Il Coniglio

Il Coniglio

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A cura del Consiglio Direttivo SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici)

Comportamento

Il coniglio è un animale molto socievole: in natura forma delle piccole colonie, i cui componenti stabiliscono una gerarchia con alcuni individui dominanti che comandano sul resto del gruppo.

Per le sue caratteristiche di socialità si adatta molto bene alla convivenza con le persone, con cui può stabilire dei forti legami affettivi. D’altro canto, sopporta male la solitudine e occorre dedicargli ogni giorno del tempo per fargli compagnia e giocare con lui. I conigli amano esplorare l’ambiente, correre e giocare, e soffrono se stanno costantemente rinchiusi nella gabbia.

Gestione Domestica

La gabbia deve essere sufficientemente spaziosa, robusta, priva di elementi taglienti, a prova di fuga e facile da pulire. L’apertura deve essere abbastanza larga da permettere di afferrare agevolmente il coniglio; l’ideale è che sia presente sia un ampio sportello superiore, per tirare fuori il coniglio con facilità, che un’apertura laterale, per
permettere all’animale di entrare e uscire dalla gabbia da solo.

Il tipo di fondo è molto importante per prevenire lesioni alle zampe. Il pavimento della gabbia deve essere solido (non di rete), ricoperto da uno strato abbondante di lettiera (stracci, trucioli, pellet di carta riciclata o di tutolo di mais, paglia o fieno). Non sono adatti i materiali abrasivi come il ghiaino per gatti. La carta va evitata se il coniglio tende ad ingerirla.

Il coniglio sopporta meglio le temperature basse di quelle alte, e sopra i 30°C rischia di andare incontro ad un colpo di calore. Pertanto se la gabbia è sistemata all’aperto occorre che sia almeno in parte protetta dalla luce solare diretta.

La temperatura ambientale ideale è compresa tra 16° e 21°C. L’umidità non deve essere troppo elevata (30-70%).

All’interno della gabbia va posta una casetta che funga da tana, in cui il coniglio, animale timido per natura, possa nascondersi quando si sente minacciato. Il resto dell’arredo sarà rappresentato da recipienti per l’acqua e il cibo che non possano essere rovesciati. L’abbeveratoio ideale è quello a goccia, facile da mantenere pulito.

La pulizia della gabbia deve essere molto frequente; la lettiera andrebbe preferibilmente cambiata tutti i giorni.
I conigli possono essere facilmente addestrati ad utilizzare una cassetta per i bisogni, come i gatti, il che permette di lasciarli liberi per casa. Se il coniglio ha già spontaneamente scelto una zona per sporcare, la cassetta va posta in quella zona.

Per incoraggiare l’uso della cassetta si può collocarvi qualche pallina di feci. In ogni caso i conigli non devono mai essere lasciati liberi di girare per la casa senza sorveglianza.

Gli elementi della casa che costituiscono un pericolo per i conigli lasciati liberi sono rappresentati da fili elettrici, stoffa e fili se ingeriti, piante tossiche, farmaci, e qualunque sostanza pericolosa per le persone. Altri pericoli sono rappresentati dalle cadute dall’alto (terrazze) e dall’aggressione da parte di cani, gatti o furetti. I bambini piccoli devono toccare i conigli solo in presenza di un adulto, perché facilmente li possono lasciar cadere causando loro delle lesioni.

Se possibile, il coniglio trae grandi benefici dalla possibilità di stare all’aperto al sole, pascolando l’erba. Ciò va fatto in zone sicure, dove non possa essere aggredito da altri animali e non siano presenti sostanza inquinanti. Per evitare la fuga, si può utilizzare un guinzaglio a pettorina.
All’esterno il coniglio non deve mai essere lasciato libero senza supervisione.

Alimentazione

Il coniglio è un erbivoro stretto, con un apparato digerente e una dentatura molto specializzati, che si adattano male ad una alimentazione scorretta.

L’alimento deve essere ricco di fibra, per permettere un adeguato consumo dei denti e un buon funzionamento dell’apparato digerente.

L’alimentazione errata è la causa principale dei problemi di salute del coniglio da affezione (malocclusione, diarrea, costipazione, obesità, ecc.).

La dieta dei conigli in natura è costituita prevalentemente da erba, foglie e germogli, e anche in cattività l’alimentazione migliore è costituita da erba o, in mancanza di questa, da fieno fresco di buona qualità (sempre a
disposizione in abbondanza) e da verdure fresche. Il coniglio può mangiare tutte le verdure adatte al consumo umano: carote, foglie di carota, radicchio, insalate, catalogna, spinaci, ecc. La frutta deve essere data in quantità moderata. La dieta può essere integrata con l’uso di un pellet di buona qualità, costituito solo da fieno e vegetali,
che contenga almeno il 18% di fibra.

Alimenti assolutamente da evitare (non presenti nella dieta naturale e non adatti alla fisiologia del coniglio) sono: tutti i carboidrati (pane, grissini, fette biscottate, fiocchi di cereali, dolciumi, ecc.) e tutti i semi (girasole, mais, riso, avena, grano, bastoncini di semi e melassa, ecc.).

Ogni cambio di alimentazione deve essere fatto in modo molto graduale, perché variazioni improvvise della dieta possono causare gravi disturbi intestinali.

Riproduzione E Sterilizzazione

La maturità sessuale si verifica tra i 4 e gli 8 mesi di età, secondo la taglia (è più precoce nelle razze piccole). Le coniglie non hanno un vero e proprio ciclo estrale (calore), bensì un periodo di recettività di 7-10 giorni, seguito da un periodo di 1-2 giorni in cui non sono recettive all’accoppiamento.

La coniglia può avere da 4 a 8 cucciolate all’anno, e da 3 a 12 piccoli per cucciolata, con una media di 5-8. La gravidanza dura mediamente 30-32 giorni. La coniglia gravida deve avere a disposizione una casetta e abbondante materiale (fieno, stracci, ecc.) per la costruzione del nido, che inizia circa una settimana prima del parto.

Poco prima del parto la coniglia aggiunge al nido del pelo che si strappa dalla giogaia e dall’addome.
I piccoli nascono nudi, ciechi e con le orecchie chiuse. Dopo il parto il nido con i piccoli non deve essere toccato, e la coniglia va disturbata meno possibile. La coniglia allatta i piccoli solo una o due volte al giorno e resta o nel nido solo il tempo necessario per l’allattamento. Questo comportamento è normale e non va confuso con una scarsa attenzione per i piccoli da parte della madre. I coniglietti possono essere separati dalla madre a 6-7 settimane di età.

I conigli che non si intende riprodurre (sia maschi sia femmine) andrebbero sterilizzati per evitare aggressività, sbalzi di umore, marcatura della casa con feci ed urine. La sterilizzazione nella femmina previene inoltre le malattie legate all’apparato riproduttore, come i tumori. La sterilizzazione si può eseguire dopo i tre mesi e mezzo nel maschio e dopo i cinque-sei mesi nella femmina.

Vaccinazioni

I conigli possono essere vaccinati contro due malattie virali: la mixomatosi e la malattia emorragica virale. Secondo la località geografica, il veterinario stabilirà il piano vaccinale più opportuno. I richiami devono essere ripetuti

regolarmente per tutta la vita. Entrambe sono malattie a denuncia obbligatoria, che prevedono la soppressione degli animali colpiti.

Mixomatosi

Può essere trasmessa per via diretta dagli animali ammalati o portatori a quelli sani o per via indiretta tramite artropodi (zanzare, pulci, zecche, ecc.). L’andamento può essere acuto, subacuto o cronico; alcuni conigli sono portatori asintomatici.

L’incubazione è di 5-15 giorni. I sintomi comprendono: abbattimento, congiuntivite, scolo dagli occhi, rigonfiamenti cutanei sulla testa e gli arti, infiammazione degli organi genitali. La morte sopravviene in 5-10 giorni. La mortalità è elevata, e non esiste alcuna terapia. I conigli che sopravvivono possono eliminare il virus per lungo tempo.

La vaccinazione dà una buona protezione ed è sempre consigliabile negli animali da compagnia. I coniglietti possono essere vaccinati per la prima volta a 30 giorni di età, con un richiamo a 8-10 settimane.

Malattia emorragica virale

Colpisce i conigli al di sopra dei 30-50 giorni di vita. La malattia si diffonde sia per via diretta tra conigli ammalati e sani, che per via indiretta tramite insetti od oggetti contaminati. Il tempo di incubazione è breve, di sole 36-72 ore. La malattia si manifesta in modo improvviso con emorragie dal naso, dalla bocca e dall’ano, starnuti, crisi di tipo eccitativo, spasmi e morte; a volte si ha solo morte improvvisa. Non esiste alcuna terapia efficace.
La prima vaccinazione si esegue a 2 mesi e mezzo di età, ma in caso di necessità può essere anticipata.