L’OMEOPATIA NEI MAIALI e MAIALINI VIETNAMITI

L’OMEOPATIA NEI MAIALI e MAIALINI VIETNAMITI

Con l’omeopatia possono essere trattate pressoché tutte le malattie dei suini, sia da allevamento intensivo che casalingo.
Noi siamo contro gli allevamenti intensivi, veri e propri lager, dove gli animali vengono ingrassati in poco tempo per essere macellati e dove le patologie diventano sempre più difficili da eradicare, dove l’uso di antibiotici è all’ordine del giorno con gravi danni alla salute del consumatore e all’ambiente. Diciamo che allevare intensivamente è ciò che si trova più lontano e opposto all’idea di benessere animale, di natura e di trattamento omeopatico.
Quando si dice che un rimedio omeopatico per funzionare ha bisogno che vengano eliminati gli ostacoli alla guarigione, direi che il concetto di allevamento intensivo è già di per sé un ostacolo insormontabile. Nonostante questo, ho dimostrato che l’omeopatia funziona anche in questo caso e i miei lavori sui maiali sono disponibili estensivamente alla voce Lavori Veterinari.

Le malattie che si possono curare negli allevamenti intensivi con l’omeopatia sono:
Patologie respiratorie suine
Diarrea virale
Mortalità neonatale
Infertilità
MMA
Malattie infettive : mal rossino, parvovirosi ecc

MAIALI ALLEVATI PER USO DOMESTICO
PRINCIPALI MALATTIE E TRATTAMENTO OMEOPATICO

PATOLOGIA Rimedi più usati Potenza/diluizione Frequenza di somministrazione Modalità di somministrazione
Mal rossino
Myodistrophia
Problemi respiratori
Sindrome otoencefalica
Enterossiemia da coli
Rogna
Problemi alimentari
Patologie del piede
Diarrea
Costipazione
Distocia
Dolori al parto
Stress da trasporto, da cambiamento di posto, da formazione di nuovi gruppi, da parto, da allontanamento dei suinetti
Arnica
Arsenicum album
Belladonna
Bryonia alba
Nux vomica
Sulphur
Selenium
Veratrum album
Lachesis mutus
Sepia
Pulsatilla
Gelsemium
Calcarea Carbonica
Antimonium crudum
Psorinum
Streptococcinum
Mercurius corr
Thuya
Echinacea
Silicea
Lycopodium
Caulophyllum
Urtica urens

30 ch
200 ch /K
M ch/K
XM CH /K
TUTTI I GIORNI
OGNI TRE GIORNI
OGNI SETTIMANA
OGNI MESE ACQUA
CIBO
INIEZIONE
NEBULIZAZIONE NEL NASO

MAIALINI VIETNAMITI POTBELLIED PIGS

L’origine dei maialini vietnamiti risale a 40 milioni di anni fa e i cinesi li addomesticarono per primi nel 6000 Ac. Furono proprio i cinesi ad allevarli come pet per la classe aristocratica. Furono tenuti come animali domestici per migliaia di anni in oriente. Durante la seconda guerra mondiale il moderno potbellied fu salvato dall’estinzione e i francesi portarono i primi esemplari in Europa negli anni ’50 come esemplari da zoo. Negli anni ’80 iniziarono ad apparire i primi esemplari negli Usa, dove venivano venduti a prezzi esorbitanti, circa $20.000 .
Gli americani hanno dunque un’esperienza trentennale nell’allevamento di questi dolci “ciccioni” che si sono rivelati essere compagni fedeli, dotati di grande intelligenza, di natura gentile che instaurano con l’uomo un rapporto di lunga durata.

POSSONO ESSERE CONSIDERATI DEI PET?

L’esperienza con il maialino vietnamita può essere la più esaltante e appagante o un carico terribile davanti al quale non si era preparati. Dato che il maialino si affeziona molto, non può essere usato come un oggetto che diventato scomodo si getta,bisogna interrogarsi se siamo preparati per essere un proprietario di potbellied pig.
1. Prima di tutto ci sono siti internet e libri sui quali documentarsi prima dell’acquisto.
2. Poi il luogo in cui viviamo è disposto ad accettare un maiale alla stregua di un cane o un gatto?
3. La nostra casa è adatta ad ospitare e ad offrire comfort a un maialino? Il maialino rimane sveglio più del 30 % del cane e del gatto, ed è molto curioso ed attivo. Abbiamo un posto all’esterno di casa dove metterlo quando noi non ci siamo?
4. Siete fuori per molto tempo durante la giornata? Chi si prenderà cura di lui? I maialini richiedono costante amore ed attenzione.
5. L’entrata in casa del maialino porterà scompiglio tra i vostri animali, ammettendo che ne abbiate altri? Loro non hanno difese contro i cani, siete sicuri che il vostro cane lo accetterà?
6. Avete tempo necessario per educare quotidianamente il maialino?
7. Il venditore vi offre tutte le garanzie e cioè che il maialino è stato abituato in casa, alla persona alla cassetta per i bisogni e la madre è domestica, senza aggressività nei confronti dell’uomo?

L’allevatore non dovrebbe svezzare il maialino prima delle sei settimane. A questa età il maialino passa da una alimentazione liquida a una solida.
Il maiale è onnivoro, mangia praticamente di tutto e mangeranno tutto ciò che troveranno in giro fino a fare indigestione. È necessario dunque che il cibo sia fuori dalla portata del maialino e che la casa venga adattata alle sue esigenze, in modo tale che non provochi danni a sé stesso e alle cose. Questo consiglio vale anche per le medicine, i prodotti detergenti per la casa, veleni ecc. Il maiale usando il grugno può avere molta forza e scardinare mobili e armadietti.
Non essendoci in Italia cibi pellettati per maialini vietnamiti, si può usare un buon mangime per suinetti, anche se formulati per far crescere in fretta gli animali per uso zootecnico, hanno però tutti gli apporti vitaminici necessari.
Si può anche utilizzare un fioccato misto per cavalli, che abbia però un 16-17% di proteina.
I pasti sono due al giorno di mangime, con un terzo pasto a base di verdura o di frutta. Non bisogna eccedere con la frutta, perchè contenendo zuccheri, tende a far aumentare di peso il maiale.
Una regola fondamentale, che vale anche per i cani, è non alimentare mai il maiale mentre si sta cucinando o mangiando. Si otterrà un cattivo atteggiamento di questua continua che man mano che il maiale cresce diventa difficile da controllare.

I cibi da evitare
Grassi, zuccheri, sale cioccolato, alcool e stuzzichini (patatine noccioline). Teniamo lontane tutte le piante tossiche e anche il cibo per cani e gatti che non è adatto alle sue esigenze, in quanto molto grassi e loro non metabolizzano bene il grasso.
Mi raccomando sempre acqua fresca ma in contenitori piccoli e con base stabile, in modo tale che non venga rovesciata come di solito fanno col grugno.
O beverini a ciuccio come si usa negli allevamenti suini.

COME TRATTARE IL BABY MAIALINO CHE ENTRA IN CASA NOSTRA

E’ necessario che il maialino che prendiamo per essere introdotto in una casa venga da un allevamento che ha già abituato i genitori all’uso della lettiera e al rapporto stretto con l’uomo. Un errore che può provocare molti danni dentro casa, può essere quello di prendere un maialino che ha sempre vissuto all’esterno e i cui genitori non si fanno avvicinare dall’uomo.
Ricordiamoci che il maiale è un animale predato e come tale dobbiamo garantirgli la sua sicurezza personale. Il cucciolo passa dalla sicurezza che gli infondeva la madre e i suoi fratelli a un ambiente sconosciuto nel quale si sente vulnerabile. Dato che gli animali predati sanno benissimo di essere un succulento pasto, reagiscono alla paura con la fuga.
Se siamo tranquilli e protettivi, le paure passeranno in fretta. Il passo successivo sarà per il maialino trovare un altro branco a cui legarsi e col quale instaurare una relazione stabile. La famiglia sarà il suo gruppo col quale dividerà la sua vita.
Non dovete fare altro nel primo periodo che essere gentili, rassicuranti, fargli capire che da voi troverà protezione e cibo. Non iniziate nessun training in questo periodo.

Prima dell’arrivo del maialino dovete aver predisposto la casa in maniera che sia sicura per lui.
Come i bambini piccoli, assicuratevi che non ci siano materiali tossici in giro come antigelo, detersivi o veleni. Assicuratevi che non abbia accesso al cibo per cani e gatti e che tutti i cibi vengano rimossi dagli scaffali più bassi .
Trovate un posto dove mettere momentaneamente il maialino appena arrivato, la cucina, la lavanderia, ma che non sia isolato dal contesto famigliare, ma che contemporaneamente lo tenga confinato in casa quando non possiamo controllarlo. Lo spazio deve essere largo abbastanza per contenere il suo lettino e le ciotole da una parte e la lettiera lontano dallo spazio in cui dorme e mangia. I maiali tengono separati questi spazi in natura e non gradiscono affatto la lettiera vicino allo spazio in cui vivono. Non deve stare neanche troppo lontana, altrimenti è difficile insegnarli ad usarla.

Se portate a casa il maialino e fate molti chilometri in auto, non fatelo scendere in prossimità di autostrade per fare i bisogni. La paura prenderà il sopravvento con l’istinto di fuga con esiti fatali. Liberatelo solo quando sarete arrivati a casa e lasciateli un po’ di tempo per familiarizzare col suo nuovo ambiente.
Ricordatevi che per lui/lei è la prima volta che esce dal suo ambiente protetto. Aprite il trasportino e aspettate che esca da solo: ci metterà da pochi minuti ad alcune ore.
Lasciatelo solo per familiarizzare col nuovo ambiente. Non riempite il luogo dove si trova di figli parenti e amici che rumorosamente faranno commenti e vorranno prenderlo in braccio come un giocattolo. Questi momenti sono importantissimi per l’equilibrio futuro del maiale, deve sapere che può fidarsi di voi.
Allontanate i cani, non permettete che gli vadano addosso annusandoli. Ricordatevi che sono animali preda e che se lasciati soli con i cani, potreste non trovarlo vivo.
Istruite i bambini, se ne avete, prima dell’arrivo del maialino. Spiegate loro che per natura sono paurosi e nervosi, e che per non generare queste reazioni devono essere calmi, gentili e parlare a voce bassa.
Il maiale odia la gente che parla a voce alta e si agita, si spaventa. Lo dico sempre ai miei clienti che hanno anche il maiale “normale”.
Avere a che fare con loro dà una smussata alla nostra natura italiana, vociante e gesticolante, ci insegna che forse, anche le persone, come il maiale, se approcciate gentilmente, senza aggressività, a voce controllata, senza scatti corporei nervosi, è più incline all’ascolto.
E già al suo arrivo, piccolo e indifeso, l’animale ci ha insegnato qualcosa.

COME E QUANDO POSSO PRENDERE IN BRACCIO IL MIO MAIALINO?

Dopo che il maialino ha familiarizzato con l’ambiente, ha mangiato, è stato accarezzato e comincia a riconoscervi come colui che si prende cura di lui, potete iniziare a prenderlo in braccio.
Il metodo giusto è, mentre state seduti, approcciarlo da dietro, non di fronte, portando una mano sotto al petto e l’altra sotto l’addome e tirarlo su senza dondolarlo.
Ricordatevi che al maiale d’istinto non piace essere sollevato e potrà ribellarsi. Non costringetelo mai con la forza a fare qualcosa, se lo ricorderà per tutta la vita.
Parlategli dolcemente e per premiarlo dategli un premio, biscotto o frutta. Deve associare allo stare in braccio una sensazione piacevole e …fruttuosa….

Ricordatevi che il maiale soffre di una sindrome che può avere esiti fatali: la sindrome da stress. Se sottoposto a coercizioni va in preda a paura e panico e possono insorgere sintomi di questa grave patologia, che vedremo nel capitolo Malattie.

Prendetelo in braccio per poco tempo, ma spesso durante la giornata: perseveranza e ripetizione delle azioni, sono una carta vincente per educare un maialino, che già per natura è un po’ testardo e restio a fare ciò che gli viene imposto.

QUANDO INIZIARE A METTERE UNA PETTORINA E GUINZAGLIO?

Appena il maialino ha familiarizzato con l’ambiente domestico, si può iniziare a fargli conoscere pettorina e guinzaglio
Portarlo al guinzaglio ci permette di portarlo fuori con noi e ci serve anche durante gli esercizi di addestramento.
Non spaventatelo imponendogli ciò che state facendo. Cercate di aggiustare le misure prima di farlo indossare. Mettete un po’ di cibo mentre proverete per la prima volta a mettere la pettorina, così non solo lo distraete, ma assocerà anche questa azione a qualcosa di positivo.