Dolly

Gentilissima Dottoressa De Benedictis,
Dolly ora è serena e senza più male.
Ci ha lasciati ieri pomeriggio e l’unica cosa che mi consola è che non ha sofferto.
E’ spirata con noi accanto, in un tempo brevissimo, con un solo, lieve, flebile lamento.
Desidero ringraziarLa per tutto: per avermi indirizzata al Dottor D.per avermi rincuorato ogni volta che Le ho scritto, per essersi presa cura di Dolly e di me.
Le sensazioni sono strane, ieri sera mi sentivo quasi sollevata perché le sofferenze della piccolina erano finite, mi si era disteso anche il viso, oggi ho in me un enorme, incolmabile vuoto.
In questi mesi di malattia di Dolly, malattia che ad un certo punto ha iniziato a galoppare, ho anch’io pensato all’eutanasia, chiedendomi nel contempo “ma chi sono io per decidere quando una creatura non deve più vivere?”.
Eppure ci ho pensato, come unico modo per evitarle sofferenze che aumentavano di giorno in giorno, specialmente da Natale in poi.
Belliximi!!! 002
Se il male fosse stato da un’altra parte forse non ci avrei mai pensato, ma in bocca…. povera creatura, una duplice atrocità: il dolore e la crescente difficoltà nel nutrirsi, proprio a lei che è sempre stata una gran mangiona, che amava la pappa più di ogni altra cosa al mondo, dopo noi.
Ma non potevo decidere.
La cagnolina era dei miei genitori e mio papà non ne voleva sentire parlare, nemmeno potendo contare sulla condivisione con me del dolore/responsabilità di una eventuale simile decisione.
E’ vissuto nella speranza, o nell’illusione, che guarisse, e questo sino poco prima che ci lasciasse, nonostante fosse immobile da giorni, nonostante non toccasse cibo da più di una settimana, nonostante vomitasse e avesse diarrea pur non mangiando, e molte altre cose che non elenco perché le conosce fin troppo bene, purtroppo.
Quel che ho potuto fare, è stato cercare di alleviarle il dolore, amarla, accudirla, coccolarla, pulirla, darle i rimedi, essere sfinita ma essere lì, con lei.

Questo in parte mi consola, in parte mi sconforta perché penso “se fossi stata più tempestiva…” Ma devo accettare il peso del mio rimorso e dei miei 1000 dubbi: cerco sempre di non lasciare niente al caso ma ogni situazione ha molteplici risvolti e ……la storia è infinita.
I nostri amici animali non si pongono tanti quesiti, ci amano e basta, e ci accorgiamo di quanto nel momento in cui non sono più con noi (ho avuto l’impressione che Dolly non volesse lasciarci, forse per questo, nonostante la situazione, ha resistito tanto).
Davanti agli occhi, nel cuore e nella mente c’è la sua immagina. Per i primi tempi sarà quella degli ultimi giorni, quelli della sofferenza, poi gradatamente ritornerà l’immagine serena dei tanti anni trascorsi insieme, del musetto gioioso, degli occhi “parlanti”, delle orecchie diritte e attente, della codina che andava ad elica appena mi vedeva, e di tutte le meravigliose e impagabili emozioni, gioie e risate che ci ha regalato.
C’è una ragazza, Testimone di Geova, che mi citofona spesso per lasciarmi le loro riviste, solo che da qualche mese mi pone insistentemente un quesito (ironia della sorte): “perché esiste la sofferenza?”, lei sostiene che è un disegno di Dio ben motivato.

Comunque stiano le cose sono del parere che far soffrire creature innocenti e indifese, a qualunque specie appartengano, è crudele e l’unico essere crudele è l’uomo, verso la sua e tutte le altre specie viventi.
Lei è una persona speciale Dottoressa, ha il dono di aprire il suo cuore all’ascolto. E per questo le sono infinitamente grata, così come le sono grati i Suoi piccoli pazienti che sono i nostri migliori amici. Un bacio al cavallo adottato e a tutti i suoi amici a 2 e 4 zampe, alati e non.
La invidio, in senso buono, per l’ambito in cui vive. Le dona serenità, la stessa che Lei riesce a trasmettere e infondere in chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerLa in un momento delicato e difficile.
Un saluto e un abbraccio, con sincera stima e affetto!
Valeria
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