

1234

1

MENTE – ANSIA – defecazione – prima

 27

12

1234

1

MENTE – ANSIA – defecazione – durante

 22

13

1234

1

MENTE – ANSIA – dolori, per i

 14

14

1234

1

MENTE – ANSIA – dolori, per i – addome

 4

15

1234

1

MENTE – ANSIA – fitte alla colonna, da

 1

16

1234

1

MENTE – ANSIA – inattività, con

 5

17

1234

1

MENTE – ANSIA – movimento – aggr.

 17

18

1234

1

MENTE – ANSIA – rumore, a causa del

 15

19

1234

1

MENTE – ANSIA – solo; quando è

 29

20

1234

1

MENTE – ANSIA – spavento – dopo

 14

21

1234

1

MENTE – ANSIA – toccato; ansia all’essere

 4

22

1234

1

MENTE – ANSIA – viaggiando

 6

23

1234

1

MENTE – IRREQUIETEZZA – colonna, nelle affezioni della

 1

24

1234

1

MENTE – ATTACCARE gli altri, desiderio di

 4

25

1234

1

MENTE – MONOMANIA

 43

26

1234

1

MENTE – PENSIERI – persistenti

 110

27

1234

1

MENTE – CAMMINARE – tondo, cammina in

 3

In questa tabella sono elencate le cause che possono provocare nel cavallo uno stato ansioso

TABELLA N II Sintomi della sezione “Mind” DISTURBI DA

 

 

disturbi da nel cavallo  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

MENTE – DISTURBI da – abusi; a seguito di – fisici

 1

2

1234

1

MENTE – DISTURBI da – afflizione

 90

3

1234

1

MENTE – DISTURBI da – infelicità

 3

4

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale; shock

 28

5

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mortificazione

 65

6

1234

1

MENTE – DISTURBI da – nostalgia

 10

7

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

8

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale, sforzo

 66

9

1234

1

MENTE – DISTURBI da – offese

 17

10

1234

1

MENTE – DISTURBI da – onore; ferito

 19

11

1234

1

MENTE – DISTURBI da – rimproveri

 27

12

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sessuale, eccitazione

 9

13

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sgarbatezza degli altri

 20

14

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento

 77

15

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento – vecchia data, di

 1

 

In questa tabella vediamo disturbi da afflizione e infelicità ci è difficile differenziare di cosa un cavallo soffra veramente tra i due e dunque se per noi questi sintomi sono importanti da prendere, le rubriche andrebbero unificate
Questo vale anche per le rubriche disturbi da mortificazione e onore ferito.
La rubrica nostalgia, per i cavalli che lasciano ad esempio il loro paese o il posto in cui sono stati per tanto tempo può diventare una forzatura antropoformizzata, valutiamo se invece la sofferenza non sia legata alla perdita dei suoi riferimenti (compagni di scuderia e proprietario) , per cui va presa con cautela.
Dice il grande maestro Proceso S. Ortega: “ se teniamo conto del fatto che ci sono molte sensazioni somiglianti, ma che non significano la stessa cosa ed anche significando qualcosa di simile non daranno lo stesso risultato se si confonde l’una con l’altra, arriveremo a capire la necessità assoluta di cercare di definire con precisione i diversi sintomi che il paziente accusa.”

Per tutti gli altri sintomi vale la regola di una corretta repertorizzazione e interpretazione. Particolare attenzione va posta a sintomi con un unico rimedio o generiche con una grossa quantità di rimedi.

TABELLA N III Sintomi della sezione “Mind” riferibili ad atti violenti  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

In questa tabella abbiamo raggruppato le reazioni che il cavallo può avere alla visita veterinaria, alle terapie ,al dolore inferto dalle terapie. Anche qui dobbiamo essere certi del sintomo ponendo molte domande al proprietario e a chi si occupa del cavallo. L’animale reagisce sempre male alle terapie, o se gliele fa l’artiere sta buono e quando vede il veterinario si agita, si ribella e diventa violento, si impenna, rampa, calcia ,ti sbatte contro il muro?

TABELLA N IV Sintomi della sezione “Mind” riferibile alle paure

 

paure nel cavallo  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

RETTO – DIARREA – eccitazione; emotiva

 34

2

1234

1

MENTE – ADATTABILITÀ; perdita di

 1

3

1234

1

MENTE – MANGIARE – dopo mangiato – migl.; i sintomi mentali

 9

4

1234

1

MENTE – MANGIARE – mangiando – migl; i sintomi mentali

 9

5

1234

1

MENTE – GESTI, fa – tic nervosi

 15

6

1234

1

MENTE – VIOLENZA – avversione a

 11

7

1234

1

MENTE – ANSIA – fare qualcosa; costretto a

 1

8

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

9

1234

1

MENTE – MENTALI, sintomi

 31

10

1234

1

MENTE – MENTALI, sintomi – alternati con – fisici, sintomi

 28

11

1234

1

MENTE – COMPAGNIA – desiderio di

 134

12

1234

1

MENTE – TRISTEZZA – alternata con – polmonare; infiammazione

 1

13

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – triste

 20

14

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – tristezza; con

 8

15

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – tutto, a

 104

16

1234

1

MENTE – ANSIA – solo; quando è

 29

17

1234

1

MENTE – DISTURBI da – abusi; a seguito di – fisici

 1

18

1234

1

MENTE – DISTURBI da – afflizione

 90

19

1234

1

MENTE – DISTURBI da – infelicità

 3

20

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale; shock

 28

21

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mortificazione

 65

22

1234

1

MENTE – DISTURBI da – nostalgia

 10

23

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

24

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale, sforzo

 66

25

1234

1

MENTE – DISTURBI da – offese

 17

26

1234

1

MENTE – DISTURBI da – onore; ferito

 19

27

1234

1

MENTE – DISTURBI da – rimproveri

 27

28

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sessuale, eccitazione

 9

29

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sgarbatezza degli altri

 20

30

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento

 77

31

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento – vecchia data, di

 1

32

1234

1

MENTE – PAURA – colpito – avvicinano; di essere colpito da quelli che lo

 7

33

1234

1

MENTE – PAURA – colpito – camminano dietro a lui, da quelli che

 1

34

1234

1

MENTE – PAURA – divorato da animali; di essere

 3

35

1234

1

MENTE – PAURA – irrequietezza da paura

 11

36

1234

1

MENTE – PAURA – punizione; della

 4

37

1234

1

MENTE – PAURA – rimproveri; dei

 3

38

1234

1

MENTE – PAURA – sforzo – dello sforzo; paura

 10

39

1234

1

MENTE – PAURA – sobbalzi, con

 11

40

1234

1

MENTE – PAURA – spavento – precedente spavento; a causa di un

 6

41

1234

1

MENTE – PAURA – spilli (oggetti appuntiti); degli

 12

42

1234

1

MENTE – PAURA – dolore – del dolore

 14

43

1234

1

MENTE – PAURA – morte, della – tristezza; con

 3

44

1234

1

MENTE – PAURA – stretti, in luoghi

 97

45

1234

1

MENTE – PAURA – stretti, in luoghi – treni e luoghi chiusi; paura di

 14

46

1234

1

MENTE – PAURA – trasportato, paura di essere

 3

47

1234

1

MENTE – PAURA – trema dalla paura

 3

48

1234

1

MENTE – PAURA – tristezza, con

 16

49

1234

1

MENTE – PAURA – viaggiando su  un veicolo

 23

50

1234

1

MENTE – PAURA – solo, di stare

 120

51

1234

1

MENTE – PAURA – gallerie; delle

 13

52

1234

1

MENTE – PAURA – psicosi; nella – spavento; dopo uno

 3

In questa tabella le voci repertoriali “paura della punizione e dei rimproveri “ sono difficili da distinguere e andrebbero a nostro avviso unificate. Spesso i proprietari ci occultano alcuni fatti, per cui riferiscono che il cavallo è sensibile ai rimproveri, ma poi nel privato se il cavallo non si sottomette e si rifiuta di fare qualcosa, es. saltare una combinazione di ostacoli, viene punito con le percosse o con metodi empirici come sollevare e sbattere la barriera sugli stinchi mentre salta. Il ricordo del dolore, che nel cavallo come abbiamo visto è determinante, puo’ esitare in due comportamenti:
1. Il salto successivo per paura del dolore alzerà le gambe, soddisfando dunque il padrone, ma ingenerando uno stato ansioso che porterà a calo di performance e rifiuto del lavoro
E/O
2. Il rifiuto netto di saltare nonostante le percosse che rafforzeranno in modo negativo il suo comportamento, tanto da sviluppare anche atteggiamenti aggressivi alla vista di un salto.

TABELLA N V Sintomi della sezione “Mind” riferibile ai gesti  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Qui sono modalizzati i gesti che un cavallo può compiere durante una stereotipia

TABELLA N VI Sintomi della sezione “Bocca” riferibili ai movimenti della lingua QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Questa tabella prende in considerazione la modalizzazione delle patologie riferibili ai movimenti della lingua .

TABELLA N VII Sintomi della sezione “Testa ”  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

In questa tabella ci sono le modalizzazioni di tutti i movimenti della testa nel corso di head shaking o di ballo dell’orso

TABELLA VIII Sintomi della sezione GENERALI  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Questi sintomi sono riferibili ai cavalli che mangiano il legno, a quelli che leccano i muri ma non il sale, ai problemi di trasporto, al mangiarsi la coperta invernale, all’intolleranza al sottopancia e ovviamente, in base alle considerazioni fatte sopra ai miglioramenti psicofisici che inducono il mangiare e il camminare.

DISCUSSIONE
Ogni singolo sintomo va considerato con i criteri metodologici dell’omeopatia classica.
La nostra discussione si apre sul confronto dell’esperienza e sulla valenza sintomatologia in ogni singolo caso.
Questo spunto può servire per ricavare una oggettività certa ai fini della repertorizzazione. L’osservazione attenta degli atteggiamenti assunti da un cavallo durante una stereotipia, ci permette di modalizzare i movimenti, i gesti ,la sequenza con cui si svolge e ci servono come conferma di un rimedio rispetto ad un altro.
Si possono unificare rubriche simili che potrebbero essere male interpretate : va sempre effettuata una scrematura sul racconto del proprietario che riferisce la “sua” versione e un approfondimento del sintomo ponendo domande anche a tutti quelli che ruotano intorno alla situazione. Entrare dunque nei panni di un investigatore che a forza di indagare arriva alla costruzione del puzzle che lo porta alla verità, il simillimum.

CONCLUSIONI

Ogni specie animale ha le sue caratteristiche, che vanno conosciute e studiate come si manifestano in natura.
L’addomesticamento e l’uso per fini zootecnici e sportivi del cavallo, la selezione genetica spinta ha prodotto in questa specie delle modificazioni e insorgenze di patologie ricorrenti in certe situazioni ambientali. Il cavallo risulta tra le specie più medicalizzate e sfruttate proprio per la versatilità delle sue funzioni e a causa di ciò viene sacrificato il benessere animale e dunque la salute a favore di interessi economici e sportivi.
L’omeopatia è un valido strumento che unisce il concetto di benessere animale , utilitarismo ed interessi umani.
Il veterinario omeopata deve conoscere l’etologia e il comportamento del cavallo per non incorrere in interpretazioni errate e antropomorfizzate del repertorio nella sezione mind, deve condurre un interrogatorio anamestico preciso, valutando le informazioni che arrivano dal proprietario e dall’osservazione dell’animale nel suo ambiente.
La formazione di un veterinario deve necessariamente comprendere lo studio e la conoscenza dell’etologia e del comportamento animale. Ogni sistema di gestione degli animali deve essere valutato dal punto di vista etologico prima di affrontare le malattie e i traumatismi. Questo approccio permette la prevenzione sulla cura, una educazione del cliente a considerare l’animale un tutto in relazione con le influenze ambientali e umane.
L’oggettività del sintomo, lo studio repertoriale dei singoli rimedi, i sintomi generali e le modalità ci permettono di avvicinarci al rimedio più simile per quell’animale e ci consentono di avere uno strumento in più per la cura delle stereotipie, contestualmente a una revisione del management, dell’ambiente e a un programma di riabilitazione comportamentale.

PAROLE CHIAVE
ETOLOGIA DEL CAVALLO, COMPORTAMENTO DEL CAVALLO, OMEOPATIA NEL CAVALLO, STEREOTIPIE NEL CAVALLO, BENESSERE ANIMALE.

KEY WORDS
EQUINE ETHOLOGY, EQUINE BEHAVIOUR, HOMEOPATHY IN HORSES, STEREOTIPIES IN HORSES, WELFARE.

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PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E OMEOPATIA

sI ILLUSTRA IL LAVORO CONGRESSUALE IN PPT DELLA DOTT.SSA CARLA DE BENEDICTIS SU PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E METODOLOGIA OMEOPATICA CONGRESSO FIAMO ROMA 2006
LA BROCHURE DEL CONVEGNO
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IL POWER POINT DEL CONVEGNO