Cosa si può migliorare o curare con il trattamento osteopatico veterinario?

Cosa si può migliorare o curare con il trattamento osteopatico veterinario?

Cosa si può migliorare o curare con il trattamento osteopatico veterinario?
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foto tratta dal sito : http://www.distrihorse33.com/blog/2012/01/ostheopathie-chez-le-cheval
Devo fare una doverosa premessa: mi è capitato sentir parlare qualche osteopata di patologie del cavallo o del cane trattate con osteopatia. Questa valutazione è permessa solo a un veterinario. In genere gli osteopati non hanno la laurea in medicina o in medicina veterinaria, per cui per tutta una serie di motivi, non possono e non devono parlare di trattamento di Patologie, che presuppongono una diagnosi medica, una prognosi e una terapia.
Ricordiamoci che l’Osteopatia, come Omeopatia e Agopuntura, non curano le patologie, ma il paziente, umano o animale nella sua totalità, che presenta una patologia, o nel nostro caso una disfunzione. Per questo motivo sono annoverate all’interno delle medicine OLISTICHE, della totalità del soggetto, e non di una sua parte malata avulsa dal corpo.
OSTEOPATIA PER I CAVALLI
Dressage: il cavallo non esegue gli esercizi richiesti di passage, di piaffer, di pirouette ecce cc
Salto ostacoli: si attacca in bocca, si rifiuta, non dà la schiena, cammina sulle uova, ha
zoppie intermittenti, ecc ecc
Ippica: è rigido dal lato esterno , rompe al galoppo,rigidità dopo traumi, cadute, non fa i tempi, ecc ecc
Western: rigidità, zoppie, intolleranza all’esercizio, non cambia le andature velocemente ecc ecc
In tutte le specialità i cavalli possono soffrire di cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, sciatalgie dopo anestesie, o alterazione della funzione viscerale, perché anche gli organi e i visceri possono essere manipolati con il trattamento osteopatico.
Nel cane: il cane sportivo e da competizione ha più o meno gli stessi problemi del cavallo.
In più i cani hanno patologie articolari congenite (es displasia anca) che li portano a utilizzare male o parzialmente alcune parti del corpo e creare una disfunzione.
Il cane, al contrario di quanto si possa credere, è più difficile da trattare rispetto al cavallo, è meno docile e spesso si ribella mordendo. Ci vuole pazienza.
È importante che l’osteopata dialoghi con il veterinario curante, con il maniscalco o pareggiatore barefoot, in modo tale da creare un gruppo di lavoro che va nella direzione della guarigione dell’animale, ognuno rispettando le sue competenze.

OSTEOPATIA VETERINARIA

OSTEOPATIA VETERINARIA

L’osteopatia veterinaria nasce intorno agli anni ’70 grazie al medico veterinario francese dr. Dominique Giniaux.
I pazienti umani, vedendo i benefici dei trattamenti osteopatici su di loro, iniziarono a chiedere se questa tecnica poteva essere applicata anche sui loro animali.
Il cavallo è la specie privilegiata dai trattamenti osteopatici, sia perché essendo un animale sportivo presenta sempre qualche disfunzione o disarmonia e anche perché le grandi strutture muscolo-osteo-articolari e la docilità del cavallo, rendono i trattamenti più efficaci.
Il trattamento osteopatico veterinario si articola in questo modo:
utilizzo delle mani come strumento di ascolto e di intervento
Esame della qualità del movimento
Valutazione della mobilizzazione articolare e della qualità dei tessuti.
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Osteopatia Origini e storia

Osteopatia  Origini e storia

OSTEOPATIA
Origine
le tecniche manuali applicate alle articolazioni era già note ai tempi di Ippocrate (460 -370 AC), Galeno (130-200 DC), Avicenna (980-1037 DC). In un suo scritto Ippocrate dice :”tengo in molta considerazione la pratica di medicina manuale”.
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Dunque l’osteopatia non è una nuova scienza, in quanto le manipolazioni strutturali erano già conosciute, ma è innovativa per il suo modo di concepire la salute.
Nei tempi recenti è stata ri-scoperta da il Dr. A. T. Still (1828-1917), allievo del grande dr James Taylor Kent, omeopata americano del College di Omeopatia Hering. La cultura omeopatica, che considera l’individuo nella sua totalità, in una visione olistica, ha molto influenzato e ispirato la tecnica di Still.
In comune con il padre fondatore dell’omeopatia , S. Hahnemann, aveva l’educazione religiosa protestante, da cui proveniva la fede e una potente determinazione.
Ma è solo da pochi decenni che l’Osteopatia è apparsa in Europa con il boom delle medicine alternative.
Still codificò e stabilì poco a poco i principi di base dell’osteopatia che ancora oggi sono utilizzati.
Nel 1987 a Bruxelles, durante la Convention Osteopatica Europea, è stato definito il concetto di Osteopatia:
1. La medicina osteopatica è un’arte, una scienza, una filosofia di salute rinforzata da conoscenze scientifiche in piena evoluzione.
2. La sua filosofia ingloba il concetto di unità della struttura dell’organismo vivente e delle sue funzioni
3. La sua specificità consiste nell’utilizzare un modo terapeutico volto a riarmonizzare i rapporti di mobilità e di fluttuazione delle strutture anatomiche.
4. La sua arte consta nell’applicazione dei suoi concetti alla pratica della medicina in tutte le sue branche o specializzazioni
5. La sua scienza comprende le conoscenze comportamentali, chimiche, fisiche e biologiche relative allo ristabilimento e alla preservazione della salute, non chè alla prevenzione della malattia e al sollievo del malato.
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L’osteopatia si fonda su principi molto interessanti e condivisibili
il corpo si trova all’interno di un equilibrio complesso e tende naturalmente all’autoregolazione e all’autoguarigione di fronte alla malattia.
Il corpo umano o animale è una entità dove la struttura e la funzione sono interdipendenti
Un trattamento osteopatico si basa su questi principi.
Un buon osteopata favorisce il concetto struttura/funzione all’interno del suo approccio diagnostico e terapeutico, attraverso i mezzi manuali.