COMPORTAMENTO DEI SUINI (ETOLOGIA)

COMPORTAMENTO DEI SUINI (ETOLOGIA)

Introduzione
L’etologia è una moderna scienza che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale. Ha origini antichissime, ma il fondatore è riconosciuto essere Konrad Lorenz .
Conoscere il comportamento naturale degli animali, ci aiuta:
1. a uscire dall’empirismo, cioè la pratica senza una conoscenza scientifica, che porta al verificarsi di problemi sia tra uomo-animale sia nella gestione dell’ allevamento
2. a mettere in atto tutte le strategie possibili per creare agli animali situazioni di benessere, rispettando i bisogni di specie.
3. a riconoscere gli stati patologici sia fisici che mentali

Tutti noi siamo abituati a vedere i maiali o chiusi in stallette buie col cemento per terra o nei grandi allevamenti, dove le scrofe stanno in gabbia e i suinetti nei box.
Gli svezzamenti sono precoci, le scrofe vengono inseminate artificialmente, gli spazi sono ristretti e le mutilazioni dunque necessarie.

Il gruppo dei suini viene chiamato ORDA
.
Si usa dire .”sporco come un maiale, sudi come un maiale,mangi come un maiale, ti comporti come un maiale”. Per non parlare di altri epiteti al femminile riferiti al sesso.
Al maiale si addebita tutto ciò che è negativo dal punto di vista comportamentale e sociale. Niente di più sbagliato. Sono luoghi comuni venuti da una tradizione popolare che a volte emette giudizi deresponsabilizzando l’Uomo dall’aver creato malessere .
Foto presa da http://www.marinacepedafuentes.com
Dunque se si abbandonano i luoghi comuni e si guarda l’animale maiale oggi nel XXI secolo in un’ottica più allargata e naturale anche alla luce delle conoscenze che la scienza dell’etologia ci propone, possiamo scoprire che le condizioni in cui è stato allevato intensivamente fino ad ora, sono lontane anni luce dalla sua natura.
Vivere in modo innaturale e brutalizzante, pensiamo a chi lavora ancora in miniera o a certe condizioni di lavoro nero extracomunitario, sviluppa malessere e malattie.
I costi che gli animali in termini di sofferenza e dolore e la società in termini ambientali ,di farmacoresistenza, di inquinamento pagano per tenere in piedi allevamenti intensivi sono talmente alti che le produzioni biologiche diventano una vera alternativa di tipo sostenibile.
E’ dunque essenziale conoscere chi è e che esigenze ha questo essere che pare avere un Q.I. Quoziente intellettivo. secondo solo all’Uomo. Infatti Gorge Orwell, nel suo famoso libro “la fattoria degli animali” li fa diventare, per la loro intelligenza, leader della fattoria.

CHI E’
Animale socievole, intelligente,curioso e con forte personalità. Ha un apprendimento molto veloce e si adatta facilmente alle situazioni. E’ molto sensibile alle maniere rudi, alle violenze gratuite delle quali, se può si vendica, riconoscendo con precisione l’autore.
Se l’uomo è tranquillo, l’orda è tranquilla anche con gli sconosciuti.
Il maiale ha un grande nemico: lo stress. Questo può influire sulla qualità delle carni e dei prodotti di trasformazione.
COSA MANGIA
Il suino è un animale onnivoro ,si ciba infatti di una gran varietà di alimenti sia di origine
animale che vegetale, ama cacciare e grufolare, estirpando erbe e radici, ma si ciba anche di piccoli mammiferi.

SOCIALITA’
E’ un animale gregario che vive in piccoli gruppi familiari matriarcali ,da 2 a 6 scrofe + relaziomolto stabili
I verri invece, ad esclusione del periodo dell’accoppiamento, tendono a vivere in modo solitario o in gruppetti di “scapoli”.
TERRITORIO
Non sono animali territoriali e vivono in “home-range”, cioè territori di gruppo, di grandezza variabile (fino a molti ettari) a seconda della disponibilità di cibo: gli “home-range” comprendono aree di riposo, di pascolo, di defecazione, pozze di fango e sentieri che collegano le diverse zone.
DIURNI O NOTTURNI?
I suini sono animali sostanzialmente a vita diurna, perciò consumano i loro pasti soprattutto di giorno e dedicano all’attività della ricerca del cibo circa 7 ore al giorno: durante questi periodi di attività possono percorrere tragitti molto lunghi, anche 50 Km. Bevono molto spesso, sia durante il giorno che la notte. Per il resto del tempo amano rimanere coricati e sonnecchiare, attività a cui dedicano anche 19 ore al giorno; per riposare scelgono posti asciutti e riparati, soprattutto alle spalle, con una buona possibilità di visione e controllo di ciò che c’è intorno.
MA SONO VERAMENTE ANIMALI SPORCHI?
I suini evitano di sporcare, in genere, con urina e feci, l’area di riposo del gruppo: durante
la notte si alzano infatti una o due volte e si allontanano per urinare o bere, poi ritornano nel gruppo.
Per questo motivo l’area di riposo, in un box di gruppo, dovrebbe permettere ai suini di sdraiarsi allineati in fila, così che gli animali, durante la notte, possano alzarsi, allontanarsi e ritornare nel gruppo senza dover scavalcare e calpestare gli altri suini.
Solitamente, inoltre, i suini scelgono un’area per defecare ad una certa distanza dall’area di riposo, dai 5 ai 15 metri, e defecano anche sui sentieri che collegano le varie zone delle aree in cui vivono; le scrofe in genere evitano di sporcare il nido in cui partoriscono e se non possono allontanarsi, come nel caso delle gabbie parto, alcuni soggetti potrebbero smettere di defecare per più giorni.
TERRITORIO PIU’ ADATTO PER VIVERE
I suini possono vivere tranquillamente in zone paludose (sono eccellenti nuotatori) o adattarsi altrettanto bene a cacciare e procurarsi cibo nella boscaglia più fitta: proprio per questo, cioè per potersi mantenere in contatto con il resto del gruppo, nel corso dell’evoluzione hanno sviluppato un sistema di richiami vocali molto complesso.

E’ IMPORTANTE LA PRESENZA DI VEGETAZIONE?
I suini usano gli alberi per grattarsi, poiché non possono raggiungere gran parte della
superficie del loro corpo: questa attività può avere anche una funzione di marcatura con l’odore. I suini subordinati toelettano i dominanti che giacciono sdraiati su un fianco, mentre i primi li mordicchiano sul ventre. Dunque è importante che i paddock o i pascoli abbiano vegetazione a sufficienza anche per il controllo dei parassiti .

CALORI ACCOPPIAMENTI
Quando le femmine entrano in calore cercano attivamente i verri; il verro produce un odore e un suono che serve come stimolo per la femmina. La gravidanza dura circa 115 giorni e
uno o due giorni prima del parto le scrofe lasciano il gruppo e si allontanano per costruire un nido che di solito viene terminato 2-4 ore prima dell’inizio del parto.
GRAVIDANZA
Le scrofe domestiche danno alla luce grandi nidiate, spesso fino a 10 suinetti e più. La madre annusa il piccolo ma non lo lecca e comunque non lo aiuta a liberarsi dagli invogli fetali. Appena nati i suinetti cercano immediatamente il contatto con la madre sia per assumere il colostro che per scaldarsi: il grande rapporto superficie/volume infatti rende difficile nel suinetto la possibilità di termoregolazione.
PERCHE’ IL SUINETTO HA FREDDO?
La capacità di termoregolazione fisiologica rimane comunque difficile, anche se per motivi diversi, nel suino adulto: i suini hanno infatti una scarsa copertura di pelo, una possibilità di sudorazione limitata e quindi scarse capacità di dispersione del calore.
Per questo nei climi più caldi si rotolano in pozze di fango, mentre nei climi freddi si coricano in luoghi riparati uno a ridosso dell’altro.
ALLATTAMENTO
Circa 10 ore dopo la nascita del primo suinetto, l’allattamento assume un andamento
ciclico e viene effettuato circa ogni 40 minuti; normalmente la scrofa chiama i suinetti alla
poppata con un grugnito profondo e ritmato. I suinetti della stessa nidiata assumono il latte
materno contemporaneamente e subito dopo la nascita viene stabilita una gerarchia.
SI STABILISCE LA GERARCHIA
Questa è una fase importantissima che l’allevatore deve conoscere bene. Il suinetto stabilisce subito una gerarchia sociale chiamata in inglese Teat Order , in italiano ordine di poppata e questa non viene stabilita attraverso azioni scoordinate di spinta per raggiungere il capezzolo, come nel cane, ma tramite accesi combattimenti con l’uso dei denti appropriatamente chiamati “a spillo”. I suinetti lottano per appropriarsi delle mammelle poste più anteriormente. L’ordine gerarchico si forma entro i primi due giorni dalla nascita e i suinetti nati prima sono solitamente quelli dominanti; la gerarchia, una volta formata, rimane stabile, soprattutto nelle posizioni al vertice ed in quelle più basse.
Le mammelle anteriori sono quelle che producono più latte e quasi mai interessate da mastiti.
DOPO QUANTO LA SCROFA PUO’ TORNARE NEL GRUPPO?
In natura la scrofa ritorna nel gruppo con la nidiata 10-14 giorni dopo il parto: le aggressioni che si verificano in questa occasione di solito sono limitate, anche se le scrofe, protettive nei confronti della nidiata, potrebbero dimostrarsi abbastanza aggressive.
Se l’alimento solido è disponibile, di solito i suinetti iniziano a consumarne una quantità
significativa dalle 4-5 settimane in avanti. Lo svezzamento naturale avviene tra le 13 e le 19 settimane. Nell’allevamento biologico intorno alle 8-9 settimane. Nell’allevamento tradizionale intorno ai 14-18 giorni.