PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E OMEOPATIA

sI ILLUSTRA IL LAVORO CONGRESSUALE IN PPT DELLA DOTT.SSA CARLA DE BENEDICTIS SU PROBLEMI COMPORTAMENTALI DEL CAVALLO E METODOLOGIA OMEOPATICA CONGRESSO FIAMO ROMA 2006
LA BROCHURE DEL CONVEGNO
brochure 7°Congresso FIAMO

IL POWER POINT DEL CONVEGNO

 

Caso di maltrattamento curato con omeopatia

Caso di maltrattamento curato con omeopatia

CASO DI CASPER

Casper, così scherzosamente ribattezzato per la sua eccessiva magrezza, è un cavallo sfortunato. Se la geografia delle sue cicatrici e ferite è l’indicazione della sofferenza e del dolore fisico inflittogli dalle punizioni, possiamo ricostruire una mappa fatta di sfruttamento animale, maltrattamento e abuso di un essere senziente.

Il cavallo scappa per strada di notte , provocando un grave incidente stradale, nel quale il suo compagno muore e il conducente dell’auto riporta gravi lesioni.
Arrivano carabinieri,la asl ma il proprietario non si trova o si nasconde, vedendo il danno provocato a un povero automobilista e la sua responsabilità per mancata custodia di un animale Il cavallo non può essere riconosciuto in alcun modo in quanto l’anagrafe equina purtroppo in Italia, per gravi mancanze di chi se ne era preso carico, ancora non è applicata.
Dunque la povera bestia, ferita e sotto shock viene affidato in custodia a una persona che garantisce di prendersi cura del cavallo.
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Passa un mese e viene fatto un controllo sullo stato di salute dell’animale. Viene trovato in stato di abbandono, in mezzo alla sua sporcizia, senza acqua e cibo, forse da quel giorno!
Le ferite riportate sono tutte infette, lui è talmente debole che non ce la fa neanche a camminare.
Viene preso e portato in un circolo ippico, dove inizia questa storia.
Ne ho viste tante durante la mia professione, ma non mi abituo al maltrattamento degli animali. Mi è venuto un groppo allo stomaco e non ci ho pensato due volte a prestare cure immediate ,a mie spese, a questa povera bestia. Codice etico deontologico a parte, non ho studiato tutti questi anni solo per ricevere un compenso a una prestazione; la sofferenza degli animali è una responsabilità che ricade su ognuno di noi, anche se non ne siamo direttamente responsabili.
Il cavallo presentava molteplici lesioni, vecchie e nuove, ma il suo stato generale era talmente compromesso e la sua età di circa 15 anni, che il suo organismo non lo avrebbe retto un qualsiasi farmaco “normale”.
Inizio subito un trattamento omeopatico a base di Arnica montana: questo famoso rimedio ha anche una componente “mentale” che è il trauma subìto, che ti lascia intontito, e profondamente scosso. Ho usato una diluizione molto dolce, una cinquanta millesimale per non creare nel suo equilibrio nessun sconvolgimento grosso, ma solo lenta ripresa.
Dieci gocce al giorno sciolte in acqua e man mano che passavano i giorni, iniziava a diventare più reattivo fino a nitrirmi quando mi vedeva. La ferita sul petto che buttava pus come una fontanella, è stata curata con un altro rimedio omeopatico che drena all’esterno i processi suppuranti, la silicea e che favorisce la guarigione delle ferite . Il lavaggio quotidiano con sapone disinfettante e acqua calda, le applicazioni di pomate alla calendula, le passeggiate a mangiare erba fresca, le spazzolate per rimuovere il sudicio e massaggiare la cute, le cassette di carote, fieno buono a volontà, somministrazione regolare dei pasti, pulizia quotidiana del box, acqua pulita a disposizione, la ferratura e tanto amore, anche di Carol e Bruno, due compagni di questo viaggio fatto di compassione, hanno contribuito a una veloce ripresa.
Le cure omeopatiche sono continuate per ridurre una fastidiosa zoppia dovuta a una tendinite cronica e ho iniziato un leggero esercizio fisico alla longia per fargli riprendere la tonicità muscolare.
Il cavallo non ha preso alcun farmaco allopatico, antibiotici o antinfiammatori, nè integratori alimentari, forse per la prima volta in vita sua.
Lo sguardo è tornato brillante e attento, lasciato in paddock corre con la coda alta e si lascia invitare al gioco dalla cavallina più giovane diventata sua amica e poi si rotola per un bagno di sabbia.
Un inno alla vita e al rispetto nei confronti di chi lo ha vessato, maltrattato ma che non ha secondo me, prima rispetto per sé stesso.

casper

DESTINO DEL CAVALLO ANZIANO A FINE CARRIERA

DESTINO  DEL CAVALLO ANZIANO A FINE CARRIERA

 

Dott. Alessandro Battigelli  Medico Veterinario Omeopata

Vice Presidente Ass. Bucefalo

 


esperienza di un pensionamento integrato di cavalli giunti a fine carriera curati con la medicina omeopatica:

 

Il problema degli anziani riguarda anche gli animali domestici. Se per il cane e gatto la gestione è più semplice e familiare, per il cavallo, animale nella terra di nessuno, ai limiti tra la condizione di animale da compagnia e la produzione economica, non essere più produttivi, con problemi di salute che impediscono di lavorare, la fine che si prefigura è la macellazione.

Una volta esaurita la loro capacità lavorativa nell’ambito dell’ippica e dell’equitazione i soggetti adatti vengono destinati alla riproduzione oppure possono ancora essere sfruttati per portare in giro principianti o portatori di handicap. Quando proprio non sono più utilizzabili, il mattatoio li attende.

 L’Associazione Bucefalo  nasce nel territorio della Provincia di Bologna  da un’esperienza concreta di tutela di cavalli giunti a fine carriera.

Tale esperienza, in favore di quattro anziane cavalle provenienti dall’attività assistita dagli animali, ( comunemente denominata “ippoterapia” )ha permesso di organizzare spontaneamente un pensionamento sulla  base della condivisione economica, delle  competenze professionali e  della   responsabilità.

Nel corso di dieci anni di impegno e di confronto si è concretizzata l’opportunità di organizzare un modello di “pensionamento integrato”, rispettoso del Benessere Animale, che si propone di  reinserire il cavallo in un ambiente a lui più naturale, in un contesto  agricolo, e riducendo i costi che in un altro ambito sarebbero tali da non giustificare il mantenimento di animali improduttivi.

In sintesi i principi fondanti dell’Associazione si riferiscono alla tutela del cavallo come

patrimonio dell’umanità , al suo ruolo fondamentale nella storia della cultura e del progresso umano, al riconoscimento del diritto animale, all’educazione e al senso di responsabilità dell’uomo nell’addomesticamento.

Con la fondazione dell’Associazione ,e in collaborazione di con  una azienda agricola che ha messo a disposizione un pascolo erboso attrezzato ,è stato possibile avviare un progetto per il ricovero di ulteriori due cavalli.

Complessivamente si  tratta di animali anziani di età compresa tra i 22 e oltre i 30 anni  che per tutta una serie di motivi soffrono di patologie croniche legate al lavoro con l’uomo .

Il problema sanitario di animali anziani e affetti da malattie croniche rappresenta uno degli aspetti importanti per la gestione sia per quanto riguarda il Benessere Animale che per ciò che riguarda i costi delle cure stesse.

Le principali manifestazioni cliniche affrontate sono le osteo artrosi ,bronchite cronica ostruttiva,( la famosa bolsaggine ) uveite  o mal della luna ( patologia dell’occhio molto dolorosa),dermatite cronica  e dermatite sclerosante,esiti di tendiniti cronicizzate, paterecci e problemi vari dello zoccolo,non chè manifestazioni cliniche acute e sub acute quali dissenterie,patologie dentarie,lesioni accidentali di tipo traumatologico quali ferite contusioni muscolo scheletriche ed oculari.

Nonostante l’età degli animali,la cronicità delle patologie e il tempo trascorso dall’inizio del loro percorso omeopatico, le manifestazioni cliniche si mantengono ad un livello sintomatologico più che soddisfacente tanto da garantire la piena libertà espressiva  di comportamento naturale,uno stato di nutrizione ottimale,e il positivo adattamento al reinserimento in un pascolo dopo una lunga vita trascorsa in scuderia . Per quanto riguarda l’evoluzione della malattia cronica e le condizioni di aggravamento  si evidenzia un  rallentamento comune e in alcuni casi si è riscontrato anche un miglioramento delle condizioni patologiche iniziali. Le condizioni generali sono buone e le riacutizzazioni assai rare.

A tuttora la società affronta il problema  nei confronti del cavallo anziano, salvo rare eccezioni, con la macellazione o l’abbattimento perché economicamente improduttivo anche per gli alti costi delle cure.

L’approccio omeopatico si rivela estremamente vantaggioso ,oltre che per l’evidenza clinica ,per il basso costo dei rimedi e per la maneggevolezza e facilità di somministrazione . Inoltre, l’assenza di effetti collaterali , di controindicazioni e tossicità, nonché  l’assoluta innocuità nei confronti dell’ambiente ( sappiamo che le medicine escrete con le feci e l’urina dagli animali inquinano il terreno ) pone   la terapia omeopatica una importante alternativa rispetto alle cure soppressive, tossiche e costose  offerte dalla farmacologia veterinaria  per la gestione delle malattie croniche della specie equina.

 

Cavalli mucche maiali pecore e…polli

 Il Granulo – anno I numero 1  estate 2006

 

“Dai non posso credere che curi con l’omeopatia questi animali, e come fai, non lo ritenevo possibile !!!” questa è una frase che mi sento dire spesso, quando aggiungo al titolo veterinario anche quello di omeopata…

Perché cavalli mucche maiali pecore e polli non potrebbero usufruire di questa fantastica terapia?

Certo non è facile a volte interpretare un dolore, un trauma, un disagio, specialmente se parliamo di animali di allevamento, costretti a vivere in condizioni non naturali. Grande importanza per una riuscita della terapia omeopatica è il miglioramento delle condizioni di vita degli animali sia che vengano usati per  uso zootecnico, sportivo o ludico. 

Quando vengo chiamata per visitare un cavallo prima ancora di avvicinarmi lo osservo attentamente , il cavallo parla con gli occhi, con l’espressione che assume, con la postura, e ci dice col suo linguaggio  se  è triste e depresso, o vivace, o pauroso, o schivo o poco socievole.

Chiedendo informazioni sul suo passato, sulle sue abitudini, sulle patologie che ha avuto, valutando l’ambiente in cui vive, se sta all’aperto qualche ora al giorno o sempre chiuso in box, se mangia anche cibo fresco e non solo secco,  si delinea un quadro sintomatologico che ci porta alla scelta del rimedio giusto!

Anche le mucche hanno il loro carattere e l’allevatore le conosce una per una e ci sa dire  abitudini e  preferenze che sono determinanti, insieme ai sintomi presentati, per la scelta del rimedio.

Quando i numeri si fanno più grossi come per un gregge o per suini da allevamento  l’approccio omeopatico cambia un po’, prevalgono i sintomi “di gruppo” su quelli individuali. E il rimedio come si da?  Sciolto nell’acqua di bevanda o nei pastoni liquidi e i risultati sono sorprendenti!

In questo modo si evita di stressare le bestie con trattamenti individuali, non si inquina con liquami contenenti molecole sintetiche come antibiotici e antiparassitari, il risparmio sui farmaci tradizionali è notevolissimo, le carni sono più sane per chi le mangia, non avendo all’interno residui dannosi alla salute e gli animali si sentono meglio anche in situazioni di costrizione, perché allontanando la patologia diventano  più forti.

Come si può capire da queste poche righe, la visita omeopatica dura un po’ di più di quella normale perché vanno raccolti tutti i sintomi che ci permettono di individuare il rimedio che più si avvicina al famoso simillimum. 

E un buon veterinario omeopata non può prescindere da una visione “olistica” del problema, cioè va valutato l’animale nel suo complesso, come vive ,cosa mangia, in che ambiente sta, come viene trattato. Quando ad esempio mi chiedono :  “ il mio cane si gratta, ha qualcosa di omeopatico per fargli passare il prurito ?”  io rispondo che l’omeopatia non lavora sul sintomo dimenticandosi in quale contesto viviamo, come spesso succede quando si va dal dottore, ma che il prurito è solo una manifestazione esterna di un disagio che va indagato profondamente.  Se non si migliorano le condizioni di vita,la guarigione sarà spesso solo parziale, perché l’omeopatia non può risolvere, come spesso si pretende, problemi che non le appartengono.

 

 

Dr Carla De Benedictis
Medico Veterinario