Applicazione dell’omeopatia a un allevamento di scrofe per mortalità neonatale

2004 BROCHURE FIAMO

2004 congresso fiamo

Titolo: un caso aziendale di mortalità neonatale suina. Dal superamento della crisi all’eugenetica. Applicazioni pratiche di omeopatia unicista in un allevamento tradizionale di scrofe.

Riassunto: si tratta di un lavoro svolto in un allevamento tradizionale di scrofe che per due anni ha avuto ingenti perdite economiche dovute alla elevatissima mortalità neonatale. E’ stata utilizzata l’omeopatia come supporto nella fase critica come prevenzione in una fase successiva.
Stabilizzata la situazione si è applicato su un gruppo di scrofe l’eugenetica per osservare il consolidamento dell’immunità: risultati e benefici ottenuti

Introduzione: La mortalità neonatale suina è uno dei problemi più grossi che affliggono gli allevamenti intensivi di scrofe. E’ dovuta principalmente a due cause fondamentali
1. a schiacciamento e ipotermia per mancata assistenza al parto
2. ad agenti patogeni virali e batterici contratti durante l’accoppiamento e la gestazione.
Dal punto di vista economico il danno è notevole in quanto la resa economica per l’allevatore inizia quando la nidiata supera i 10 elementi svezzati con la minor spesa possibile.

Obiettivi
1. interrompere la mortalità neonatale
2. stabilire interventi correttivi
3. sperimentare attraverso l’eugenetica il consolidamento dell’immunità

Come uso fare da tempo nell’applicazione dell’omeopatia negli allevamenti per poter far conoscere,accettare e consolidare un metodo terapeutico diverso e nuovo, non escludo mai l’utilizzo di antibiotici, ma enfatizzo il miglioramento delle condizioni ambientali, l’alimentazione corretta, il benessere animale. Poi propongo anche l’uso dell’omeopatia che viene sempre accettata bene perché inserita in un contesto di miglioramento globale.
Non mi e’ possibile prescindere dall’uso di antibiotici quando le situazioni sono critiche, anche se questi spesso e volentieri non hanno l’effetto sperato, e questo dato gioca sempre a mio favore perché è qui che inserisco con successo il farmaco omeopatico.
Quando saranno a disposizione fondi per la sperimentazione si potrà applicare correttamente il metodo omeopatico puro, ma che a mio avviso non avrà mai una totale applicazione nelle aziende zootecniche, pensiamo solo all’uso delle vaccinazioni obbligatorie e alla movimentazione degli animali.
Lo scopo di questo lavoro dunque è quello di dimostrare che l’omeopatia in veterinaria si può usare con successo anche in fasi molto critiche e con risultati veloci e duraturi, che il farmaco omeopatico sinergizza con la terapia antibiotica che può essere drasticamente ridotta con abbassamento di costi, di interventi sull’animale e con aumento delle resistenze alle malattie promuovendo così il benessere animale

Materiali e metodi
Si tratta di un piccolo allevamento di circa 50 scrofe situato a Velletri in provincia di Roma nato nel 1984 e che ha dato al proprietario sempre una buona resa economica vendendo il prodotto ai privati e non essendo vincolato ai prezzi di mercato. Le cose iniziano ad andare male da circa due anni per una costante lenta e progressiva mortalità neonatale che continua in fase di svezzamento e messa a terra per i suinetti sopravvissuti.
Il risultato e’ una perdita economica stimata di circa 600 milioni delle vecchie lire, debiti con i fornitori, scoperto in banca, scontento dei clienti sul venduto che cresce male e si ammala, perdita della clientela e completa sfiducia nella capacità dei veterinari e della loro professionalità.
Agisco contemporaneamente su tre livelli
 attenta analisi delle condizioni igienico sanitarie
 identificare attraverso analisi del sangue e reperti anatomo-patologici l’agente eziologico prevalente responsabile della mortalità.
 iniziare una terapia che blocchi in qualche modo la mortalità altrimenti senza questo risultato l’allevatore non collabora .
Inizio a fare prelievi di sangue alle scrofe e li porto insieme ai maialini morti all’Istituto Zooprofilattico di Perugia nonostante le resistenze dell’allevatore che ha già proceduto in questo modo
Da un’attenta anamnesi della malattia e della sua evoluzione vengo dunque a sapere che dopo un anno di mortalità neonatale l’allevatore decise di sostituire tutto il parco scrofe comprandone delle nuove (senza sapere che le precedenti si stavano progressivamente immunizzando)
Ha così ricominciato l’anno successivo,dopo aver speso una ingente somma di denaro,
con gli stessi risultati disastrosi avuti l’anno precedente sia perché le scrofe avevano portato in allevamento malattie varie e sia perché avevano contratto lì i ceppi esistenti .
Questa tabella riassume gli errori più frequenti dei piccoli allevatori di scrofe

Errore
Intervento correttivo
Introduzione di nuovi soggetti senza essere sottoposti a quarantena

Divieto assoluto di introdurre nuovi soggetti

Piano vaccinale scorretto troppe vaccinazioni e scarsa precisione di intervento nel caso della parvovirosi
Corretto piano vaccinale

Si fa il mangime da solo questo comporta specialmente al momento del parto uno squilibrio tra fibra grezza e proteine essenziali per una corretta lattazione Uso di specifico mangime lattazione

Non lava le scrofe prima della messa in gabbia in questo modo le scrofe portano batteri in sala parto e alla nascita i suinetti attaccandosi alle mammelle ingeriscono una cospicua carica batterica alla quale non sono in grado di fare fronte
Lavaggio delle scrofe con acqua calda , clorexidina spugna e spazzola

Pulisce ma non sanifica la sala parto
Sanificazione delle gabbie parto pavimento ed elementi delle gabbie

Continuo alternarsi di scrofe in sala parto Tutto pieno-tutto vuoto mediante sincronizzazione dei parti
La derattizzazione e’ insufficiente i topi che razzolano nelle mangiatoie per cui deve fare anche il vaccino contro la leptospirosi il topo è anche portatore di malattie batteriche virali e parassiti.
Derattizzazione massiccia con esche protette.

Le scrofe in gravidanza sono alloggiate in box in cui si trovano in soprannumero e si creano tensioni sociali stress cattive condizioni al parto
Diradamento delle scrofe gravide

Il caldo eccezionale dell’anno scorso necessitava di raffreddare le bestie con acqua e come ho ricordato nel lavoro precedente il maiale non suda elevate temperature possono essere causa di sofferenza fetale.
Uso di spruzzini per raffreddare le scrofe.

Scarsa igiene nelle operazioni di taglio coda e castrazione
Uso di strumenti disinfettati per la castrazione precoce , disinfezione alla nascita del cordone ombelicale e cauterizzatore per code.

Diarree post svezzamento Controllo della temperatura in sala ,disinfezione delle gabbie svezzamento e uso di mangime specializzato per quella fase

Come intervenire omeopaticamente?
Mi trovo davanti a una situazione di grave emergenza sia economica che sanitaria che si presenta a decorso asintomatico nelle scrofe. Devo considerare l’entrata di nuovi agenti patogeni da altri allevamenti, l’ immunodepressione per le scarse condizioni igieniche, per le vaccinazioni e terapie a tappeto che hanno indebolito il sistema immunitario e la capacita’ di detossificazione del fegato.

Inizio dunque la terapia omeopatica mirando a neutralizzare gli effetti negativi delle vaccinazioni

THUYA 1000K nell’acqua da bere a tutte le scrofe
Arrivano intanto i risultati dell’Istituto Zooprofilattico che non sono significativi. Decido di andare avanti senza ripetere le prove.
Raccolgo dati sui sintomi della mortalità alla nascita è altissima a volte il 90% se va bene il 50%
I maialini muoiono dopo 2 o 3 giorni con sintomi nervosi di pedalamento febbre elevata 40° c ipotermia successiva senza diarrea
Se riescono a sopravvivere sono sottopeso,
Allo svezzamento sopraggiunge la diarrea e muoiono sui 12-13 kg
Quelli che rimangono vivi sono poco vitali, ipotermici non crescono
Intervengo con Echinacea in gocce per bocca due volte al di’ e un prodotto omotissologico iniettabile ai suinetti che iniziano a mostrare segni nervosi , più per una tranquillità psicologica dell’allevatore che sente così di poter fare qualcosa di utile. Questo è possibile perché i nati sono pochi; su grandi numeri il trattamento individuale del suinetto è impraticabile.
Il mio scopo é invece trattare le scrofe che hanno partorito e in prima battuta scelgo SULPHUR per i seguenti motivi

Funzione tiopessica dello zolfo sul fegato
Entra nel metabolismo degli amminoacidi solforati come il glutatione, usato in medicina come disintossicante
Funzione di eliminazione e accelerazione dei processi di disintossicazione dell’organismo
In un individuo intossicato le ossidazioni sono rallentate in particolare quelle del fegato
Congestione venosa digestiva epatica gastrica e intestinale
Aggrava col calore
La via di eliminazione delle tossine è la cute
Se viene disturbata o o si arresta una via di eliminazione l’organismo reagisce canalizzando le scorie verso un altro organo perché provveda ad eliminare.
Se la cute è soppressa con farmaci antiparassitari, il fegato è ingorgato, intossicato e congestionato, se l’intestino è bloccato e stitico, l’organo bersaglio delle tossine a mio avviso, in una specie pluripara è l’utero. I feti assorbono tutte le scorie materne e alla nascita non ce la fanno a sopravvivere e soccombono nel giro di poche ore all’agente eziologico più aggressivo nell’ambiente.
SULPHUR 1000K
per 3 giorni consecutivi nell’acqua da bere
Tratto anche le scrofe gravide
Viene effettuata alle scrofe al momento del parto la terapia antibiotica.
La fortuna mi assiste nel trovare l’agente eziologico più significativo e responsabile della sintomatologia nervosa: mentre giro l’allevamento vedo che un suino a terra dell’eta’ di circa 3 mesi di quelli sopravvissuti sta male e ha una tumescenza ghiandolare sotto la gola. E’ un classico sintomo di streptococco.
Successivamente alla terapia con Sulphur la situazione improvvisamente si stabilizza.
Non muore più nessun suinetto
Quelli trattati hanno remissione dei sintomi nervosi
Sono trascorse solo 3 settimane
Per me questo vuol dire che le bestie hanno reagito positivamente all’introduzione del farmaco omeopatico e al lento cambiamento della situazione igienico sanitaria.( nonostante il caldo dell’anno scorso)
Ora si può intervenire per bloccare lo streptococco in quanto grazie alla cura omeopatica le scrofe riescono a sopportare meglio lo stress antibiotico.
Per prevenzione faccio fare ai nuovi nati due trattamenti antibiotici distanziati
Non posso permettermi di avere anche un singolo caso di morte
C’e’ di nuovo un caso un maialino giallo rosso che presenta sintomi nervosi lo tratto singolarmente e si riprende diventerà il testimonial di quel nefasto periodo
Settembre 2003
L’allevatore ha ripreso a sorridere ancora non ci crede.
Ora bisogna iniziare a fare prevenzione
Come?
Devo trovare un rimedio che copra sia l’infezione uterina che i sintomi nervosi e successive sequele dei suinetti. E mi ricordo dalla materia medica di aver letto di

ECHINACEA Sintomi di avvelenamento del sangue condizioni settiche generali
Infezioni puerpuerali
setticemia puerpuerale
Diarrea tifoide
Gozzo
Tendenza alla malignità di patologie acute e subacute
Meningite cerebrospinale

Inizio la terapia
Scrofe gravide ECHINACEA 1000 K
Dosi due tappi di ognuno sciolti in due litri di acqua versati nel vascone da 10 quintali due volte a settimana.
Decido anche di usare il nosode STREPTOCOCCINUM 1000K
Su tutte le scrofe 2 tappi sciolti in acqua nel vascone dell’acqua da bere una volta sola.

Sono arrivata a questo rimedio utilizzando i sintomi che presentavano i suinetti che morivano il cui agente eziologico ricordo è lo Streptococco. La similitudine del nosode come “vaccino omeopatico” corrisponde alla sintomatologia presentata dai suinetti.
Da un documento di WILHELM LUX MEDICO VETERINARIO 1833 “Isopatia del contagio” [Tutte le malattie portano nella loro stessa sostanza il mezzo per guarirle…..
Molto spesso si può constatare che l’omeopatia si realizza a perfezione nell’Isopatia, visto che guariscono le malattie contagiose di uomini ed animali con la loro stessa sostanza infettante.”] Alcuni tra i sintomi di Streptococcinum riscontrati in questa situazione sono:
Adenopatie del collo
Artrite e poliartrite delle piccole articolazioni
Stati infettivi con leucopenia e proteinuria
Endocarditi
Movimenti coreiformi

Scrofe in gabbia parto
2 tappi sciolti in due litri di acqua e versati nella cisterna dell’acqua da bere
Sei giorni prima del parto trattamento antibiotico per via orale .
Suinetti al 2° giorno di vita trattamento preventivo alla nascita da ripetere al 7°
Svezzamento a 20 giorni con mangime medicato contro coliformi
Lo streptococco e’ resistentissimo nell’ambiente e l’equilibrio immunitario delle scrofe e’ ancora precario
La terapia continua così tutto ottobre e novembre
A dicembre l’allevatore smette di trattare con antibiotico le scrofe prima e dopo il parto
In quattro mesi con sinergismo di allopatia e omeopatia e corretta gestione ambientale la mortalità neonatale è scesa drasticamente e streptococchi e coliformi sotto controllo.
Gli strascichi della malattia e dei trattamenti ora si fanno sentire sui suinetti svezzati e sui magroncelli che ai primi di novembre sono affetti da una patologia respiratoria con tosse secca e scarso incremento ponderale. Faccio aprire una via di ventilazione sul soffitto del capannone e tratto con BRYONIA 200 CH soggetti dai venti giorni di età in su, verri compresi.
A gennaio 2004
Si interrompono tutte le terapie preventive e rimangono quelle routinarie

La prova eugenetica
Decido di sperimentare su quelle stesse scrofe che davano prodotti morti o ipovitali l’eugenetica.
Si è visto dalla sperimentazione di diversi autori che l’uso di rimedi così detti di fondo, somministrati a intervalli regolari durante la gravidanza possono influenzare la formazione dei foglietti embrionali .Gli esperimenti sono stati effettuati sia sulle donne che su animali con risultati positivi e omogenei. L’eugenetica influenza
 le fasi del parto che ha caratteristiche di essere naturale e veloce
 la fase del secondamento riducendo le ritenzioni placentari
 la fase di involuzione uterina che è più rapida
 la fase dei ritorni in calore regolando la funzionalità ovarica
 il numero e la vitalità dei nati
 la resistenza dei nati dall’eugenetica alle malattie

HANNEMAN nel paragrafo 284 dell’Organon sesta edizione ci dice :
“L’azione benefica dei rimedi sul lattante , mediante il latte della madre o di una nutrice,( allattamento sostitutivo), è veramente meravigliosa. Tutte le affezioni del lattante cedono al rimedio omeopatico, se quest’ultimo è stato selezionato accuratamente, e preso in dosi assai moderate, da colei che allatta il bambino.
Se il rimedio viene somministrato in tal modo, queste affezioni vengono eliminate molto più facilmente e sicuramente, in queste creature innocenti, di quanto non sia possibile più tardi.
….. in ogni caso è indispensabile una cura antipsorica moderata della madre, nel corso della gravidanza…specialmente mediante SULPHUR, …se si vuole distruggere nella madre stessa e nel feto la psora – fonte della maggior parte delle malattie croniche – quasi sempre trasmessa per via ereditaria. I discendenti ne saranno così salvaguardati. Questo è così vero che i bambini, grazie a questo trattamento prenatale, nascono solitamente più sani e robusti, lasciando tutti stupiti; un’ulteriore conferma, questa, della grande verità della mia teoria sulla psora.”

Predispongo un gruppo di 6 scrofe e un gruppo di controllo. Permetto solo la vaccinazione obbligatoria contro la malattia di Aujeszky . Una muore subito per stress da raggruppamento inizio il protocollo eugenetico con 5 scrofe
Data di discesa dalle gabbie 27 gennaio 20004
Calore 3 febbraio 2004 coperte regolarmente dal verro C. Durata della gravidanza 115 giorni (3 mesi 3 settimane 3 giorni)

Primo mese THUJA 1000K dose unica

Secondo mese SULPHUR XMK dose unica

Terzo mese CALCAREA CARBONICA 1000K dose unica

10 giorni prima del parto SEPIA 200K dose unica

THUJA
La scelgo per neutralizzare l’effetto sicotico delle vaccinazioni e per l’effetto che questo rimedio ha nelle forme catarrali e infiammatorie dell’apparato genitale femminile che se permangono dopo il parto provocano infertilità e ritorni in calore.

SULPHUR
Lo abbiamo visto in precedenza

CALCAREA CARBONICA
L’importanza ossea del calcio gli conferisce l’importanza che ha in tutti i processi di crescita, di riparazioni dell’osso, nelle malattie ossee, demineralizzanti, e l’importanza nel tono muscolare, cardiaco e circolatorio e nelle malattie genitali della donna in quanto l’utero è il muscolo che contiene più calcio.
Le cellule nervose per funzionare correttamente hanno bisogno di calcio,in quanto lo ione è necessario al mantenimento dell’eccitabilità del parasimpatico, del vago
nella diuresi e nel metabolismo dell’acqua in quanto antagonista e regolatore dello ione sodio,
nella digestione del latte intervenendo nella coagulazione del latte trasformando la caseina .interviene nella coagulazione del sangue.
Tiroide ovaie e paratiroide hanno bisogno di un buon equilibrio calcico per funzionare regolarmente
Una turba del metabolismo del calcio provoca un rallentamento generale della circolazione linfatica che avrà come conseguenza di gravi modifiche nel funzionamento e nella nutrizione delle mucose e della pelle
Calcarea carbonica agisce su tutte le mucose e in particolare sulla mucosa uterina , via di eliminazione delle tossine.

SEPIA
L’idea di somministrare Sepia 10 giorni prima del parto è partita da frequenti casi di abbattimento pre e post partum e addirittura allo svezzamento. Le scrofe si presentano apatiche, anoressiche, depresse, in assenza di sintomi fisici. Alcune scese dalle gabbie hanno difficoltà ad accoppiarsi, non mostrano interesse per il verro e ci sono diversi ritorni in calore.
La parola chiave di Sepia è ATONIA.
L’intossicazione dell’organismo è lenta , profonda, insidiosa e progressiva.
Tendenza all’aborto per atonia
Anche lo stato psichico delle scrofe in gabbia parto riassume il comportamento Sepia prima nella fase stenica si ha eccitamento e irritabilità. Il giorno prima e qualche giorno dopo il parto astenia e depressione
La costrizione delle gabbie i frequenti parti,l’ allattamento e la riunificazione in gruppi diversi dal precedente sono situazioni stressanti che incidono sulla psiche della scrofa, definita stress da parto, che a mio avviso è invece stress da sfruttamento.
Quella che viene selezionata come attitudine materna io la definirei invece la capacità di adattamento a situazioni costrittive; nelle mie osservazioni ci sono soggetti che poco si adattano e sviluppano patologie di vario tipo.
Il gruppo di controllo continua regolarmente ad assumere le terapie classiche.
Data prevista del parto fine maggio e inizi giugno Una ritorna in calore e partoririrà il 9 di Luglio
I parti sono anticipati di qualche giorno

PROVA CONTROLLO
VIVI MORTI VIVI MORTI
11 3 11 2
2 – 12 2
15 3 10 2
12 – 9 2
16 6 12 2
TOTALE

56 TOTALE
12 TOTALE
54 TOTALE
10
In ambedue i gruppi il risultato è di 44 maialini vivi, in media 8,8 maialini per scrofa
Risultati
MORTALITA’ NEONATALE

L’approccio nei riguardi di un allevamento sia esso intensivo o biologico non deve mai prescindere dall’attenta valutazione delle condizioni ambientali, climatiche, igienico-sanitarie, alimentari, vaccinali, di specie e di razza, di produzioni richieste.

Il veterinario aziendale che a mio avviso vuole fare omeopatia con successo, deve essere informato anche di tutte le innovazioni in campo tecnologico e terapeutico per poter dialogare alla pari con i colleghi allopati

La mortalità neonatale è scesa nel giro di 15 giorni dall’85% al 5%
Le scrofe hanno successivamente partorito senza presentare problemi
Non è stato rilevato fino ad oggi nessun caso di mastite post partum
Agalassia ed endometriti nell’ordine del 2% delle scrofe partorite
Stress pre e post partum si è verificato nell’ordine del 10% e i casi trattati omeopaticamente sono guariti più velocemente

Il consumo di antibiotici è sceso drasticamente del 75% in 6 mesi

Sono stati eliminati 3 vaccini
E’ stato possibile effettuare una rimonta con le scrofette nate in azienda, attualmente tutte gravide
Il peso dei suinetti allo svezzamento è notevolmente superiore ai primi 6 mesi del 2003
E’ stato possibile attraverso una gestione scritta rilevare i ritorni in calore
I topi sono scomparsi

COSTI

EUGENETICA
DATI POSITIVI
I suinetti nati nel gruppo di prova non sono stati mai trattati con antibiotico e pur trovandosi in ambiente promiscuo hanno rivelato una resistenza alle malattie. Alcuni hanno avuto la diarrea che è dipesa però da un cambio di alimentazione delle madri e da una marcata umidità ambientale dovuta alle forti piogge.
Nessun consumo di antibiotici iniettabili
Buona crescita e incremento ponderale
Conferma di una immunità acquisita nel tempo
Minor manodopera

DATI NEGATIVI
La prova eugenetica non ha dato risultati buoni per quanto riguarda il numero dei nati che per un allevamento suino è la cosa più importante. Penso che l’errore sia nella scelta dei rimedi troppo “psorizzanti” e va rivisto il protocollo.
L’errore forse è proprio istituire un protocollo fisso , senza aver valutato con attenzione la situazione aziendale. In linea di massima si può dire che l’eugenetica è possibile dopo aver valutato il livello energetico dei soggetti, la specie trattata, unipara o multipara, le condizioni ambientali, all’aperto o intensivo, la durata della gravidanza,i numeri di parti l’anno e i trattamenti vaccinali e antiparassitari subiti. Le malattie intercorse o possibili e fare una valutazione miasmatica del miasma predisponente.
Che in questo caso è psorico sifilitico 1-3

CONCLUSIONI
Non si puo’ passare drasticamente da animali fortemente trattati e vaccinati al metodo omeopatico puro senza rischiare di avere perdite significative in allevamento.

Per conquistare la fiducia nell’allevatore dobbiamo mostrarci all’avanguardia sulla medicina allopatica, sui prezzi di mercato e sulle nuove tecnologie. Isolarsi in un mondo a parte non ci permette né di confrontarci né di farci conoscere.
Scendendo a compromessi l’uso dell’omeopatia unicista negli animali da reddito è possibile, praticabile e vincente.
Sono le situazioni di emergenza che per quanto drammatiche, ci danno l’opportunità di usare e sperimentare con successo l’omeopatia.
Io auspico che questo lavoro, per quanto imperfetto, apra lo spazio per raccogliere quanta più casistica possibile in modo da fornire al veterinario omeopata di animali da reddito , dati ai quali attingere e sperimentare,senza compromettere la sua immagine professionale e i benessere animale.

Bibliografia
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Bertacchini F., Campani I. – Manuale dell’allevamento suino – Ed agricole, Bologna, 2001
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Del Francia F. – Omeopatia per la cura degli animali – RED, Como, 1990
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Julien O.A. – “La materia medica dei nosodi “ Ipsa editore 1997
Kent J.T. – Repertory of Homeopathic materia medica – Jain Publishers PVT. LTD, New Dheli, 1996 Voll 1e 2
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Nigrelli, Gatti, Guizzardi – Le malattie del suino – Ed. Informatore Agrario, Bologna, 1989
Syllabus :10Th International Symposium on Pig Reproduction and Artificial Insemination Rome 5-7 May 2003
Proceedings :4th International Symposium on Emerging and Re-emerging Pig Diseases – Roma Palazzo dei Congressi 29 Giugno / 2 Luglio 2003- P. Martelli ,S. Cavirani, A. Lavazza EDITORS

Approccio sistemico: affinità tra medicina comportamentale e omeopatia unicista

Approccio sistemico: affinità tra medicina comportamentale e omeopatia unicista
Il pastore tedesco cerca di mordere la cavalla

Il pastore tedesco cerca di mordere la cavalla

APPROCCIO SISTEMICO med comport e omeopat unicista
ciccio e iuna 002
La cavalla si ribella e il pastore tedesco indietreggia

L’OMEOPATIA NEI GATTI

L’OMEOPATIA NEI GATTI

L’OMEOPATIA NEI GATTI a cura della Drssa Carla De Benedictis
benjy dietro la tenda
Sempre più proprietari di gatti si rivolgono all’omeopatia per molteplici motivi
– trovare una cura alternativa ai medicinali tradizionali
– difficoltà di somministrare farmaci ai gatti
– intolleranza ai farmaci da parte dei gatti
– espansione di malattie auto immuni ( ) per le quali non c’è cura
– problemi comportamentali che non rispondono a terapie farmacologiche.
L’ approccio migliore sarebbe quello di iniziare a trattare il gatto quando è cucciolo. La scelta di vaccinare o no il proprio animale è individuale e va anche valutata in base alla vita che l’animale conduce. Ci sono i pro e i contro in ogni scelta che si fa e non esiste la scelta giusta in assoluto.
– Durante la visita omeopatica il proprietario riceve informazioni sull’alimentazione che deve essere naturale. Alcuni gatti, assuefatti ai croccantini, non torneranno più indietro, ma la maggior parte aderisce con entusiasmo alle nuove proposte culinarie.

– Se i gatti stanno in appartamento, si provvederà anche ad arricchimento ambientale, per limitare la noia e la frustrazione, spesso causa di malattia.

Le malattie più frequentemente curate con l’Omeopatia sono:
– Ulcere eosinofiliche in bocca
– Dermatiti eosinofiliche
– Dermatiti da leccamento
– FIP Peritonite infettiva
– FeLV Leucemia infettiva felina
– FIV Immuno deficienza felina
– Diarrea cronica
– Insufficienza renale acuta e cronica
– Ipertiroidismo
– Riniti croniche
– Malattia dei gattini: rino-laringo-tracheite infettiva (FVR)
– Asma felino
– Polmoniti
– Otiti
– Malattie neurologiche
– Pancreatici
– Calcoli urinari per evitare l’intervento di uretrostomia
– Problemi comportamentali

I rimedi omeopatici vengono somministrati in granuli da sciogliere in acqua o in gocce, direttamente in bocca con una siringa senza ago, o in un po’ di cibo umido. La frequenza e la durata del trattamento è in base al tipo di patologia da trattare.

gatti di piazza vittorio a Roma

gatti di piazza vittorio a Roma

COMPORTAMENTO DEI SUINI (ETOLOGIA)

COMPORTAMENTO DEI SUINI (ETOLOGIA)

Introduzione
L’etologia è una moderna scienza che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale. Ha origini antichissime, ma il fondatore è riconosciuto essere Konrad Lorenz .
Conoscere il comportamento naturale degli animali, ci aiuta:
1. a uscire dall’empirismo, cioè la pratica senza una conoscenza scientifica, che porta al verificarsi di problemi sia tra uomo-animale sia nella gestione dell’ allevamento
2. a mettere in atto tutte le strategie possibili per creare agli animali situazioni di benessere, rispettando i bisogni di specie.
3. a riconoscere gli stati patologici sia fisici che mentali

Tutti noi siamo abituati a vedere i maiali o chiusi in stallette buie col cemento per terra o nei grandi allevamenti, dove le scrofe stanno in gabbia e i suinetti nei box.
Gli svezzamenti sono precoci, le scrofe vengono inseminate artificialmente, gli spazi sono ristretti e le mutilazioni dunque necessarie.

Il gruppo dei suini viene chiamato ORDA
.
Si usa dire .”sporco come un maiale, sudi come un maiale,mangi come un maiale, ti comporti come un maiale”. Per non parlare di altri epiteti al femminile riferiti al sesso.
Al maiale si addebita tutto ciò che è negativo dal punto di vista comportamentale e sociale. Niente di più sbagliato. Sono luoghi comuni venuti da una tradizione popolare che a volte emette giudizi deresponsabilizzando l’Uomo dall’aver creato malessere .
Foto presa da http://www.marinacepedafuentes.com
Dunque se si abbandonano i luoghi comuni e si guarda l’animale maiale oggi nel XXI secolo in un’ottica più allargata e naturale anche alla luce delle conoscenze che la scienza dell’etologia ci propone, possiamo scoprire che le condizioni in cui è stato allevato intensivamente fino ad ora, sono lontane anni luce dalla sua natura.
Vivere in modo innaturale e brutalizzante, pensiamo a chi lavora ancora in miniera o a certe condizioni di lavoro nero extracomunitario, sviluppa malessere e malattie.
I costi che gli animali in termini di sofferenza e dolore e la società in termini ambientali ,di farmacoresistenza, di inquinamento pagano per tenere in piedi allevamenti intensivi sono talmente alti che le produzioni biologiche diventano una vera alternativa di tipo sostenibile.
E’ dunque essenziale conoscere chi è e che esigenze ha questo essere che pare avere un Q.I. Quoziente intellettivo. secondo solo all’Uomo. Infatti Gorge Orwell, nel suo famoso libro “la fattoria degli animali” li fa diventare, per la loro intelligenza, leader della fattoria.

CHI E’
Animale socievole, intelligente,curioso e con forte personalità. Ha un apprendimento molto veloce e si adatta facilmente alle situazioni. E’ molto sensibile alle maniere rudi, alle violenze gratuite delle quali, se può si vendica, riconoscendo con precisione l’autore.
Se l’uomo è tranquillo, l’orda è tranquilla anche con gli sconosciuti.
Il maiale ha un grande nemico: lo stress. Questo può influire sulla qualità delle carni e dei prodotti di trasformazione.
COSA MANGIA
Il suino è un animale onnivoro ,si ciba infatti di una gran varietà di alimenti sia di origine
animale che vegetale, ama cacciare e grufolare, estirpando erbe e radici, ma si ciba anche di piccoli mammiferi.

SOCIALITA’
E’ un animale gregario che vive in piccoli gruppi familiari matriarcali ,da 2 a 6 scrofe + relaziomolto stabili
I verri invece, ad esclusione del periodo dell’accoppiamento, tendono a vivere in modo solitario o in gruppetti di “scapoli”.
TERRITORIO
Non sono animali territoriali e vivono in “home-range”, cioè territori di gruppo, di grandezza variabile (fino a molti ettari) a seconda della disponibilità di cibo: gli “home-range” comprendono aree di riposo, di pascolo, di defecazione, pozze di fango e sentieri che collegano le diverse zone.
DIURNI O NOTTURNI?
I suini sono animali sostanzialmente a vita diurna, perciò consumano i loro pasti soprattutto di giorno e dedicano all’attività della ricerca del cibo circa 7 ore al giorno: durante questi periodi di attività possono percorrere tragitti molto lunghi, anche 50 Km. Bevono molto spesso, sia durante il giorno che la notte. Per il resto del tempo amano rimanere coricati e sonnecchiare, attività a cui dedicano anche 19 ore al giorno; per riposare scelgono posti asciutti e riparati, soprattutto alle spalle, con una buona possibilità di visione e controllo di ciò che c’è intorno.
MA SONO VERAMENTE ANIMALI SPORCHI?
I suini evitano di sporcare, in genere, con urina e feci, l’area di riposo del gruppo: durante
la notte si alzano infatti una o due volte e si allontanano per urinare o bere, poi ritornano nel gruppo.
Per questo motivo l’area di riposo, in un box di gruppo, dovrebbe permettere ai suini di sdraiarsi allineati in fila, così che gli animali, durante la notte, possano alzarsi, allontanarsi e ritornare nel gruppo senza dover scavalcare e calpestare gli altri suini.
Solitamente, inoltre, i suini scelgono un’area per defecare ad una certa distanza dall’area di riposo, dai 5 ai 15 metri, e defecano anche sui sentieri che collegano le varie zone delle aree in cui vivono; le scrofe in genere evitano di sporcare il nido in cui partoriscono e se non possono allontanarsi, come nel caso delle gabbie parto, alcuni soggetti potrebbero smettere di defecare per più giorni.
TERRITORIO PIU’ ADATTO PER VIVERE
I suini possono vivere tranquillamente in zone paludose (sono eccellenti nuotatori) o adattarsi altrettanto bene a cacciare e procurarsi cibo nella boscaglia più fitta: proprio per questo, cioè per potersi mantenere in contatto con il resto del gruppo, nel corso dell’evoluzione hanno sviluppato un sistema di richiami vocali molto complesso.

E’ IMPORTANTE LA PRESENZA DI VEGETAZIONE?
I suini usano gli alberi per grattarsi, poiché non possono raggiungere gran parte della
superficie del loro corpo: questa attività può avere anche una funzione di marcatura con l’odore. I suini subordinati toelettano i dominanti che giacciono sdraiati su un fianco, mentre i primi li mordicchiano sul ventre. Dunque è importante che i paddock o i pascoli abbiano vegetazione a sufficienza anche per il controllo dei parassiti .

CALORI ACCOPPIAMENTI
Quando le femmine entrano in calore cercano attivamente i verri; il verro produce un odore e un suono che serve come stimolo per la femmina. La gravidanza dura circa 115 giorni e
uno o due giorni prima del parto le scrofe lasciano il gruppo e si allontanano per costruire un nido che di solito viene terminato 2-4 ore prima dell’inizio del parto.
GRAVIDANZA
Le scrofe domestiche danno alla luce grandi nidiate, spesso fino a 10 suinetti e più. La madre annusa il piccolo ma non lo lecca e comunque non lo aiuta a liberarsi dagli invogli fetali. Appena nati i suinetti cercano immediatamente il contatto con la madre sia per assumere il colostro che per scaldarsi: il grande rapporto superficie/volume infatti rende difficile nel suinetto la possibilità di termoregolazione.
PERCHE’ IL SUINETTO HA FREDDO?
La capacità di termoregolazione fisiologica rimane comunque difficile, anche se per motivi diversi, nel suino adulto: i suini hanno infatti una scarsa copertura di pelo, una possibilità di sudorazione limitata e quindi scarse capacità di dispersione del calore.
Per questo nei climi più caldi si rotolano in pozze di fango, mentre nei climi freddi si coricano in luoghi riparati uno a ridosso dell’altro.
ALLATTAMENTO
Circa 10 ore dopo la nascita del primo suinetto, l’allattamento assume un andamento
ciclico e viene effettuato circa ogni 40 minuti; normalmente la scrofa chiama i suinetti alla
poppata con un grugnito profondo e ritmato. I suinetti della stessa nidiata assumono il latte
materno contemporaneamente e subito dopo la nascita viene stabilita una gerarchia.
SI STABILISCE LA GERARCHIA
Questa è una fase importantissima che l’allevatore deve conoscere bene. Il suinetto stabilisce subito una gerarchia sociale chiamata in inglese Teat Order , in italiano ordine di poppata e questa non viene stabilita attraverso azioni scoordinate di spinta per raggiungere il capezzolo, come nel cane, ma tramite accesi combattimenti con l’uso dei denti appropriatamente chiamati “a spillo”. I suinetti lottano per appropriarsi delle mammelle poste più anteriormente. L’ordine gerarchico si forma entro i primi due giorni dalla nascita e i suinetti nati prima sono solitamente quelli dominanti; la gerarchia, una volta formata, rimane stabile, soprattutto nelle posizioni al vertice ed in quelle più basse.
Le mammelle anteriori sono quelle che producono più latte e quasi mai interessate da mastiti.
DOPO QUANTO LA SCROFA PUO’ TORNARE NEL GRUPPO?
In natura la scrofa ritorna nel gruppo con la nidiata 10-14 giorni dopo il parto: le aggressioni che si verificano in questa occasione di solito sono limitate, anche se le scrofe, protettive nei confronti della nidiata, potrebbero dimostrarsi abbastanza aggressive.
Se l’alimento solido è disponibile, di solito i suinetti iniziano a consumarne una quantità
significativa dalle 4-5 settimane in avanti. Lo svezzamento naturale avviene tra le 13 e le 19 settimane. Nell’allevamento biologico intorno alle 8-9 settimane. Nell’allevamento tradizionale intorno ai 14-18 giorni.

L’OMEOPATIA NELLE PECORE E NELLE CAPRE

L’OMEOPATIA NELLE PECORE E NELLE CAPRE

capre Pantelleria (3)L’OMEOPATIA NELLE PECORE E NELLE CAPRE

Con l’avvento dei prodotti biologici e del regolamento CEE che suggerisce come prima scelta, nel caso di patologie, i trattamenti omeopatici e fitoterapici negli animali da allevamento, l’omeopatia applicata a grandi numeri di animali è uscita finalmente alla ribalta.
Padre dell’applicazione dell’omeopatia sulle pecore in Italia è il dott. Franco del Francia che effettuò sin dagli anni ’90 trattamenti su greggi di pecore in Toscana.
In genere viene trattato tutto il gregge che si considera come un unico individuo. Per fare ciò bisogna considerare nella scelta di un rimedio, la specie, la morfologia della razza, il suo carattere, la sua costituzione, il sistema di allevamento usato (brado, semi-intensivo), l’alimentazione, il terreno di pascolo, le condizioni ambientali di temperatura e di zona (pianura, collina, montagna) le persone da cui vengono accudite, munte e portate al pascolo.
Si considera anche il tipo di patologie che il gregge presenta, come le manifesta, i trattamenti tradizionali effettuati (es vaccinazioni e antiparassitari) e altri parametri importanti.
Si sceglie in questo modo un rimedio “di Gruppo” che verrà somministrato o in acqua da bere o nel mangime.
Nel corso del tempo si fanno poi le valutazioni dell’andamento della terapia (follow up).
Le pecore rispondono molto bene ai trattamenti omeopatici che le rendono meno sensibili all’attacco di parassiti interni e alle malattie.

LE MALATTIE PIU’ COMUNEMENTE CURATE CON L’OMEOPATIA

ABORTI INFETTIVI
AGALASSIA CONTAGIOSA ( asciuttarella)
BRUCELLOSI
COLICHE INTESTINALI
CLOSTRIDIOSI
TETANO
ENTEROTOSSIEMIE negli agnelli e negli adulti
DISSENTERIA
DICROCELIOSI
ECHINOCOCCOSI
ECTIMA CONTAGIOSO
EPILESSIA
DISTOMATOSI
MASTITI SEMPLICI
MASTITE GANGRENOSA
MASTITE CONTAGIOSA
MASTITE STREPTOCOCCICA
MASTITE DA CORYNEBATTERI
MASTITE DA COLIBACILLI
METEORISMO ADDOMINALE
PEDAINA
MALATTIE DELL’OCCHIO
RAFFREDDAMENTI ANGINA
ROGNA
STRONGILOSI BRONCO POLMONARE
STRONGILOSI GASTROINTESTINALE

* alcune di queste malattie se diagnosticate, devono essere denunciate alla ASL di competenza