Caso di Orangina, Quando I Gatti Ti Scelgono

orangina maschera

Ero andata a prendere il vino alla cantina sociale vicino a casa. Quando scendo nel piazzale vedo una gattina rossa tigrata, magrissima con un pancione che mi corre incontro e miagola. Era sporchissima pulciosa diarroica  con catarro al naso e agli occhi. Entro nel punto vendita e chiedo alla signora sempre gentile, di chi fosse quel gatto. Non so risponde lei, lo hanno abbandonato qui qualche giorno fa, io gli porto da mangiare, ma hai visto come è ridotto?

Eh si, avevo già fatto diagnosi …
All’uscita apro lo sportello dove era seduta mia figlia e le dico : “Fai posto qui per terra e tienila buona con le coccole. “Mamma un altro gatto!” risponde lei sconfortata.

L’ho chiamata Orangina, come le aranciatine che mi compravano i miei nonni quando andavo in vacanza da loro, in Libia.
E’ stata dura!  la gatta era affetta  da due malattie contagiosissime per la specie felina : la gastroenterite e la rino-laringo-tracheite infettiva.  Ha avuto diarrea emorragica per diverse settimane, era magrissima, ma con uno spirito battagliero nei confronti della vita. Mi sono arresa subito alle cure allopatiche, anche se gliele ho praticate per scrupolo. La gatta è andata avanti solo a rimedi omeopatici, e benchè non fermasse completamente la diarrea, che rimane comunque un modo di eliminazione tossinica,  le dava una carica e un’energia vitale incredibile. Lentamente la diarrea si è trasformata in feci molli non più emorragiche e la sindrome respiratoria è passata.

 Per due anni è stata bene, anche se non ingrassava. Dalle mie parti si dice che il gatto è “neccio”, magro come un chiodo.

Improvvisamente si inizia a grattare furiosamente sotto il collo, fino a provocarsi una lesione sanguinante che si allarga fino alla base del petto. Dall’esame istologico risulta un infiltrato eosinofilico, un’altra delle bestie nere del gatto, una patologia autoimmune.

La cura tradizionale è il cortisone, che io mi sono rifiutata di fare e ho iniziato un trattamento omeopatico. Tutti i miei sforzi fallivano, dopo un periodo di miglioramento. Ero disperata, la chiazza si allargava, la gatta si grattava furiosamente, la ferita si era infettata. Lo sapevo che dipendeva da me, ero io che sbagliavo, non riuscivo a trovare il rimedio giusto. Perchè? Perchè in omeopatia il carattere degli animali conta molto,il sintomo mentale  fa parte del rimedio omeopatico; io vedevo la mia gattina, buona e affettuosa con me e per me era docile. Ma osservandola meglio in un litigio con altri gatti, ho visto che era cattivella, aggressiva, gelosa e aveva degli scatti fulminei, come un serpente!

L’omeopatia tra i suoi rimedi animali, ha un nutrito gruppo di veleni di serpente, che oltretutto secondo studi effettuati da un collega straniero, possono curare le patologie eosinofiliche  nel gatto.

Come ho somministrato la medicina, scelta accuratamente,  al principio ho avuto un aggravamento, come normale in omeopatia, e poi, quasi miracolosamente, giorno dopo giorno, la lesione si chiudeva e non era più pruriginosa. Nel giro di due settimane era quasi completamente chiusa, ma la cosa ancora che non prevedevo, è che la gatta ha iniziato a rinascere.  E’ ingrassata, ha messo un pelo stupendo, morbido e coloratissimo, e quattro zampotti da tigre.  Gioca con gli altri gatti, prende dei topi enormi e ama il fuoco del camino .  Tutto questo è avvenuto solo ed esclusivamente trovando il rimedio più simile a lei, e attendendo il tempo di guarigione necessario, senza farsi prendere dalla fretta di vedere un risultato. Ora posso dire che la gatta è guarita, perchè non vi è solo assenza di sintomi della malattia, ma un benessere psico-fisico e comportamentale .