BENESSERE ANIMALE Terza parte IL CANE

 

 

Nei due precedenti articoli ho introdotto il concetto di benessere degli animali e di come l’animale domestico si è dovuto adattare all’ambiente che condivide con l’uomo, modificando la sua natura e i suoi comportamenti.

Alcuni però rimangono innati nell’animale e se non lasciati esprimere liberamente portano a turbe di tipo comportamentale e questa è la causa spesso di abbandono e di eutanasia.

Brevemente vi citerò alcuni dei comportamenti delle specie più conosciute, per farvi comprendere il punto 4 delle 5 libertà che cita :” Libertà di attuare modelli comportamentali normali” (vedi articolo del …., senza la pretesa di essere un trattato specialistico ma solo di tipo informativo.

 

IL CANE

Il cane è un animale che vive in branco. Il suo branco può essere la famiglia in cui viene accolto e anche i suoi simili.

Il cane per natura annusa. Ha un olfatto sviluppatissimo, in confronto a noi specie umana in superficie, la nostra mucosa olfattiva è grande quanto  un francobollo, la  loro un lenzuolo matrimoniale. Dunque già da questo si deduce che la principale attività del cane è annusare. Poi essendo un  animale che in natura si deve spostare per cercare le sue prede, fa molti km al giorno anche fino ad 80, e dunque è un gran camminatore.

Annusatore  camminatore, che vive in branco.

Il giardino di casa, per chi ce l’ha, risulta in base a queste osservazioni, insufficiente per favorire un benessere del cane, in quanto in poche ore, è stato già annusato varie volte. Un giardino per quanto grande è limitativo al movimento che fa bene a un cane, che poco stimolato o si impigrisce o si nevrotizza correndo su e giù per abbaiare a chiunque passa, o passa le notti a vocalizzare creando problemi al vicinato, o scappa per tornare molte ore dopo.

I proprietari che conoscono i loro cani, quando escono per escursioni o gite, se li portano sempre appresso. Per un cane una passeggiata in montagna o al lago, è una cosa estremamente salutare per il suo equilibrio psico-fisico. Anche se non si ha la possibilità di fare ciò bisognerebbe dare al cane l’opportunità di uscire nei pressi dell’abitazione e di esplorare il territorio e di socializzare con i cani del vicinato. Spesso i cani sembrano feroci dietro le sbarre dei cancelli, poi lasciati liberi possono anche fare amicizia e farsi una passeggiata insieme. Bisogna sempre dare la possibilità al proprio cane di socializzare e di giocare con i suoi simili. Purtroppo i problemi legati all’aggressività sono sempre più in aumento e dunque questa pratica a volte  non è possibile.

I motivi dell’aggressività del cane sono molti. Il più frequente è che i cuccioli vengono tolti troppo presto dalle madri (per non parlare di quelli abbandonati) e non hanno la possibilità di imparare dalla madre e dai fratelli l’inibizione al morso. La madre insegna loro a lasciare la presa nel momento in cui l’altro fratello assume la posizione di sottomissione. Man mano che il cane perdente si sottomette, il vincitore molla la presa, se il sottomesso si muove la stretta aumenta. La madre interviene quando uno dei cuccioli fa piangere l’altro, ringhiando nei confronti del responsabile e questo molla la presa e impara a controllare la pressione dei denti a seconda della reazione dell’avversario.

Altro motivo di aggressività è la paura.

I cani presi al canile o per strada possono sviluppare aggressività per paura, un modo di difendersi dalle violenze subite.

 O si può far diventare mordace un cane anche inducendolo da piccolo a giochi come il tira e molla con bastoni o con addestramenti maldestri.

Un’altra causa di mordacità nel cane è l’isolamento. È abitudine purtroppo consolidata, prendere un cucciolo e siccome sporca all’inizio, rinchiuderlo da qualche parte, un terrazzo, uno sgabuzzino, un garage senza rendersi conto che le prime fasi del distacco dalla madre e dai fratelli è cruciale nell’equilibrio psichico della sua vita e il cucciolo può riportare, da quella esperienza seri danni psicologici, che lo portano poi ad essere abbandonato o soppresso.

Il cucciolo andrebbe preso da una cucciolata a partire dai 60 giorni in su, mai, assolutamente mai, prima.

Il trauma del distacco è fortissimo, si sente perso e impaurito e in breve tempo deve capire che la nuova famiglia è un’altra; è importantissimo in queste prime battute non isolarlo, ma anzi farlo dormire nella propria camera da letto, ai piedi del letto, con un indumento che porti il vostro odore e con una bottiglia di acqua calda che riproduca artificialmente il calore della madre.

Il sacrificio iniziale verrà ricompensato nei mesi successivi e in tutta la vita del cane; man mano che il cucciolo cresce verrà spostato prima fuori dalla stanza, poi verso i 6-8 mesi gradualmente in un luogo definitivo dentro o fuori casa.

Si evitano in questo modo le ansie da separazione che portano i cani a distruggere mobili e divani o riempire il giardino di buche appena i proprietari si allontanano, o all’insorgere di automutilazioni come il mordersi della coda o a vocalizzazioni continue che rendono la vita impossibile al vicinato.

E’ sempre buona norma chiedere al proprio veterinario, oltre alle misure igieniche (sverminazione e vaccinazione) le altrettanto importanti informazioni sull’educazione.

Non è infatti molto gratificante avere un cane perfettamente vaccinato e sano fisicamente e poi totalmente ingestibile dal punto di vista comportamentale.

Chi prende cani da canili o per la strada, dovrebbe, a mio avviso, sempre consultare un veterinario comportamentalista, uno specialista cioè del comportamento che può aiutarvi ad avere una gestione serena di un cane che ha sicuramente avuto molti traumi.  E’ un investimento sul futuro; il comportamentalista durante la visita cercherà di capire sia il tipo di patologia che presenta il cane, sia come tutta la famiglia, attraverso il comportamento corretto, può aiutarlo sia ad inserirsi serenamente nel nuovo ambiente, sia a relazionarsi eventualmente con altri animali presenti in casa.

Qualche anno fa questa specializzazione, come anche l’omeopatia e l’agopuntura, venivano derise sia dai colleghi che dalle frange più meccanicistiche dei proprietari di cani. Ora che le patologie del comportamento sono in netto aumento, per fortuna, si sta ricorrendo sempre di più agli esperti . A volte non basta l’Amore per far superare a un cucciolo traumi fortissimi, ci vuole anche la Conoscenza e il supporto farmacologico.

Dunque per concludere il discorso sul benessere del cane:

Bisogna dargli la possibilità di

 

       Rimanere con la madre almeno fino a due mesi

       Non isolarlo nelle prime fasi di vita

       Esplorare nuovi territori attraverso il suo naturale comportamento di annusamento

       Fare esercizio fisico camminando

       socializzare con i propri simili attraverso il gioco

       sentirsi parte di un branco e non essere isolato dalla famiglia

 

Altrimenti si può anche fare a meno di prendere un cane.

 

 

 

 

 

 

Dott.ssa Carla De Benedictis

Medico Veterinario

Velletri

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