Maialini vietnamiti (potbellied pigs) Origini, acquisto, la nuova casa, l’alimentazione

Maialini vietnamiti potbellied pigs
Origini, acquisto, la nuova casa, l’alimentazione

ORIGINE
L’origine dei maialini vietnamiti risale a 40 milioni di anni fa e i cinesi li addomesticarono per primi nel 6000 Ac. Furono proprio i cinesi ad allevarli come pet per la classe aristocratica. Furono tenuti come animali domestici per migliaia di anni in oriente. Durante la seconda guerra mondiale il moderno potbellied fu salvato dall’estinzione e i francesi portarono i primi esemplari in Europa negli anni ’50 come esemplari da zoo. Negli anni ’80 iniziarono ad apparire i primi esemplari negli Usa, dove venivano venduti a prezzi esorbitanti, circa $20.000 .
Gli americani hanno dunque un’esperienza trentennale nell’allevamento di questi dolci “ciccioni” che si sono rivelati essere compagni fedeli, dotati di grande intelligenza, di natura gentile che instaurano con l’uomo un rapporto di lunga durata.

SONO UNA PERSONA ADATTA A TENERE COME ANIMALE DA COMPAGNIA UN MAIALINO?
L’esperienza con il maialino vietnamita può essere la più esaltante e appagante o un carico terribile davanti al quale non si era preparati. Dato che il maialino si affeziona molto, non può essere usato come un oggetto che diventato scomodo si getta,bisogna interrogarsi se siamo preparati per essere un proprietario di potbellied pig.

UN ESAME DI COSCIENZA
Rispondete onestamente a queste domande prima di acquistare un maialino

1. Prima di tutto ci sono siti internet e libri sui quali documentarsi prima dell’acquisto.
2. Poi il luogo in cui viviamo è disposto ad accettare un maiale alla stregua di un cane o un gatto? Abitate in un condominio o in una zona residenziale? Informatevi, perché non tutti comprendono che un maiale sia un animale più pulito del cane
3. La nostra casa è adatta ad ospitare e ad offrire comfort a un maialino? Il maialino rimane sveglio più del 30 % del cane e del gatto, ed è molto curioso ed attivo. Abbiamo un posto adeguato all’esterno di casa dove metterlo quando noi non ci siamo? E questo posto è sicuro contro l’attacco dei cani, davanti ai quali i maialini non hanno difese?
4. Siete fuori per molto tempo durante la giornata? Chi si prenderà cura di lui? I maialini richiedono costante amore ed attenzione. Se dovete lasciarlo solo in casa tutto il giorno, PENSATE A QUALCHE ALTRA SPECIE ANIMALE, magari dei pesci d’acquario.
5. L’entrata in casa del maialino porterà scompiglio tra i vostri animali, ammettendo che ne abbiate altri. Loro non hanno difese contro i cani, siete sicuri che il vostro cane lo accetterà? Se avete cani aggressivi con altre specie animali, cacciatori, che ammazzano i gatti NON POTETE TENERE UN MAIALINO. Sareste costretti a metterlo in un box separato, allontanandolo dal gruppo, isolandolo e creargli così turbe comportamentali da isolamento.
6. Avete tempo necessario per educare quotidianamente il maialino? E’ molto importante educare il maialino fin dai primi giorni; è un’esperienza molto stimolante, considerando il loro alto quoziente intellettivo. I problemi sorgono quando i maialini vengono lasciati a loro stessi e senza stimoli adeguati. Se non avete tempo di educare il maialino, NON E’ L’ANIMALE GIUSTO PER VOI.
7. Il venditore vi offre tutte le garanzie e cioè che il maialino è stato abituato in casa, alla persona alla cassetta per i bisogni e la madre è domestica, senza aggressività nei confronti dell’uomo?

SVEZZAMENTO
L’allevatore non dovrebbe svezzare il maialino prima delle sei settimane (42 giorni).
A questa età il maialino passa da una alimentazione liquida a una solida.
Il maiale è onnivoro, mangia praticamente di tutto e mangeranno tutto ciò che troveranno in giro fino a fare indigestione. È necessario dunque che il cibo sia fuori dalla portata del maialino, per evitare conseguenze fatali. Nel maiale infatti manca il centro inibitore della fame, e dunque è possibile che mangino fino a morirne.

HO TUTTO PRONTO IN CASA PER L’ARRIVO DEL MAIALINO?
La casa deve venire adattata alle sue esigenze, in modo tale che non provochi danni a sé stesso e alle cose. Questo consiglio vale anche per le medicine, i prodotti detergenti per la casa, veleni, vernici, sacchi dell’immondizia ecc.
Il maiale usando il grugno può avere molta forza e scardinare mobili e armadietti e spostare pesi molto consistenti.

ALIMENTAZIONE
Non essendoci in Italia cibi pellettati per maialini vietnamiti, si è tentati di usare, anche se non è consigliabile, mangime per suinetti, formulati per far crescere in fretta gli animali per uso zootecnico, con l’abbaglio di avere tutti gli apporti vitaminici necessari.non sono indicati per i maialini; è sempre meglio l’alimentazione naturale, cereali come fiocchi d’avena come base di carboidrati , in tal caso si può anche utilizzare un fioccato misto per cavalli, che abbia però un 16-17% di proteina.
I pasti sono due al giorno di mangime, con un terzo pasto a base di verdura o di frutta.
Non bisogna eccedere con la frutta, perchè contenendo zuccheri, tende a far aumentare di peso il maiale.
I maialini sono molto sensibili ad alte concentrazioni di sale che per loro sono tossiche. Attenti dunque a non somministrare patatine e simili.
Anche troppo zucchero può portare ad iperattività e aggressività.
Non dare mai cibo per cani e per gatti.

I cibi da evitare
Grassi, zuccheri, sale cioccolato, alcool e stuzzichini (patatine noccioline). Teniamo lontane tutte le piante tossiche e anche il cibo per cani e gatti che non è adatto alle sue esigenze, in quanto molto grassi e loro non metabolizzano bene il grasso.
Mi raccomando sempre acqua fresca ma in contenitori piccoli e con base stabile, in modo tale che non venga rovesciata come di solito fanno col grugno.
O beverini a ciuccio come si usa negli allevamenti suini.

Una regola fondamentale, che vale anche per i cani, è non alimentare mai il maiale mentre si sta cucinando o mangiando. Si otterrà un cattivo atteggiamento di questua continua che man mano che il maiale cresce diventa difficile da controllare.
Ricordiamoci che i “capi” siamo noi, e dunque che si tratti del cane o del maiale, devono mangiare dopo di noi e non sostare sotto il tavolo mentre noi mangiamo.

COME TRATTARE IL BABY MAIALINO CHE ENTRA IN CASA NOSTRA

E’ necessario che il maialino che prendiamo per essere introdotto in una casa venga da un allevamento che ha già abituato i genitori all’uso della lettiera e al rapporto stretto con l’uomo. Un errore che può provocare molti danni dentro casa, può essere quello di prendere un maialino che ha sempre vissuto all’esterno e i cui genitori non si fanno avvicinare dall’uomo.
Ricordiamoci che il maiale è un animale predato e come tale dobbiamo garantirgli la sua sicurezza personale.
Il cucciolo passa dalla sicurezza che gli infondeva la madre e i suoi fratelli a un ambiente sconosciuto nel quale si sente vulnerabile. Dato che gli animali predati sanno benissimo di essere un succulento pasto, reagiscono alla paura con la fuga.
Se siamo tranquilli e protettivi, le paure passeranno in fretta.

UNA NUOVA FAMIGLIA
Il passo successivo sarà per il maialino trovare un altro branco a cui legarsi e col quale instaurare una relazione stabile. La famiglia sarà il suo gruppo col quale dividerà la sua vita.
Non dovete fare altro nel primo periodo che essere gentili, rassicuranti, fargli capire che da voi troverà protezione e cibo. Non iniziate nessun training in questo periodo.

UNA CASA SICURA
Prima dell’arrivo del maialino dovete aver predisposto la casa in maniera che sia sicura per lui.
Come i bambini piccoli, assicuratevi che non ci siano materiali tossici in giro come antigelo, detersivi o veleni. Assicuratevi che non abbia accesso al cibo per cani e gatti e che tutti i cibi vengano rimossi dagli scaffali più bassi .
Trovate un posto dove mettere momentaneamente il maialino appena arrivato, la cucina, la lavanderia, ma che non sia isolato dal contesto famigliare, ma che contemporaneamente lo tenga confinato in casa quando non possiamo controllarlo. Lo spazio deve essere largo abbastanza per contenere il suo lettino e le ciotole da una parte e la lettiera lontano dallo spazio in cui dorme e mangia. I maiali tengono separati questi spazi in natura e non gradiscono affatto la lettiera vicino allo spazio in cui vivono. Non deve stare neanche troppo lontana, altrimenti è difficile insegnarli ad usarla.

TRASFERIMENTO IN AUTO
Se portate a casa il maialino e fate molti chilometri in auto, non fatelo scendere in prossimità di autostrade per fare i bisogni. La paura prenderà il sopravvento con l’istinto di fuga con esiti fatali. Liberatelo solo quando sarete arrivati a casa e lasciateli un po’ di tempo per familiarizzare col suo nuovo ambiente.
Ricordatevi che per lui/lei è la prima volta che esce dal suo ambiente protetto. Aprite il trasportino e aspettate che esca da solo: ci metterà da pochi minuti ad alcune ore.
I PRIMI MOMENTI
Lasciatelo solo per familiarizzare col nuovo ambiente. Non riempite il luogo dove si trova di figli parenti e amici che rumorosamente faranno commenti e vorranno prenderlo in braccio come un giocattolo. Questi momenti sono importantissimi per l’equilibrio futuro del maiale, deve sapere che può fidarsi di voi.
I CANI SONO PERICOLOSI
Allontanate i cani, non permettete che gli vadano addosso annusandoli. Ricordatevi che sono animali preda e che se lasciati soli con i cani, potreste non trovarlo vivo.
NON E’ UN GIOCO PER I BAMBINI
Istruite i bambini, se ne avete, prima dell’arrivo del maialino. Spiegate loro che per natura sono paurosi e nervosi, e che per non generare queste reazioni devono essere calmi, gentili e parlare a voce bassa.
USARE LE BUONE MANIERE E UN TONO DI VOCE TRANQUILLO
Il maiale odia la gente che parla a voce alta e si agita, si spaventa. Lo dico sempre ai miei clienti che hanno anche il maiale “normale”.
Avere a che fare con loro dà una smussata alla nostra natura italiana, vociante e gesticolante, ci insegna che forse, anche le persone, come il maiale, se approcciate gentilmente, senza aggressività, a voce controllata, senza scatti corporei nervosi, è più incline all’ascolto.
E già al suo arrivo, piccolo e indifeso, l’animale ci ha insegnato qualcosa.

COME E QUANDO POSSO PRENDERE IN BRACCIO IL MIO MAIALINO?

Dopo che il maialino ha familiarizzato con l’ambiente, ha mangiato, è stato accarezzato e comincia a riconoscervi come colui che si prende cura di lui, potete iniziare a prenderlo in braccio.
Il metodo giusto è, mentre state seduti, approcciarlo da dietro, non di fronte, portando una mano sotto al petto e l’altra sotto l’addome e tirarlo su senza dondolarlo.
Ricordatevi che al maiale d’istinto non piace essere sollevato e potrà ribellarsi. Non costringetelo mai con la forza a fare qualcosa, se lo ricorderà per tutta la vita.
Parlategli dolcemente e per premiarlo dategli un premio, biscotto o frutta. Deve associare allo stare in braccio una sensazione piacevole e …fruttuosa….

Ricordatevi che il maiale soffre di una sindrome che può avere esiti fatali: la sindrome da stress. Se sottoposto a coercizioni va in preda a paura e panico e possono insorgere sintomi di questa grave patologia, che vedremo nel capitolo Malattie.

Prendetelo in braccio per poco tempo, ma spesso durante la giornata: perseveranza e ripetizione delle azioni, sono una carta vincente per educare un maialino, che già per natura è un po’ testardo e restio a fare ciò che gli viene imposto.

QUANDO INIZIARE A METTERE UNA PETTORINA E GUINZAGLIO?

Appena il maialino ha familiarizzato con l’ambiente domestico, si può iniziare a fargli conoscere pettorina e guinzaglio
Portarlo al guinzaglio ci permette di portarlo fuori con noi e ci serve anche durante gli esercizi di addestramento.
Non spaventatelo imponendogli ciò che state facendo. Cercate di aggiustare le misure prima di farlo indossare. Mettete un po’ di cibo mentre proverete per la prima volta a mettere la pettorina, così non solo lo distraete, ma assocerà anche questa azione a qualcosa di positivo.

L’OMEOPATIA NEI MAIALI e MAIALINI VIETNAMITI

L’OMEOPATIA NEI MAIALI e MAIALINI VIETNAMITI

Con l’omeopatia possono essere trattate pressoché tutte le malattie dei suini, sia da allevamento intensivo che casalingo.
Noi siamo contro gli allevamenti intensivi, veri e propri lager, dove gli animali vengono ingrassati in poco tempo per essere macellati e dove le patologie diventano sempre più difficili da eradicare, dove l’uso di antibiotici è all’ordine del giorno con gravi danni alla salute del consumatore e all’ambiente. Diciamo che allevare intensivamente è ciò che si trova più lontano e opposto all’idea di benessere animale, di natura e di trattamento omeopatico.
Quando si dice che un rimedio omeopatico per funzionare ha bisogno che vengano eliminati gli ostacoli alla guarigione, direi che il concetto di allevamento intensivo è già di per sé un ostacolo insormontabile. Nonostante questo, ho dimostrato che l’omeopatia funziona anche in questo caso e i miei lavori sui maiali sono disponibili estensivamente alla voce Lavori Veterinari.

Le malattie che si possono curare negli allevamenti intensivi con l’omeopatia sono:
Patologie respiratorie suine
Diarrea virale
Mortalità neonatale
Infertilità
MMA
Malattie infettive : mal rossino, parvovirosi ecc

MAIALI ALLEVATI PER USO DOMESTICO
PRINCIPALI MALATTIE E TRATTAMENTO OMEOPATICO

PATOLOGIA Rimedi più usati Potenza/diluizione Frequenza di somministrazione Modalità di somministrazione
Mal rossino
Myodistrophia
Problemi respiratori
Sindrome otoencefalica
Enterossiemia da coli
Rogna
Problemi alimentari
Patologie del piede
Diarrea
Costipazione
Distocia
Dolori al parto
Stress da trasporto, da cambiamento di posto, da formazione di nuovi gruppi, da parto, da allontanamento dei suinetti
Arnica
Arsenicum album
Belladonna
Bryonia alba
Nux vomica
Sulphur
Selenium
Veratrum album
Lachesis mutus
Sepia
Pulsatilla
Gelsemium
Calcarea Carbonica
Antimonium crudum
Psorinum
Streptococcinum
Mercurius corr
Thuya
Echinacea
Silicea
Lycopodium
Caulophyllum
Urtica urens

30 ch
200 ch /K
M ch/K
XM CH /K
TUTTI I GIORNI
OGNI TRE GIORNI
OGNI SETTIMANA
OGNI MESE ACQUA
CIBO
INIEZIONE
NEBULIZAZIONE NEL NASO

MAIALINI VIETNAMITI POTBELLIED PIGS

L’origine dei maialini vietnamiti risale a 40 milioni di anni fa e i cinesi li addomesticarono per primi nel 6000 Ac. Furono proprio i cinesi ad allevarli come pet per la classe aristocratica. Furono tenuti come animali domestici per migliaia di anni in oriente. Durante la seconda guerra mondiale il moderno potbellied fu salvato dall’estinzione e i francesi portarono i primi esemplari in Europa negli anni ’50 come esemplari da zoo. Negli anni ’80 iniziarono ad apparire i primi esemplari negli Usa, dove venivano venduti a prezzi esorbitanti, circa $20.000 .
Gli americani hanno dunque un’esperienza trentennale nell’allevamento di questi dolci “ciccioni” che si sono rivelati essere compagni fedeli, dotati di grande intelligenza, di natura gentile che instaurano con l’uomo un rapporto di lunga durata.

POSSONO ESSERE CONSIDERATI DEI PET?

L’esperienza con il maialino vietnamita può essere la più esaltante e appagante o un carico terribile davanti al quale non si era preparati. Dato che il maialino si affeziona molto, non può essere usato come un oggetto che diventato scomodo si getta,bisogna interrogarsi se siamo preparati per essere un proprietario di potbellied pig.
1. Prima di tutto ci sono siti internet e libri sui quali documentarsi prima dell’acquisto.
2. Poi il luogo in cui viviamo è disposto ad accettare un maiale alla stregua di un cane o un gatto?
3. La nostra casa è adatta ad ospitare e ad offrire comfort a un maialino? Il maialino rimane sveglio più del 30 % del cane e del gatto, ed è molto curioso ed attivo. Abbiamo un posto all’esterno di casa dove metterlo quando noi non ci siamo?
4. Siete fuori per molto tempo durante la giornata? Chi si prenderà cura di lui? I maialini richiedono costante amore ed attenzione.
5. L’entrata in casa del maialino porterà scompiglio tra i vostri animali, ammettendo che ne abbiate altri? Loro non hanno difese contro i cani, siete sicuri che il vostro cane lo accetterà?
6. Avete tempo necessario per educare quotidianamente il maialino?
7. Il venditore vi offre tutte le garanzie e cioè che il maialino è stato abituato in casa, alla persona alla cassetta per i bisogni e la madre è domestica, senza aggressività nei confronti dell’uomo?

L’allevatore non dovrebbe svezzare il maialino prima delle sei settimane. A questa età il maialino passa da una alimentazione liquida a una solida.
Il maiale è onnivoro, mangia praticamente di tutto e mangeranno tutto ciò che troveranno in giro fino a fare indigestione. È necessario dunque che il cibo sia fuori dalla portata del maialino e che la casa venga adattata alle sue esigenze, in modo tale che non provochi danni a sé stesso e alle cose. Questo consiglio vale anche per le medicine, i prodotti detergenti per la casa, veleni ecc. Il maiale usando il grugno può avere molta forza e scardinare mobili e armadietti.
Non essendoci in Italia cibi pellettati per maialini vietnamiti, si può usare un buon mangime per suinetti, anche se formulati per far crescere in fretta gli animali per uso zootecnico, hanno però tutti gli apporti vitaminici necessari.
Si può anche utilizzare un fioccato misto per cavalli, che abbia però un 16-17% di proteina.
I pasti sono due al giorno di mangime, con un terzo pasto a base di verdura o di frutta. Non bisogna eccedere con la frutta, perchè contenendo zuccheri, tende a far aumentare di peso il maiale.
Una regola fondamentale, che vale anche per i cani, è non alimentare mai il maiale mentre si sta cucinando o mangiando. Si otterrà un cattivo atteggiamento di questua continua che man mano che il maiale cresce diventa difficile da controllare.

I cibi da evitare
Grassi, zuccheri, sale cioccolato, alcool e stuzzichini (patatine noccioline). Teniamo lontane tutte le piante tossiche e anche il cibo per cani e gatti che non è adatto alle sue esigenze, in quanto molto grassi e loro non metabolizzano bene il grasso.
Mi raccomando sempre acqua fresca ma in contenitori piccoli e con base stabile, in modo tale che non venga rovesciata come di solito fanno col grugno.
O beverini a ciuccio come si usa negli allevamenti suini.

COME TRATTARE IL BABY MAIALINO CHE ENTRA IN CASA NOSTRA

E’ necessario che il maialino che prendiamo per essere introdotto in una casa venga da un allevamento che ha già abituato i genitori all’uso della lettiera e al rapporto stretto con l’uomo. Un errore che può provocare molti danni dentro casa, può essere quello di prendere un maialino che ha sempre vissuto all’esterno e i cui genitori non si fanno avvicinare dall’uomo.
Ricordiamoci che il maiale è un animale predato e come tale dobbiamo garantirgli la sua sicurezza personale. Il cucciolo passa dalla sicurezza che gli infondeva la madre e i suoi fratelli a un ambiente sconosciuto nel quale si sente vulnerabile. Dato che gli animali predati sanno benissimo di essere un succulento pasto, reagiscono alla paura con la fuga.
Se siamo tranquilli e protettivi, le paure passeranno in fretta. Il passo successivo sarà per il maialino trovare un altro branco a cui legarsi e col quale instaurare una relazione stabile. La famiglia sarà il suo gruppo col quale dividerà la sua vita.
Non dovete fare altro nel primo periodo che essere gentili, rassicuranti, fargli capire che da voi troverà protezione e cibo. Non iniziate nessun training in questo periodo.

Prima dell’arrivo del maialino dovete aver predisposto la casa in maniera che sia sicura per lui.
Come i bambini piccoli, assicuratevi che non ci siano materiali tossici in giro come antigelo, detersivi o veleni. Assicuratevi che non abbia accesso al cibo per cani e gatti e che tutti i cibi vengano rimossi dagli scaffali più bassi .
Trovate un posto dove mettere momentaneamente il maialino appena arrivato, la cucina, la lavanderia, ma che non sia isolato dal contesto famigliare, ma che contemporaneamente lo tenga confinato in casa quando non possiamo controllarlo. Lo spazio deve essere largo abbastanza per contenere il suo lettino e le ciotole da una parte e la lettiera lontano dallo spazio in cui dorme e mangia. I maiali tengono separati questi spazi in natura e non gradiscono affatto la lettiera vicino allo spazio in cui vivono. Non deve stare neanche troppo lontana, altrimenti è difficile insegnarli ad usarla.

Se portate a casa il maialino e fate molti chilometri in auto, non fatelo scendere in prossimità di autostrade per fare i bisogni. La paura prenderà il sopravvento con l’istinto di fuga con esiti fatali. Liberatelo solo quando sarete arrivati a casa e lasciateli un po’ di tempo per familiarizzare col suo nuovo ambiente.
Ricordatevi che per lui/lei è la prima volta che esce dal suo ambiente protetto. Aprite il trasportino e aspettate che esca da solo: ci metterà da pochi minuti ad alcune ore.
Lasciatelo solo per familiarizzare col nuovo ambiente. Non riempite il luogo dove si trova di figli parenti e amici che rumorosamente faranno commenti e vorranno prenderlo in braccio come un giocattolo. Questi momenti sono importantissimi per l’equilibrio futuro del maiale, deve sapere che può fidarsi di voi.
Allontanate i cani, non permettete che gli vadano addosso annusandoli. Ricordatevi che sono animali preda e che se lasciati soli con i cani, potreste non trovarlo vivo.
Istruite i bambini, se ne avete, prima dell’arrivo del maialino. Spiegate loro che per natura sono paurosi e nervosi, e che per non generare queste reazioni devono essere calmi, gentili e parlare a voce bassa.
Il maiale odia la gente che parla a voce alta e si agita, si spaventa. Lo dico sempre ai miei clienti che hanno anche il maiale “normale”.
Avere a che fare con loro dà una smussata alla nostra natura italiana, vociante e gesticolante, ci insegna che forse, anche le persone, come il maiale, se approcciate gentilmente, senza aggressività, a voce controllata, senza scatti corporei nervosi, è più incline all’ascolto.
E già al suo arrivo, piccolo e indifeso, l’animale ci ha insegnato qualcosa.

COME E QUANDO POSSO PRENDERE IN BRACCIO IL MIO MAIALINO?

Dopo che il maialino ha familiarizzato con l’ambiente, ha mangiato, è stato accarezzato e comincia a riconoscervi come colui che si prende cura di lui, potete iniziare a prenderlo in braccio.
Il metodo giusto è, mentre state seduti, approcciarlo da dietro, non di fronte, portando una mano sotto al petto e l’altra sotto l’addome e tirarlo su senza dondolarlo.
Ricordatevi che al maiale d’istinto non piace essere sollevato e potrà ribellarsi. Non costringetelo mai con la forza a fare qualcosa, se lo ricorderà per tutta la vita.
Parlategli dolcemente e per premiarlo dategli un premio, biscotto o frutta. Deve associare allo stare in braccio una sensazione piacevole e …fruttuosa….

Ricordatevi che il maiale soffre di una sindrome che può avere esiti fatali: la sindrome da stress. Se sottoposto a coercizioni va in preda a paura e panico e possono insorgere sintomi di questa grave patologia, che vedremo nel capitolo Malattie.

Prendetelo in braccio per poco tempo, ma spesso durante la giornata: perseveranza e ripetizione delle azioni, sono una carta vincente per educare un maialino, che già per natura è un po’ testardo e restio a fare ciò che gli viene imposto.

QUANDO INIZIARE A METTERE UNA PETTORINA E GUINZAGLIO?

Appena il maialino ha familiarizzato con l’ambiente domestico, si può iniziare a fargli conoscere pettorina e guinzaglio
Portarlo al guinzaglio ci permette di portarlo fuori con noi e ci serve anche durante gli esercizi di addestramento.
Non spaventatelo imponendogli ciò che state facendo. Cercate di aggiustare le misure prima di farlo indossare. Mettete un po’ di cibo mentre proverete per la prima volta a mettere la pettorina, così non solo lo distraete, ma assocerà anche questa azione a qualcosa di positivo.

Enterotossiemia da E. coli in una scrofa

RUBRICA
VETERINARIA

AUTORE
Carla De Benedictis carladebene@gmail.com
Medico Veterinario – Omeopata Velletri (ROMA)

TITOLO
Enterotossiemia da E. coli in una scrofa

RIASSUNTO
Un caso riguardante una scrofa colpita da patologia iperacuta e mortale, causata da un’enterossina di E. Coli, curata con rimedi scelti all’inizio in base ai sintomi clinico patologici rilevati e proseguimento della terapia in base ad un unico sintomo mentale rilevato all’anamnesi.

PAROLE CHIAVE
Enterotossiemia, intossicazione , patologia suina, sintomi nervosi

SUMMARY
A case of a per acute pathology in a sow, caused by the endotoxin of E.Coli. The choice of the first prescription is based only on clinic signs and clinicopathologic findings ; in the follow up only one sympthom regarding mind aspect, has been valuated.

KEYWORDS
E. Coli endotoxin, intoxication, swine pathology, seizures

Introduzione
L’enterotossiemia da E. Coli , patologia frequente negli allevamenti, di solito colpisce i suinetti sotto scrofa e nel post svezzamento. Nei soggetti adulti è più rara.
Sono forme provocate dalla proliferazione intestinale di ceppi patogeni di E. Coli che raggiungono il numero di 10 Milioni a 100 Milioni per grammo di contenuto intestinale.
Nel caso preso in esame il responsabile è il ceppo E. Coli 0141:k85 e K88 positivo che produce endotossine, causando una Sindrome Shock Simile con morte improvvisa per peritonite, pericardite ed edema polmonare.
Tra le cause : errori alimentari,malassorbimento, scarsa igiene.
Nelle forme iper-acute la malattia è mortale anche nei soggetti adulti.

TESTO
Vengo chiamata d’urgenza il 22 Aprile 2004 da un allevatore di maiali a causa di una scrofa che non si alza ed è diventata viola. Arrivo in allevamento e trovo la scrofa, che nel frattempo era stata portata in un box all’esterno, in uno stato di prostrazione estremo. La povera bestia è a terra, presenta movimenti di pedalamento, iperestesia, tremori muscolari, diarrea e naturalmente anoressia. L’addome, le orecchie e il grugno presentano un colore che va dal rosso scuro al bluastro e sono gelati. La temperatura è 36°C. L’allevatore mi dice:
Dottorè, l’ho chiamata perché altrimenti lei si arrabbia, ma è evidente che è già morta.
Ma cosa ha? Visti i sintomi clinici e conoscendo la storia dell’allevamento, penso che sia una enterotossiemia da Escherichia coli.
Lì inizia un breve predicozzo sulle colpe dell’allevatore in queste situazioni: poca igiene delle gabbie in sala parto, alimentazione scorretta, aerazione insufficiente e ristagno di umidità, stress indotto da manualità troppo brutali e via di seguito.
Alla scrofa sono stati tolti i piccoli dopo 25 giorni di lattazione (già troppi ) e il figlio dell’allevatore mi dice:
E’ come se si fosse depressa ,è triste.
Tengo a mente questo sintomo, ora bisogna salvarle la pelle.
Breve corsa in macchina a consultare il repertorio cartaceo del Kent e la materia medica di Boericke, che porto sempre dietro . Cerco:

• SKIN – DISCOLORATION – bluish

scorro i rimedi e, considerando i sintomi nervosi e l’ipersensibilità al tocco, scelgo:
LACHESIS MUTUS alla potenza 30 CH.
Uso per le terapie le bottigliette di vetro scuro dei succhi di frutta e ne sciolgo 20 globuli in acqua. Mi rivolgo al figlio e gli dico di somministrargliela ogni ora oggi e ogni 3 ore domani e poi chiamarmi.
Ma quale domani dottorè, è già morta!
Niente antibiotici, semmai un po’ di colistina per bocca che impedisce alla tossina del coli di agire sulla mucosa intestinale! , replico ignorando i commenti e me ne vado.

2° giorno – La scrofa è in piedi, beve, per cui do l’indicazione di continuate la cura per risentirci il giorno successivo. Purtroppo non mi dicono che la medicina è finita, per cui la bestia rimane senza terapia.
3° giorno – E’ di nuovo a terra con la temperatura a 36°C. Mi arrabbio perché in quelle condizioni non si può saltare un giorno di terapia, noto però che il rossore e le macchie bluastre sono scomparse e la diarrea da marrone è diventata nera. Non mangia, ma beve molto.
Torno a case e consulto il Repertorio informatico Radar per avere la conferma del rimedio che ho in testa:

• STOOL – BLACK
• GENERALS – WEAKNESS – diarrhea – from
• CHILL – INTERNAL
• STOMACH – THIRST

Scelgo in questa lista di rimedi Arsenicum Album perché considero questa patologia una intossicazione .
Prescrivo dunque ARSENICUM ALBUM 30 CH – 20 globuli in un’altra bottiglietta, 10 cc ogni tre ore, da dare con la siringa per bocca.

4° giorno – Si alza, beve spesso e inizia a mangiare. Un ghigno di soddisfazione inizia ad apparire sul mio volto …
5° giorno – La diarrea si è fermata, beve, mangia di più.
6° giorno – Beve, mangia, E’ FUORI PERICOLO può interrompere la terapia.

Torno a controllarla dopo qualche giorno e la trovo dimagrita. Avevo tenuto a mente il sintomo mentale che mi disse il figlio il primo giorno, cioè DEPRESSIONE POST PARTUM. Così, senza cercare nel Repertorio, le somministro una dose unica di SEPIA 200 K.
Mi raccomando di farle saltare il calore e di accoppiarla di nuovo solo quando si è ripresa totalmente.
Parole al vento, il calore sopraggiunge dopo qualche giorno e non esitano a darle il verro, senza naturalmente dirmi niente.
La rivedo il martedì 16 giugno in gabbia e chiedo come mai, visto che non è ora di partorire, è presto. Dottorè non avevo posto per terra.
Di nuovo una discussione sul benessere animale. Mi chiedo quando finirà questa generazione di persone che considerano gli animali come macchine da produzione e, nonostante i risultati, continuano a sfruttarli fino a sfinirli!
A fine Agosto ha partorito 12 maialini, tutti in ottima salute. Lei sta bene ed è un’ottima mamma.

Conclusioni
Questi casi limite permettono al veterinario di agire con relativa calma, perché non vi è alcuna aspettativa da parte del proprietario e sono la dimostrazione evidente che, se la prescrizione è giusta e l’energia vitale è sufficiente, in acuto l’omeopatia agisce velocemente e in modo duraturo.
E poi, un massaggio dell’EGO ogni tanto, non fa male… si diventa eroi per un giorno!

Bibliografia

Boericke W. – Materia Medica Omeopatica – Trad. del dott. Roberto Petrucci
Bertacchini F., Campani I. – Manuale dell’allevamento suino – Ed agricole, Bologna, 2001
Canello S. – Teoria e metodologia omeopatica in Medicina Veterinaria – IPSA, Palermo, 1995
Kent J.T. – Lezioni di materia medica omeopatica – IPSA, Palermo, 1998
Kent J.T. – Repertory of Homeopathic materia medica – Jain Publishers PVT. LTD, New Dheli, 1996
Mac Leod G. – PIGS – The Homoeopathic approach to the treatment and prevention of diseases –
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Nigrelli, Gatti, Guizzardi – Le malattie del suino – Ed. Informatore Agrario, Bologna, 1989
Ortega P.S. – Introduzione alla medicina omeopatica – IPSA. Palermo, 2001
Repertorio – Archibel 1995-2001 S.A. Belgium – RADAR – Synthesis 8.1. 40
Syllabus : – 10Th International Symposium on Pig Reproduction and Artificial Insemination Rome 5-7 May
2003 : Atti dal congresso mondiale di Roma “ Porcine Emerging And Re- Emerging Infectious Diseases” 2003

Articolo: Omeopatia Unicista Come Metodo Di Prevenzione E Terapia In Un Allevamento Intensivo Di Suini Da Ingrasso

Articolo: Omeopatia Unicista Come Metodo Di Prevenzione E Terapia In Un Allevamento Intensivo Di Suini Da Ingrasso

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Dott.Ssa Carla De Benedictis    Medico Veterinario Libero Professionista

Si è svolto a Roma il 10-11-12 Ottobre  2003 il 5° Congresso Nazionale di Medicina Omeopatica.
Come ogni anno, la sezione dedicata alla veterinaria è stata ricca di nuovi e originali lavori, tra cui anche la mia comunicazione.
Da anni pratico sempre con maggior frequenza l’omeopatia sui suini.
I risultati sono eclatanti e incoraggianti per gli allevatori.. Tanto più che nell’allevamento suino da ingrasso, come nelle scrofaie, l’atteggiamento olistico è vincente.

Per olistico si intende considerare l’individuo o un gruppo molto cospicuo di individui, non come malati che presentano una patologia (più o meno infettiva), ma soggetti che interagiscono con l’ambiente che li ospita, col cibo che mangiano, con l’aria che respirano e con la cura che il proprietario ha di loro.

Sappiamo l’importanza che riveste l’ambiente in cui si vive! L’umidità, la scarsa qualità dell’aria, l’igiene scadente, lo spazio ristretto, le condizioni di noia e frustrazione che portano all’aggressività, hanno un peso molto rilevante sullo stato  immunitario dei maiali, che sono così sensibili agli agenti stressanti.

Altro fattore chiave è l’alimentazione: l’appetibilità di un alimento, le materie prime in esso contenute, la digeribilità, l’assenza di tossine, un equilibrato apporto di sali minerali e vitamine, sono tutti fattori essenziali per sviluppare, oltre alle masse muscolari, anche un buono stato di salute che è il primo ed insostituibile baluardo contro tutte le malattie.  Risparmiare sull’alimentazione non è un buon investimento.

 Non ci sono vaccinazioni o terapie antibiotiche che possano compensare la mancanza di questi presupposti.

Il lavoro da me effettuato, la cui bibliografia è a disposizione per chi fosse interessato, si è svolto in un grosso allevamento di suini da ingrasso di cui sono veterinario aziendale. I soggetti appena giunti in allevamento presentavano marcata patologia respiratoria e il loro stato fisico era scadente. Ho iniziato subito una terapia omeopatica affiancata e potenziata da scarsi quantitativi di antibiotico. La terapia si è protratta fino a scomparsa totale dei sintomi. I suini sono stati seguiti alla macellazione per evidenziare eventuali reperti anatomo-patologici.

I riscontri clinici ed economici sono stati incoraggianti e positivi.

  • Gli animali trattati con l’omeopatia sono risultati più resistenti alle malattie
  • Diminuisce drasticamente l’uso di antibiotici, di oltre l’80%
  • Diminuiscono le terapie individuali, di oltre il 90%
  • Il costo dell’omeopatia è ridotto, oltre il 90% rispetto ai farmaci di uso comune
  • L’impatto ambientale è nullo
  • I residui nelle carni sono assenti
  • Il lavoro per il personale è nettamente diminuito
  • Economicamente vantaggioso per le rese e per il minor consumo di farmaci

Ciò che mi preme sottolineare è che questa non è una sperimentazione, ma è pratica clinica quotidiana.
L’omeopatia non ha più bisogno di venire sperimentata, il così detto “Proviamo, tanto peggio di così …” non ha più ragione di essere.
Certo, funziona bene quando a praticarla sono professionisti seri e qualificati da lunghi anni di corsi in Scuole qualificate, quando seguono gli allevamenti nelle loro problematiche e quando sono lasciati liberi di applicare le terapie più appropriate.

Un’ultima cosa: l’omeopatia è una sola, quella classica hannemaniana (da Samuel Hanneman, che per primo l’ha codificata) e non deve essere confusa con altre forme terapeutiche, come avviene ancora oggi, rispettabili ma diverse, come i complessi (un insieme di più prodotti), la fitoterapia, e l’omotossicologia.