Cavalli al pascolo

Cavalli al pascolo

Cavalli al pascolo: vantaggi, problematiche e sostenibilità Il pascolo per il cavallo è una soluzione salutare che consente stare all’ aria aperta, di fare esercizio, di migliorare il benessere e che può diminuire notevolmente la spesa  per l’alimentazione. Per fornire  al cavallo un ambiente meno restrittivo e innaturale del box e per ridurre le spese, ora si usa molto dividere i terreni in tanti piccoli appezzamenti chiamati   paddock ,forniti di capannine ,  acqua e divisi tra di loro da recinzione elettrificata . Quelli che erano prati o pascoli, senza un’ opportuna gestione, diventano in breve tempo terreni desertificati e pieni di piante infestanti. Spesso si tengono più cavalli di quanto un terreno ne consenta, creando il fenomeno del sovrapascolamento, il calpestìo continuo compatta il terreno, lo rende impermeabile all’acqua per cui diventa fangoso d’inverno e polveroso d’estate, con sviluppo di patologie correlate.

Cavalli al pascolo ai pratoni del Vivaro

Cavalli al pascolo ai pratoni del Vivaro

Il motivo per cui i pascoli su cui soggiornano i cavalli sono soggetti a impoverimento sono molteplici.  Il cavallo ha la fama di essere un pessimo pascolatore . La conformazione del suo piede con un unico dito e la presenza di incisivi sia superiori che inferiori , danneggiano il colletto della pianta  e  l’apparato radicale perché calpestano e strappano a raso terra , il modo di pascolare a “spot” , un po’ qua e un po’ là,  non consente di sfruttare al massimo le superfici. Considerando poi  che   il cavallo non mangia più intorno alla zona dove ha sporcato,  anche  se le feci  vengono  rimosse, riduce ulteriormente sia la ricrescita delle essenze erbacee sia la zona di pascolo, a favore di piante meno appetibili e infestanti.     Quando non c’è più niente da mangiare, vengono attaccati gli alberi e le staccionate, a meno che non si fornisca fieno. Il pascolo, se ben gestito, non solo permette un notevole risparmio sull’alimentazione, ma soddisfa i bisogni etologici e comportamentali del cavallo, con notevole incremento della sua capacità produttiva in termini di qualità del lavoro. L’errore che si commette di frequente, è tenere più animali di quanti una superficie possa sopportare.  In breve si procura un inquinamento ambientale perché il carico di azoto derivante dalle deiezioni  viene assorbito dal terreno e più in profondità dalle falde acquifere.  In questo modo si selezionano  alcune specie erbacee non commestibili più resistenti, rispetto ad altre edibili danneggiate dal sovrapascolamento , con  perdita di fertilità del terreno.  Sulla superficie e in profondità della terra, anche se noi non li vediamo, esistono una miriadi di animaletti che contribuiscono alla  sua sopravvivenza, e di questi insetti si nutrono gli uccelli e i  piccoli mammiferi terricoli di cui si nutrono i predatori più grandi, in poche parole, se si disertifica la terra, si uccide la  biodiversità* . *La coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni. In questi ultimi anni molta attenzione è riposta sui temi della socialità del cavallo per incrementarne il benessere psico-fisico,  sempre più strutture si organizzano per tenere i cavalli in gruppi, con gestione naturale, paddock paradise e metodo barefoot ( scalzo). Poca attenzione invece è data ai benefici  dell’alimentazione fresca pascolata  che fornisce energia, mantiene l’intestino in continuo movimento prevenendo le coliche, fornisce un equilibrato apporto di carboidrati e proteine, mantiene l’animale occupato per molte ore evitando l’insorgenza di problemi comportamentali dovuti alla noia, diminuisce l’integrazione con mangimi e pellettati. Inoltre col pascolamento il cavallo evita di ingerire sabbia, terra  e inalare polvere  situazione che accade quando viene lasciato il foraggio per terra. L’impatto ambientale dovuto all’inquinamento dei terreni  è  aumentato  per l’uso improprio  di antiparassitari, i  vermifughi,  somministrati erroneamente in modo preventivo ,che vengono escreti con le feci in forma ancora attiva. Questi prodotti ,tutti a base di Avermectine, sono estremamente tossici per l’ambiente in quanto si legano al terreno e uccidono la microfauna responsabile della fertilità della terra. Attraverso l’apparato radicale i farmaci passano nelle piante e negli ortaggi  , (chi pensa di concimare l’orto con lo stabbio di cavallo deve assicurarsi che non abbiano assunto medicine), e hanno una persistenza lunghissima nell’ambiente, si parla di molti anni.  Una delle vittime eccellenti  di questi farmaci è il lombrico, ma  è nociva anche per molti insetti e pesci di acque dolci che sono soggetti a mutazioni genetiche. Si evince che  una gestione tradizionale e intensiva dei cavalli al pascolo può essere causa di inquinamento e forte riduzione di biodiversità. Cosa si può fare allora? L’evoluzione verso una gestione che tenga in equilibrio uomo-animale-ambiente  è insita nel concetto di agroecologia. La gestione agroecologica è un vero e proprio sistema di produzione dove il controllo umano è di fondamentale importanza.  Spesso si ha la percezione erronea che il ritorno alla natura sia lasciare l’ambiente a sé stesso e gli animali liberi di fare quello che vogliono. Questo è il modo migliore per rovinare un ambiente, perché dove c’è interazione uomo-animale, anche se si possiede un cavallo solo, quell’ambiente sarà molto delicato da gestire, per evitare danni irreversibili alle piante, al sottobosco, al cotico erboso, alla fauna terricola e selvatica e inquinamento delle falde acquifere. La pratica agroecologica è molto sofisticata e più impegnativa dal punto di vista organizzativo rispetto a quella tradizionale intensiva, perché richiede studio, approfondimento , grande capacità di osservazione e collaborazione tra le varie figure professionali. Per non rovinare un pascolo bisogna prevedere delle rotazioni e turnazioni.  Le rotazioni prevedono un utilizzo del pascolo alternato con altre specie, esempio pecore o bovini, oppure a colture erbacee. La turnazione è il tempo di sosta in un pascolo di un certo numero di animali. Nella turnazione dei pascoli si deve tener conto del tempo di permanenza in base al carico animale, alla qualità delle specie erbacee presenti e  alla stagione . Il cavallo non può pascolare tutto il giorno come i ruminanti, specialmente in primavera, a causa del suo sistema digestivo che non sopporta grandi fermentazioni, che sono causa di  laminite. La  turnazione ha anche il vantaggio sia di permettere la ricrescita delle essenze erbacee e del controllo delle piante infestanti ma anche  di mantenere bassa la carica parassitaria, in quanto se le uova schiudono, non trovano l’ospite sensibile.  Si può ridurre l’uso di antiparassitari  effettuando un  monitoraggio dei parassiti  e intervenire con antiparassitari mirati che hanno un minor impatto ambientale  evitando le molecole  a largo spettro, come le Avermectine. L’uso dell’omeopatia  come metodo di cura delle comuni malattie e delle parassitosi, è parte integrante  del modello agro-ecologico. I rimedi omeopatici  sono sostanze che non lasciano residui nell’ambiente e negli animali, hanno un costo basso  e possono essere somministrate nell’acqua da bere o singolarmente, senza stressare l’animale. Per attuare un sistema agro-ecologico c’è bisogno di molte figure professionali che interagiscono, come il veterinario esperto in agro-ecologia, l’agronomo, l’allevatore e il personale addetto. Se si parla di piccole realtà con pochi cavalli, un veterinario esperto in materia  può dare avvio al sistema e monitorarlo. Non dimentichiamoci che, sebbene il cavallo venga usato come animale sportivo, il modo in cui viene gestito nei grandi e piccoli circoli ippici, rientra a pieno titolo nel modello di allevamento intensivo al pari di quello bovino, suino e avicolo, perché rispecchia il concetto di un numero elevato di animali in piccoli spazi, con ricadute sul benessere e sull’ambiente.  Anche la persona, adulto o bambino che impara, viene molto condizionata dal sistema intensivo di gestione del cavallo, spesso basato solo sul concetto di uso senza preoccuparsi delle ricadute etiche, di benessere ed ambientali. L’agroecologia, è un modello sperimentato con successo su specie da reddito e applicabile  nel cavallo con opportuni adeguamenti  e accorgimenti.     Dr. Carla De Benedictis Medico Veterinario Diplomato in Omeopatia e Agopuntura Rocca di Papa (Roma)   Bibliografia:

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  5. De Benedictis C.,  Emergenza farmacoresistenza “ Il Granulo- anno VI  n 16  Estate 2011
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<a rel=”license” href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/”><img alt=”Licenza Creative Commons” style=”border-width:0″ src=”https://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/4.0/88×31.png” /></a><br /><span xmlns:dct=”http://purl.org/dc/terms/” property=”dct:title”>Cavalli al pascolo: vantaggi, problematiche e sostenibilità</span> di<a xmlns:cc=”http://creativecommons.org/ns#” href=” http://omeopatia-veterinaria.com/news/cavalli-al-pas…-sostenibilita/” property=”cc:attributionName” rel=”cc:attributionURL”>Carla De Benedictis</a> è distribuito con Licenza <a rel=”license” href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/”>Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale</a>.<br />Based on a work at <a xmlns:dct=”http://purl.org/dc/terms/” href=”http://omeopatia-veterinaria.com” rel=”dct:source”>http://omeopatia-veterinaria.com</a>.

INSUFFICIENZA RENALE, FIV, IPERTIROIDISMO NEL GATTO E CURE OMEOPATICHE

INSUFFICIENZA RENALE, FIV, IPERTIROIDISMO  NEL GATTO E CURE OMEOPATICHE

INSUFFICIENZA RENALE, FIV, IPERTIROIDISMO  NEL GATTO E CURE OMEOPATICHE

L’insufficienza renale nei gatti è uno dei motivi più frequenti  di richiesta di consultazione.

I gatti possono presentare la patologia anche da giovani, non è necessariamente una malattia legata all’anziano.

Molti di loro sono *FIV positivi e dunque con aspettative di vita molto limitate. (Virus dell’immunodeficienza felina)

Con l’omeopatia si può affrontare il problema e tenerlo sotto controllo.

Spesso all’insufficienza renale si accompagna anche la stomatite con ulcere molto dolorose nella bocca.

filippo tigro siamese (14)

Di seguito un caso clinico esplicativo:

visita domiciliare per una gatta di nome Cirilla che soffre di stomatite ulcerativa, insufficienza renale, ipertiroidismo, diarrea e FIV. E’ stata presa da una colonia perché si appartava e non mangiava più e portata in casa. Sempre stata una gatta affettuosa ma da lontano, non si è mai avvicinata a portata di mano per farsi accarezzare. Non vuole farsi toccare per nessun motivo. E’ stato molto complicato prenderla.

Si capisce come va sotto stress quando viene portata dal veterinario per le analisi e per le terapie.

L’ultima volta era così stressata da sembrare morta, si è accasciata nella sua cuccetta e per due giorni non si è mossa.

A questo punto la proprietaria si è decisa a interpellare un omeopata, per capire se era possibile sostituire i farmaci che le erano stati prescritti ma non riusciva a darglieli.

Mi aspettava un compito molto arduo, mentre salivo le scale della palazzina, sentivo le gambe di piombo…

Appena entrata la gatta è andata a nascondersi e ci è voluto molto tempo per ritrovarla.  La visita è stata effettuata con me sdraiata sotto a un letto che puntavo una lampadina e mentre la gatta soffiava le ho visto la bocca. Di più non sono riuscita a fare.

Ho controllato le analisi e i referti. La situazione era disastrosa. La gatta non poteva fare il cortisone a causa dell’insufficienza renale e non poteva mangiare per il dolore alla bocca.

Consultare troppo tardi  un veterinario omeopata riduce ALL’ANIMALE le possibilità di attenuare i sintomi, stare un po’ meglio e allungare la sua vita. Spero che qualcuno di voi leggendo queste mie righe chiami un veterinario omeopata quando ancora ci sono i margini per lavorare e non quando tutte le terapie allopatiche hanno fallito.

Ho somministrato alla gatta un rimedio omeopatico specifico per il suo caso, uno per cercare di abbassare l’azotemia, un medicinale isopatico per ridurre la carica batterica della bocca e del rescue remedy (Fiori di Bach) per ridurre lo stress che ancora si portava dietro dalla visita in clinica e poi dalla mia presenza a casa.

Le ho fatto togliere il cibo renal che non le piaceva e le ho prescritto cibo naturale se possibile crudo, ammorbidito con brodo e tagliato a pezzi piccolissimi.

Già dal secondo giorno la gatta ha ricominciato a mangiare un pochino e a riprendere le sue funzioni, lavarsi, prendere il sole, farsi le unghie e strofinarsi contro la proprietaria.

Era il 4 dicembre del 2013 e la gatta era stata data per spacciata, doveva essere soppressa. La sua creatinina era a 6,58 e l’urea a 350!

La gattina, tra alti e bassi, ha condotto una vita molto dignitosa. La proprietaria era scrupolosissima nel somministrale le terapie e ogni tanto si faceva prendere da un attacco di ansia perché “mangiava poco”, scordandosi i notevoli progressi fatti.

La gattina Cirilla  è vissuta altri nove mesi in modo dignitoso, senza più prendere un farmaco allopatico.

 

Cure omeopatiche nella stomatite dei gatti

Cure omeopatiche nella  stomatite dei gatti

 

La stomatite felina è una infiammazione grave e molto dolorosa della bocca e delle gengive. Le cause sono infezioni dentali, infezioni virali, intolleranze al cibo in scatola, metalli pesanti rilasciati dalle confezioni in lattina all’interno del cibo in scatola, malattie autoimmuni.

Le stomatiti spesso evolvono in forme ulcerative delle labbra, della lingua, delle gengive e del fondo della gola.

I gatti di tutte le età ne possono essere affetti.

Le infezioni dentali possono essere la causa delle stomatiti nei gatti, tanto che alcuni veterinari tolgono tutti i denti ai gatti.  Per accumulo di placca batterica sui denti si forma la paradontite, con conseguente infiammazione della gengiva e delle strutture del dente.

In altri casi la causa può essere immunomediata, il che significa che il sistema immunitario del gatto attacca i suoi stessi tessuti della bocca come se rispondesse in modo anomalo contro i batteri presenti nella bocca stessa.  In genere alle malattie autoimmuni si riscontra la positività del gatto alla LEUCEMIA FELINA (FELV), alla IMMUNODEFICIENZA FELINA (FIV), ai CALICIVIRUS, alla BARTONELLOS .

QUALI SONO I SEGNI DELLA STOMATITE FELINA?

Il gatto inizia a mangiare poco, a volte mentre mangia emette qualche urlo e lascia cadere il cibo che ha in bocca, fa bava dalla bocca (scialorrea), l’alito diventa insopportabile, non si fa toccare la bocca.

Il dolore è molto forte e benchè il gatto abbia appetito, non riesce ad effettuare la prensione del cibo.

Altri sintomi sono:

pelo arruffato

dimagramento

movimenti di sfregamento con la zampa anteriore sul muso

bava mista a sangue

 

COME VIENE DIAGNOSTICATA  LA STOMATITE?

Alla visita veterinaria spesso si deve ricorrere a una leggera sedazione perché il gatto ha molto dolore e non si fa toccare la bocca.

Si effettuano anche i test FIV /FELV e Bartonella, un emocromo completo di formula e un biochimico completo.

QUAL’ È LA TERAPIA

La terapia classica è a base di antibiotici, antinfiammatori ed eventualmente cortisonici. Poi applicazioni locali in bocca.

L’OMEOPATIA  offre un’ampia possibilità di cura.

Questi casi mettono sempre un po’ di preoccupazione al veterinario omeopata perché si viene considerati “l’ultima spiaggia” dopo cure e visite molto costose. L’incertezza di aver scelto il veterinario  giusto, ma anche l’aspettativa e la speranza nella terapia risolutiva, sono alte.

Molto spesso i gatti vengono portati in visita dopo che il cortisone somministrato fa effetto sempre meno, passando da un mese fino a volte a una settimana di ritorno dei sintomi dopo la terapia.  Ci si trova davanti non solo a un grave problema cronico, ma a dover  fronteggiare una patologia che minaccia la vita del gatto, perché se non mangia e beve si disidrata e la giusta apprensione ed ansia del proprietario.

E’ una situazione difficile dove la precocità di intervento omeopatico ha più possibilità di successo rispetto ai casi molto cronicizzati.

La visita omeopatica consiste nel prendere tutta la storia del paziente, passata e recente, le sue abitudini alimentari e relazionali, le terapie effettuate e le vaccinazioni. Si osserva durante la visita il grado di dolore che esprime il gatto, se il suo umore è depresso o arrabbiato.

Si prendono i sintomi omeopatici più significativi e si prescrive un rimedio in base alla diagnosi e prognosi omeopatica. In alcuni casi i risultati sono inaspettatamente veloci , in altri, data la cronicità della patologia, sono necessarie diverse visite per tenere sotto controllo il problema.

La stomatite nel gatto non guarisce purtroppo, ma è possibile utilizzare terapie non cortisoniche per tenere sotto controllo la malattia e dare al gatto una discreta qualità di vita.

 

 

La dermatite del bouledogue francese

La dermatite del bouledogue francese

La dermatite del bouledogue francese

 

Le cause della dermatite nel bouledogue francese sono di varia origine: parassitaria, alimentare, allergica, genetica.

Sono patologie della pelle molto invalidanti con  prurito, eruzioni umide o crostose, otiti, congiuntiviti , depressione e nervosismo nel cane. Per i proprietari non c’è niente di più frustrante che vivere con un amico che si gratta in continuazione, che deve stare attento a mangiare, che sta sempre a chiedere cibo e che quando va in passeggiata o al parco viene fermato per chiedere da quale malattia è affetto.

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In più questa patologia è pesante anche dal  lato economico delle cure e delle visite specialistiche, perché  dopo aver somministrato terapie che portavano a un beneficio ,   appena terminate, inizia a ripresentarsi la patologia. .

Ho visitato molti bouledogues francesi  alcuni completamente ricoperti da croste, qualcuno con il collare elisabettiano permanente, altri magri ed emaciati, per diarree e vomiti cronici e diete non gradite, altri con otiti e zampe gonfie e rosse.

Questi casi mettono sempre un po’ di preoccupazione al veterinario omeopata perché si viene considerati “l’ultima spiaggia” dopo cure e visite molto costose. L’incertezza di aver scelto il veterinario  giusto, ma anche l’aspettativa e la speranza nella terapia risolutiva, sono alte.

Molto spesso questi sono cani di provenienza sconosciuta  o dubbia, e si sa che negli allevamenti senza scrupoli, gli accoppiamenti in consanguineità  sono possibili, che  i cuccioli sono denutriti e tolti alla madre molto prima dei 60 giorni e sono sottoposti a lunghi e stressanti viaggi.

La visita omeopatica consiste nel prendere tutta la storia del paziente, passata e recente, le sue abitudini alimentari e relazionali, le terapie effettuate e le vaccinazioni. Si osserva durante la visita come il cane esplora l’ambiente che lo circonda e che relazione ha con i proprietari ed eventualmente altri cani presenti .

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Si prendono i sintomi omeopatici più significativi e si prescrive un rimedio in base alla diagnosi e prognosi omeopatica. In alcuni casi i risultati sono molto veloci, in altri, data la cronicità della patologia, la guarigione ci impiega più tempo ad arrivare.

I casi da me affrontati hanno avuto sempre una totale risoluzione dei sintomi cutanei ed auricolari. Il merito va anche ai proprietari che hanno dimostrato una costanza e una precisione nel somministrare le terapie, veramente ammirevole!

 

LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria

LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria

DR. CARLA DE BENEDICTIS MEDICO VETERINARIO OMEOPATA

Velletri Roma

 

SIMVENCO  Scivac  Palazzo Trecchi 2009

 

LATTI E DINTORNI

LAC CANINUM, LAC FELINUM, LAC EQUINUM in omeopatia veterinaria 

Vengono presentati dei casi clinici di lac caninum e lac felinum nel cane, nel cavallo e nel gatto.

Le patologie affrontate sono: calori ricorrenti, patologie respiratorie, ansia da separazione, incontinenza, congiuntiviti.

 

 

Si descrive il lato Mind della sperimentazione di lac equinum sulla specie umana, confrontandolo con il lavoro sulle stereotipie della specie equina e  si configura un rimedio molto interessante da utilizzare nelle patologie da domesticazione forzata dove non si tiene conto dell’etologia, comportamento e bisogni dell’animale.

 

LAC EQUINUM  LATTE DI CAVALLA

Ciò che ha sorpreso molto le persone coinvolte nel proving è il fatto che il cavallo sembra essere tra le creature sulla terra l’animale più infelice e insoddisfatto che esista. Per coloro che lo amano, questa è una constatazione che lascia attoniti e che spezza il cuore.

Ma se si da una rapida occhiata alla storia del cavallo nel mondo, la causa di ciò appare chiara.

Uno dei primi usi del cavallo era di berne il sangue e mangiarne le sue carni. Faceva parte dei rituali sacrificali. Era così importante per i Celti perché faceva parte della loro vita di tutti i giorni.

I re irlandesi addirittura facevano un bagno formale nel brodo di carne di cavallo alla cerimonia di incoronazione.

La famiglia dei cavalli è stata selezionata e addomesticata da almeno 6000 anni. Una recente tomba riesumata in Ucraina ha rivelato che un cranio di cavallo aveva l’impronta del mors(dell’imboccatura).

Il cavallo addomesticato è veramente molto diverso dal suo antenato selvaggio. Infatti non esistono più cavalli selvaggi, se non quelli di Przewalsky che vivono nelle steppe della Mongolia. Sono gli ultimi branchi di cavalli selvaggi diretti discendenti del “proto-cavallo”.

I cavalli erano originari delle Americhe, ma sparirono con i dinosauri. Nel 16° secolo vennero riportati nelle Americhe dai Conquistadores spagnoli.

L’uomo ha soggiogato il cavallo e lo ha usato per gli scopi più orrendi. Il cavallo è stato usato in battaglia. Dovunque le battaglie si sono svolte sulla groppa di questo animale, che morivano innumerevoli, tra grida, urli, sangue, spari e spavento. Poi se ne è abusato dentro le fattorie, facendogli spingere e tirare carichi fino a che non erano esausti. “anzi si diceva che un cavallo affamato aveva maggior forza di traino di uno sazio con tutto ciò che implica questo (ndt)

Alla fine della loro carriera, quando non servivano più a niente venivano uccisi per farne colla.

Il rodeo e le corse hanno provocato (e provocano) altre sofferenze. Sicuramente ai cavalli piace correre, ma senza i colpi di sperone o le frustate.

Anche il termine “doma” in inglese “Breaking” rompere, la dice lunga sul rapporto uomo cavallo.

Ma come mai il cavallo si trova in questa terribile posizione? È per via della loro natura socievole e cooperativa. La comunità equina, allo stato libero, nutre solide relazioni ed è organizzata in un branco. Il cavallo ha trasferito queste caratteristiche nell’interazione con gli umani. Hanno un grande desiderio di accontentare l’uomo e di instaurare con lui stretti legami.

La seguente affermazione di un prover sembra identificare questo concetto: “ Sabbie mobili, sensazione di affondare. Un mese pazzo. Combattere e combattere ma sto perdendo terreno. Sensazione che sto facendo il mio dovere, che faccio cose di cui sono stato incaricato , ma la mia vita sta andando in pezzi intorno a me. Mi sento disperato piuttosto che triste. La vita è dura.”

 

Un branco può essere composto da 21 elementi ma anche di tre; in genere intorno a sette. È composto dallo stallone, dalla fattrice e dai puledri.

Le madri sono molto protettive con i loro puledri per il primo anno, ma se i puledri sono maschi potrebbero diventare dei concorrenti dello stallone (nonché accoppiarsi in consanguineità) e dunque a 18 mesi vengono espulsi dal branco e formano un gruppo di scapoli nel quale emergerà un capo che andrà a cercare delle femmine, per ricostituire un branco, cacciando i maschi concorrenti.

Un altro modo  è prendere il posto di un altro stallone e questo richiede molto coraggio e forza, perché il vecchio stallone non lascia facilmente il suo posto, a meno che non sia malato e privo di forze. Questo atteggiamento è molto simile al comportamento dei leoni , eccetto che per una grande differenza: il leone che vince ammazza tutti i piccoli del suo predecessore e questo non accade nel branco di cavalli.

Un modo per il “vecchio” stallone di difendere il branco e la sua posizione è minacce vocali e gesti corporei, come sbuffare, dare  spintoni , raspare e battere lo zoccolo sul terreno. CONFRONTATIONAL/CRITICAL/NASTY (PROVOCATORIO/CRITICO/IRASCIBILE).

Solo se questi deterrenti sono insufficienti allora lo stallone si comporta in modo più aggressivo con calci e morsi.

 

Come i delfini e i leoni, la famiglia è portata avanti dalle femmine. Decidono tutto ciò che riguarda i movimenti del branco. Lo stallone resta indietro, ma nel momento in cui è più capace di proteggere il branco, le femmine cercano uno stallone più giovane.

I cavalli non difendono il loro territorio e non diventano cantakerous se altri cavalli usano pozze d’acqua o il pascolo.

Se due branchi si incontrano in spazi aperti con calma procedono ognuno per la propria strada e cercano di capire a chi appartenga quel territorio. (ORGANIZZAZIONE)

Al contrario in situazioni di stabulazione forzata, un cavallo può sentire di difendere la sua straordinariamente piccola casa. Dunque quando viene introdotto un nuovo cavallo in un paddock, quello già presente può reagire con un’incontrollabile e innaturale violenza. Improvvisamente il diritto allo spazio diventa un fatto imprescindibile. (VIOLENZA, OMICIDIO).

Quando un cavallo viene usato per sport o per divertimento e lavoro è sottoposto al difficile compito di compiacere il padrone. I cavalli hanno un forte e naturale desiderio di cooperare e lo fanno anche nelle condizioni più difficili.

Rimangono fedeli fino alla fine dei loro giorni.

Latti sintomi repertoriali

 

foto dal sito www.stpauls.t

foto dal sito www.stpauls.t

Sintomi comuni ad almeno tre rimedi

Animals, love for animals  caninum felinum delfinum

Anxiety  caninum delfinum lupinum

Cheerful  felinum  delfinum lupinum

Company des for   caninum  felinum  delfinum  lupinum

Delusions caninum  felinum  delfinum  lupinum

Fear caninum  felinum  delfinum  lupinum

Irritability  caninum  delfinum  lupinum

Sensitive caninum   delfinum  lupinum

Sensitive noise  caninum   delfinum  lupinum

Sintomi interessanti

Lac caninum

MIND – WASHING – desire to wash

MIND – LOVE – friends; for   caninum

MIND – ANXIETY – success; anxiety from doubt about   caninum

MIND – ABUSIVE  secondo grado

MIND – INSOLENCE  secondo grado

MIND – FEAR – happen, something will

MIND – FEAR – open spaces; fear of

MIND – FEAR – downward motion, of

MIND – FEAR – dark; of

MIND – FEAR – dark; of – children; in

MIND – FEAR – dark; but curiously enough not in the

MIND – FEAR – falling, of

MIND – FEAR – falling, of – descending stairs; when

MIND – FEAR – cancer; of

MIND – FEAR – dogs, of

MIND – FEAR – knives; of

MIND – FEAR – duty – unable to perform her duties; she will become

MIND – FEAR – consumption, of

MIND – FEAR – contagion

MIND – FEAR – contagion – children; in

MIND – FEAR – heart – disease of the heart – stop; heart will

MIND – FEAR – disaster; of

MIND – FEAR – failure, of

MIND – FEAR – business failure; of

MIND – FEAR – death, of

MIND – FEAR – monsters; of

MIND – FEAR – monsters; of – dark; in the – not in the dark; in light and

foto dal sito www.100caniegatti.it

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MIND – FEAR – spiders, of

MIND – FEAR – respiratory disease; of a

MIND – FEAR – rejection; of

MIND – FEAR – separation; of – friends; from

MIND – FEAR – snakes, of

MIND – FEAR – alone, of being   secondo grado

MIND – FEAR – thunderstorm, of

MIND – FEAR – thunderstorm, of – children; in

MIND – FEAR – earthquakes; of

MIND – FEAR – everything, constant of

MIND – FEAR – wind, of

MIND – INSANITY

MIND – INSANITY – orgasm, at height of

MIND – THINKING – complaints – agg.; thinking of his complaints

 

Lac felinum

foto dal sito www.cucciolissimo.com

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MIND – HARMONY – desire for

MIND – ANOREXIA NERVOSA  

 

 

 

 

 

 

Lac Delphini

MIND – ANXIETY – children – about his

MIND – ANXIETY – family; about his

MIND – COMMUNICATIVE

MIND – AILMENTS FROM – fear

MIND – AILMENTS FROM – fright

MIND – AMUSEMENT – desire for

MIND – EXPANSIVE

MIND – CONFIDENCE – want of self-confidence

MIND – CONFIDENCE – want of self-confidence – inferior; feels

MIND – PLAYFUL

MIND – PLAYFUL – water; in the

MIND – DELUSIONS – separated – group; he is separated from the

MIND – DELUSIONS – separated – world; from the – he is separated

MIND – DELUSIONS – safe; she is not

MIND – DELUSIONS – enemy – surrounded by enemies

MIND – DELUSIONS – danger, impression of

MIND – DELUSIONS – danger, impression of – calm; yet

MIND – DANGER – surrounded by – calm; yet

MIND – WATER – loves

MIND – FEARLESS

MIND – FEARLESS – water, in the

MIND – FEARLESS – waves; plunged through big

MIND – COMPANY – desire for – watched constantly; wants to be

MIND – DELUSIONS – separated – group; he is separated from the

MIND – FEAR – crowd, in a

MIND – FEAR – accidents, of

MIND – FEAR – robbers, of

MIND – FEAR – danger, of impending

MIND – FEAR – snakes, of

MIND – FEAR – sex; of opposite

MIND – FEAR – pins; of

Lac lupinum

MIND – DANGER – desire for

MIND – BENEVOLENCE – fortunate; to others less

MIND – LOVE – appreciation for fatherly love – younger and older men; between

MIND – CHEERFUL – company, in

MIND – EMOTIONS – loss of   quarto grado

MIND – ESCAPE, attempts to – angles of; looking for

MIND – INDUSTRIOUS

MIND – THOUGHTS – disordered

MIND – THOUGHTS – distracted

MIND – THOUGHTS – erroneous

MIND – THOUGHTS – erroneous – perception; of

Lac equinum

MIND – INDUSTRIOUS

MIND-DISHARMONY in the family aggravates

MIND – AILMENTS FROM – discords – family members; between

MIND – ANGER – touched; when  

quarto grado

MIND – FEAR – control; losing

secondo grado

MIND – AILMENTS FROM – embarrassment

MIND – AILMENTS FROM – embarrassment – poor job performance; of

MIND – EFFICIENT, organized    secondo grado

MIND – EFFICIENT, organized – compensation for mental confusion; must be

MIND – EFFICIENT, organized – clutter; bothered by

MIND – ESCAPE, attempts to – family and children; attempts to escape from her

MIND – DELUSIONS – house – surrounded; house is

MIND – DELUSIONS – neglected – duty; he has neglected his

MIND – IMPATIENCE – boredom; with

MIND – RESTLESSNESS – anxious – disorganization agg.

MIND – RESTLESSNESS – anxious – fresh air amel.

MIND – RESTLESSNESS – anxious – noise agg.

MIND – FIGHT, wants to