LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria

LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria

DR. CARLA DE BENEDICTIS MEDICO VETERINARIO OMEOPATA

Velletri Roma

 

SIMVENCO  Scivac  Palazzo Trecchi 2009

 

LATTI E DINTORNI

LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria 

Vengono presentati dei casi clinici di lac caninum e lac felinum nel cane, nel cavallo e nel gatto.

Le patologie affrontate sono: calori ricorrenti, patologie respiratorie, ansia da separazione, incontinenza, congiuntiviti.

 

 

Si descrive il lato Mind della sperimentazione di lac equinum sulla specie umana, confrontandolo con il lavoro sulle stereotipie della specie equina e  si configura un rimedio molto interessante da utilizzare nelle patologie da domesticazione forzata dove non si tiene conto dell’etologia, comportamento e bisogni dell’animale.

 

LAC EQUINUM  LATTE DI CAVALLA

Ciò che ha sorpreso molto le persone coinvolte nel proving è il fatto che il cavallo sembra essere tra le creature sulla terra l’animale più infelice e insoddisfatto che esista. Per coloro che lo amano, questa è una constatazione che lascia attoniti e che spezza il cuore.

Ma se si da una rapida occhiata alla storia del cavallo nel mondo, la causa di ciò appare chiara.

Uno dei primi usi del cavallo era di berne il sangue e mangiarne le sue carni. Faceva parte dei rituali sacrificali. Era così importante per i Celti perché faceva parte della loro vita di tutti i giorni.

I re irlandesi addirittura facevano un bagno formale nel brodo di carne di cavallo alla cerimonia di incoronazione.

La famiglia dei cavalli è stata selezionata e addomesticata da almeno 6000 anni. Una recente tomba riesumata in Ucraina ha rivelato che un cranio di cavallo aveva l’impronta del mors(dell’imboccatura).

Il cavallo addomesticato è veramente molto diverso dal suo antenato selvaggio. Infatti non esistono più cavalli selvaggi, se non quelli di Przewalsky che vivono nelle steppe della Mongolia. Sono gli ultimi branchi di cavalli selvaggi diretti discendenti del “proto-cavallo”.

I cavalli erano originari delle Americhe, ma sparirono con i dinosauri. Nel 16° secolo vennero riportati nelle Americhe dai Conquistadores spagnoli.

L’uomo ha soggiogato il cavallo e lo ha usato per gli scopi più orrendi. Il cavallo è stato usato in battaglia. Dovunque le battaglie si sono svolte sulla groppa di questo animale, che morivano innumerevoli, tra grida, urli, sangue, spari e spavento. Poi se ne è abusato dentro le fattorie, facendogli spingere e tirare carichi fino a che non erano esausti. “anzi si diceva che un cavallo affamato aveva maggior forza di traino di uno sazio con tutto ciò che implica questo (ndt)

Alla fine della loro carriera, quando non servivano più a niente venivano uccisi per farne colla.

Il rodeo e le corse hanno provocato (e provocano) altre sofferenze. Sicuramente ai cavalli piace correre, ma senza i colpi di sperone o le frustate.

Anche il termine “doma” in inglese “Breaking” rompere, la dice lunga sul rapporto uomo cavallo.

Ma come mai il cavallo si trova in questa terribile posizione? È per via della loro natura socievole e cooperativa. La comunità equina, allo stato libero, nutre solide relazioni ed è organizzata in un branco. Il cavallo ha trasferito queste caratteristiche nell’interazione con gli umani. Hanno un grande desiderio di accontentare l’uomo e di instaurare con lui stretti legami.

La seguente affermazione di un prover sembra identificare questo concetto: “ Sabbie mobili, sensazione di affondare. Un mese pazzo. Combattere e combattere ma sto perdendo terreno. Sensazione che sto facendo il mio dovere, che faccio cose di cui sono stato incaricato , ma la mia vita sta andando in pezzi intorno a me. Mi sento disperato piuttosto che triste. La vita è dura.”

 

Un branco può essere composto da 21 elementi ma anche di tre; in genere intorno a sette. È composto dallo stallone, dalla fattrice e dai puledri.

Le madri sono molto protettive con i loro puledri per il primo anno, ma se i puledri sono maschi potrebbero diventare dei concorrenti dello stallone (nonché accoppiarsi in consanguineità) e dunque a 18 mesi vengono espulsi dal branco e formano un gruppo di scapoli nel quale emergerà un capo che andrà a cercare delle femmine, per ricostituire un branco, cacciando i maschi concorrenti.

Un altro modo  è prendere il posto di un altro stallone e questo richiede molto coraggio e forza, perché il vecchio stallone non lascia facilmente il suo posto, a meno che non sia malato e privo di forze. Questo atteggiamento è molto simile al comportamento dei leoni , eccetto che per una grande differenza: il leone che vince ammazza tutti i piccoli del suo predecessore e questo non accade nel branco di cavalli.

Un modo per il “vecchio” stallone di difendere il branco e la sua posizione è minacce vocali e gesti corporei, come sbuffare, dare  spintoni , raspare e battere lo zoccolo sul terreno. CONFRONTATIONAL/CRITICAL/NASTY (PROVOCATORIO/CRITICO/IRASCIBILE).

Solo se questi deterrenti sono insufficienti allora lo stallone si comporta in modo più aggressivo con calci e morsi.

 

Come i delfini e i leoni, la famiglia è portata avanti dalle femmine. Decidono tutto ciò che riguarda i movimenti del branco. Lo stallone resta indietro, ma nel momento in cui è più capace di proteggere il branco, le femmine cercano uno stallone più giovane.

I cavalli non difendono il loro territorio e non diventano cantakerous se altri cavalli usano pozze d’acqua o il pascolo.

Se due branchi si incontrano in spazi aperti con calma procedono ognuno per la propria strada e cercano di capire a chi appartenga quel territorio. (ORGANIZZAZIONE)

Al contrario in situazioni di stabulazione forzata, un cavallo può sentire di difendere la sua straordinariamente piccola casa. Dunque quando viene introdotto un nuovo cavallo in un paddock, quello già presente può reagire con un’incontrollabile e innaturale violenza. Improvvisamente il diritto allo spazio diventa un fatto imprescindibile. (VIOLENZA, OMICIDIO).

Quando un cavallo viene usato per sport o per divertimento e lavoro è sottoposto al difficile compito di compiacere il padrone. I cavalli hanno un forte e naturale desiderio di cooperare e lo fanno anche nelle condizioni più difficili.

Rimangono fedeli fino alla fine dei loro giorni.

Latti sintomi repertoriali

 

foto dal sito www.stpauls.t

foto dal sito www.stpauls.t

Sintomi comuni ad almeno tre rimedi

Animals, love for animals  caninum felinum delfinum

Anxiety  caninum delfinum lupinum

Cheerful  felinum  delfinum lupinum

Company des for   caninum  felinum  delfinum  lupinum

Delusions caninum  felinum  delfinum  lupinum

Fear caninum  felinum  delfinum  lupinum

Irritability  caninum  delfinum  lupinum

Sensitive caninum   delfinum  lupinum

Sensitive noise  caninum   delfinum  lupinum

Sintomi interessanti

Lac caninum

MIND – WASHING – desire to wash

MIND – LOVE – friends; for   caninum

MIND – ANXIETY – success; anxiety from doubt about   caninum

MIND – ABUSIVE  secondo grado

MIND – INSOLENCE  secondo grado

MIND – FEAR – happen, something will

MIND – FEAR – open spaces; fear of

MIND – FEAR – downward motion, of

MIND – FEAR – dark; of

MIND – FEAR – dark; of – children; in

MIND – FEAR – dark; but curiously enough not in the

MIND – FEAR – falling, of

MIND – FEAR – falling, of – descending stairs; when

MIND – FEAR – cancer; of

MIND – FEAR – dogs, of

MIND – FEAR – knives; of

MIND – FEAR – duty – unable to perform her duties; she will become

MIND – FEAR – consumption, of

MIND – FEAR – contagion

MIND – FEAR – contagion – children; in

MIND – FEAR – heart – disease of the heart – stop; heart will

MIND – FEAR – disaster; of

MIND – FEAR – failure, of

MIND – FEAR – business failure; of

MIND – FEAR – death, of

MIND – FEAR – monsters; of

MIND – FEAR – monsters; of – dark; in the – not in the dark; in light and

foto dal sito www.100caniegatti.it

foto dal sito www.100caniegatti.it

MIND – FEAR – spiders, of

MIND – FEAR – respiratory disease; of a

MIND – FEAR – rejection; of

MIND – FEAR – separation; of – friends; from

MIND – FEAR – snakes, of

MIND – FEAR – alone, of being   secondo grado

MIND – FEAR – thunderstorm, of

MIND – FEAR – thunderstorm, of – children; in

MIND – FEAR – earthquakes; of

MIND – FEAR – everything, constant of

MIND – FEAR – wind, of

MIND – INSANITY

MIND – INSANITY – orgasm, at height of

MIND – THINKING – complaints – agg.; thinking of his complaints

 

Lac felinum

foto dal sito www.cucciolissimo.com

foto dal sito www.cucciolissimo.com

MIND – HARMONY – desire for

MIND – ANOREXIA NERVOSA  

 

 

 

 

 

 

Lac Delphini

MIND – ANXIETY – children – about his

MIND – ANXIETY – family; about his

MIND – COMMUNICATIVE

MIND – AILMENTS FROM – fear

MIND – AILMENTS FROM – fright

MIND – AMUSEMENT – desire for

MIND – EXPANSIVE

MIND – CONFIDENCE – want of self-confidence

MIND – CONFIDENCE – want of self-confidence – inferior; feels

MIND – PLAYFUL

MIND – PLAYFUL – water; in the

MIND – DELUSIONS – separated – group; he is separated from the

MIND – DELUSIONS – separated – world; from the – he is separated

MIND – DELUSIONS – safe; she is not

MIND – DELUSIONS – enemy – surrounded by enemies

MIND – DELUSIONS – danger, impression of

MIND – DELUSIONS – danger, impression of – calm; yet

MIND – DANGER – surrounded by – calm; yet

MIND – WATER – loves

MIND – FEARLESS

MIND – FEARLESS – water, in the

MIND – FEARLESS – waves; plunged through big

MIND – COMPANY – desire for – watched constantly; wants to be

MIND – DELUSIONS – separated – group; he is separated from the

MIND – FEAR – crowd, in a

MIND – FEAR – accidents, of

MIND – FEAR – robbers, of

MIND – FEAR – danger, of impending

MIND – FEAR – snakes, of

MIND – FEAR – sex; of opposite

MIND – FEAR – pins; of

Lac lupinum

MIND – DANGER – desire for

MIND – BENEVOLENCE – fortunate; to others less

MIND – LOVE – appreciation for fatherly love – younger and older men; between

MIND – CHEERFUL – company, in

MIND – EMOTIONS – loss of   quarto grado

MIND – ESCAPE, attempts to – angles of; looking for

MIND – INDUSTRIOUS

MIND – THOUGHTS – disordered

MIND – THOUGHTS – distracted

MIND – THOUGHTS – erroneous

MIND – THOUGHTS – erroneous – perception; of

Lac equinum

MIND – INDUSTRIOUS

MIND-DISHARMONY in the family aggravates

MIND – AILMENTS FROM – discords – family members; between

MIND – ANGER – touched; when  

quarto grado

MIND – FEAR – control; losing

secondo grado

MIND – AILMENTS FROM – embarrassment

MIND – AILMENTS FROM – embarrassment – poor job performance; of

MIND – EFFICIENT, organized    secondo grado

MIND – EFFICIENT, organized – compensation for mental confusion; must be

MIND – EFFICIENT, organized – clutter; bothered by

MIND – ESCAPE, attempts to – family and children; attempts to escape from her

MIND – DELUSIONS – house – surrounded; house is

MIND – DELUSIONS – neglected – duty; he has neglected his

MIND – IMPATIENCE – boredom; with

MIND – RESTLESSNESS – anxious – disorganization agg.

MIND – RESTLESSNESS – anxious – fresh air amel.

MIND – RESTLESSNESS – anxious – noise agg.

MIND – FIGHT, wants to

 

 

 

Congresso Fiamo 2006 OMEOPATIA IN IPPIATRIA

Congresso Fiamo 2006  OMEOPATIA IN IPPIATRIA

TITOLO :
PROBLEMI COMPORTAMENTALI NEL CAVALLO E OMEOPATIA

OMEOPATIA IN IPPIATRIA (parte seconda)
ASPETTI ETOLOGICI E PRATICI DELLA REPERTORIZZAZIONE NELLA PRATICA CLINICA DELLA SPECIE EQUINA

Dr Carla De Benedictis Medico Veterinario – Dipartimento veterinario F.I.A.M.O. – Delegata per U.M.N.C.V. per I.R.M.S.O. – Via Rioli n 64- 00049 Velletri (Roma)
e-mail carladebene@gmail.com
Dr. Alessandro Battigelli – Medico Veterinario -Dipartimento Veterinario S.I.M.O. – Via Oretti 15 – 40139 Bologna e-mail battivet@fastwebnet.it

ABSTRACT : in base all’esperienza clinica si delinea l’aspetto etologico e comportamentale del cavallo in relazione ai caratteri fisio- patologici e repertoriali.
La pratica clinica omeopatica in veterinaria necessita costantemente una interpretazione e una revisione dell’uso del repertorio La traduzione in linguaggio repertoriale dei sintomi del paziente equino non può prescindere dalla conoscenza del comportamento istintivo e appreso. Analogamente alla clinica dei piccoli animali si avverte la necessità di ulteriore conoscenza e approfondimento da permettere un corretto uso del repertorio e dell’omeopatia.

INTRODUZIONE

L’applicazione dell’omeopatia in ippiatria pone non solo aspetti deontologici ed etici, ma anche importanti questioni metodologiche e pratiche. Nella pratica clinica si incontrano casi clinici che presentano svariati problemi, quali problemi di ferratura e di trasporto , cali di performances o addirittura atteggiamenti ossessivo compulsivi. Spesso l’intervento veterinario è richiesto per un a zoppia o una colica, ma ad una attenta anamnesi seguendo il protocollo omeopatico , emergono una serie di problematiche comportamentali che caratterizzano la sofferenza del paziente. L’abilità nel tradurre in linguaggio repertoriale i disagi che il cavallo manifesta, è legato ad una approfondita conoscenza dell’etologia e del comportamento di questa specie.
Solo in questo modo si può comprendere la differenza tra comportamento istintivo e appreso e le patologie psico-fisiche che ne derivano.
Davanti a una rosa di sintomi che si affacciano sul repertorio,la scelta deve essere fatta considerando oltre ai sintomi mentali e comportamentali anche i sintomi eziologici, le modalità, i sintomi generali, e i sintomi locali,coerentemente con le caratteristiche morfo- funzionali ed etologiche della specie. Il concetto di cura in veterinaria è condizionato dalle variabili dettate dal comitato di Bioetica, dalla relazione precedente e dalla pratica.

MATERIALI E METODI
Allo scopo di identificare i sintomi repertoriali utili nella applicazione della metodologia omeopatica nella pratica ippiatrica ,si prendono in considerazione i seguenti aspetti:
1. Benessere animale
2. Caratteristiche etologiche e comportamentali
3. Come si struttura una stereotipia
4. Caratteristiche – concetto di cura

Capitolo 1 Benessere animale
Think like a horse

Questa è una breve introduzione e non ha la pretesa di essere un trattato specialistico, ma auspichimo possa essere un contributo ai veterinari e agli esperti del settore, che non si sono ancora avvicinati a questa materia controversa, a prendere in considerazione il punto di vista del cavallo e ad apprezzare i benefici dell’omeopatia
Il termine etologia significa “ lo studio degli animali nel loro ambiente naturale”. Una distinzione deve essere fatta tra etologia ed etologia veterinaria perché riguarda il processo di addomesticamento.
L’addomesticamento è un processo nel quale l’uomo assume il controllo dell’allevamento, della riproduzione e della cura dell’animale, e dunque al contrario della definizione di etologia, un modo innaturale sotto il controllo umano.
Questo processo iniziato nel passato non è ancora finito. Il processo di controllo della riproduzione e della cura degli animali e dunque anche l’interazione uomo- animale diventa sempre più intenso.
Il controllo che l’uomo vuole avere sugli animali, nel secolo scorso è cresciuto enormemente. A questo proposito è rilevante l’atteggiamento di responsabilità che l’uomo ha assunto per il controllo degli animali, tanto di quelli selvatici e in via di estinzione, quanto per quelli addomesticati.
Probabilmente se mettessimo uno dei nostri cavalli altamente selezionati libero in natura, questo non sarebbe in grado di sopravvivere, primo perché l’uomo è diventato il solo selettore del materiale genetico e secondo perché la selezione naturale non agisce da tempo su di loro.
Gli animali domestici ,definiti da un famoso etologo gli “animali di plastica” e da un famoso veterinario docente universitario “Animale tecnologico” , possono sopravvivere solo in “ambienti di plastica” o “innaturali”. L’uomo ha dunque manipolato gli animali tradizionalmente domestici nel loro patrimonio genetico spingendoli ad adattarsi a un ambiente modificato che è poi diventato “ambiente naturale” per loro.
Lo sfruttamento degli animali da parte della società industriale per il perseguimento di fini materiali ha finalmente prodotto negli ultimi decenni un’attenzione sempre più grande sui pericoli derivati da una visione meccanicistica della vita. Sono sorte organizzazioni per la protezione della salute e del rispetto animale. Paradossalmente le ostilità più grosse rispetto a queste organizzazioni e anche a questa nuova scienza della Medicina Veterinaria, il comportamento animale, viene proprio da parte della scienza veterinaria e dal codice deontologico . Gli argomenti emotivi e sentimentali della gente comune non toccano i veterinari, specie quelli che si occupano di animali da allevamento, occupati a medicalizzare a numeri rilevanti di capi per far fronte a patologie sempre più difficili da eradicare e considerando l’animale una macchina produttiva, spesso sono visti come una seccatura. Questo atteggiamento non necessariamente soddisfa caratteri di economia aziendale nel rispetto della tutela animale. Cosa può interessarci se le galline sono chiuse in una gabbia in sovrannumero o la scrofa dentro una gabbia a vita o i vitelloni legati a una catena?
C’è da dire che solo da poco vi è una normativa e delle penalizzazioni per chi non osserva le regole del benessere animale, e che dunque lasciava soli quei veterinari che, pur indignandosi per le sofferenze che vedevano, non avevano appoggio dalle istituzioni.
L’atteggiamento profondamente meccanicistico dello sfruttamento animale è alla base dell’appellativo con cui vengono identificati i veterinari ovvero le “belle addormentate del benessere animale” . Attualmente in veterinaria sono alquanto lacunosi lo studio e l’applicazione del comportamento degli animali, sia per quanto riguarda i piccoli animali sia per quelli da reddito poiché considerati argomenti marginali, futili, di scarsa utilità pratica rispetto all’applicazione di terapie farmacologiche che soddisfano richieste utilitaristiche ed economiche.
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e dunque il caso vuole che per curare le patologie comportamentali del cavallo i farmaci a disposizione hanno durata breve e molti effetti collaterali, paradosso o giustizia divina proprio nella specie più medicalizzata, dove l’uso dei farmaci raggiunge livelli sconcertanti.
Se questa condizione da un lato permette all’omeopatia di misurarsi con questo tipo di realtà perché in qualche modo la integra, incontra anche molte pregiudiziali e resistenze. Fa riflettere quanto tra le patologie degli animali, procurate dall’uomo, siano privilegiate nella cura quelle affrontabili con terapie farmacologiche e chirurgiche secondo il protocollo accademico universitario, mentre lo stato di sofferenza, come le patologie comportamentali acquistano valore nel concetto di benessere animale esclusivamente per ripercussioni di tipo economico. Esempio pratico di ciò è il cannibalismo all’interno di allevamenti intensivi di suini,di polli, di galline ovaiole.
Capitolo 2 Aspetto etologico e comportamentale
Un breve cenno di etologia equina,lasciando gli approfondimenti nelle opportune sedi ci permette di iniziare a comprendere in che modo è strutturato un branco di cavalli , e da dove nascono i disagi degli animali domestici, allevati in modo innaturale.
I cavalli in natura sono animali sociali e vivono in gruppo. Non troviamo cavalli soli ad eccezione che siano malati, traumatizzati o vicini alla morte. Il branco comprende due tipi di gruppi sociali: il gruppo dell’Harem in cui lo stallone dominante è accompagnato da diverse fattrici e la loro progenie fino a tre anni di età, e il gruppo degli scapoli che consiste in maschi giovani e stalloni dai tre anni in su. Come un vero gruppo che funziona tutti lavorano per esso secondo uno schema in cui ognuno ha un suo ruolo e un suo rango sociale. Questo schema permette l’armonia sociale, sessuale, parentale, l’exogamia e strategie difensive all’interno del gruppo .
La fattrice capo ha il suo posto al centro del gruppo, ed è protetta da un cerchio di fattrici di rango inferiore, è il membro più importante , ed è colei che prende le decisioni, eletta alla sua posizione dal gruppo con consenso generale. La posizione non è tenuta con l’aggressività né mantenuta con la tirannia.
Lo stallone ha un ruolo difensivo e riproduttivo: non usa la forza per mantenere la disciplina all’interno del branco, ma solo l’autorità, e trascorre parte del suo tempo all’interno del branco per relazionarsi con gli altri membri del gruppo.
Solo in un caso usa la forza, quando giovani femmine e giovani stalloni devono lasciare il gruppo natale e vengono espulsi o per ristabilire la gerarchia dello stallone capo branco. Chi pensa che lo stallone agisca esclusivamente per competizione ha una visione molto riduttiva, lo scopo è l’outbreeding o exogamia, evitare cioè che si instaurino gruppi in consanguineità .
Quando i giovani sono costretti a lasciare il gruppo natale formano il gruppo degli scapoli e cercheranno un altro branco in cui inserirsi. I nuovi arrivi sono oggetto di grande interesse e eccitazione da parte del nuovo gruppo, e due individui dei ranghi più alti affiancheranno essi per la maggior parte del primo giorno, come delle guide, annunciando l’ingresso dei membri al resto del gruppo.

branco 2
Il branco di cavalli selvatici occupa circa il 75% del suo tempo a mangiare e a ricercare pascoli di buona qualità, mantenendo uno stato di allerta continua e la preparazione a una fuga precipitosa. Ogni individuo può condurre il gruppo verso un nuovo pascolo, al di là del suo stato sociale e età, costituendo un inconscio esempio di democrazia e individualità.
Quando un branco pascola, tutti gli elementi sono dislocati strategicamente in base al loro stato sociale, in cui i due elementi più importanti lo stallone e la fattrice capo sono nel centro, difesi dagli altri, e gli elementi con un basso stato sociale alla periferia. Nel caso di allerta le sentinelle che stanno alla periferia avvertono il gruppo, e la fattrice capo deciderà se scappare e in quale direzione, mentre lo stallone si allontanerà dal gruppo fronteggiando il nemico e dando il tempo anche ai più deboli di scappare.
È praticamente impossibile avvicinare il branco senza essere notati, perfino sottovento.
Un altro fattore, oltre l’organizzazione sociale ,influenza il comportamento dei cavalli selvatici ed è il home range, cioè il raggio d’azione nella zona di appartenenza o pascolo familiare.
Il raggio di azione è l’area che il cavallo copre alla ricerca di cibo , comprende anche le pozze di acqua, l’ombra, i frangivento (zone riparate dal vento) e i rifugi contro gli insetti e può variare da 0,9 a 48 km², impiegando circa 16 ore per pascolo, ingerendo anche 60 kg di erba e percorrendo fino ad 80 km in un giorno. Da questo breve cenno, è possibile mettere in relazione condizioni relative alla vita selvatica rispetto alla realtà dell’addomesticamento
STATO SELVATICO ADDOMESTICAMENTO
• Struttura sociale gerarchica di gruppo Carceramento Confinamento Scuderizzazione
• Un gran camminatore Uso lavoro e sportivo in momenti determinati
• Un gran mangiatore Dieta antifisiologica
• Forte interazione con l’ambiente vs Interazione di scuderia ,antifisiologica, lavoro stressante
• Istinto di fuga animale preda vs Istinto strumentalizzato dall’uomo per l’apprendimento

Capitolo 3 LE BASI DI UNA STEREOTIPIA
Il cavallo di plastica

Ogni situazione che si allontana dal sistema di home range e di concetto di gruppo, può avere ripercussioni sul comportamento e pone le basi per l’instaurarsi di una stereotipia.
Nel processo di addomesticamento il cavallo ha dovuto apprendere degli atteggiamenti e l’esperienza che esso ne fa, sia in positivo che in negativo, condizionerà per sempre il suo comportamento.
Per esempio se il cavallo fa un’esperienza di dolore associata a coercizione fisica per un intervento sanitario o di mascalcia con uso del torcinaso, quando si ripresenterà una condizione analoga , reagirà con la paura e con la fuga, e se questa non gli è consentita , con l’aggressione. La spiegazione sta nel processo di condizionamento classico di Pavlov, in cui uno stimolo che inizialmente non dava luogo a nessuna reazione, la ferratura, associato ad una situazione di dolore o di paura che il cavallo fronteggia con la contrarietà e con l’aggressività, perché è stato immobilizzato, esita in un processo di condizionamento tale per cui al ripetersi di quella situazione la reazione che ne seguirà sarà coerente con l’esperienza e con lo stimolo dato.
Stati emozionali riconducibili all’impotenza e alla paura possono ingenerarsi assai precocemente nel cavallo e due sono i momenti critici che potranno segnare l’atteggiamento psico- somatico e mettere le basi per una stereotipia: lo svezzamento e la doma.
Separare precocemente un puledro dalla madre e metterlo in totale isolamento per giorni a piangere cercando un solido riferimento del branco, è purtroppo una cosa assai diffusa. Come una doma violenta a base di maltrattamenti e punizioni, incomprensibili per il cavallo, generano stati di frustrazione e di “distress” cui spesso il cavallo non sa fronteggiare con un adattamento.
Nel cavallo allevato e scuderizzato l’acqua è a disposizione e il cibo non deve essere cercato. Una razione concentrata e fieno può essere consumata in 2 o 3 ore .
I nostri cavalli spendono solo il 15% del tempo nel mangiare e vivono anche isolati dai propri simili.
L’isolamento è uno dei motivi di frustrazione più frequente , toglie al cavallo per es. l’atteggiamento all’allogrooming cioè il pulirsi l’uno con l’altro , che è dimostrato ridurre la frequenza cardiaca e conseguente riduzione dello stress, o camminare in libertà e mangiare in continuazione. E’ stato studiato che maggiore è la distanza che in natura gli animali percorrono a piedi, maggiore è la possibilità che insorgano stereotipie in quella specie.
Esempio classico è il camminare avanti e indietro dei leoni e delle tigri dentro una gabbia di uno zoo.
I cavalli scuderizzati molto spesso vivono in box con grate di ferro che impediscono qualsiasi tipo di socializzazione e spesso vengono tirati fuori solo per essere lavorati. Ma anche mettendo il cavallo da solo al paddock durante la giornata, ha lo stesso effetto, se non può relazionarsi con i suoi simili.
Siamo sicuri che tenendo un animale confinato dentro a un box, noi soddisfiamo il concetto di welfare cioè di benessere?. Il prof. Roger Brambell definì welfare: “ un termine generale che comprende il benessere sia fisico che mentale dell’animale. Ogni tentativo di valutarlo, quindi, deve considerare l’evidenza scientifica disponibile relativa alle sensazioni degli animali, derivabile dalla loro struttura, dalle loro funzioni e dal loro comportamento.” Elencò anche le 5 libertà :

Libertà dalla sete, fame e malnutrizione
Disponibilità di un riparo appropriato e confortevole
Prevenzione, diagnosi e rapido trattamento delle lesioni e delle patologie
Libertà di attuare modelli comportamentali normali
Libertà dalla paura e dal distress

(British Farm Animal Welfare Council, 1979)

COMMENTO

Libertà dalla sete, fame e malnutrizione L’uso di complessi vitaminici e integratori cercano di supplire a una malnutrizione di tipo qualitativo
Disponibilità di un riparo appropriato e confortevole Il riparo confortevole è finalizzato al management e dunque un box che per quanto confortevo, crea isolamento
Prevenzione, diagnosi e rapido trattamento delle lesioni e delle patologie Vengono curate le patologie al fine di rendere abile l’animale per l’uso stabilito. Se non è economicamente vantaggioso si ricorre all’eutanasia o mattatoio
Libertà di attuare modelli comportamentali normali Per attuare questa libertà tutti i cavalli dovrebbero essere lasciati liberi in paddock a socializzare con i propri simili con un pascolo a disposizione
Libertà dalla paura e dal distress Dipende dalla relazione uomo-animale, quali modelli l’uomo mette in atto per lo svezzamento, doma e allenamento

Esistono diversi livelli di adattamento allo stress che possono essere più o meno rapidi e/o reversibili tenendo in considerazione gli aspetti genetici, fisiologici e comportamentali. Se lo stressore per l’organismo impatta in modo eccessivo i suoi sistemi di controllo, riduce le capacità di adattamento dell’animale provocando modificazioni a livello fisico e comportamentale.

STIMOLO —-STRESS —— ADATTAMENTO
STIMOLO —STRESS ——-NON ADATTAMENTO —— DISTRESS

I cavalli possono diventare anche molto fobici, aggressivi e pericolosi, perdendo di valore economico fino a contemplare eliminazione del soggetto con l’eutanasia o il mattatoio. Da ciò si ricava che l’equilibrio bioetico del benessere animale è fortemente condizionato dal criterio economico.
I comportamenti abnormi nei cavalli stabulati vengono chiamati vizi come se il cavallo fosse colpevole di questo, scaricando sul cavallo inoltre la responsabilità del suo comportamento.
L’approccio omeopatico è multifattoriale perché prende in considerazione tutti gli aspetti della vita
del cavallo storia remota, stato emozionale,ambiente in cui vive, alimentazione concentrata e fieno, patologie in atto, dolori sub clinici, tempo trascorso all’aria aperta, interazioni sociali . L’approccio omeopatico in ippiatria ha dunque gli strumenti per affrontare un caso complesso in quanto possiede nei suoi fondamenti una visione psico -emozionale e somatica integrata .
Possiamo ipotizzare una piramide di comportamenti e di mal adattamento che portano fino alle stereotipie.

TAVOLA N 1
BREVE DESCRIZIONE DI ALCUNE STEREOTIPIE E COMPORTAMENTI ANOMALI NEL CAVALLO

TICCHIO D’APPOGGIO
Crib biting
Il cavallo afferra con gli incisivi superiori un supporto solido e fisso, flette il collo ed emette un rumore caratteristico con la glottide.
AEROFAGIA
Wind sucking Può essere un atteggiamento in sequenza al ticchio di appoggio o si può manifestare isolatamente emettendo il caratteristico rumore senza afferrare nessuna superficie
BALLO DELL’ORSO
weaving Azione motoria coordinata e volontaria di tutto il corpo in cui il cavallo sposta il peso prima su un arto poi sull’altro facendo dondolare la testa e il collo
CAMMINARE NEL BOX
Stall-circling fence-pacing Il cavallo gira senza sosta nel box formando un cerchio e nel paddock in andata e ritorno sempre sulla solita traiettoria
LIGNOFAGIA mangiare la lettiera
Rosicchiare il legno porte staccionate
LINGUA SERPENTINA varianti: sbattimento delle labbra, movimenti protusioni della lingua,digrignamento dei denti, masticamento nel vuoto, masticamento delle redini e delle coperte Comportamento motorio ripetitivo della lingua prodotto durante il lavoro, ma sotto questo tic sono compresi tutti i movimenti ripetitivi prodotti dalla cavità orale
INCENSAMENTO
Head-shaking Movimenti imprevedibili della testa che rendono difficile montare il cavallo
MORDERSI I FIANCHI Il cavallo si morde i fianchi fino a procurarsi lesioni gravi

Capitolo 4 CARATTERI REPERTORIALI
– Concetto di cura

E’ evidente che quando un veterinario viene chiamato per una visita, non può prescindere dal considerare se il modo in cui è tenuto il cavallo soddisfa i criteri di welfare. In riferimento alle 5 libertà di R. Brambel, documento British Farm Animal Welfare Council, 1979 , spesso
tali parametri non sono perfettamente coincidenti con uno stato di realtà, talvolta anche inconsapevolmente da parte dei proprietari, che non sempre sono recettivi o adeguatamente informati su tali problematiche.
L’equilibrio tra i sintomi mentali rilevati e una patologia fisica apparentemente non in relazione con essi, es. una zoppia, ci pongono di fronte una implicazione morale, etica e deontologica: qual’è la priorità : soddisfare i presupposti contrattuali tra veterinario e cliente eventualmente con tutte le implicazioni di ordine medico legali vedi doping, o rispettare le esigenze animali secondo il criterio di equilibrio psico fisico?
Lasciamo aperta questa domanda che cosi’ formulata appare retorica,ma che nella pratica ippiatrica costringe al funambolismo, come detto sopra di tipo morale, etico e deontologico
Quando ci troviamo di fronte a un paziente equino che presenta anche un grado basso di problema comportamentale dobbiamo chiederci cosa è degno di essere curato. Il nostro approccio sara’ organicista, teso a risolvere il problema del momento e soddisfare le esigenze del cliente, o la valutazione si concentrera’ sullo stato di salute mentale e sui disagi che il cavallo vive, che a cascata comprometteranno la sua salute?
Dice il dott. T.P. Paschero nelle “Lezioni alla Luimo : “una meditata esperienza clinica conduce a formulare la conclusione in base alla quale si riconosce che ciò che deve essere curato nel malato è l’ansia mentale e la sua componente somatica, ossia l’angoscia come ricerca del senso della vita” ( o come ricerca del proprio stato archetipico ndr)
Alla luce delle considerazioni fatte sopra per repertorizzare un cavallo e per scegliere il rimedio che più si avvicina alla sue condizioni cliniche, mentali e fisiche, è necessario conoscere molto bene le caratteristiche di specie, il suo comportamento e le patologie a cui va incontro.
Ovviamente con le dovute traslazioni e interpretazioni e comparazioni con lo status animale, ci appare indicato citare ancora il dott. T.P. Paschero nelle “Lezioni alla Luimo” ipotizzando una storia “biopatografica” dell’animale:
“ La biopatografia non è altro che la trascrizione storica delle vicissitudini emotive attraverso le quali il malato ha vissuto il proprio processo di maturazione o di adattamento alla vita, sempre sotto la tensione del conflitto fra lo stimolo erotico-aggressivo che appaga la sua volontà incosciente di affermazione e di potere(legge del branco, gerarchie,riproduzione), e la interdizione ambientale familiare e culturale del mondo in cui vive,( scuderizzato e isolato),la cui immedesimazione della personalità lo seguirà come una permanente coscienza punitrice(instaurarsi della stereotipia).”
“Ciò che ha valore primordiale per l’omeopatia è tutto quanto si riferisce al gioco degli istinti come volontà primaria di vita,(archetipo di riferimento) tanto nel volere quanto nel respingere, nell’amare o nell’odiare , nell’ordine fisico o morale. La volontà di vita (vita di gruppo) è sinonimo di volontà di alimentazione ed assimilazione( pascolo assimilazione di vita) Gli appetiti e i desideri di dolce, di sale, di acidi, di grassi o di diversi alimenti, così come i sintomi del sistema digestivo e metabolico, costituiscono espressioni simboliche della volontà di vivere ovvero della volontà di crescere e di potere a livello biologico? (togliere alimentazione continua e movimento è come togliere la vita e la possibilita di evoluzione biologica secondo le leggi della natura)”

Il repertorio, proprio perché strutturato su un modello umano, deve essere usato con giudizio e cautela, deve presupporre una conoscenza dell’etologia e del comportamento della specie presa in esame, deve essere sfrondato da tutti quei sintomi che presuppongono una oggettività incerta o non attendibile, in quanto il cavallo agisce con forte e dinamica istintiva e le sue sono reazioni immediate e secondarie a uno stimolo e sono basate sulla memoria delle precedenti esperienze.

Il cavallo esprime molto evidentemente le sue emozioni.
Attraverso il suono della sua voce si capisce se l’atteggiamento è intimidatorio o affettuoso, ha la capacità di dimostrare la sofferenza di un dolore acuto. Non c’è dolore più agonizzante di quello di un cavallo in colica e chi ha fatto questa esperienza difficilmente può dimenticarla.
L’occhio del cavallo è molto espressivo e rivela le emozioni che in quel momento vive.
Le orecchie estremamente mobili sono anch’esse un indicatore importante dello stato emozionale, nell’ipervigilanza saranno sempre dritte e attente, in un ticchiatore cronico avulso dalla realtà in cui vive, portate di lato.
Anche l’atteggiamento degli arti e della coda ci indicano il suo stato emotivo.
Il linguaggio del corpo è anch’esso fondamentale per valutare lo stato psico-fisico del cavallo; un animale che ha un’andatura sostenuta, il collo arcuato, le orecchie dritte, che guarda intorno a lui sta certamente meglio di un suo simile che cammina a testa bassa, con le orecchie portate di lato, che trascina i piedi , ha un’andatura lenta ed è indifferente all’ambiente che lo circonda .
Non dobbiamo dimenticare che il cavallo possiede strutture anatomiche particolari della specie come lo zoccolo e il senso propiocettivo che ne deriva , il laringe con le tasche gutturali, per caratteristiche anatomiche e neuro fisiologiche non gli è possibile vomitare,lo scarso volume gastrico e l’estremo volume del ceco e del colon e i processi fermentativi che ivi si svolgono, il ciclo poliestrale stagionale, e la gravidanza di quasi un anno, olfatto e vista altamente specializzati, sensazioni extrasensoriali (orientamento, homing, premonizione), la sudorazione, la crescita continua dei denti e dell’unghia.
Molto caratteristico è il processo della visione del cavallo, particolarmente emblematico le caratteristiche anatomo- funzionali dell’apparato visivo, riconducibile a una sorta di occhiale sistemico della specie, con una visione monoculare laterale posteriore, bioculare frontale ,due zone cieche, con una panoramica grandangolare comparabile a un obiettivo di 28mm .
Paradossalmente la zona cieca posteriore coincide con quella in cui è seduto il cavaliere. Per un cavallo che sta per essere domato bisogna considerare la giusta diffidenza di prendere su di sé in una zona non controllabile un possibile predatore!!!!
Queste strutture anatomiche così differenti rispetto all’uomo e alle altre specie sono sede di patologie oculari, dell’intestino e degli arti , patologie gravissime mortali e invalidanti, come le coliche e la laminite, nonché di parassitosi intestinali. I cavalli sono anche soggetti a parassitosi del sangue, malattie virali e batteriche proprie della specie, non sovrapponibili a quelle umane, se non per analogia col le malattie protozoarie.

Molto utile per la scelta del rimedio è anche tenere in considerazione che il cavallo affetto da stereotipie produce una grande quantità di mediatori chimici e di ormoni, tra cui le endorfine, gli oppiacei endogeni, che gli permettono di convivere con la sua frustrazione ma che lo isolano dal contesto in cui vive. Il cavallo affetto da stereotipie si comporta come un alienato , e qualsiasi occasione è buona per mettere in atto il suo comportamento e rialzare il livello endorfinico nel sangue.
Per noi veterinari omeopati che dobbiamo basarci sull’uso del repertorio fondato sulla sperimentazione prevalentemente nell’uomo, a parte qualche eccezione come Hekla lava , Veratrum album e le patogenesi accidentali ricavabili dalla tossicologia veterinaria, diviene fondamentale imparare e applicare la metodologia classica alle reali necessità della specie, perché al di là delle esperienze personali che hanno un immenso valore, ma che rimangono singoli casi clinici, questa integrazione ci permette di ricercare coerentemente il simillimum in quel paziente di quella specie animale Quando si tratta di stereotipie, dunque patologie mentali strutturate, identificare i sintomi con i quali lavorare per quel singolo caso, può agevolarci nell’uso del repertorio.
Vengono di seguito riportati sintomi mentali riferiti a tutto ciò che nella nostra esperienza abbia determinato l’insorgenza di un problema comportamentale e di una stereotipia, prendendo sintomi di cui si può rintracciare un’oggettività sulla base dell’ipotesi dell’esperienza e della conoscenza della clinica ippiatrica.

TABELLA I Sintomi della sezione “Mind” riferibili all’ansia

ansia 2  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

MENTE – AFFACCENDATO – inutilmente

 16

2

1234

1

MENTE – AFFACCENDATO – se stesso, con

 2

3

1234

1

MENTE – PAURA – aperti, spazi; paura di

 42

4

1234

1

MENTE – ANSIA – altri, per gli – cari, i propri

 2

5

1234

1

MENTE – ANSIA – anticipazione; da

 62

6

1234

1

MENTE – ANSIA – anticipazione; da – impegno; per un

 16

7

1234

1

MENTE – ANSIA – aria aperta; all’

 14

8

1234

1

MENTE – ANSIA – aspetta qualcosa da lui; quando ci si

 2

9

1234

1

MENTE – ANSIA – casa, in

 15

10

1234

1

MENTE – ANSIA – costrizione; da

 2

11

1234

1

MENTE – ANSIA – defecazione – prima

 27

12

1234

1

MENTE – ANSIA – defecazione – durante

 22

13

1234

1

MENTE – ANSIA – dolori, per i

 14

14

1234

1

MENTE – ANSIA – dolori, per i – addome

 4

15

1234

1

MENTE – ANSIA – fitte alla colonna, da

 1

16

1234

1

MENTE – ANSIA – inattività, con

 5

17

1234

1

MENTE – ANSIA – movimento – aggr.

 17

18

1234

1

MENTE – ANSIA – rumore, a causa del

 15

19

1234

1

MENTE – ANSIA – solo; quando è

 29

20

1234

1

MENTE – ANSIA – spavento – dopo

 14

21

1234

1

MENTE – ANSIA – toccato; ansia all’essere

 4

22

1234

1

MENTE – ANSIA – viaggiando

 6

23

1234

1

MENTE – IRREQUIETEZZA – colonna, nelle affezioni della

 1

24

1234

1

MENTE – ATTACCARE gli altri, desiderio di

 4

25

1234

1

MENTE – MONOMANIA

 43

26

1234

1

MENTE – PENSIERI – persistenti

 110

27

1234

1

MENTE – CAMMINARE – tondo, cammina in

 3

In questa tabella sono elencate le cause che possono provocare nel cavallo uno stato ansioso

TABELLA N II Sintomi della sezione “Mind” DISTURBI DA

 

 

disturbi da nel cavallo  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

MENTE – DISTURBI da – abusi; a seguito di – fisici

 1

2

1234

1

MENTE – DISTURBI da – afflizione

 90

3

1234

1

MENTE – DISTURBI da – infelicità

 3

4

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale; shock

 28

5

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mortificazione

 65

6

1234

1

MENTE – DISTURBI da – nostalgia

 10

7

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

8

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale, sforzo

 66

9

1234

1

MENTE – DISTURBI da – offese

 17

10

1234

1

MENTE – DISTURBI da – onore; ferito

 19

11

1234

1

MENTE – DISTURBI da – rimproveri

 27

12

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sessuale, eccitazione

 9

13

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sgarbatezza degli altri

 20

14

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento

 77

15

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento – vecchia data, di

 1

 

In questa tabella vediamo disturbi da afflizione e infelicità ci è difficile differenziare di cosa un cavallo soffra veramente tra i due e dunque se per noi questi sintomi sono importanti da prendere, le rubriche andrebbero unificate
Questo vale anche per le rubriche disturbi da mortificazione e onore ferito.
La rubrica nostalgia, per i cavalli che lasciano ad esempio il loro paese o il posto in cui sono stati per tanto tempo può diventare una forzatura antropoformizzata, valutiamo se invece la sofferenza non sia legata alla perdita dei suoi riferimenti (compagni di scuderia e proprietario) , per cui va presa con cautela.
Dice il grande maestro Proceso S. Ortega: “ se teniamo conto del fatto che ci sono molte sensazioni somiglianti, ma che non significano la stessa cosa ed anche significando qualcosa di simile non daranno lo stesso risultato se si confonde l’una con l’altra, arriveremo a capire la necessità assoluta di cercare di definire con precisione i diversi sintomi che il paziente accusa.”

Per tutti gli altri sintomi vale la regola di una corretta repertorizzazione e interpretazione. Particolare attenzione va posta a sintomi con un unico rimedio o generiche con una grossa quantità di rimedi.

TABELLA N III Sintomi della sezione “Mind” riferibili ad atti violenti  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

In questa tabella abbiamo raggruppato le reazioni che il cavallo può avere alla visita veterinaria, alle terapie ,al dolore inferto dalle terapie. Anche qui dobbiamo essere certi del sintomo ponendo molte domande al proprietario e a chi si occupa del cavallo. L’animale reagisce sempre male alle terapie, o se gliele fa l’artiere sta buono e quando vede il veterinario si agita, si ribella e diventa violento, si impenna, rampa, calcia ,ti sbatte contro il muro?

TABELLA N IV Sintomi della sezione “Mind” riferibile alle paure

 

paure nel cavallo  

 

Prominenza  –  Prominenza  –  Intensità considerata

 

 1

1234

1

RETTO – DIARREA – eccitazione; emotiva

 34

2

1234

1

MENTE – ADATTABILITÀ; perdita di

 1

3

1234

1

MENTE – MANGIARE – dopo mangiato – migl.; i sintomi mentali

 9

4

1234

1

MENTE – MANGIARE – mangiando – migl; i sintomi mentali

 9

5

1234

1

MENTE – GESTI, fa – tic nervosi

 15

6

1234

1

MENTE – VIOLENZA – avversione a

 11

7

1234

1

MENTE – ANSIA – fare qualcosa; costretto a

 1

8

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

9

1234

1

MENTE – MENTALI, sintomi

 31

10

1234

1

MENTE – MENTALI, sintomi – alternati con – fisici, sintomi

 28

11

1234

1

MENTE – COMPAGNIA – desiderio di

 134

12

1234

1

MENTE – TRISTEZZA – alternata con – polmonare; infiammazione

 1

13

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – triste

 20

14

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – tristezza; con

 8

15

1234

1

MENTE – INDIFFERENZA, apatia – tutto, a

 104

16

1234

1

MENTE – ANSIA – solo; quando è

 29

17

1234

1

MENTE – DISTURBI da – abusi; a seguito di – fisici

 1

18

1234

1

MENTE – DISTURBI da – afflizione

 90

19

1234

1

MENTE – DISTURBI da – infelicità

 3

20

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale; shock

 28

21

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mortificazione

 65

22

1234

1

MENTE – DISTURBI da – nostalgia

 10

23

1234

1

MENTE – DISTURBI da – punizione

 14

24

1234

1

MENTE – DISTURBI da – mentale, sforzo

 66

25

1234

1

MENTE – DISTURBI da – offese

 17

26

1234

1

MENTE – DISTURBI da – onore; ferito

 19

27

1234

1

MENTE – DISTURBI da – rimproveri

 27

28

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sessuale, eccitazione

 9

29

1234

1

MENTE – DISTURBI da – sgarbatezza degli altri

 20

30

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento

 77

31

1234

1

MENTE – DISTURBI da – spavento – vecchia data, di

 1

32

1234

1

MENTE – PAURA – colpito – avvicinano; di essere colpito da quelli che lo

 7

33

1234

1

MENTE – PAURA – colpito – camminano dietro a lui, da quelli che

 1

34

1234

1

MENTE – PAURA – divorato da animali; di essere

 3

35

1234

1

MENTE – PAURA – irrequietezza da paura

 11

36

1234

1

MENTE – PAURA – punizione; della

 4

37

1234

1

MENTE – PAURA – rimproveri; dei

 3

38

1234

1

MENTE – PAURA – sforzo – dello sforzo; paura

 10

39

1234

1

MENTE – PAURA – sobbalzi, con

 11

40

1234

1

MENTE – PAURA – spavento – precedente spavento; a causa di un

 6

41

1234

1

MENTE – PAURA – spilli (oggetti appuntiti); degli

 12

42

1234

1

MENTE – PAURA – dolore – del dolore

 14

43

1234

1

MENTE – PAURA – morte, della – tristezza; con

 3

44

1234

1

MENTE – PAURA – stretti, in luoghi

 97

45

1234

1

MENTE – PAURA – stretti, in luoghi – treni e luoghi chiusi; paura di

 14

46

1234

1

MENTE – PAURA – trasportato, paura di essere

 3

47

1234

1

MENTE – PAURA – trema dalla paura

 3

48

1234

1

MENTE – PAURA – tristezza, con

 16

49

1234

1

MENTE – PAURA – viaggiando su  un veicolo

 23

50

1234

1

MENTE – PAURA – solo, di stare

 120

51

1234

1

MENTE – PAURA – gallerie; delle

 13

52

1234

1

MENTE – PAURA – psicosi; nella – spavento; dopo uno

 3

In questa tabella le voci repertoriali “paura della punizione e dei rimproveri “ sono difficili da distinguere e andrebbero a nostro avviso unificate. Spesso i proprietari ci occultano alcuni fatti, per cui riferiscono che il cavallo è sensibile ai rimproveri, ma poi nel privato se il cavallo non si sottomette e si rifiuta di fare qualcosa, es. saltare una combinazione di ostacoli, viene punito con le percosse o con metodi empirici come sollevare e sbattere la barriera sugli stinchi mentre salta. Il ricordo del dolore, che nel cavallo come abbiamo visto è determinante, puo’ esitare in due comportamenti:
1. Il salto successivo per paura del dolore alzerà le gambe, soddisfando dunque il padrone, ma ingenerando uno stato ansioso che porterà a calo di performance e rifiuto del lavoro
E/O
2. Il rifiuto netto di saltare nonostante le percosse che rafforzeranno in modo negativo il suo comportamento, tanto da sviluppare anche atteggiamenti aggressivi alla vista di un salto.

TABELLA N V Sintomi della sezione “Mind” riferibile ai gesti  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Qui sono modalizzati i gesti che un cavallo può compiere durante una stereotipia

TABELLA N VI Sintomi della sezione “Bocca” riferibili ai movimenti della lingua QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Questa tabella prende in considerazione la modalizzazione delle patologie riferibili ai movimenti della lingua .

TABELLA N VII Sintomi della sezione “Testa ”  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

In questa tabella ci sono le modalizzazioni di tutti i movimenti della testa nel corso di head shaking o di ballo dell’orso

TABELLA VIII Sintomi della sezione GENERALI  QUESTA TABELLA PUO’ ESSERE VISTA SUL POWER POINT DI QUESTO LAVORO CONGRESSUALE

Questi sintomi sono riferibili ai cavalli che mangiano il legno, a quelli che leccano i muri ma non il sale, ai problemi di trasporto, al mangiarsi la coperta invernale, all’intolleranza al sottopancia e ovviamente, in base alle considerazioni fatte sopra ai miglioramenti psicofisici che inducono il mangiare e il camminare.

DISCUSSIONE
Ogni singolo sintomo va considerato con i criteri metodologici dell’omeopatia classica.
La nostra discussione si apre sul confronto dell’esperienza e sulla valenza sintomatologia in ogni singolo caso.
Questo spunto può servire per ricavare una oggettività certa ai fini della repertorizzazione. L’osservazione attenta degli atteggiamenti assunti da un cavallo durante una stereotipia, ci permette di modalizzare i movimenti, i gesti ,la sequenza con cui si svolge e ci servono come conferma di un rimedio rispetto ad un altro.
Si possono unificare rubriche simili che potrebbero essere male interpretate : va sempre effettuata una scrematura sul racconto del proprietario che riferisce la “sua” versione e un approfondimento del sintomo ponendo domande anche a tutti quelli che ruotano intorno alla situazione. Entrare dunque nei panni di un investigatore che a forza di indagare arriva alla costruzione del puzzle che lo porta alla verità, il simillimum.

CONCLUSIONI

Ogni specie animale ha le sue caratteristiche, che vanno conosciute e studiate come si manifestano in natura.
L’addomesticamento e l’uso per fini zootecnici e sportivi del cavallo, la selezione genetica spinta ha prodotto in questa specie delle modificazioni e insorgenze di patologie ricorrenti in certe situazioni ambientali. Il cavallo risulta tra le specie più medicalizzate e sfruttate proprio per la versatilità delle sue funzioni e a causa di ciò viene sacrificato il benessere animale e dunque la salute a favore di interessi economici e sportivi.
L’omeopatia è un valido strumento che unisce il concetto di benessere animale , utilitarismo ed interessi umani.
Il veterinario omeopata deve conoscere l’etologia e il comportamento del cavallo per non incorrere in interpretazioni errate e antropomorfizzate del repertorio nella sezione mind, deve condurre un interrogatorio anamestico preciso, valutando le informazioni che arrivano dal proprietario e dall’osservazione dell’animale nel suo ambiente.
La formazione di un veterinario deve necessariamente comprendere lo studio e la conoscenza dell’etologia e del comportamento animale. Ogni sistema di gestione degli animali deve essere valutato dal punto di vista etologico prima di affrontare le malattie e i traumatismi. Questo approccio permette la prevenzione sulla cura, una educazione del cliente a considerare l’animale un tutto in relazione con le influenze ambientali e umane.
L’oggettività del sintomo, lo studio repertoriale dei singoli rimedi, i sintomi generali e le modalità ci permettono di avvicinarci al rimedio più simile per quell’animale e ci consentono di avere uno strumento in più per la cura delle stereotipie, contestualmente a una revisione del management, dell’ambiente e a un programma di riabilitazione comportamentale.

PAROLE CHIAVE
ETOLOGIA DEL CAVALLO, COMPORTAMENTO DEL CAVALLO, OMEOPATIA NEL CAVALLO, STEREOTIPIE NEL CAVALLO, BENESSERE ANIMALE.

KEY WORDS
EQUINE ETHOLOGY, EQUINE BEHAVIOUR, HOMEOPATHY IN HORSES, STEREOTIPIES IN HORSES, WELFARE.

Bibliografia

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22. Waring G.H. – Horse Behavior – Noyes pubblications, New Jersey, Usa, 1983

PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E OMEOPATIA

sI ILLUSTRA IL LAVORO CONGRESSUALE IN PPT DELLA DOTT.SSA CARLA DE BENEDICTIS SU PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E METODOLOGIA OMEOPATICA CONGRESSO FIAMO ROMA 2006
LA BROCHURE DEL CONVEGNO
brochure 7°Congresso FIAMO

IL POWER POINT DEL CONVEGNO

 

Da Valeria

Da Valeria

Buonasera Dottoressa Carla,
ho letto molto volentieri i Suoi racconti.
Certo che per Lei soccorrere chi ne ha bisogno è un impulso
irrefrenabile, e questo le fa molto onore.
Spero che Alfredino possa avere anni migliori di quelli dell’infanzia,
anche se mi rendo conto che proprio questi segnano ogni individuo, nel
bene e nel male, per tutta la vita.
Spero possa trarre il giusto insegnamento dal fatto di averla
incontrata, conosciuta e condiviso con lei e la sua famiglia momenti
belli e sereni, e che questo sia un grosso stimolo a crescere quanto
meglio possibile….chissà, magari farà il veterinario.
Certo che la vita è difficile e spesso iniqua.
Alfredo è una creature innocente, la cui unica colpa è di essere
venuto al mondo senza averlo mai chiesto, che ha pagato, paga e forse
pagherà in futuro (spero di no) una colpa non sua, che ha sofferto,
soffre e soffrirà in futuro (mi auguro di no), a differenza di chi, pur
essendo realmente colpevole, non si crea il minimo scrupolo nei
confronti del proprio figlio. Che tristezza!
Io non ho figli, ormai il mio orologio biologico ha detto stop, e in
passato la situazione è stata complicata dall’endometriosi, contro la
quale non mi sono accanita in cerca di maternità ad ogni costo, ho
piuttosto cercato di combatterla per la sua dolorosità, ma lei è sempre
stata più forte così mi sono arresa.
polli e fix sotto il letto (1)
Il mio senso materno (talvolta iperprotettivo) lo dedico agli animali
e alle persone care (con mamma e papà le parti si sono invertite, ma
credo sia normale) e cerco di accontentarmi.
Sa che ho un amico nativo di Velletri?
Abita a Roma ma viene a Velletri molto spesso a trovare i parenti, si
chiama Maurizio Marroni, è un elettricista, ci conosciamo da anni
perché faceva diversi lavori nei negozi dell’Azienda presso la quale ho
lavorato moltissimi anni e di cui mi occupavo per vari aspetti
(contabili, tecnici, burocratici). Pensi che ci siamo visti una sola
volta, ma ci teniamo ancora in contatto telefonico anche se non lavoro
più (mobbing, gran brutta esperienza).
Se capitasse a Velletri posso dirgli di verla a trovare? Ha un cane di
nome Codi.
Penso sempre tanto a Dolly, mi manca tanto. Ogni tanto penso che la
piccolina abbia preso su di sé qualcosa che stava venendo a me. Già,
l’estate scorsa ho avuto da Aprile a Settembre, un problema enorme alla
schiena e sono stata imbottita di medicinali di ogni tipo e cortisone.
Alla fine ho smesso tutte le terapie e chiesto al medico di fare un
esame del sangue perché mi sentivo intossicata. E’ emerso che avevo i
leucociti alti e così sono stati per diversi mesi, tanto che il medico,
al principio tranquillo per via che l’infiammazione all schiena era
stata davvero enorme, poi era preoccupato perché non scendevano..anzi,
per cui pensava a leucemia. Poi a dicembre invece hanno iniziato e
scendere solo che, giusto per non farmi mancare niente, in occasione
dell’ultimo prelievo mi hanno lesionato il nervo del braccio, sia a me
che a mio marito, così è da dicembre che vediamo le stelle, e ora siamo
sotto terapia.
Chissà se il mio pensiero è poi così sballato, ne ho sentiti tanti:
dal gatto emulatore al cane che si ammala contestualmente al padrone,
ma, non so nemmeno io che pensare.
Ora basta tediarla. E’ ora di cena e devo darmi una mossa e lascarla
riposare un pò, dato che anche le sue giornate sono belle toste. L’abbraccio forte forte e con tanto affetto, anche sua figlia e tutta
la sua famiglia umana e non.
A presto.
Valeria

polly

L’OMEOPATIA NEI GATTI

L’OMEOPATIA NEI GATTI

L’OMEOPATIA NEI GATTI a cura della Drssa Carla De Benedictis
benjy dietro la tenda
Sempre più proprietari di gatti si rivolgono all’omeopatia per molteplici motivi
– trovare una cura alternativa ai medicinali tradizionali
– difficoltà di somministrare farmaci ai gatti
– intolleranza ai farmaci da parte dei gatti
– espansione di malattie auto immuni ( ) per le quali non c’è cura
– problemi comportamentali che non rispondono a terapie farmacologiche.
L’ approccio migliore sarebbe quello di iniziare a trattare il gatto quando è cucciolo. La scelta di vaccinare o no il proprio animale è individuale e va anche valutata in base alla vita che l’animale conduce. Ci sono i pro e i contro in ogni scelta che si fa e non esiste la scelta giusta in assoluto.
– Durante la visita omeopatica il proprietario riceve informazioni sull’alimentazione che deve essere naturale. Alcuni gatti, assuefatti ai croccantini, non torneranno più indietro, ma la maggior parte aderisce con entusiasmo alle nuove proposte culinarie.

– Se i gatti stanno in appartamento, si provvederà anche ad arricchimento ambientale, per limitare la noia e la frustrazione, spesso causa di malattia.

Le malattie più frequentemente curate con l’Omeopatia sono:
– Ulcere eosinofiliche in bocca
– Dermatiti eosinofiliche
– Dermatiti da leccamento
– FIP Peritonite infettiva
– FeLV Leucemia infettiva felina
– FIV Immuno deficienza felina
– Diarrea cronica
– Insufficienza renale acuta e cronica
– Ipertiroidismo
– Riniti croniche
– Malattia dei gattini: rino-laringo-tracheite infettiva (FVR)
– Asma felino
– Polmoniti
– Otiti
– Malattie neurologiche
– Pancreatici
– Calcoli urinari per evitare l’intervento di uretrostomia
– Problemi comportamentali

I rimedi omeopatici vengono somministrati in granuli da sciogliere in acqua o in gocce, direttamente in bocca con una siringa senza ago, o in un po’ di cibo umido. La frequenza e la durata del trattamento è in base al tipo di patologia da trattare.

gatti di piazza vittorio a Roma

gatti di piazza vittorio a Roma