LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria

LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria

DR. CARLA DE BENEDICTIS MEDICO VETERINARIO OMEOPATA

Velletri Roma

 

SIMVENCO  Scivac  Palazzo Trecchi 2009

 

LATTI E DINTORNI

LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria 

Vengono presentati dei casi clinici di lac caninum e lac felinum nel cane, nel cavallo e nel gatto.

Le patologie affrontate sono: calori ricorrenti, patologie respiratorie, ansia da separazione, incontinenza, congiuntiviti.

 

 

Si descrive il lato Mind della sperimentazione di lac equinum sulla specie umana, confrontandolo con il lavoro sulle stereotipie della specie equina e  si configura un rimedio molto interessante da utilizzare nelle patologie da domesticazione forzata dove non si tiene conto dell’etologia, comportamento e bisogni dell’animale.

 

LAC EQUINUM  LATTE DI CAVALLA

Ciò che ha sorpreso molto le persone coinvolte nel proving è il fatto che il cavallo sembra essere tra le creature sulla terra l’animale più infelice e insoddisfatto che esista. Per coloro che lo amano, questa è una constatazione che lascia attoniti e che spezza il cuore.

Ma se si da una rapida occhiata alla storia del cavallo nel mondo, la causa di ciò appare chiara.

Uno dei primi usi del cavallo era di berne il sangue e mangiarne le sue carni. Faceva parte dei rituali sacrificali. Era così importante per i Celti perché faceva parte della loro vita di tutti i giorni.

I re irlandesi addirittura facevano un bagno formale nel brodo di carne di cavallo alla cerimonia di incoronazione.

La famiglia dei cavalli è stata selezionata e addomesticata da almeno 6000 anni. Una recente tomba riesumata in Ucraina ha rivelato che un cranio di cavallo aveva l’impronta del mors(dell’imboccatura).

Il cavallo addomesticato è veramente molto diverso dal suo antenato selvaggio. Infatti non esistono più cavalli selvaggi, se non quelli di Przewalsky che vivono nelle steppe della Mongolia. Sono gli ultimi branchi di cavalli selvaggi diretti discendenti del “proto-cavallo”.

I cavalli erano originari delle Americhe, ma sparirono con i dinosauri. Nel 16° secolo vennero riportati nelle Americhe dai Conquistadores spagnoli.

L’uomo ha soggiogato il cavallo e lo ha usato per gli scopi più orrendi. Il cavallo è stato usato in battaglia. Dovunque le battaglie si sono svolte sulla groppa di questo animale, che morivano innumerevoli, tra grida, urli, sangue, spari e spavento. Poi se ne è abusato dentro le fattorie, facendogli spingere e tirare carichi fino a che non erano esausti. “anzi si diceva che un cavallo affamato aveva maggior forza di traino di uno sazio con tutto ciò che implica questo (ndt)

Alla fine della loro carriera, quando non servivano più a niente venivano uccisi per farne colla.

Il rodeo e le corse hanno provocato (e provocano) altre sofferenze. Sicuramente ai cavalli piace correre, ma senza i colpi di sperone o le frustate.

Anche il termine “doma” in inglese “Breaking” rompere, la dice lunga sul rapporto uomo cavallo.

Ma come mai il cavallo si trova in questa terribile posizione? È per via della loro natura socievole e cooperativa. La comunità equina, allo stato libero, nutre solide relazioni ed è organizzata in un branco. Il cavallo ha trasferito queste caratteristiche nell’interazione con gli umani. Hanno un grande desiderio di accontentare l’uomo e di instaurare con lui stretti legami.

La seguente affermazione di un prover sembra identificare questo concetto: “ Sabbie mobili, sensazione di affondare. Un mese pazzo. Combattere e combattere ma sto perdendo terreno. Sensazione che sto facendo il mio dovere, che faccio cose di cui sono stato incaricato , ma la mia vita sta andando in pezzi intorno a me. Mi sento disperato piuttosto che triste. La vita è dura.”

 

Un branco può essere composto da 21 elementi ma anche di tre; in genere intorno a sette. È composto dallo stallone, dalla fattrice e dai puledri.

Le madri sono molto protettive con i loro puledri per il primo anno, ma se i puledri sono maschi potrebbero diventare dei concorrenti dello stallone (nonché accoppiarsi in consanguineità) e dunque a 18 mesi vengono espulsi dal branco e formano un gruppo di scapoli nel quale emergerà un capo che andrà a cercare delle femmine, per ricostituire un branco, cacciando i maschi concorrenti.

Un altro modo  è prendere il posto di un altro stallone e questo richiede molto coraggio e forza, perché il vecchio stallone non lascia facilmente il suo posto, a meno che non sia malato e privo di forze. Questo atteggiamento è molto simile al comportamento dei leoni , eccetto che per una grande differenza: il leone che vince ammazza tutti i piccoli del suo predecessore e questo non accade nel branco di cavalli.

Un modo per il “vecchio” stallone di difendere il branco e la sua posizione è minacce vocali e gesti corporei, come sbuffare, dare  spintoni , raspare e battere lo zoccolo sul terreno. CONFRONTATIONAL/CRITICAL/NASTY (PROVOCATORIO/CRITICO/IRASCIBILE).

Solo se questi deterrenti sono insufficienti allora lo stallone si comporta in modo più aggressivo con calci e morsi.

 

Come i delfini e i leoni, la famiglia è portata avanti dalle femmine. Decidono tutto ciò che riguarda i movimenti del branco. Lo stallone resta indietro, ma nel momento in cui è più capace di proteggere il branco, le femmine cercano uno stallone più giovane.

I cavalli non difendono il loro territorio e non diventano cantakerous se altri cavalli usano pozze d’acqua o il pascolo.

Se due branchi si incontrano in spazi aperti con calma procedono ognuno per la propria strada e cercano di capire a chi appartenga quel territorio. (ORGANIZZAZIONE)

Al contrario in situazioni di stabulazione forzata, un cavallo può sentire di difendere la sua straordinariamente piccola casa. Dunque quando viene introdotto un nuovo cavallo in un paddock, quello già presente può reagire con un’incontrollabile e innaturale violenza. Improvvisamente il diritto allo spazio diventa un fatto imprescindibile. (VIOLENZA, OMICIDIO).

Quando un cavallo viene usato per sport o per divertimento e lavoro è sottoposto al difficile compito di compiacere il padrone. I cavalli hanno un forte e naturale desiderio di cooperare e lo fanno anche nelle condizioni più difficili.

Rimangono fedeli fino alla fine dei loro giorni.

Latti sintomi repertoriali

 

foto dal sito www.stpauls.t

foto dal sito www.stpauls.t

Sintomi comuni ad almeno tre rimedi

Animals, love for animals  caninum felinum delfinum

Anxiety  caninum delfinum lupinum

Cheerful  felinum  delfinum lupinum

Company des for   caninum  felinum  delfinum  lupinum

Delusions caninum  felinum  delfinum  lupinum

Fear caninum  felinum  delfinum  lupinum

Irritability  caninum  delfinum  lupinum

Sensitive caninum   delfinum  lupinum

Sensitive noise  caninum   delfinum  lupinum

Sintomi interessanti

Lac caninum

MIND – WASHING – desire to wash

MIND – LOVE – friends; for   caninum

MIND – ANXIETY – success; anxiety from doubt about   caninum

MIND – ABUSIVE  secondo grado

MIND – INSOLENCE  secondo grado

MIND – FEAR – happen, something will

MIND – FEAR – open spaces; fear of

MIND – FEAR – downward motion, of

MIND – FEAR – dark; of

MIND – FEAR – dark; of – children; in

MIND – FEAR – dark; but curiously enough not in the

MIND – FEAR – falling, of

MIND – FEAR – falling, of – descending stairs; when

MIND – FEAR – cancer; of

MIND – FEAR – dogs, of

MIND – FEAR – knives; of

MIND – FEAR – duty – unable to perform her duties; she will become

MIND – FEAR – consumption, of

MIND – FEAR – contagion

MIND – FEAR – contagion – children; in

MIND – FEAR – heart – disease of the heart – stop; heart will

MIND – FEAR – disaster; of

MIND – FEAR – failure, of

MIND – FEAR – business failure; of

MIND – FEAR – death, of

MIND – FEAR – monsters; of

MIND – FEAR – monsters; of – dark; in the – not in the dark; in light and

foto dal sito www.100caniegatti.it

foto dal sito www.100caniegatti.it

MIND – FEAR – spiders, of

MIND – FEAR – respiratory disease; of a

MIND – FEAR – rejection; of

MIND – FEAR – separation; of – friends; from

MIND – FEAR – snakes, of

MIND – FEAR – alone, of being   secondo grado

MIND – FEAR – thunderstorm, of

MIND – FEAR – thunderstorm, of – children; in

MIND – FEAR – earthquakes; of

MIND – FEAR – everything, constant of

MIND – FEAR – wind, of

MIND – INSANITY

MIND – INSANITY – orgasm, at height of

MIND – THINKING – complaints – agg.; thinking of his complaints

 

Lac felinum

foto dal sito www.cucciolissimo.com

foto dal sito www.cucciolissimo.com

MIND – HARMONY – desire for

MIND – ANOREXIA NERVOSA  

 

 

 

 

 

 

Lac Delphini

MIND – ANXIETY – children – about his

MIND – ANXIETY – family; about his

MIND – COMMUNICATIVE

MIND – AILMENTS FROM – fear

MIND – AILMENTS FROM – fright

MIND – AMUSEMENT – desire for

MIND – EXPANSIVE

MIND – CONFIDENCE – want of self-confidence

MIND – CONFIDENCE – want of self-confidence – inferior; feels

MIND – PLAYFUL

MIND – PLAYFUL – water; in the

MIND – DELUSIONS – separated – group; he is separated from the

MIND – DELUSIONS – separated – world; from the – he is separated

MIND – DELUSIONS – safe; she is not

MIND – DELUSIONS – enemy – surrounded by enemies

MIND – DELUSIONS – danger, impression of

MIND – DELUSIONS – danger, impression of – calm; yet

MIND – DANGER – surrounded by – calm; yet

MIND – WATER – loves

MIND – FEARLESS

MIND – FEARLESS – water, in the

MIND – FEARLESS – waves; plunged through big

MIND – COMPANY – desire for – watched constantly; wants to be

MIND – DELUSIONS – separated – group; he is separated from the

MIND – FEAR – crowd, in a

MIND – FEAR – accidents, of

MIND – FEAR – robbers, of

MIND – FEAR – danger, of impending

MIND – FEAR – snakes, of

MIND – FEAR – sex; of opposite

MIND – FEAR – pins; of

Lac lupinum

MIND – DANGER – desire for

MIND – BENEVOLENCE – fortunate; to others less

MIND – LOVE – appreciation for fatherly love – younger and older men; between

MIND – CHEERFUL – company, in

MIND – EMOTIONS – loss of   quarto grado

MIND – ESCAPE, attempts to – angles of; looking for

MIND – INDUSTRIOUS

MIND – THOUGHTS – disordered

MIND – THOUGHTS – distracted

MIND – THOUGHTS – erroneous

MIND – THOUGHTS – erroneous – perception; of

Lac equinum

MIND – INDUSTRIOUS

MIND-DISHARMONY in the family aggravates

MIND – AILMENTS FROM – discords – family members; between

MIND – ANGER – touched; when  

quarto grado

MIND – FEAR – control; losing

secondo grado

MIND – AILMENTS FROM – embarrassment

MIND – AILMENTS FROM – embarrassment – poor job performance; of

MIND – EFFICIENT, organized    secondo grado

MIND – EFFICIENT, organized – compensation for mental confusion; must be

MIND – EFFICIENT, organized – clutter; bothered by

MIND – ESCAPE, attempts to – family and children; attempts to escape from her

MIND – DELUSIONS – house – surrounded; house is

MIND – DELUSIONS – neglected – duty; he has neglected his

MIND – IMPATIENCE – boredom; with

MIND – RESTLESSNESS – anxious – disorganization agg.

MIND – RESTLESSNESS – anxious – fresh air amel.

MIND – RESTLESSNESS – anxious – noise agg.

MIND – FIGHT, wants to

 

 

 

L’agopuntura nella Torà

MEDICINA CINESE E OMEOPATIA NELLA TORA’ di Daniela Abravanel

La parasha Beshallah è il capitolo della Torà nel quale,più che in ogni altro, viene affrontato il tema della medicina. In esso vi si trovano chiarissimi accenni alla validità della medicina cinese e dell’omeopatia.
Siamo nel capitolo in cui gli ebrei si trovarono nel deserto senz’acqua e Moshè rese potabili le acque gettandovi dentro un pezzo di legno (Esodo –16,23).
Quando giunsero a Marà non potevano bere dalle acque di Marà, perché erano amare. Per questo si chiamava Marà (amaro). E la gente si lamentò contro Mosè:”cosa berremo?” E lui si rivolse a D-o e D-o gli mostrò un albero, che, quando l’ebbe gettato nell’acqua, l’acqua divenne dolce. In quell’occasione egli dette loro delle leggi e statuti, e in quella circostanza le sperimentò. E disse a loro:” Se ascolterete diligentemente la voce del vostro D-o, non farò contrarre a voi nessuna delle malattie d’Egito, perché io sono D-o, il D-o che è il tuo dottore”.
E arrivarono a Elim e vi trovarono 12 rivi d’acqua… e giunsero al deserto di Sin, che si trova tra Elim e Sinai. In questi versi sono stati trovati il maggior numero di riferimenti al tema della medicina e della guarigione nella Torà.
Innanzitutto in questi versi appare il termine Dottore, curatore, in connessione alla Divinità (ani Hashem rofeha: io sono D-o che ti cura, il tu dottore). Ovvero vi si sta introducendo un tipo di medicina che è associata alla Divinità.

MEDICINA CINESE
Inizieremo col parlare dell’accenno alla medicina cinese.
Ne verso 15,28 troviamo associati il deserto di Sin ( in ebraico Cina) e i 12 rivi….1 12 meridiani da cui dipende la salute; il tutto immediatamente dopo il verso “Io sono D-o il tuo dottore” ….(termine che non appare altrove nella Bibbia.
Tornando all’inizio del paragrafo, quando si parla dell’acqua che divenne potabile solo dopo il contratto con il legno, nella prospettiva della teoria cinese dei 5 elementi, notiamo l’accenno a un processo fondamentale di guarigione. L’acqua in medicina cinese rappresenta l’energia del rene, l’inverno, il potenziale, il grembo che si prepara a dare la vita ma che è anche la sede della passività, della non azione, non può dare veramente vita agli ebrei alla ricerca della libertà , se non quando viene gettato in essa un pezzo di legno. L’elemento legno, simbolo nella medicina cinese dell’azione e dell’energia, la cui stagione è la primavera (la stagione non a caso dell’uscita dall’Egitto) rende possibile il risveglio dal torpore invernale, l’azione coordinata della volontà che rende realizzabili i progetti e i sogni del rene, l’organo dell’elemento acqua.
Per dare un altro esempio dell’incredibile profondità del testo biblico, i capitoli riguardanti l’uscita dall’Egitto che è associata da un latoal fuoco del legno, del roveto ardente, di Moshe, e dall’altro al fegato, organo del legno, del faraone, vengono letti in primavera. Mentre le parashot che si leggono in inverno hanno tutte a che fare con l’acqua (il diluvio), i sogni di Giacobbe e Giuseppe (tutti letti nel mese di kislev-dicembre) e sono sintonizzate con l’energia del rene, dell’inverno, e rappresentano la preparazione, l’incubazione, la gravidanza dell’esodo.
Non a caso l’uscita dall’Egitto avviene con un miracoloso aprirsi delle acque, che è il parallelo della perdita delle acque al momento della nascita (l’esodo è spesso collegato al parto, dai saggi della tradizione).

RUOLO DELL’OMEOPATIA
Innanzitutto, il trattato Mehilta del Talmud, si chiede: che tipo di albero era stato capace di trasformare l’acqua amara di Marà? E risponde che si trattava di un legno amaro, probabilmente un ulivo, perché se “un uomo ha bisogno di qualcosa di dolce per addolcire una cosa amara, D-o invece può rendere l’amaro dolce attraverso qualcosa di amaro”. In seguito a questa chiara allusione alla legge dell’analogia terapeutica, segue una frase che potrebbe essere un riferimento alla lunga sperimentazione di Hahnemann dei rimedi omeopatici : “fu in tale occasione che D-o detta a Israele leggi e statuti e qui li sperimentò”. Siccome il verso segue immediatamente con la frase “io sono D-o il tuo dottore”, è probabile che le leggi e gli esperimenti di cui parla sono di tipo medico.
Un altro passo in cui indubbiamente si allude all’analogia terapeutica appare nel libro dei Numeri, nell’episodio dei serpenti (21-6). Il popoli aveva peccato e moriva a migliaia per i morsi dei serpenti. D-o gli disse “metti sul bastone l’immagine di un serpente di rame (nahash nahoshet), chiunque lo guarderà sarà guarito dal morso del serpente”. Addirittura in questi versi l’analogia terapeutica viene ribadita doppiamente. Il serpente da mettere sul bastone era di rame, e rame in ebraico nahoshet ha la stessa radice della parola nahash, serpente. Di fatto era un serpente d “serpente” che doveva guarire Israele dal morso dei serpente velenosi. Oggi il serpente che si morde la coda è il simbolo della medicina allopatica, ma dovrebbe essere a rigor di logica, il simbolo dell’Omeopatia.

IL CONCETTO DI DILUIZIONE E DI DINAMIZZAZIONE
L’acqua, essendo il contenitore privilegiato della conoscenza e della comunicazione delle informazioni può quindi assorbire una piccolissima quantità di rimedio e trasmetterne il messaggio in maniera perfetta: fu il caso sia del singolo rametto amaro, che se non fosse stato per le caratteristiche appena descritte dell’acqua, non avrebbe potuto “curare” e raddolcire l’intera fonte di Marà: similmente quando le acque del Giordano furono purificate da Elisha, egli si limitò a mettere nel fiume un pugnetto di sale, che bastò a rendere potabile l’intero Giordano.
La fisica e la chimica stenterebbero a credere a tale fenomeno (che è associabile a quello delle alte diluizioni omeopatiche ) e per questo l’omeopati è ancora da molti considerata una forma di irrazionale superstizione, di fatto la scienza afferma, tramite la teoria del numero di Avogadro, che dopo un determinato numero di diluizioni, si può dire che un dato elemento inizialmente presente nell’acqua, cessi di esistere, di potere essere considerato presente e attivo nell’acqua. Questo ragionamento ha una sua logica, ma non tiene conto del fatto irrefutabile che le alte diluizioni sono indubbiamente più potenti in omeopatia, e esperimenti fatti su neonati e su animali (che non possono essere stati condizionati a guarire dell’effetto placebo, come invece gli adulti) lo dimostrano irrefutabilmente .
Nei Salmi (77-21) è scritto:
“Le tue vie (i tuoi insegnamenti)sono nel mare, e il tuo sentiero nelle grandi acque, ma le tue impronte non erano note”.
Alla scienza non sono note queste impronte invisibili della divinità e dei suoi insegnamenti, registrati nell’acqua. La scienza non tiene conto di quell’aspetto totalmente spirituale presente all’interno della materia, che entra in risonanza e in simpatia con il suo “simile” all’interno della psiche e dello spirito umano; essa non prende in considerazione neppure l’elemento dell’energia che viene generata dalla dinamizzazione. Con tale operazione il paziente così come aveva precedentemente fatto il farmacista, aggiunge al rimedio la sua forza vitale, mediante i potenti scotimenti ( e le simultanee, più o meno consapevoli preghiere e aspirazione dell’anima) e imprime al rimedio omeopatico un maggior effetto terapeutico.
L’approccio della scienza e della medicina allopatica è stato ereditato dalle concezioni materialistiche di un tipo di fisica che spiegava la creazione del mondo come un’evoluzione graduale da un atomo, anch’esso entità di tipo materiale, a livelli di materia sempre meglio organizzati (minerali, vegetali, animali e infine l’uomo).
Il modello della nuova fisica invece si identifica con le concezioni della cabalà, esso concepisce la creazione come la graduale materializzazione di un “ein sof”, di un’energia spirituale infinita, che prende corpo, si materializza, grazie a una potente “restrizione” (teoria dello tzinzum) e dà vita ai vari mondi e livelli della creazione lasciando in esse solo “tracce” della sua essenza.
Ovviamente è a questo secondo modello che fa riferimento la medicina omeopatica, anche per quel che riguarda il centro energetico su cui agisce il rimedio omeopatico: si tratta di un centro decisamente non –fisico (dove risiede la traccia del Divino e il Suo progetto per la perfezione dell’essere umano in terapia), quello spirito della Sapienza che comprende il messaggio del rimedio omeopatico e lo trasmette ai diversi strati del corpo e della psiche.

GUARIGIONE E CREATIVITA’
Ma la somiglianza più profonda tra omeopatia e tradizione orale ebraica si ha riguardo all’approccio esistenziale al tema della malattia e della guarigione.
Hahnemann, l’inventore dell’Omeopatia, che era un conoscitore delle scritture, parlava sette lingue tra cui l’ebraico, e che aveva operato nel medesimo tempo in cui il baalshemtov aveva iniziato a diffondere la cabala attraverso gli insegnamenti della hassidut, sosteneva in maniera incredibilmente simile alle teorie cabalistiche, che l’uomo sano – ha qualcosa nella vita che ama, che lo rende felice o è a conoscenza di ciò che può renderlo felice;
– ha una forte volontà per conquistarlo
– ha un intelletto capace di comprendere e progettare il modo in cui realizzarlo;
– è in grado di mettervi la carica emotiva necessaria
– è in grado di muoversi e agire, fisicamente, per raggiungere il suo fine.
La Cabalà, nell’Albero della Vita, nel quale il flusso divino giunge all’uomo attraverso dei “trasformatori” dette sefirot, insegna qualcosa di parallelo.
Se tra sefirà e sefirà ci sono dei blocchi, allora si crea lo stato di malattia; ovvero o non si ha può mancare la volontà, o l’intelligenza e la progettualità, o la carica emotiva, il coraggio, oppure la forza fisica, per conquistare lo stato di gioia e di beatitudine.
In ambedue i sistemi spicca un unico responsabile per la malattia:l’incapacità di creare, di progettare e di volere la propria realizzazione. Come abbiamo detto in precedenza, se si vuol capire l’essenza di un fenomeno nella bibbia, bisogna andare a ricercare i contesto dove la parola ebraica “bari”, sano, appare nientemeno che, doppiamente ripetuta, nelle prime due parole della bibbia, ovvero in quel bereshit bara elohim et hashamaim ve et haaertz (all’inizio –bereshit-creò-bara-nello storico verso all’origine D-o creò il cielo e la terra).
Ovvero l’atto creativo e la salute sono indissolubilmente legati da un duplice legame già nelle prime due parole delle scritture; infatti la bibbia, che viene spesso definito dai maestri dell’ebraismo come un “manuale d’istruzione” per l’utilizzo del mondo da parte dell’uomo, prima ancora di parlare della creazione dell’uomo, apre un discorso sulla sua futura ricerca della salute e del benessere, e del rapporto che essi hanno con lo sviluppo della creatività.
Se torniamo a quel primo malato della Bibbia, di cui parlammo all’inizio dell’articolo, nei versi traspare che Elimelek era un uomo “condannato a morire” (genesi 20,4) per la sua malattia e che quando Abramo pregò per lui “D-o curò Elimelek e tutta la sua corte, ed essi poterono procreare, Perché D-o aveva chiuso il grembo di tutta la casa di Avimelek per causa di Sara, la moglie di Abramo “ (20,18).
Da questo verso appare chiaro che così come la malattia è generata da un errore morale, “ecologico”, le sue conseguenze più devastanti sono la perdita del potenziale creativo sia che si tratti della capacità di procreare che di “creare” in senso lato.

Tratto da RIZA SCIENZE Ottobre 1999 n. 138
“Malattia e guarigione nella tradizione ebraica”
– il potere curativo della preghiera, dell’acqua, del silenzio e del digiuno –

Storia dell’Agopuntura veterinaria

STORIA DELL’AGOPUNTURA VETERINARIA
La storia della Medicina Tradizionale Cinese in Veterinaria
A cura della dott.ssa Francesca Ambrosini
Dispensa “Corso di Agopuntura veterinaria primo Anno”1997-1998
Scuola di Agopuntura Tradizionale della città di Firenze

Le origini dell’agopuntura veterinaria si perdono nella storia dell’umanità e risalgono alle radici stesse del pensiero cinese. I primi trattamenti di agopuntura tradizionale cinese negli animali, risalgono alla “Dinastia Shang”, 1766 A.C. – 1122 D.C. durante il quale soltanto i guaritorii (figure religiose del tempo) conosciuti dal1a bibliografia internazionale come “horse priest” potevano placare le divinità maligne che si impossessavano del paziente, causandone la malattia. Resti di incisioni su corazza di tartaruga ritrovati in Cina e risalenti a questo periodo, riportano la descrizione di 36 malattie trattate con strumenti pungenti e materiale incandescente a testimoniare l’applicazione della tecnica di agopuntura e di moxibustione come tecniche guaritrici e divinatorie nell’uomo e negli animali. Il primo medico veterinario appartenente a questo periodo fu il cinese Chao Fu, la cui opera professionale è descritta in testi classici di leggende di guerrieri cinesi, di testi antichi di storia classica ed in un testo di veterinaria del1′ impero Mu Huang (94i A.C.. 928 A.C.) durante cioè la “Dinastia Chou”, 1122 A.C. – 222 A.C. In questo periodo l’evoluzione tecnologica portò alla costruzione di veri e propri aghi in ferro sottile. Contemporaneamente la medicina cinese adottò la teoria Yin/Yang, sviluppando la vera e propria tecnica attuale dell’utilizzo degli aghi; ciò favori la creazione di professionisti specializzati ed emarginò l’autorità dei guaritori. Shun Yang, conosciuto anche con il nome di Pao Lo (480 A.C.) fu il primo medico veterinario agopuntore a tempo pieno ed è considerato il padre della medicina veterinaria cinese. Durante la “‘Ch’in-Han Dinastia” (221 A.C.-220 D.C.), le facilitazioni nel commercio e negli scambi tra ceppi etnici diversi residenti in Cina. portò alla pubblicazione di nuovi testi veterinari che includevano oltre all’utilizzo degli aghi, l’erbologia. Tali testi furono pubblicati, come ritrovato in reperti archeologici, su legno, ossa e bamboo rilegati con corde di tessuto animale o crini. Nel 140-220 D.C. fu pubblicato un secondo testo classico di medicina cinese, il “Shang Han Lun”, il cui autore, Chang Chung-Ching, l’ippocrate della Cina, differenziò la diagnosi dalla terapia, distinse le malattie croniche dalle acute, formulò una sorta di ricettario terapeutico per le più comuni malattie e l’appropriata terapia agopunturale. Tale testo contiene dodici capitoli di agopuntura e sette capitoli di moxibustione sia per la medicina umana che veterinaria. Egli stabilì che l’agopuntura è indicata per le malattie Yang e la moxibustione per le malattie Yin. In questo testo sono descritte anche le appropriate combinazioni fra agopuntura ed erbologia. Il periodo che seguì appartiene alla Dinastia Chin (220D.C. – 618 D.C.), durante il quale significativi sviluppi nella tecnica dell’Agopuntura si resero evidenti grazie al contributo di Huang Fu Mi, l’autore del testo classico “Chia I Ching”, costituito da 12 volumi e 128 sezioni. Nel testo sono descritti e divisi in sezioni trattati di fisiologia, patologia, diagnosi, metodologie di trattamenti e la “standardizzazione” di varie tecniche e precauzioni nell’uso degli aghi. Questo testo trova ancora oggi un valido ausilio scientifico in Giappone, Francia e Corea. Durante il periodo T’Ang (T’Ang Dinastia 618 D.C. – 907 D.C.) furono pubblicati almeno altri 9 testi classici, oggi oggetti da museo. E’ importante sottolineare, però, che in questo periodo la Cina riconobbe la prima Scuola di Medicina Veterinaria in cui fu formalizzata l’educazione teorica e pratica del futuro medico agopuntore. Alla fine di questo periodo, un’importante lavoro sulle terapie del cavallo e la differenziazione di 72 malattie, fu pubblicato da Li Ssu nel testo “SSu Mu An Chi Chi”. Le Dinastie seguenti, Sung e Yuan (960 D.C. – 1368 D.C.) videro realizzare il primo vero testo di veterinaria costituito da 8 volumi di erbologia ed agopuntura dal titolo “Shih Mu An Ch’i Ch’, Durante lo stesso periodo il governo stabilì un centro federale dal quale i veterinari agopuntori potevano rifornirsi di materiale terapeutico. Successivamente, durante la Dinastia Ming (1368 D.C. – 1644 D.C.) l’esperienza pratica di due fratelli agopuntori, Yu Pen-Yuan e Yu Pen-Heng, apportò un notevole contributo alle pubblicazioni fino ad allora fatte nel libro “Yuan Heng Liao Ma Chi” in quanto riassumeva le esperienze pratiche di tutti i veterinari agopuntori della Dinastia Ming, rappresentando ancora oggi un valido testo di oltre 300 anni di storia agopuntura!e cinese. Questo testo fu riedito ne! periodo 1644 D.C. – 1912 D.C. durante la Ch’ing Dinastia e l’edizione Ming fù divisa in quattro pani intitolate rispettivamente: “Primavera” “Estate”, “Autunno”’, “Inverno”. Nel tardo periodo della stessa Dinastia, nel 1900, una malattia epidemica nell’allevamento suinicolo, incoraggiò un esperto agopuntore del settore a pubblicare il primo testo specifico di questa specie, dal titolo “Chu Ching Ta Ch’uan”. Successivamente, durante la Repubblica Popolare, nel 1917, fu aperta una scuola privata di Agopuntura Tradizionale Cinese a Shangai che offriva un programma organico per tutti i partecipanti al corso ed un diploma finale in Medicina Cinese. Inoltre l’influenza del modello Occidentale favori lo sviluppo di Scuole Veterinarie con laurea in Medicina Occidentale senza alcuna possibilità di collegamento con la Medicina Cinese. Tuttavia, nel 1956 si contavano 159.000 agopuntori veterinari che servivano il Governo nella Cina rurale dove era concentrato il 90% della popolazione. La politica moderna del Governo cinese fu formulata nel 1944 quando Mao Tse-Tung scrisse “se i moderni medici umani e veterinari di formazione occidentale non si uniscono ai più di 1000 agopuntori in ciascuna regione della Cina e non si aiutano a progredire vicendevolmente nella conoscenza di entrambe le medicine, aiuteranno soltanto gli uomini e gli animali a morire di malattia”. Nel Marzo 1947 fu inaugurata la Scuola di Agricoltura Universitaria dove l’arte dell’agopuntura Cinese si insegnava come Moderna Medicina Tradizionale Cinese. Nel 1955 Kim Shung-Tse pubblicò “Hsing Yue Ma Ching”, il primo libro in cui la Medicina Cinese utilizzava una terminologia veterinaria moderna. Nel 1956 fu organizzata la prima Conferenza Nazionale in Medicina Veterinaria Cinese a Pechino, dove iniziarono a svilupparsi numerosi pro geni scientifici. Due anni più tardi, nel 1958 l’Accademia Cinese di Agricoltura sponsorizzò la fondazione dell’Istituto di Ricerca di Medicina Veterinaria Cinese a Lanchow. In questo Istituto, i metodi di antica terapia Cinese furono raccolti e pubblicati e le stesse metodologie sperimentate per valutarne l’efficacia terapeutica. Nel 1969 si iniziò ad utilizzare l’agopuntura come anestesia mediante sperimentazione su cavalli ed asini e successivamente su cani, gatti e bovini. Data la differenza culturale fra Oriente ed Occidente, la Medicina Cinese in Cina non ha mai trovato un vero e proprio settore di sviluppo per i piccoli animali a causa dell’insignificante domanda del mercato. Piuttosto una lunga serie di esperimenti sono stati svolti su uccelli selvatici ed animali non domestici, tutt’oggi praticati. Nel 1972 fu pubblicato il primo libro di Medicina Veterinaria Orientale ed Occidentale “Shou-i Shou-chai” utilizzato oggi dagli studenti dell’Accademia Cinese di Veterinaria. I testi cinesi vengono riediti regolarmente ogni 10-15 anni.

Agopuntura nel cavallo

Agopuntura Veterinaria
AGOPUNTURA NEL CAVALLO

L’AGOPUNTURA, a differenza dell’Omeopatia, è in primo luogo, una medicina preventiva, si può fare anche senza una patologia reale in atto. Purtroppo, ci si rivolge sempre a questo metodo di terapia come ultima spiaggia e in più con un grande limite che accomuna tutti i proprietari di cavalli. Il proprietario di cavalli ha fretta: fretta nel risultato, fretta nel recuperare un animale, fretta nell’utilizzo del soggetto, senza tenere conto che l’animale ha già subito anni e anni di terapie tradizionali e la sua energia si è molto indebolita. In questi casi i risultati, anche se immediati non sono quelli che il proprietario di cavalli vuole vedere. Il soggetto spesso sta meglio da subito, è più reattivo, migliora l’appetito e lo stato generale. Il benessere del cavallo si vede benissimo dallo sguardo, più di ogni altro animale. E lo sguardo di un cavallo trattato con l’agopuntura ritorna vivo e brillante, un ritorno alla vita.
Ci sono alcuni cavalli, che avendo ricevuto molte punture per endovena e infiltrazioni locali, sono impauriti e appena sentono la puntura dell’ago si ribellano. In questo caso, se tutti i metodi per calmarlo falliscono, aspettare e riprovare un’altra volta. Se anche la volta successiva il cavallo mostra di non gradire i trattamenti, non usare mezzi coercitivi, che sono contro lo spirito del trattamento omeopatico e tentare un’altra terapia.

PRINCIPALI PATOLOGIE CURATE CON L’AGOPUNTURA
Dermatiti di varia origine e problemi della pelle (melanomi e sarcoidi)
Febbre
Diarrea acuta e cronica
Laminiti
Patologie oculari di origine infettiva o traumatica
Patologie respiratorie
Problemi gastrointestinali Ulcere gastriche Coliche non chirurgiche
Infertilità
Calori ricorrenti e cisti ovariche
Problemi ormonali
Rifiuto del puledro
Mastiti
Tendiniti
Sobbattiture
Problemi di crescita dell’unghia
Malattie parassitarie interne : piroplasmosi ed erhlichiosi
Anemie di varie origine
Criptorchidismo e priapismo nello stallone
Tumori
Ferite traumatiche aperte e traumi chiusi
Problemi comportamentali di vario grado
Cali di performance
Paure

Cos’è l’Agopuntura

AGOPUNTURA

COS’E’ ?
L’agopuntura è una tecnica terapeutica millenaria, che ancora oggi è utilizzata e praticata in Cina e nel mondo da decine di milioni di persone.

LE TEORIE DELLA MEDICINA CINESE
Oltre tre millenni or sono, i cinesi elaborarono il principio dei campi di forza presenti in Natura osservando in modo sistematico tutte le analogie e le somiglianze presenti nei fenomeni naturali.
Ne dedussero che tutto ciò che esiste nell’Universo è QI, Energia.
Il QI è alla base della vita ed è la componente stessa dell’Universo.
Il TAO è il principio unico che sta all’origine dell’universo e dei continui mutamenti della natura: è armonia, stile di vita, ordine, è il principio armonico che regola le leggi dell’Universo.
Il TAO prende forma attraverso lo YIN e lo YANG : ogni cosa si muove, cresce e vive attraverso questi due principi: il giorno e la notte, il caldo e il freddo, maschio e femmina, bianco e nero, ecc
La TEORIA DEI CINQUE MOVIMENTI o DEI CINQUE ELEMENTI rappresenta il modo nel quale la Natura si organizza nello spazio e nel tempo. I 5 elementi sono LEGNO, FUOCO, TERRA, ACQUA e METALLO sono interdipendenti tra di loro e si controllano a vicenda.

COME FUNZIONA L’AGOPUNTURA?
Il QI, l’Energia, scorre come un fiume in canali invisibili detti meridiani.
I meridiani principali sono 12, 6 per lato, e sono disseminati nel loro percorso da punti.
Ogni punto ha una sua funzione specifica e un nome espresso in ideogrammi.

LA TERAPIA
L’ago viene infisso nei punti scelti dal terapeuta, dopo una diagnosi accurata basata sulla raccolta di sintomi fisici ed emozionali, l’osservazione della lingua e la presa dei polsi.
La funzione dell’ago è permettere all’Energia di circolare di nuovo liberamente nei meridiani, con sollievo dal dolore e dalle patologie con guarigione.

GLI ANIMALI traggono enorme beneficio da questa terapia.
Naturalmente per avere una guarigione duratura bisogna curare l’alimentazione, l’ambiente in cui si vive, fare del movimento fisico, ed evitare il più possibile situazioni emozionalmente stressanti.
Se non si cambiano le “cattive abitudini” la guarigione totale non può avvenire!