Problemi ovarici nelle cavalle trattati con omeopatia

 

Il caso che vi presenterò di seguito è un esempio di come viene applicata l’omeopatia unicista quando si viene chiamati da un cliente per un problema specifico.

I problemi genitali nella cavalla (calori ricorrenti, cisti ovariche, infertilità, infezioni all’utero, mastiti, avversione al coito, rifiuto del puledro ecc) sono curati con successo con l’omeopatia con risultati permanenti.

 

 

CON L’OMEOPATIA GUARISCE PRIMA IL SINTOMO COMPARSO PER ULTIMO

Vengo chiamata per una tosse insistente a una cavalla quarter.

 Alla visita riscontro che  la cavalla è affetta da enfisema polmonare alveolare cronico da lungo tempo curata ripetutamente con corticosteroidi e broncodilatatori.

 Ma la cosa che la rende più sofferente non è tanto la tosse, con la quale convive da anni e per la quale sono state fatte tutte le terapie possibili quanto da  calori continui che durano giorni e giorni, durante i quali la cavalla non procede nel lavoro, è nervosa,si ritrae  e si ferma spesso per urinare a getto.

Alla visita ginecologica effettuata da una collega non viene rilevato niente di anormale, nè a livello ovarico che uterino, ma questa situazione stressa fisicamente sia la  cavalla che la proprietaria che non riesce a uscire in passeggiata o a finire una. gara di reining

Alla visita noto anche che è molto sensibile sull’addome e la mia osservazione è confermata in quanto non vuole che si stringa il sottopancia, che la tosse  peggiora con l’umidità e che è una cavalla che quando è montata è insicura e isterica.

E’ una giornata particolarmente fredda, tira un vento gelido di tramontana, non c’è una club house, per cui mi ritiro in macchina per prendere i sintomi che ho rilevato e trovare il rimedio più appropriato.

Di sintomi omeopatici ne ho parecchi. Consulto il repertorio omeopatico, strumento di lavoro essenziale insieme alla materia medica dell’omeopata serio. I repertori non sono altro che lunghi elenchi di sintomi, le “pagine gialle” omeopatiche. Infatti esistono indici per “categoria”, rappresentati dai sintomi, e indici dei “fornitori” rappresentati dai rimedi.

Sintomi :

       calori frequenti e troppo ravvicinati

       tosse dura e profonda

       sensibile a costrizioni sull’addome

       mancanza di fiducia in sè stessa

       mentalmente agitata

       peggiora con l’umidità

Ognuno di questi sintomi preso singolarmente viene espresso da più rimedi omeopatici con intensità che va da 1 a 4.

Se un rimedio presenta più sintomi a grado elevato tra quelli indicati, può venir preso in considerazione come eventuale candidato nella prescrizione.

Davanti a un gruppo di rimedi che presentano tutti gli stessi sintomi ciò che induce alla scelta e alla prescrizione di uno solo  sono le modalità con cui si manifesta la malattia :es peggiora con l’umidità, peggiora stando nel box ma quando esce migliora,  peggiora il pomeriggio invece che la sera, freddoloso/caloroso, migliora sdraiato , peggiora in primavera ecc. .

 Scelgo un rimedio che rispondeva a queste caratteristiche Lac caninum  (latte di cagna)

La scelta è confermata per la sua affinità con i problemi genitali femminili, per la tendenza isterica, per la sensibilità al tatto e per la mancanza di fiducia in sè stessa e lo faccio somministrare mattino e sera sciolto in acqua per bocca, per una settimana ad una potenza media.

Dopo due giorni  il calore anomalo si interrompre non urina più a getto e sparisce la tosse.

Dopo 22 giorni torna regolare il calore, non è più ipersensibile al sottopancia e la tosse è ritornata in modo sporadico.

Ritorna a fare le passeggiate in campagna e le gare domenicali, dunque è migliorata la qualità della vita.

I risultati sono consolidati nei mesi successivi per quanto riguarda i calori, mentre la tosse si è cronicizzata complice uno scarso management (fieno e trucioli polverosi, lunghe ore di stabulazione), che ha una parte importantissima nella riuscita di tutte le  terapie.

Comunque considerando l’elevato costo di un farmaco che regola temporaneamente il calore della cavalla ,circa 150 euro a confezione per un ciclo di cura, possiamo dire che il trattamento omeopatico si è rivelato molto meno costoso (20 euro x due monodosi) e il risultato permanente.

Se poi la proprietaria non si fosse fatta convincere da gente in malafede a usare il cortisone per la tosse, avremmo di gran lunga migliorato anche quella.

Purtroppo lo scetticismo riguardo all’omeopatia è dovuto, tra l’altro, allo scarso controllo che i proprietari hanno sulle terapie. Un conto è avere tra le mani cortisone, antibiotico, broncodilatatore un conto è avere a che fare con un metodo di cura esattamente opposto, dove non si usano siringhe, dove spesso un peggioramento iniziale è auspicabile e si maneggiano farmaci apparentemente innocui con nomi mai sentiti.

Ma tornando al caso, la cavalla stava seguendo nella sua guarigione, la famosa legge di Hering, altro caposaldo dell’Omeopatia:

1 la guarigione procede dall’alto al basso (dalla mente al corpo dalla testa ai piedi)

2 dall’interno all’esterno, dal centro alla periferia

3 i sintomi scompaiono in ordine inverso alla loro comparsa: scompaiono prima quelli comparsi per ultimi, quindi riappaiono e scompaiono quelli apparsi per primi.

La cavalla stava egregiamente seguendo la legge di Hering: prima di tutto è migliorato il suo stato mentale, il calore anomalo comparso per ultimo è scomparso per primo, poi è riapparsa la tosse con maggiore intensità, in quanto sintomo presente fin dalla giovane età.

Questo breve caso è l’esempio di come si svolge una visita omeopatica e delle potenzialità terapeutiche del metodo che cura per similitudine senza essere invasivo, con una spesa decisamente inferiore ai farmaci tradizionali.